Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 22
  1. #1
    legio_taurinensis
    Ospite

    Predefinito La comunità diseducante - M.Blondet

    La comunità diseducante
    Maurizio Blondet
    17/06/2007


    Un altro genitore ha malmenato un preside colpevole di aver bocciato suo figlio.
    Il pestaggio dell’insegnante sta diventando un altro costume italiano, come le lasagne e il caffè espresso.
    Altri nascenti costumi italiani caratteristici: l’uso di coca così massiccio da lasciare tracce rilevanti nell’aria di Roma e nell’acqua del Ticino.
    Il palpamento e il vilipendio di professoresse (terrorizzate, se reagiscono, di essere licenziate o condannate in tribunale) da parte di scolari impuniti, ripreso dai loro telefonini per goderne poi nel branco.
    Le dodicenni-cubiste che si fanno scopare dai tenutari di discoteche.
    I mariti che ammazzano le mogli, i fidanzati che ammazzano le fidanzate che vogliono lasciarli, e poi simulano una rapina fatta da albanesi.
    I bulli a scuola, con genitori più bulli di loro.
    Una volta si parlava della società come «comunità educante».
    Ora, siamo alla comunità diseducante.
    Questa non è la solita lamentosa domanda sul «dove stiamo andando».
    Perché è molto chiaro: stiamo andando esattamente nella discarica abusiva dove finisce una società che, nel complesso e radicalmente, non crede più in Dio.
    Ciò significa che non ha più la minima nozione che la vita sia un «còmpito», qualcosa che ci è stato dato per migliorarla, elevarla, compierla.
    Nessuno, evidentemente, ha più l’abitudine di fare l’esame di coscienza: cosa ho fatto di male?
    Cosa devo «rettificare in me»?
    Solo una grande, continua, corale auto-indulgenza.
    Perfino «cattolica». (1)
    L’effetto è quello che vediamo.

    Nei cuori, non più un briciolo di tensione al bene e al bello, ma un pauroso brulicare di voglie e di rabbie meschine, di cui non ci si vergogna, ma che anzi si lasciano esplodere in vendette da teppisti.
    Le infinite secessioni corpuscolari di vallata e sedizioni di quartiere; l’incapacità di adeguarsi ad un futuro condiviso, per appiattimento totale nel presente, nell’immediata soddisfazione degli impulsi primari e dei propri egoismi minimi.
    Quando la vita non è sentita come un compito, è sentita come una grande ricreazione, distrazione, divertimento.
    Ciò che conta è godere, non perdersi un godimento.
    Un tempo libero da godere, illimitato, sottraendone il più possibile a ciò che sa di «dovere» e fatica, sentiti come aridità ingiustificabile.
    E infatti, dilagano le «feste», dai concerti pop ai lugubri carnevali di travestiti e trans: essi occupano tutto lo spazio pubblico.
    Nel concerto rock vicino a Mestre, trentamila erano lì a rischiare la vita nel crollo delle installazioni.
    Trentamila copie vendute di un libro, in Italia, sono un successo raro, che avviene ogni cinque-sei anni.
    Non fossero crollati i colossali amplificatori, erano attesi per Vasco Rossi (per Vasco Rossi!) centomila sub-umani, non tutti giovanissimi.
    Personalmente, ciò che mi ha colpito di più è stato il fatto che, mentre le incastellature cadevano, quelli che non erano sotto feriti a gridare doloranti, che cosa hanno fatto?
    Hanno ripreso la scena coi telefonini-video.
    Ciò mi ha ricordato una scena spaventosa in una spiaggia arida cilena, immensa, deserta.
    Milioni di crostacei nerastri ci guardavano.
    Bastonate casuali bastavano ad ammazzarne una dozzina per cena; i granchi più vicini al massacro fuggivano nel panico.
    Ma già a tre metri, tutti gli altri milioni alzavano i frementi occhietti a periscopio: alzavano i loro «telefonini» per fissare la scena nel loro cervello rudimentale.
    Esseri larvali, incompiuti, gli uni e gli altri.
    Nemmeno dotati di istinto di sopravvivenza: privi di coscienza individuale, vivono solo un’esistenza collettiva.
    Perché alzavano i telefonini, i granchi da concerto pop?
    Perché altrimenti non possono provare di «esserci stati».
    Infatti, non ci sono, perché non esistono.
    Un giorno, quando si alzerà accecante il fungo atomico, milioni di giovani, un attimo prima di essere torrefatti, alzeranno i telefonini per riprendere l’evento: c’eravamo anche noi, vedete, abbiamo fissato tutto nella memoria flash.

