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  1. #1
    CIAVARDINI LIBERO
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    Predefinito L'annuncio Dell'operazione "barbarossa" Di Hitler.

    L'ANNUNCIO DELL'OPERAZIONE "BARBAROSSA" DI HITLER.

    Il mattino del 22 Giugno 1941, il Ministro del Reich Joseph Goebbels annunciava al mondo la sconcertante notizia che le forze armate tedesche, assieme a quelle finlandesi e rumene, avevano invaso il vasto territorio dell'Unione Sovietica.
    Alla radio tedesca egli lesse la storica dichiarazione di guerra di Adolf Hitler che giustificava l'attacco.
    Fra le altre cose egli affermava che Stalin aveva ammassato ben 160 divisioni pronte ad attaccare l'Occidente. In verità erano più di 300 le divisioni pronte a colpire Germania ed Europa.
    Hitler e i suoi generali avevano quindi sottovalutato il pericolo sovietico, una sottovalutazione fatale che si sarebbe in seguito rivelata catastrofica e non solo per la Germania.
    Al Duce italiano Benito Mussolini, Hitler scrisse che l'attacco all'Unione Sovietica era " la decisione più difficile della mia vita ".
    E sebbene ciò significasse impegnare la Germania in una guerra su due fronti (un qualcosa del quale lo stesso Hitler mise in guardia nel suo Mein Kampf),
    fu una decisione del quale non si pentì mai.
    L'attacco di Hitler contro l'Unione Sovietica, nome in codice " Barbarossa " è stato spesso considerato il suo peggiore errore in quanto, l'immenso conflitto da esso scatenato, finiva 4 anni dopo, nel Maggio 1945, col suo suicidio nel bunker di Berlino e con la resa incondizionata della Germania.
    L'operazione Barbarossa di Hitler è spesso ritratta, anche se grossolanamente, come un vile ed arbitrario attacco contro un pacifico alleato, motivato da cupidigia, sogni imperiali, avversione verso i popoli russi e slavi e odio viscerale nei confronti del comunismo.
    Oggi, 60 anni dopo, storici tedeschi e russi continuano ad interrogarsi sulle origini del più potente attacco militare della Storia.
    L'annuncio di Hitler dell'Operazione Barbarossa del 22 Giugno 1941 aiuta a capire i motivi che portarono il leader tedesco ad attaccare la Russia.
    Esso è un documento di importanza storica.
    Quì di seguito l'intero testo:

    POPOLO TEDESCO! NAZIONALSOCIALISTI!

