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  1. #1
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    pseudo cartine etnografiche

    Mi corre l'obbligo di far notare che la pubblicazione di cartine etnografiche ricostruite malamente da notizie frammentarie del passato, come quelle di Oneto o di Padanik (nel blog galloromanzi.splinder.com) propducono più danno di quanto non si attribuisca a traditori o detrattori vari.
    Siamo nella civiltà dell'immagine cosicchè produrre documentazioni palesemente errate od artefatte causa ulteriori sbandamenti in quel poco di "identitario" ancora sopravvissuto dopo il crollo generalizzato.
    Nasce il sospetto che la pervicacia con cui tali cartine etnografiche vengono prodotte sia da attribuire, più che alla buonafede, ad una volontà perversa di distruggere l'ultima fiammella di cultura sopravvissuta al diluvio in corso.
    Potrebbe trattarsi di errori fatti in buonafede da chi non ha dimestichezza con la storia con l'archeologia (o con la cultura in genere) se non accadesse che i suggerimenti percisi e circostanziati che indicano gli errori fatti non venissero sistematicamente cancellati ed ignorati da chi, invece di farne buon uso, li cancella dai propri blog (è il caso di "galloromanzi") e continua imperterrito ad esibire errori madormnali come preziose perle del proprio bestiario....!!
    tanto vi dovevamo

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  2. #2
    paddy68
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    Citazione Originariamente Scritto da montecristo2006 Visualizza Messaggio
    Mi corre l'obbligo di far notare che la pubblicazione di cartine etnografiche ricostruite malamente da notizie frammentarie del passato, come quelle di Oneto o di Padanik (nel blog galloromanzi.splinder.com) propducono più danno di quanto non si attribuisca a traditori o detrattori vari.
    Siamo nella civiltà dell'immagine cosicchè produrre documentazioni palesemente errate od artefatte causa ulteriori sbandamenti in quel poco di "identitario" ancora sopravvissuto dopo il crollo generalizzato.
    Nasce il sospetto che la pervicacia con cui tali cartine etnografiche vengono prodotte sia da attribuire, più che alla buonafede, ad una volontà perversa di distruggere l'ultima fiammella di cultura sopravvissuta al diluvio in corso.
    Potrebbe trattarsi di errori fatti in buonafede da chi non ha dimestichezza con la storia con l'archeologia (o con la cultura in genere) se non accadesse che i suggerimenti percisi e circostanziati che indicano gli errori fatti non venissero sistematicamente cancellati ed ignorati da chi, invece di farne buon uso, li cancella dai propri blog (è il caso di "galloromanzi") e continua imperterrito ad esibire errori madormnali come preziose perle del proprio bestiario....!!
    tanto vi dovevamo
    Non si puo' che essere d'accordo...

  3. #3
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    Predefinito Pseudopadanisti

    Citazione Originariamente Scritto da montecristo2006 Visualizza Messaggio
    Mi corre l'obbligo di far notare che la pubblicazione di cartine etnografiche ricostruite malamente da notizie frammentarie del passato, come quelle di Oneto o di Padanik (nel blog galloromanzi.splinder.com) propducono più danno di quanto non si attribuisca a traditori o detrattori vari.
    Siamo nella civiltà dell'immagine cosicchè produrre documentazioni palesemente errate od artefatte causa ulteriori sbandamenti in quel poco di "identitario" ancora sopravvissuto dopo il crollo generalizzato.
    Nasce il sospetto che la pervicacia con cui tali cartine etnografiche vengono prodotte sia da attribuire, più che alla buonafede, ad una volontà perversa di distruggere l'ultima fiammella di cultura sopravvissuta al diluvio in corso.
    Potrebbe trattarsi di errori fatti in buonafede da chi non ha dimestichezza con la storia con l'archeologia (o con la cultura in genere) se non accadesse che i suggerimenti percisi e circostanziati che indicano gli errori fatti non venissero sistematicamente cancellati ed ignorati da chi, invece di farne buon uso, li cancella dai propri blog (è il caso di "galloromanzi") e continua imperterrito ad esibire errori madormnali come preziose perle del proprio bestiario....!!
    tanto vi dovevamo

