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  1. #1
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    Thumbs up rivolta fiscale contro gli studi di settore

    Commercialisti in rivolta


    di Redazione - sabato 16 giugno 2007, 07:00

    È rivolta fiscale contro gli studi di settore. I commercialisti scendono sul piede di guerra e con un’iniziativa senza precedenti invitano tutta la categoria a non rispettare i termini per la compilazione dei dati e a non applicare i nuovi indicatori. L’Agenzia delle Entrate avverte: così si violano le norme e il rischio è quello che i professionisti facciano un danno proprio ai loro clienti «esponendoli ai controlli». Intanto nel Nord-Est non si placa la protesta e il 23 giugno i piccoli imprenditori terranno un’altra manifestazione a Treviso. L’appello arriva anche dalle categorie: se il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli chiede, riferendosi alle aperture dei giorni scorsi da parte di governo e maggioranza, che «i buoni propositi si traducano in fatti», Giuseppe Morandini di Confindustria fa presente che «il malcontento per il peso fiscale è ormai dilagante su tutto il territorio». Intanto il termine per i versamenti - ha confermato l’Agenzia delle Entrate - slitta per gli studi di settore dal 18 giugno al 9 luglio (e fino all’8 agosto con la mini-sanzione dello 0,4%).

    Ottima notizia
    Voglio proprio vedere se gli "evasori fiscali del nord" non pagano le tasse il loro moraleggiare e la loro giustizia sociale dove vanno a finire

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    Commercialisti in rivolta


    di Redazione - sabato 16 giugno 2007, 07:00

    È rivolta fiscale contro gli studi di settore. I commercialisti scendono sul piede di guerra e con un’iniziativa senza precedenti invitano tutta la categoria a non rispettare i termini per la compilazione dei dati e a non applicare i nuovi indicatori. L’Agenzia delle Entrate avverte: così si violano le norme e il rischio è quello che i professionisti facciano un danno proprio ai loro clienti «esponendoli ai controlli». Intanto nel Nord-Est non si placa la protesta e il 23 giugno i piccoli imprenditori terranno un’altra manifestazione a Treviso. L’appello arriva anche dalle categorie: se il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli chiede, riferendosi alle aperture dei giorni scorsi da parte di governo e maggioranza, che «i buoni propositi si traducano in fatti», Giuseppe Morandini di Confindustria fa presente che «il malcontento per il peso fiscale è ormai dilagante su tutto il territorio». Intanto il termine per i versamenti - ha confermato l’Agenzia delle Entrate - slitta per gli studi di settore dal 18 giugno al 9 luglio (e fino all’8 agosto con la mini-sanzione dello 0,4%).

    Ottima notizia
    Voglio proprio vedere se gli "evasori fiscali del nord" non pagano le tasse il loro moraleggiare e la loro giustizia sociale dove vanno a finire
    la cosa matura.

  3. #3
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    Traduzioni di frasi politiche.

    La frase che diceva

    PAGARE TUTTI PER PAGARE MENO
    va letta

    PAGARE TUTTI PER MANGIARE DI PIU'

  4. #4
    la ricerca della bellezza nascosta
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    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    Commercialisti in rivolta


    di Redazione - sabato 16 giugno 2007, 07:00

    È rivolta fiscale contro gli studi di settore. I commercialisti scendono sul piede di guerra e con un’iniziativa senza precedenti invitano tutta la categoria a non rispettare i termini per la compilazione dei dati e a non applicare i nuovi indicatori. L’Agenzia delle Entrate avverte: così si violano le norme e il rischio è quello che i professionisti facciano un danno proprio ai loro clienti «esponendoli ai controlli». Intanto nel Nord-Est non si placa la protesta e il 23 giugno i piccoli imprenditori terranno un’altra manifestazione a Treviso. L’appello arriva anche dalle categorie: se il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli chiede, riferendosi alle aperture dei giorni scorsi da parte di governo e maggioranza, che «i buoni propositi si traducano in fatti», Giuseppe Morandini di Confindustria fa presente che «il malcontento per il peso fiscale è ormai dilagante su tutto il territorio». Intanto il termine per i versamenti - ha confermato l’Agenzia delle Entrate - slitta per gli studi di settore dal 18 giugno al 9 luglio (e fino all’8 agosto con la mini-sanzione dello 0,4%).

    Ottima notizia
    Voglio proprio vedere se gli "evasori fiscali del nord" non pagano le tasse il loro moraleggiare e la loro giustizia sociale dove vanno a finire
    FORZA COSI' !!

    Adesso debbono muoversi anche i commercianti del sud ..... e allora sì che i padroni se la faranno addosso dalla paura ....

    Notate una cosa fondamentale: la rivolta nasce da una iniziativa di privati cittadini (commercialisti) perchè tutte le istituzioni rappresentative (anche la confcommercio) sono infiltrate da parassiti complici dei padroni.

    Sia ben chiaro, non sono un estremista, non voglio fare terrorismo, sono un semplice lavoratore autonomo che pretendo un minimo di rispetto dallo Stato.

    FORZA COSI'!

  5. #5
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    Purtroppo la gestione pazzesca dell’economia italiana richiede di aumentare le tasse.
    Probabilmente anche i bilanci di stato e enti vari sono tutti taroccati.
    Perchè si applica la finanza creativa.