    Dopo aver valutato il tutto accuratamente, dopo lunghi mesi di silenzio, è venuto il momento di parlarvi apertamente!
    Quando il 3 Settembre 1939 il Reich tedesco ricevette la dichiarazione di guerra britannica, ci fu il ripetuto tentativo inglese di contrastare ogni inizio di consolidamento europeo e relativa sua ascesa, combattendo contro quella potenza che sul Continente si stava rivelando la più forte di ogni epoca.
    E' così che in passato l'Inghilterra rovinò la Spagna in molte guerre. E' così che essa condusse le sue guerre contro l'Olanda. E' così che combatté la Francia con l'aiuto di tutta l'Europa ed è così che, all'inizio del secolo, essa diede inizio all'accerchiamento dell'allora Reich Tedesco e, nel 1914, alla Prima Guerra Mondiale.
    Fu solo a causa della sua mancanza di unità interna che la Germania fu sconfitta nel 1918. Le conseguenze furono terribili.
    Dopo ipocrite dichiarazioni che la guerra era stata condotta solo contro il Kaiser ed il suo regime e una volta che l'esercito tedesco aveva deposto le armi, l'annientamento del Reich Tedesco ebbe inizio secondo i piani.
    Mentre si sarebbero, a quanto pare, avverate, le profezie di uno statista francese in base alle quali c'erano 2 milioni di tedeschi di troppo che, in altre parole, dovevano essere eliminati dalla fame, dalle malattie e dall'emigrazione, il movimento nazionalsocialista cominciava la sua opera di unificazione del popolo tedesco e quindi di rinascita del Reich.
    Questo risorgere del nostro popolo dal dolore, dalla miseria e dalla vergognosa indifferenza, si presentava nella forma di una rinascita puramente interna.
    In nessun modo avrebbe influenzato, ne tantomeno minacciato la Gran Bretagna.
    Ciò nonostante, una nuova politica carica di odio e di accerchiamento contro la Germania ebbe subito inizio.
    Internamente ed esternamente venne messo in atto quel complotto, famigliare a tutti noi, fra ebrei e democratici, bolscevichi e reazionari, al solo scopo di impedire l'affermarsi di un nuovo stato del popolo tedesco e di far precipitare il reich nuovamente nell'impotenza e nella miseria.
    A parte noi, l'odio di questa cospirazione mondiale era diretta contro quelle nazioni che, come la nostra, furono abbandonate dalla fortuna e furono obbligate a guadagnarsi il loro pane quotidiano in una durissima lotta per l'esistenza.
    In special modo il diritto di Italia e Giappone, identico a quello della Germania, di condividere gli approvvigionamenti di materie prime nel mondo, fu contestato e, di fatto, formalmente negato.
    L'alleanza di queste tre nazioni fu quindi un atto di pura autodifesa davanti all'egoistica e globale combinazione di ricchezza e potere che le minacciava.
    Già nel 1936 Winston Churchill, secondo le dichiarazioni del Generale Americano Wood, davanti ad un comitato della Casa dei Rappresentanti Americana, dichiarò che la Germania stava diventando nuovamente troppo potente e che doveva quindi essere distrutta.
    Nell'estate del 1939 sembrava essere arrivato il momento per l'Inghilterra di realizzare il suo intento di annientamento reiterando un'ampia politica di accerchiamento della nazione tedesca. Il piano della campagna di menzogne orchestrato a questo scopo consisteva nell'affermare che altri popoli erano minacciati, imbrogliandoli con promesse inglesi di garanzia di assistenza, istigandoli contro la Germania proprio come era successo prima del primo conflitto mondiale.
    Dal Maggio all'Agosto del 1939 l'Inghilterra riuscì così a trasmettere al mondo che Lituania, Estonia, Lettonia, Finlandia, Bessarabia (l'attuale Moldavia, ndt) e Ucraina erano direttamente minacciate dalla Germania.
    Alcuni di questi stati si fecero fuorviare accettando la promessa di aiuto proferita con queste affermazioni, andando quindi ad unirsi al fronte di accerchiamento contro la Germania.
    In queste circostanze ho deciso di assumermi la completa responsabilità, davanti a me stesso e davanti alla storia del popolo tedesco, non solo di assicurare questi paesi o i loro governi della falsità delle affermazioni inglesi ma anche di tranquillizzare la più forte potenza dell'Est (l'Unione Sovietica) dichiarando in modo solenne quali erano i limiti dei nostri interessi.