    Che simili esseri non contemplino più l’esistenza di Dio, non stupisce.
    Hanno raggiunto un livello zoologico inferiore ai mammiferi.
    Esistono a malapena già nell’aldiquà, figurarsi nell’aldilà.
    Un’amica mi ha accusato di essere troppo pessimista, di non parlare mai delle virtù degli italiani.
    Già: ci devono essere ancora italiani decenti, che lavorano, che fanno il loro dovere, che eseguono il compito della loro vita, che allevano i figli nella buona educazione e nella bellezza.
    Forse ci sono, perché ancora qualcosa funziona.
    Il guaio è che non sono loro a dare il carattere alla società.
    Tutto lo spazio pubblico è occupato dal gay pride coi suoi loschi culturisti e travestiti, dai crostacei-pop, dai bulli di prima e seconda generazione, dai porno-bambini.
    I ministri vanno dai gay, sono quelli i voti che cercano di guadagnarsi, mica di quelli che lavorano.
    Tanto, i politici sanno che gli onesti e i decenti non contano nulla.
    Hanno perso il voto di lavoratori e piccoli imprenditori produttivi, ma hanno dalla loro i pervertiti:
    è il «corpo sociale» che coltivano e ascoltano.
    Ciò che rende disperante la situazione, è che le istituzioni occupate da ladri, cocainomani, trans e saccheggiatori «danno l’esempio»: ad essi corrisponde precisamente la società dei bulli, degli energumeni, dei crostacei-pop e del branco violentatore.
    Se un senatore furbo prende l’ambulanza per andare ad un talk show, e un altro senatore «a vita» non si dimette dopo essere stato scoperto, a 82 anni, a farsi comprare la coca dalle sue guardie del corpo (guardie di Finanza), vuol dire che l’indecenza viene prescritta e approvata dall’alto.
    E che «l’autorità» non può nemmeno lontanamente pretendere dalla società una qualche fiducia e credibilità, non può richiamare ad uno sforzo comune in vista di un futuro migliore, non può lamentarsi dell’indocilità generale.
    La corruzione della «autorità» alimenta quella della società, e viceversa: insieme si diseducano, insieme diventano ogni giorno più energumeni.
    La società?
    Il termine è sbagliato: ormai siamo una dis-società, un generale «dissociarsi» in gruppi minimi, fra loro ostili.
    Non si riesce a mettersi d’accordo su una minima scala di valori: c’è sempre chi glorifica l’anormalità, il «diritto» alla vita gay, a «non essere repressi» nemmeno a scuola, a «legalizzare» l’ero e la coca.
    E pretende ed ottiene pari «dignità di parola», anzi minaccia di adire alle vie legali contro chi si oppone («omofonico», «antisemita», «intollerante»).
    Una società così dissociata non avrà mai la coesione minima per liberarsi dei suoi oppressori, il cosiddetto «governo», i ladri che la taglieggiano.
    Infatti siamo un grumo formicolante di rivolte, di sedizioni permanenti ed endemiche, che non riescono a comporsi in rivoluzione.