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da montecristo2006 Visualizza Messaggio
    Mi corre l'obbligo di far notare che la pubblicazione di cartine etnografiche ricostruite malamente da notizie frammentarie del passato, come quelle di Oneto o di Padanik (nel blog galloromanzi.splinder.com) propducono più danno di quanto non si attribuisca a traditori o detrattori vari.
    Siamo nella civiltà dell'immagine cosicchè produrre documentazioni palesemente errate od artefatte causa ulteriori sbandamenti in quel poco di "identitario" ancora sopravvissuto dopo il crollo generalizzato.
    Nasce il sospetto che la pervicacia con cui tali cartine etnografiche vengono prodotte sia da attribuire, più che alla buonafede, ad una volontà perversa di distruggere l'ultima fiammella di cultura sopravvissuta al diluvio in corso.
    Potrebbe trattarsi di errori fatti in buonafede da chi non ha dimestichezza con la storia con l'archeologia (o con la cultura in genere) se non accadesse che i suggerimenti percisi e circostanziati che indicano gli errori fatti non venissero sistematicamente cancellati ed ignorati da chi, invece di farne buon uso, li cancella dai propri blog (è il caso di "galloromanzi&quot e continua imperterrito ad esibire errori madormnali come preziose perle del proprio bestiario....!!
    tanto vi dovevamo
    Di quali cartine parli? Oneto non ha fatto altro che ridisegnare le cartine di Cavalli Sforza, che derivano da un serissimo studio scientifico ...

  5. #5
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    Il problema delle carte etnografiche padane sono le aree di confine: dove una lingua inizia cioè ad assumere elementi di un'altro idioma. Tuttavia bisogna tenere a mente che sono studi puramente teorici rivolti ad oggetti che, nel corso della storia, non hanno mai avuto rilevanti valenza politiche. Come segnalato in un altro thread, molti comuni padani al loro sorgere tendevano ad estendersi entro i limiti della propria diocesi ecclestiastica (entrando per questo in conflitto con i signori feudali radicati nel contado) o ritenevano, al di là di politiche più o meno espansionistiche, che lì iniziassero e finissero i propri diritti. Poi questa consuetudine, con le signorie, iniziò progressivamente a venire meno.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Faroaldo Visualizza Messaggio
    Di quali cartine parli? Oneto non ha fatto altro che ridisegnare le cartine di Cavalli Sforza, che derivano da un serissimo studio scientifico ...
    Lessi un intervista a Cavalli Sforza. Secondo me se sapesse vi odierebbe.

  7. #7
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    A prescindere dai sistemi di governo di ciascuna etnia, è riamsta vicva e vegeta la parlata originaria.
    Cataneo per l'appunto sosteneva il concetto del federalismo italiano su base etnolinguistica.
    Dunque, che una popolazione con sua parlata propria e caratteristica sia stata o non stata sotto una amministrazione romana piuttosto che vescovile, piuttosto che ducale o granducale o marchesale, il fatto è che l'etnia è rimasta sempre la stessa con perlata, usi e costumi uguali per millenni.

    Quindi poco importa a questo fine l'analisi recente degli ultimi duemila anni.
    Il fatto è che in Europa convivono circa 350 etnie ben definibili inquadrate in Stati burocraticamente differenti, con lingue ufficiali differenti, ma con usanze e parlate diverse dale lingue ufficiali.

    Dunque le cartine etnografiche devono partire da una base etnolinguistica, non dalla geografia politica di un determinato periodo storico.
    Non è una questione di confini (come dici di Oneto) è una questione di allocazione antropologica che parte dai Villanoviani o dai Cro Magnon o dai Terramaricoli (circa 20.000 anni fa).

    Le cartine che vogliono giustificare confini medievali, sono spazzatura, sotto il profilo federalistico.
    E spazzatura sono tutti quegli studiosi (o sedicenti studiosi) ceh sperano di contrabbandare la loro ignoranza etnografica ed antropologica per novità.
    Si trata di becero riciclaggio di idee balzane medievali.

    Il fatto è che ciascuna etnia, malgrado il ciclone romano o malgrado le signorie medievali, è rimasta identica a se stessa nel modo di interpretare la visione della vita ed il rapporto con la natura.