    NAZIONALSOCIALISTI! a quell'epoca tutti voi avete probabilmente intuito che quella che fu per me una decisione amara e difficile.
    Il popolo tedesco non ha mai covato sentimenti ostili nei confronti delle genti di Russia. Tuttavia, per più di due decenni, i dirigenti bolscevico-ebraici di Mosca hanno tentato di infiammare non solo la Germania ma tutta l'Europa.
    Mai la Germania tentò di portare la sua visione nazionalsocialista sul suolo russo, anzi furono proprio i commissari bolscevico-ebrei di Mosca a cercare fermamente di introdurre con l'inganno il loro dominio su di noi e su altre nazioni europee, non solo con mezzi ideologici ma sopratutto con la forza delle armi.
    Le conseguenze delle attività di quel regime non furono altro che caos, miseria e fame in tutti i paesi.
    Io, d'altro canto, mi sono battuto, con un minimo di intervento e senza distruggere la nostra produzione, per arrivare ad un nuovo ordine socialista in Germania, che non eliminasse solo la disoccupazione ma che permettesse ai lavoratori di ricevere una maggiore partecipazione ai frutti del loro lavoro.
    La realizzazione di questa politica di ricostruzione nazionale economica e sociale, che impegnò una vera comunità nazionale a superare divisioni di ceto e di classe, è unica nel mondo odierno.
    Fu pertanto con grande difficoltà che nell'Agosto 1939 mi decisi ad inviare a Mosca il mio Ministro degli Esteri (von Ribbentrop) nel tentativo di contrastare la politica di accerchiamento inglese contro la Germania. Feci questo in base ad un senso di responsabilità verso il popolo tedesco ma sopratutto nella speranza che, finalmente, nonostante tutto, si arrivasse ad una distensione a lungo termine e alla possibilità di ridurre quei sacrifici che ci sarebbero altrimenti stati richiesti.
    Mentre la Germania affermava solennemente a Mosca che le citate nazioni e territori, ad eccezione della Lituania, non facevano parte degli interessi politici tedeschi, fu concluso uno speciale accordo supplementare nel caso l'Inghilterra fosse riuscita a portare la Polonia a dichiarare guerra alla Germania.
    Anche in questo caso le richieste tedesche erano soggette a limitazioni.

    NAZIONALSOCIALISTI! le conseguenze di questo trattato che io stesso ho desiderato e che è stato concluso nell'interesse della nazione tedesca, sono state molto pesanti in particolare per i tedeschi che vivono nei paesi menzionati. Ben oltre mezzo milione di uomini e donne di etnia tedesca, tutti piccoli agricoltori, artigiani e operai, furono costretti a lasciare le loro case, in una sola notte, per sfuggire al nuovo regime sovietico che dapprima li minacciava di farli cadere in una miseria nera, ma che prima o poi li avrebbe completamente sterminati.
    Ciò nonostante migliaia di tedeschi scomparvero. Fu impossibile sapere che fine fecero. Fra di loro vi erano non meno di 160 uomini di cittadinanza del Reich Tedesco.
    Davanti a questo io rimasi in silenzio perchè dovevo farlo.
    Il mio solo desiderio era quello di allentare la tensione e arrivare, se possibile, ad una soluzione duratura con lo stato sovietico.
    Comunque, già durante la nostra avanzata in Polonia, i governanti russi avanzarono improvvisamente, ed in violazione al trattato, pretese sulla Lituania.
    Il Reich Tedesco non ebbe mai l'intenzione di occupare la Lituania e non solo non avanzò mai una tale richiesta al governo lituano ma, al contrario, fu rifiutata la richiesta del governo lituano di inviare colà truppe tedesche in quanto non pertinente agli scopi della politica tedesca.
    Nonostante questo, aderii a questa nuova richiesta russa. Tuttavia era solo l'inizio di una serie di estorsioni che si sarebbero ripetute di lì a poco.
    La vittoria in Polonia, che fu conseguita esclusivamente dalle truppe tedesche, mi portò ad indirizzare un'altra offerta di pace alle potenze occidentali (Inghilterra e Francia). Fu rifiutata grazie agli sforzi dei guerrafondai ebraici ed internazionali.
    Già all'epoca la ragione di questo rifiuto stava nel fatto che l'Inghilterra aveva ancora speranza di poter mobilitare una coalizione europea anti-tedesca che includeva i Balcani e la Russia.
    Fu quindi deciso a Londra di inviare Mr. Cripps come ambasciatore a Mosca. Egli ricevette chiare istruzioni di riattivare in qualsiasi modo le relazioni fra Inghilterra e Russia e di svilupparle nella direzione pro-inglese.
    La stampa inglese si occupò dello svolgersi della missione evitando di imporre il silenzio per ragioni tattiche.
    Nel'autunno del 1939 e nella primavera del 1940 i primi risultati si fecero sentire. Mentre la Russia si impegnava a soggiogare con la forza non solo la Finlandia ma anche gli Stati Baltici, essa motivò quest'azione asserendo, in modo ridicolo e falso, che doveva proteggere questi paesi da una minaccia esterna oppure precederla.
    Ciò non poteva altro che riferirsi alla Germania, in quanto nessun altra potenza sarebbe potuta intervenire nell'area baltica.
    Ancora una volta sono stato zitto.
    Ciò nonostante i governanti del Cremlino andarono oltre.
    Mentre nella primavera del 1940 la Germania, in base al così detto Trattato di Amicizia (28 Settembre 1939 con l'Unione Sovietica) ritirava le sue forze dal fronte orientale e, di fatto, smilitarizzava la maggior parte di quest'area, si stava già delinenando uno spiegamento di forze russe in un'entità tale da essere considerato come una deliberata minaccia verso la Germania.
    Secondo una dichiarazione che il Ministro degli Esteri russo Molotov fece personalmente all'epoca, vi erano 22 divisioni sovietiche negli Stati Baltici già nella primavera del 1940. Dato che il governo russo ha sempre affermato che la sua presenza era stata richiesta dalla popolazione locale, lo scopo della sua presenza in loco non poteva essere altro che una dimostrazione contro la Germania.
    Mentre i nostri soldati, a partire dal 10 Maggio 1040, spezzavano il potere franco-britannico in occidente, lo spiegamento militare sovietico alla nostra frontiera orientale continuava ad un ritmo sempre più minaccioso.
    Dall'Agosto 1940 in poi ho pensato fosse nell'interesse del Reich di non permettere alle nostre provincie orientali, che oltretutto erano rimaste così spesso incolte, di rimanere senza protezione davanti a questo tremendo dispiegamento di divisioni bolsceviche.
    Così, come voluto dalla cooperazione anglo-sovietica, avvenne lo stazionamento di importanti forze tedesche nell'Est e non potè essere garantita una radicale conclusione della guerra sul fronte occidentale, in particolare per quanto riguarda le forze aeree.
    Ciò, tuttavia, era in linea con gli obiettivi non solo della politica britannica ma anche di quella sovietica, in quanto entrambi intendevano far continuare questa guerra il più a lungo possibile in modo da indebolire tutta l'Europa e renderla ancora più impotente.
    Il minacciato attacco russo alla Romania era, in ultima analisi, concepito per impossessarsi o, se possibile, distruggere un'importante base della vita economica non solo della Germania ma di tutta l'Europa.
    Dal 1933 il Reich Tedesco ha cercato con infinita pazienza di assicurarsi l'appoggio degli Stati Sudorientali europei come partners commerciali. Avevamo quindi tutto l'interesse affinchè questi si consolidassero internamente e nell'ordine.
    L'avanzata sovietica in Romania e l'alleanza della Grecia con l'Inghilterra minacciavano di far diventare rapidamente queste regioni un generale teatro di guerra.
    Contrariamente ai nostri principi ed alle nostre abitudini e su urgente richiesta dell'allora governo rumeno, che era lui stesso responsabile di questo sviluppo, lo consigliai di acconsentire alle richieste sovietiche in nome della pace e di cedere la regione della Bessarabia (l'odierna Moldavia, ndt).
    Il governo rumeno credette, tuttavia, che avrebbe risposto di ciò davanti al proprio popolo solamente se la Germania e l'Italia, in cambio, avessero almeno garantito l'integrità di ciò che ancora rimaneva della Romania.
    Feci questo con dolore, sopratutto perchè quando il Reich Tedesco da una garanzia significa che la rispetta. Noi non siamo nè inglesi nè ebrei.
    Ancora oggi sono convinto di aver servito la causa della pace in quella regione sebbene ci siamo assunti per conto nostro un impegno molto gravoso.
    Allo scopo di risolvere questi problemi e far chiarezza nel comportamento russo verso la Germania, nonchè nei confronti della loro sempre più incessante mobilitazione alla nostra frontiera orientale, invitai il Ministro Molotov a venire a Berlino.
    Il Ministro degli Esteri sovietico (nell'incontro del Novembre 1940) chiese una chiarificazione della Germania o un accordo sulle seguenti quattro richieste:

    PRIMA RICHIESTA DI MOLOTOV:
    la garanzia di tutela tedesca alla Romania è anche rivolta contro l'Unione Sovietica nel caso di un attacco russo verso la Romania?

    LA MIA RISPOSTA:
    la garanzia tedesca è generale ed è incondizionatamente vincolante. La Russia, comunque, non ci ha mai parlato di avere altri interessi in Romania al di fuori della Bessarabia. L'occupazione sovietica della Bukovina Settentrionale (odierna regione dell'Ucraina Occidentale, ndt.) era già una violazione di tale assicurazione. Non penso pertanto che la Russia possa avere improvvisamente delle così lunghe mire sulla Romania.


    SECONDA RICHIESTA DI MOLOTOV:
    la Russia si sente ancora minacciata dalla Finlandia. La Russia non è intenzionata a tollerare questo stato di cose. La Germania è disposta a non dare aiuti alla Finlandia e sopratutto ritirare immediatamente le proprie truppe che stanno marciando verso Kirkenes (estremo nord norvegese, ndt.)?

    LA MIA RISPOSTA:
    la Germania non ha assolutamente alsun interesse politico in Finlandia. Una nuova guerra dichiarata dalla Russia alla piccola nazione finnica non potrebbe essere comunque tollerata dal governo tedesco, sopratutto perchè non potremmo mai credere che la Finlandia possa minacciare la Russia. Non vogliamo assolutamente che si crei un altro teatro di guerra nel Baltico.


    TERZA RICHIESTA DI MOLOTOV:
    la Germania è d'accordo che la Russia dia protezione alla Bulgaria e, a tale scopo, invii truppe sovietiche in territorio bulgaro ? in relazione a ciò che Molotov si apprestava ad affermare e cioè che i sovietici non intendevano, ad esempio, deporre il Re ?

    LA MIA RISPOSTA:
    la Bulgaria è uno stato sovrano e non sono a conoscenza che essa abbia mai richiesto alla Russia alcun tipo di protezione così come la Romania lo chiese alla Germania. Inoltre dovrei discutere la cosa con i miei alleati.


    QUARTA RICHIESTA DI MOLOTOV:
    l'Unione Sovietica richiede assolutamente il libero passaggio nei Dardanelli e per la sua tutela chiede di occupare un certo numero di importanti basi nei Dardanelli e sul Bosforo. La Germania è d'accordo ?

    LA MIA RISPOSTA:
    la Germania è disposta in qualsiasi momento a rivedere il Trattato di Montreux (1936) a favore degli stati sul Mar Nero. La Germania non è d'accordo che la Russia si impossessi di basi negli Stretti.