    Questa situazione, signori, è tragica.
    Perché una simile patologia, non si vede come si possa guarire.
    Come «riformare» una società rabbiosa, stupida e dissociata fino al grado zero del vivere comune?
    Un coacervo sub-umano che ha raggiunto lo stato finale di entropia previsto dalla legge della termodinamica, il degrado di ogni «forma» e «struttura» in un pulviscolo di insubordinazione, maleducazione e grossolana stupidità generale?
    Cosa può riportare la forma e il senso nella società che ha smesso di esserlo?
    Il cristianesimo riportò dignità nella società del basso impero degradato; ma oggi chi cercasse d’imporre la necessaria severità occorrente per la cura, anche solo minacciando le pene eterne, avrebbe contro non solo gli sghignazzi dei gay e dei legalizzatori d’aborti, ma i vescovi buonisti e perdonisti.
    Quelli, per intenderci, che ingiungono ai parenti del morto ammazzato, riuniti per il funerale, di perdonare subito sul cadavere ancor caldo: l’intenzione sarà buona, ma vista in TV spande un’aria generale di auto-assoluzione, è un invito corale all’auto-indulgenza.
    Forse occorre una coercizione estrema, il terrore di polizia e di Stato?
    Ma dovrebbe essere imposto da una potenza straniera, estranea, per mancanza qui all’interno di ogni coscienza del male e serie voglia di porvi fine.
    Ci guarirà la miseria estrema, il ritorno alla fame che sicuramente colpirà una società così disorganizzata e sediziosa?
    Ma sarebbe un’orgia di violenze, di energumeni intenti a strappare il pane di bocca ai vecchi e ai malati.
    Una nuova fede conquistatrice?
    L’Islam?
    Si guarda con invidia al taglio delle mani, alla fustigazione, alla decapitazione con scimitarra.
    Ma non basterebbe.
    I sintomi sono gravissimi.
    Perché si picchiano i professori?
    Perché sono rimasti gli ultimi che, flebilmente e soli, ricordano che esiste un qualche obbligo e dovere.
    L’insegnante che ha tentato una pedagogia, obbligando il bulletto a scrivere cento volte «Io sono un deficiente» (una semplice piana verità), è stata condannata al carcere dai magistrati.

    Dunque il bullismo è assolto, l’educazione è punita.
    Hanno picchiato Bertolaso.
    Ossia il solo funzionario pubblico che, nella latitanza dei politici, prova a riparare ad una catastrofe d’inciviltà delinquenziale, corre qua e là con la sua maglietta blu di soccorritore, prova ad ottenere risultati, ci mette la sua faccia, si espone, disturba interessi criminali incistati.
    Paesani campani, guidati dalle loro camorre di riferimento, l’hanno pestato a dovere.
    E’ una lezione che non sfuggirà a tutti i ladri di Stato e parassiti pubblici: mai farsi vedere là dove occorre.
    Invece, farsi vedere al gay pride, e riprendere dai telefonini e TV.

    Maurizio Blondet

    Note
    1) Non assolvo noi pochi credenti e cristiani: anche noi lo siamo in modo insufficiente e formale, anche noi non facciamo esami di coscienza. Altrimenti non si spiegherebbe come mai abbiamo cessato di essere lievito nella società.


    Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.

  2. #2
    Antonello/Gianantonio
    Data Registrazione
    04 May 2005
    Località
    Veneto
    Messaggi
    47,877
     Likes dati
    5,548
     Like avuti
    9,473
    Mentioned
    501 Post(s)
    Tagged
    12 Thread(s)

    Predefinito

    Emiliano, sono troppo stanco per leggermi tutto il pippone di quel sicumerico di Blondet. Puoi riassumere?

  3. #3
    marcone
    Ospite

    Predefinito

    esempio tra tanti...
    è proprio la attuale classe politica assente da sempre nel campo del lavoro, che li tiene distanti, sai ,per esempio dì alla Carlucci che si sporchi le manine o la santanchè o la mussolini.. mai più..

    da un ex di Forza Nuova, ..
    ... alias Marcone

  4. #4
    legio_taurinensis
    Ospite

    Predefinito

    Sei un ex forzanovista? Io lo sono.

    Come mai, se posso chiedertelo, ne sei uscito?

    x Scipione: una comunità incapace di educare, imbrigliata troppo in falsi modelli che portano degrado morale.