    Tanti anni or sono esisteva la tassa di famiglia che era una tassa intuitiva, basata sull’esistenza di una entità solida rappresentata dalla famiglia.

    L’entità famiglia è stata distrutta grazie al magnifico lavoro di annientamento della cultura da parte delle ideologie, foraggiate con la patente di pirateria delle ricchezze prodotte dalla società.

    Conseguentemente per drenare ricchezza si passa alla tassa sulla entità produttiva con uno o pochi elementi produttivi.

    Per le grandi ditte vi è la tassa sulla schiavitù che è un altra tassa ( bisognerà parlare anche di questo).

    L’economia comunale fondata sull’inventiva e imprenditorialità dei cittadini, struttura portante della libertà di pensiero, deve essere distrutta secondo i disegni della globalizazione.

    Pertanto se i cittadini che si sono sempre disinteressate della politica perché avevano una fiducia ( un po’ eccessiva) nelle proprie capacità di sopravvivenza, devono pensare come comportarsi.

    Mentre giustamente si auspica uno steccato teorico per filtrare l’invasione selvaggia, non si pensa di alzare un muro per evitare che i soldi delle tasse defluiscano verso i lidi romani.

    Devono decidere.

    Prendere o lasciare.

  6. #6
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    ah ma allora va bene infrangere le regole....siete come gli immigrati quindi

  7. #7
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    Chiedo scusa perché nell’intervento precedente ho parlato di patente di pirateria data ai partiti.

    Non è perfettamente esatto.

    La pirateria ha una regola in cui tutti i pirati si dividono equamente il bottino.
    Mentre i partiti sono dei saccheggiatori.
    Ossia ognuno può rubare quanto può portare via.

    Per poter rapinare le ricchezze dello stato è necessario che esista la massa critica di denaro da cui attingere quelle preziose tangenti che sono la struttura portante della partitocrazia.
    Questa massa si crea con l’evasione fiscale.
    Una grossa base che crei una piramide elevata nel cielo .

    L’evasione viene sistematicamente incentivata da una serie di tasse che non hanno limite ne come numero ne come grandezza.
    Una forma di pazzia creativa.

    In tal modo ognuno, per salvarsi deve evadere. Chi può e chi non può.
    Ora se si applica il controllo a tappeto verrebbero chiuse enormi quantità di partite iva.
    Pertanto molte esistono in quanto non controllate a fondo.


    Se invece si riducono le tasse allora l’evasione diventa veramente un atto di furberia e non un atto di difesa.
    Ed allora applicando certi controlli vi sarebbe una maggior giustizia sociale.
    Però verrebbe a diminuire la melma in cui i partiti e milioni di accoliti prosperano.

    La giustizia , l’equità colpiscono alla fine della fiera il rigoglio partitocratico.

    Ed allora la dirigenza politica nostrana, per sopravvivere, pensa sia meglio che restiamo nel pantano.

  8. #8
    Fiamma dell'Occidente
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    evviva !!!!!
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  9. #9
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    Si parla di lavoratori autonomi ma si deve parlare anche delle tasse delle ditta con molti dipendenti.

    Queste ditte sono i collettori delle tasse degli schiavi.
    .
    Il pagamento per una prestazione di mano d’opera è la cosiddetta tassa degli schiavi.

    Infatti le tasse sulla busta paga sono la tangente che lo stato pretende perché, per farlo produrre, si usa un cittadino, il quale essendo schiavo è di proprietà dello Stato.
    Ossia lo Stato percepisce la tangente considerata come affitto del personale.

    Pertanto l’Irpef sulla busta paga non si dovrebbe pagare ( sotto un certo limite) in quanto lo stipendio è un mezzo per mantenere lo schiavo cittadino in quanto lo stato non è in grado di provvedere.

    Perché nell’etica lasciatici dal grande bagaglio culturale e civile di roma , il padrone può far lavorare lo schiavo ma lo deve mantenere.
    In quanto lo schiavo era una ricchezza della società, in quanto allora era costato sacrifici dovendolo andare a prelevare a casa sua , con costose spese militari.

    Solo in seguito roma incominciò ad effettuare l’allevamento di schiavi.
    I romani divennero dei grandi allevatori di schiavi.

    Vennero allevati in grandi territori, ancora funzionanti tuttora.
    Infatti la Padania è una grande terra dove si allevano i migliori schiavi di Europa.
    Si chiamano schiavi di razza Padana.

    La selezione della razza ha permesso di creare uno schiavo pacifico.

    Attualmente a guardia di queste enormi mandrie di schiavi, nella remota possibilità che si ribellino, vi sono dei guardiani compartecipi in una società a scopo di lucro detta lega.

  10. #10
    naufrago
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    Gli studi di settore sono un furto legalizzato. Perchè si sa benissimo che puoi avere tutte le prove del mondo a tuo sostegno ma quando vai a scontrarti contro lo sdado sanguisuga, rappresentato dalla finanza, ne esce vittorioso (ma poi neanche tanto, se consideriamo il tempo ed i soldi persi per dimostrare la proprioa onestà) 1 contribuente su 10. E di certo non perchè gli altri 9 siano disonesti.

 

 
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