    NAZIONALSOCIALISTI! quì ho adottato il solo atteggiamento possibile in qualità di responsabile del Reich Tedesco ma anche come coscienzioso responsabile rappresentante della civiltà e della cultura europea.
    Il risultato fu l'aumento dell'attività in Russia contro il Reich e sopratutto l'immediato inizio dello scardinamento del nuovo stato rumeno ed un tentativo di deporre il governo bulgaro con la propaganda.
    Con l'ausilio di leaders confusi ed impreparati della Legione Rumena (Guardia di Ferro) si verificò un colpo di stato in Romania con lo scopo di rovesciare il Capo di Stato, Generale Antonescu, e provocare caos nel paese eliminando l'autorità legale e rimuovendo il presupposto per adempiere alla garanzia data dalla Germania.
    Nonostante ciò ho creduto di dover rimanere in silenzio.
    Subito dopo il fallimento di questa impresa ci fu un nuovo rinforzo della concentrazione di truppe sovietiche alla frontiera orientale della Germania.
    Distaccamenti corazzati e truppe paracadutiste venivano trasferiti in numero sempre crescente e pericolosamente vicino alla frontiera tedesca.
    La forze armate tedesche e il popolo tedesco sanno che fino a qualche settimana fa non vi era un singolo carro armato o divisione motorizzata germanica stazionati alla nostra frontiera orientale.
    Se ci fosse stato bisogno di una prova finale per la coalizione, nel frattempo formatasi fra Gran Bretagna ed Unione Sovietica, nonostante deviazioni e travestimenti vari, questa l'avrebbe data il conflitto yugoslavo. Mentre feci ogni possibile sforzo per pacificare i Balcani e, in accordo col Duce Mussolini, invitai la Yugoslavia ad unirsi al Patto Tripartitico, l'Inghilterra e la Russia organizzarono insieme quel colpo di stato che, in una sola notte, rovesciò il governo che era pronto ad aderire all'accordo.
    Oggi possiamo dire alla nazione tedesca che il colpo di mano serbo contro la Germania non ebbe luogo soltanto sotto gli auspici britannici ma in particolar modo sotto quelli russi.
    Mentre, ancora una volta, noi restavamo zitti, i leader sovietici facevano ulteriori passi avanti.
    Essi non solo organizzarono il colpo di stato, ma, qualche giorno dopo (5 Aprile 1941), conclusero quel noto trattato di amicizia con quei personaggi sottomessi che avrebbero dovuto rafforzare la volontà dei serbi a resistere alla pacificazione dei Balcani, incitandoli contro la Germania. E questa non era certo un'intenzione platonica: Mosca chiese la mobilitazione dell'esercito serbo. Poichè, anche in quel frangente, credetti fosse meglio non intervenire, i governanti del Cremlino andarono ancora oltre.
    Il Governo del Reich Tedesco oggi possiede la documentazione provante che la Russia, allo scopo di portare la Serbia in guerra, le diede la promessa di fornirle, via Salonicco, armi, aerei, munizioni e altri materiali bellici, in chiave anti-tedesca.
    E questo successe proprio nel momento in cui consigliai il Min istro degli Esteri giapponese Matsuoka di intraprendere iniziative per allentare la tensione con la Russia, nella speranza di servire la causa della pace.
    Soltanto la rapida avanzata delle nostre incomparabili divisioni su Skopjie, nonchè la presa di Salonicco, mandò a monte i piani del complotto anglo-sovietico.
    Ufficiali dell'aeronautica serba, tuttavia, fuggirono in Russia e furono subito ricevuti come alleati.
    Fu solamente la vittoria delle potenze dell'Asse nei Balcani che scombussolò i piani di tenere impegnata la Germania in questi mesi estivi in combattimenti nell'Europa Sudorientale mentre le armate sovietiche completavano il loro dispiegamento consolidandosi e preparandosi per la battaglia con lo scopo finale, assieme alla Gran Bretagna e con l'aiuto di forniture americane, di impegnare e sconfiggere il Reich Tedesco e l'Italia.

    Mosca dunque non solo ruppe ma tradì miseramente le stipule del nostro trattato di amicizia. Tutto ciò avveniva mentre i governanti del Cremlino, proprio come nel caso della Finlandia e della Romania, pretendevano fino all'ultimo momento pace e amicizia, rilasciando solo in apparenza innocenti smentite.
    Sebbene io sia stato costretto dalle circostanze a starmene continuamente in silenzio, è venuto ora il momento nel quale, continuare a fare la parte dell'osservatore, non solo sarebbe un peccato di omissione ma anche un crimine contro il popolo tedesco e anche contro tutta l'Europa.
    Oggi qualcosa come 160 divisioni (in realtà la cifra fu sottostimata in quanto le divisioni russe, pronte all'attacco, erano circa 300, ndt.), sono posizionate alla nostra frontiera. Per settimane ci sono state continue violazioni di questa frontiera e non solo coinvolgendo noi ma anche all'estremo nord (contro la Finlandia), nonchè in Romania.
    Gli aviatori russi solcano con disinvoltura queste frontiere, probabilmente per dimostrarci che si sentono già padroni di questi territori.
    Fra la notte del 17 e 18 Giugno pattuglie russe penetrarono nuovamente nel territorio del reich e furono respinte solo dopo una prolungata sparatoria.
    Questo ci ha portato a decidere che è venuto il momento di contrastare questo complotto di guerrafondai giudaico-bolscevichi ed i governanti ebrei della tana bolscevica di Mosca.