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    02 May 2003
    Località
    gallia cisalpina
    Messaggi
    4,702
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    vabbeh!,Blondet questa volta dice cose che pensa la maggior parte degli italici che hanno ancora il senso di responsabilità ,dei doveri ,dell'equilibrio ,della misura in tutte le manifestazioni umane nella società.
    Ma,c'è un ma che Blondet non ha scritto e che significa" Ma come possiamo difenderci da questa SODOMA E GOMORRA CHE OTTUNDE IL SENSO MORALE?"
    Blondet non dice nulla in proposito perchè sa che nessuno di noi,quelli normali,può cambiare le cose senza un grande delitto.

  6. #6
    marcone
    Ospite

    Predefinito

    sono uscito per due ragioni( restando generico ma in sintesi...).

  7. #7
    legio_taurinensis
    Ospite

    Predefinito

    Non sono Murizio cmq, leggi meglio il nick

  8. #8
    Registered User
    Data Registrazione
    16 Jun 2004
    Messaggi
    8,880
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Emiliano Visualizza Messaggio
    La comunità diseducante
    Maurizio Blondet
    17/06/2007



    Si guarda con invidia al taglio delle mani, alla fustigazione, alla decapitazione con scimitarra.
    OK, solito minestrone falso moralista, da cui salta fuori la sola soluzione: recuperiamo la Morale... cioè le idee distorte del Blondet che per confondere le acque mette insieme i sacrosanti diritti dei gay con le gesta del simpatico Selva, che peraltro avendo ottantadue anni sarà stato pure educato fascisticamente come Emilio Colombo senza però che ci siano sti grandi risultati di moralità.

    Il capolavoro è la frase che ho lasciato del pippone: il Blondet non ha manco il coraggio di esprimere i suoi desideri di repressione e si nasconde dietro a un pronome "si". Non so se sia per un minimo di pudore residuo o, più probabilmente, perchè ormai nella sua mente quello che pensa lui diventa "sentire comune".

  9. #9
    Forumista senior
    Data Registrazione
    04 Jan 2013
    Messaggi
    3,943
     Likes dati
    1
     Like avuti
    50
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Queste di Blondet sono le solite cazzate sulla mancanza di valori e bla bla bla...
    Una domanda , a lui che parla di mancanza di Dio e amenità varie : è vero o no che i ministri della pubblica istruzione , con l'eccezione di limitatissimi periodi (Spadolini , Berlinguer e De Mauro) sono sempre stati di riferimento cattolico ?
    E non è stato questo un fattore di distruzione del senso dello stato , delle gerarchie , del dovere ,ecc ecc. che ha dato come risultati l'attuale scuola pubblica (quella privata è ancora peggio) , luogo di custodia di persone demotivate da parte di insegnanti , non più educatori da un pezzo , ma che ormai da anni neanche più riescono ad istruire....?
    Quindi il signor Blondet non rompa le balle con le sue sparate razziste ed arroganti (vedi i riferimenti ai partecipanti ai concerti di Vasco Rossi)....
    Il cantante Emiliano può piacere o meno , però su una cosa penso non ci siano dubbi : è uno che sa comunicare sentimenti.
    E l'Arte , non è appunto anche comunicazione di Spirito ?
    Blondet è uno dei tanti intellettuali sedicenti che abbondano in questa italietta italiozia in piena crisi morale .......
    Qualcuno che lo mandasse affanculo , con la preghiera che ci vada alla svelta......

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Bologna
    Messaggi
    74,332
     Likes dati
    860
     Like avuti
    2,759
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Io invece condivido quasi tutto quello che ha scritto.

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Comunità ospitate, comunità ospitanti.
    Di Rotgaudo nel forum Padania!
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 15-08-11, 06:54
  2. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 20-05-08, 12:30
  3. La comunità di POL.net
    Di Red River nel forum Fondoscala
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 19-05-08, 17:18
  4. La comunità diseducante
    Di Il Pretoriano nel forum Destra Radicale
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 24-06-07, 22:39
  5. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 06-05-07, 14:42

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito