Il progetto politico dei Sem Terra
16 giugno - Il V Congresso Nazionale del Movimento dos Trabalhadores Sem Terra si è concluso a Brasilia con l'approvazione di un documento in cui si critica la politica del governo Lula e si esprime sostegno alla proposta di Alternativa Bolivariana de las Américas (Alba) lanciata dal presidente venezuelano Chávez. Nel documento si afferma inoltre che i sem terra intendono collegarsi "a tutti i settori sociali e alle loro forme di organizzazione per costruire un progetto popolare che si opponga al neoliberismo, all'imperialismo e alle cause strutturali che danneggiano il popolo brasiliano". Il 14 giugno gli oltre 17.000 delegati al Congresso avevano manifestato contro "gli atti genocidi promossi dagli Stati Uniti nel mondo". I partecipanti al corteo si erano diretti verso l'ambasciata Usa, protetta da un folto cordone di polizia, e avevano deposto davanti alla rappresentanza diplomatica venti bare di legno coperte da teli neri e con i nomi dei paesi aggrediti da Washington (v. foto Telesur). In Piazza dei Tre Poteri era stato posto un enorme cartellone con la scritta: "Accusiamo i tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) di impedire la riforma agraria". Di fronte alla sede del Ministero degli Esteri i manifestanti avevano espresso la loro opposizione alla presenza di militari brasiliani al comando dei caschi blu ad Haiti. Infine davanti alla Corte Suprema era stato chiesto a gran voce l'annullamento della privatizzazione dell'impresa siderurgica Companhia Vale do Rio Doce, effettuata nel 1997 a un prezzo ritenuto scandalosamente basso.
Sui Sem Terra vi segnaliamo l'articolo del manifesto del 15 giugno: "L'Mst è cresciuto, ma Lula e la riforma agraria sono lontani".