    POPOLO TEDESCO! in questo momento si sta procedendo ad un dispiegamento di forze tali che il mondo non ha mai visto prima.
    Uniti ai loro camerati finlandesi, i combattenti della vittoria di Narvik (Norvegia) sono pronti nell'Artico Settentrionale. Divisioni tedesche comandate dal conquistatore della Norvegia, Generale Dietl, assieme agli eroi finlandesi comandati dal Maresciallo Mannerheim, stanno proteggendo il suolo di Finlandia.
    Formazioni del fronte orientale tedesco si estendono dalla Prussia Orientale ai Carpazi.
    Soldati tedeschi e rumeni sono uniti sotto il Capo di Stato Antonescu dalle rive del Prut alla foce del Danubio fino alle coste del Mar Nero.
    Il compito di questo fronte quindi non è soltanto di proteggere singole nazioni ma salvaguardare l'Europa e, di conseguenza, noi tutti.

    Ho quindi oggi deciso, ancora una volta, di riporre il destino ed il futuro del Reich Tedesco e del nostro popolo nelle mani dei nostri soldati.

    POSSA IDDIO ASSISTERCI IN QUESTA BATTAGLIA!

    Adolf Hitler


    FONTE: INSTITUTE OF HISTORICAL REVIEW (U.S.A.)

    Traduzione a cura di: Gian Franco Spotti


    http://www.italiasociale.org/Storia_...a210106-1.html

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  2. #2
    ulfenor
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    Infatti il fuhrer ha preceduto stalin di qualche mese dato che baffone aveva ammassato 5.000.000 di sodati e qualcosa come 24.000 carri armati

  3. #3
    CIAVARDINI LIBERO
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    e in tutto il documento si capisce chiaramente chi era il nemico secondo il Fuhrer...

  4. #4
    ulfenor
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    Appunto..

  5. #5
    OLTRE LA MORTE
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    Il nemico della Germania Nazionalsocialista? Russia sovietica o demoplutocrazie occidentali? NESSUN DUBBIO: L'INTERNAZIONALE EBRAICA CHE CONTROLLAVA ENTRAMBE!

  6. #6
    La terra non mente mai
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    Ovvio, da questo punto di vista sia Stalin che Hitler non hanno mai perso la loro integrità ideologica (nonostante possa sembrare vero il contrario): entrambi sapevano che il loro era un confronto inevitabile... bolscevismo e fascismo dovevano necessariamente venire alle mani.
    Il Patto di non aggressione Molotov-Ribbentrop era del tutto funzionale a questa necessità, nelle intenzioni dei due dittatori si trattava di un modo per guadagnare tempo e prepararsi al meglio per lo scontro imminente.
    Stalin aveva terrore di Hitler e dell'esercito tedesco, mentre quest'ultimo compì il fatale errore di sottovalutare la potenza latente del gigante Sovietico.
    I tedeschi speravano di abbattere quello che definivano l'edificio fatiscente del regime bolscevico con una decisa spallata, ma le cose andarono diversamente. Le abominevoli atrocità perpetrate dalla Wermacht (definito in seguito, e a buon diritto, un vero e proprio esercito criminale) durante la sua avanzata in territorio russo finirono con il consolidare la già compromessa fedeltà dei cittadini sovietici nei confronti del regime comunista, suscitando un moto di patriottismo spontaneo e fanatico.
    Oltretutto, dopo le prime vittorie d'impeto, i tedeschi si resero subito conto di che razza di avversario era l'Armata Rossa: un esercito sì di scarsa esperienza, ma assai numeroso, rigidamente motivato e dotato di armamenti all'avanguardia.
    Una volta risvegliato l'Orso sovietico dal suo letargo, la guerra di Hitler è precipitata, lentamente ma inesorabilmente, nella disfatta tra le macerie di Berlino.
    Errore fatale quello del 22 giugno 1941... probabilmente inevitabile.
    La coerenza ideologica paga.