    Oggi ragioniamo in termini di comuni, province, regione (in Francia in termini di distretti/arrondissement/circoscrizioni).
    Se si parla di etnografia a fini federalistici, allora ci dobbiamo dimenticare i tracciati geografici e dobbiamo parlare di insediamenti.
    Le cartine strampalate di Oneto ed altri come Padanik sovrappongono l'attuale visione geografica alla realtà etnica, ignorando i comprensori umani (gli antichi "compasqua") ed avvicinandosi alla visione degli atlantini automobilistici.

    Ma in antichità, quindi anche oggi, la viabilità era ignorata, poichè non c'erano le automobili. Dunque le cartine federletnografiche DEVONO ignorare la viabilità e considerare i linguaggi.

    Solo riprendendo coscienza di quel che siamo e di quel che eravamo èpotremo formulare un progetto federale concreto.
    Oneto e gli altri depistano il progetto crando confusione mentale nell'aggregazione delle piccole comunità già di per sè confuse.

    Alcuni degli esempi macroscopici che posso portare a suffragio di quanto dico sono le etnie transfrontaliere (rispetto alle frontiere degli Stati attuali), eccoli:

    Il Tirolo (Austria/Germania/Italia)
    L'Alpazur/Occitania (di sud Est) (Italia/Francia)
    l'Adria (Italia/Austria/Slovenia)
    La Baviera (Germania/Austria)

    Analogamente esistono etnie transfrontaliere rispetto ai confini delle attuali regioni Italiane con intersezioni fra zone di confine
    Liguria/Piemonte
    Vald'Aosta/Svizzera
    Piemonte/Lombardia
    Lombardia/Veneto
    Romagna/Marche
    Lunezia (Liguria/Emilia/Lombardia/Toscana)
    ecc. ecc.

    Il discorso pare difficile ed arzigogolato, ma è banalissimo.
    Forse siamo in pochi appassionati ad aver analizzato meticolosamente sotto il profilo linguistico il proncipio Cattaneiano del federalismo, ma siamo certamente arrivati a capire la verità.
    Tutti coloro che "confondono le acque" o lo fanno per pura loro ignoranza (vedasi Oneto) o lo fanno per proprio tornaconto del "divide et impera" vedansi i vari quaquaracquà politici.
    grazie per l'attenzione...saluti

  8. #8
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    Citazione Originariamente Scritto da montecristo2006 Visualizza Messaggio
    Oneto e gli altri depistano il progetto crando confusione mentale nell'aggregazione delle piccole comunità già di per sè confuse
    Per quel che conosco Oneto non depista nulla. Sei uno studioso serio: contattalo, digli che hai visto le cartine sul sito di LLCP e che vorresti proporgli una revisione critica. Secondo me ti dà retta eccome (mi sbaglierò, ma la penso così).

  9. #9
    Hej på dig, Evert
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    Per quel che conosco Oneto non depista nulla. Sei uno studioso serio: contattalo, digli che hai visto le cartine sul sito di LLCP e che vorresti proporgli una revisione critica. Secondo me ti dà retta eccome (mi sbaglierò, ma la penso così).
    Io aggiungerei : per pietà Oneto, accogli le critiche di montecristo... per il nostro benessere


  10. #10
    Hej på dig, Evert
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA Visualizza Messaggio
    Il problema delle carte etnografiche padane sono le aree di confine: dove una lingua inizia cioè ad assumere elementi di un'altro idioma. Tuttavia bisogna tenere a mente che sono studi puramente teorici rivolti ad oggetti che, nel corso della storia, non hanno mai avuto rilevanti valenza politiche. Come segnalato in un altro thread, molti comuni padani al loro sorgere tendevano ad estendersi entro i limiti della propria diocesi ecclestiastica (entrando per questo in conflitto con i signori feudali radicati nel contado) o ritenevano, al di là di politiche più o meno espansionistiche, che lì iniziassero e finissero i propri diritti. Poi questa consuetudine, con le signorie, iniziò progressivamente a venire meno.
    Ottima osservazione...

    Infatti le varie linee non sono impenetrabili (nell'uno e nell'altro senso).

    Come la "linea la spezia - rimini" che pare , negli ultimi studi linguistici dell'università di siena, possa essere avanzata, a sud, verso una sorta di "linea arno" , intesa come limite estremo meridionale di un'area omogenea dove l'influsso gallo-romanzo rimane consistente.

    Lo studio da fare è veramente enorme e la globalizzazione e l'omogeneizzazione televisiva non aiuta la classificazione... Una corsa contro il tempo...

 

 
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