PAOLA JADELUCA




Un miliardo di euro di investimenti approvati fino al 2012. Un piano finanziario e di sviluppo che Sea, la società di gestione degli aeroporti di Malpensa e di Linate, è andata a illustrare alle due cordate ancora in pista per comprare Alitalia, quella guidata da Air One e l’altra guidata da Aeroflot. Non stupisce. Il 50% del traffico sui due scali milanesi dipende dall’ex compagnia di bandiera e in attesa che succeda qualcosa i vertici della Sea stanno puntando tutto sul marketing, cercando di promuovere e supportare il trend che li vede in forte crescita, soprattutto su Malpensa, dov’è diretto l’80% dei nuovi finanziamenti. I dati registrano incrementi di traffico sia sul fronte passeggeri che su quello merci. Una forte spinta l’ha data la presenza sul terminal 2, uno dei più vecchi, di EasyJet, la compagnia low cost seconda in Europa. Ma finché non si sblocca la vicenda Alitalia, il management resta col fiato sospeso. «Giuseppe Bonomi, supportato dal sindaco Letizia Moratti, dal presidente della Provincia Penati e dal capo della Regione Formigioni racconta Oliviero Baccelli, vicedirettore del CertetBocconi sta predisponendo tutta la documentazione a supporto di Malpensa. Nel frattempo la Sea va avanti con la costruzione del nuovo albergo e dei parcheggi. Sta spingendo molto per il completamento del terzo satellite, il terminal 3, a Malpensa. Ma se non si conosce il futuro di Alitalia, il cliente più importante, non è possibile fare valutazioni della stessa Sea. In più si è in attesa dei famosi contratti di programma e degli accordi con l’Enac per il sistema di tariffazione dei diritti regolamentati. Ora si è aggiunto anche il balletto delle competenze per farle passare dall’Enac all’Authority».
Nel 2000 tutto era pronto per la quotazione. Era stato scelto pure l’advisor. Gli attacchi terroristici del 2001, le beghe politiche e anche uno scandalo hanno per lungo tempo paralizzato la società di gestione degli aeroporti milanesi. Che oggi è ancora all’84,5% di proprietà del Comune, per il 14,5% della provincia, mentre l’1% è diviso tra altri azionisti, tra cui figurano la Camera di Commercio e la Provincia di Varese. Lo scorso anno si era pensato di vendere il 33%, ma lo stallo di Alitalia ha bloccato ancora una volta la privatizzazione di Sea. Ora la Moratti sembrerebbe seriamente intenzionata a predisporre l’approdo in Borsa. Facendosi forte dei fondamentali, che vedono tornare il sereno sui conti di Sea.
L’assemblea degli azionisti ha approvato a fine aprile un bilancio che registra un incremento del 9,5% dei passeggeri, arrivati a 31,5 milioni. Un dato medio che sale al 10,9% se si analizzano i soli numeri relativi a Malpensa, che risulta essere il secondo scalo europeo per incrementi di traffico, a fronte di una crescita media degli scali internazionali del 4,4%. Tasso di crescita a doppia cifra per le merci, con un incremento del 10%. Il 51% delle merci movimentate su aerei sono transitate per Milano, che ha visto arrivare 45 nuove compagnie negli ultimi anni. I ricavi del gruppo ammontano a 651,6 milioni, con un incremento dell’1,9%. Positivo, in particolare, l’andamento dei ricavi "non aeronautici" che sono cresciuti dell’8%. Un segnale positivo. Come insegnano gli scali inglesi questa voce dovrebbe costituire la fetta principale dei guadagni. L’aeroporto funziona se diventa un grande ‘mall’, se cresce la percentuale di fatturato realizzata come centro commerciale. Più la gente fa shopping in attesa di imbarcarsi, più usa i parcheggi e dorme negli alberghi dello scalo, meno la società di gestione dipende dalle compagnie aeree e dalle beghe politiche. E i rating degli analisti salgono.

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