  7. #7
    OLTRE LA MORTE
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    Citazione Originariamente Scritto da iL Cane SciOlt0 Visualizza Messaggio
    Ovvio, da questo punto di vista sia Stalin che Hitler non hanno mai perso la loro integrità ideologica (nonostante possa sembrare vero il contrario): entrambi sapevano che il loro era un confronto inevitabile... bolscevismo e fascismo dovevano necessariamente venire alle mani.
    Il Patto di non aggressione Molotov-Ribbentrop era del tutto funzionale a questa necessità, nelle intenzioni dei due dittatori si trattava di un modo per guadagnare tempo e prepararsi al meglio per lo scontro imminente.
    Stalin aveva terrore di Hitler e dell'esercito tedesco, mentre quest'ultimo compì il fatale errore di sottovalutare la potenza latente del gigante Sovietico.
    I tedeschi speravano di abbattere quello che definivano l'edificio fatiscente del regime bolscevico con una decisa spallata, ma le cose andarono diversamente. Le abominevoli atrocità perpetrate dalla Wermacht (definito in seguito, e a buon diritto, un vero e proprio esercito criminale) durante la sua avanzata in territorio russo finirono con il consolidare la già compromessa fedeltà dei cittadini sovietici nei confronti del regime comunista, suscitando un moto di patriottismo spontaneo e fanatico.
    Oltretutto, dopo le prime vittorie d'impeto, i tedeschi si resero subito conto di che razza di avversario era l'Armata Rossa: un esercito sì di scarsa esperienza, ma assai numeroso, rigidamente motivato e dotato di armamenti all'avanguardia.
    Una volta risvegliato l'Orso sovietico dal suo letargo, la guerra di Hitler è precipitata, lentamente ma inesorabilmente, nella disfatta tra le macerie di Berlino.
    Errore fatale quello del 22 giugno 1941... probabilmente inevitabile.
    La coerenza ideologica paga.

    Quoto. Posso farti una domanda? Ma chi ti ha sciolto?

  8. #8
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    Non scrivete troppo forte che Hitler era antibolscevico, antimarxista e anticomunista se no i nazbol la prendono a male.
    Comunque l'errore di Hitler non è stato l'attacco alla Russia in se ma i tempi e i modi con cui l'ha effettuato. Risolto il fronte occidentale e tirata fuori dai guai l'armata brancaleone mussoliniana avrebbe poi potuto occuparsi con calma del fronte orientale, probabilmente contando sul benestare (se non diretta alleanza) degli Stati Uniti e dell'Inghilterra.

  9. #9
    La terra non mente mai
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    Citazione Originariamente Scritto da OLTRE LA MORTE Visualizza Messaggio
    Posso farti una domanda? Ma chi ti ha sciolto?
    la sinistra... e si vede. Ma a cuccia non ci torno più

  10. #10
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    Lessi tempo fa un libro dello storico militare inglese-ebreo sir Basil Henry Liddell Hart; ebbene: inevitabile era l'attacco al cuore dell'Unione Sovietica. Inevitabile poichè Stalin seppur con molta calma era pronto a sferrare un attacco di proporzioni colossali all'Europa. Stalin e tutto il suo entourage volevano adempiere al compito di internazionalizzazione dell'Europa,e successivamente,del Mondo. Al contrario di quanto hanno sostenuto e sostengono,forse per ingenuita' o per una supposta malafede,gli storici del dopoguerra e di oggi.

 

 
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