Liberalizzazioni: la lenzuolata di Bersani si è ridotta a un fazzoletto
Giovedí 14.06.2007
Alla fine la montagna ha partorito l’ennesimo topolino: la terza “lenzuolata” del ministro Bersani a favore delle liberalizzazioni porterà in effetti, sempre che il Senato non sforbici ulteriormente il provvedimento, alla possibilità di acquistare qualche farmaco da banco al supermercato e qualche biglietto “last minute” anche in aeroporto. Poi, certo, anche la segreteria gratis per i cellulari e (anche se qualche dubbio rimane sull’effettiva consistenza) ad un risparmio sui costi legati alla commissione di “massimo scoperto” sui conti correnti bancari.
Meglio di niente, in un’Italia che a parole si dice liberale ma nei fatti assomiglia ad una “selva oscura” in cui lacci e laccioli di mille corporazioni imbrigliano da decenni quasi tutti i settori, ci si poteva aspettare di più di questo “fazzolettino”. Arenatesi lungo il cammino parlamentare le norme per l’abolizione dell’inutile carrozzone del Pra, come pure quelle che avrebbero dovuto togliere ai notai l’esclusiva sulle cessioni immobiliari fino a 100.000 euro di valore catastale, mentre per le nuove regole sulle misurazioni del gas occorrerà incrociare le dita e sperare nel Ddl sul settore energetico all’esame del Senato.
Non hanno avuto fortuna neppure le proposte di liberalizzare la componentistica auto e di abolizione dei Consorzi di Bonifica, mentre qualche beneficio in termini di maggiore concorrenza dovrebbe portare l’abolizione delle distanze minime e dei parametri numerici finora utilizzati per (limitare) l’apertura di nuove pompe di benzina. In cambio i gestori, che temono la concorrenza che potrà giungere dalla grande distribuzione, hanno ottenuto più libertà nella vendita dei prodotti non-oil nelle aree di servizio ed anche questo non è certo un male.
Alla fine la sensazione non cambia: nell’Italia che cerca sempre la scusa dei “poteri forti” per spiegarsi come mai nulla cambi, l’unica volontà forte sembra proprio quella di non cambiare, o di farlo “obtorto collo” solo con piccoli misurati cassettini. Che poi sul calendario sia segnato l’anno 2007 e la globalizzazione sia una realtà da anni, con concorrenti sempre più agguerriti, i satrapi delle mille lobby italiane sembrano non voler tenere in alcun conto. Peccato nessun governo, né l’attuale né tanto meno il precedente, abbia voluto o saputo farci nulla.




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