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  1. #1
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    Cool Medici cattolici. NO al vaccino contro il cancro all'utero. Faciliterebbe la lussuria

    cose da pazzi!



    http://www.aprileonline.info/3387/la...si-da-un-virus

    Laici e cattolici divisi da un virus
    Marzia Bonacci, 04 giugno 2007

    Scienza Il vaccino contro l'Hpv, infezione causa dei tumori al collo dell'utero, promosso dal ministro della Sanità per le ragazze di 12 anni, solleva dubbi etici tra gli scienziati di formazione religiosa, come dimostra un articolo pubblicato dalla rivista che fa capo al comitato bioetico del Gemelli, il quale teme che venga favorito un comportamento sessuale dissoluto


    Materia del contendere. Si chiama Human papilloma virus la nuova frontiera di confronto etico fra laici e cattolici perché a sollevare il dibattito, in verità negli ultimi mesi di per sé piuttosto infuocato, è la notizia dell'arrivo sul mercato italiano di un vaccino che servirebbe a prevenire da alcuni ceppi di questo virus, causa nelle donne di una serie di patologie all'apparato genitale tra cui il tumore al collo dell'utero. Come già accaduto per l'uso del profilattico oppure per l'accesso all'anestesia epidurale durante il parto, il progresso biomedico e le sue conquiste non vengono infatti recepite in modo univoco nello stesso mondo scientifico, come testimonia appunto il recente studio apparso sulla rivista "Medicina e morale", pubblicata dal centro di bioetica della facoltà di Medicina e chirurgia Agostino Gemelli dell'Università cattolica del Sacro Cuore di Roma.

    Nella pubblicazione Maria Luisa Di Pietro, Zoya Serebrovska e Dino Moltisanti infatti pongono una riflessione in merito alla promozione da parte del ministero della Salute della vaccinazione alle giovani adolescenti di 12 anni, un'operazione che partirà il prossimo gennaio e che secondo loro dovrebbe essere valutata non solo dal punto di vista clinico, ma anche tenendo conto del "bene globale" della persona. "Il punto - si legge nel testo - è che la vaccinazione generalizzata delle donne è si in grado di proteggerle dal cancro al collo dell'utero, ma questa proposta fa sorgere alcune serie preoccupazioni di carattere etico". Un timore che si lega al fatto che l'Hpv rientra tra le Mst, cioè le malattie sessualmente trasmissibili, le quali destano preoccupazione proprio nei tre studiosi che hanno elaborato il testo: secondo loro infatti il vaccino rischierebbe di comportare "ulteriori cadute di valori, il rafforzamento di una comune accettazione da parte dell'opinione pubblica dei comportamenti sessuali promiscui e probabilmente una maggiore diffusione della malattia". Del resto, aggiungono i ricercatori, "quando sono coinvolte ragazzine minorenni, abbiamo a che fare con persone i cui valori morali sono in formazione e che non sono ancora considerate legalmente responsabili". Una valutazione che trova, nel loro ragionamento, anche un appiglio scientifico nel fatto che "l'infezione da Hpv non è una emergenza sociale" essendo "il risultato di un comportamento a rischio, di una attività sessuale precoce e promiscua". Per questo, chiosano nell'intervento, senza nulla togliere alla "validità medica del vaccino", bisogna comunque "non perdere di vista il bene globale delle ragazzine, che si trovano in una fase molto delicata della loro esistenza".
    La risposta critica di uno scienziato laico.

    La pubblicazione di "Medicina e morale", dal titolo emblematico di "Human papilloma virus vaccines: ethical issues", non convince però il professor Carlo Flamigni, ginecologo e membro del Comitato Nazionale di Bioetica, il quale raggiunto da noi telefonicamente ci ha spiegato il perché del suo scetticismo. "Penso che sia un ragionamento viziato da scarsa preparazione specifica e pratica sul tema - sostiene Flamigni -. Perché non avrebbero fatto una riflessione simile se avessero tenuto conto della grande quantità di donne innocenti che vengono contagiate. Le probabilità di contrarre il virus infatti dipendono certamente dal numero di rapporti sessuali con uomini diversi che ha una donna, ma anche - e forse soprattutto- dal numero di rapporti sessuali con donne diverse che ha ciascuno dei suoi compagni o, per esempio, il suo solo compagno. Questa è una delle ragioni -continua il ginecologo - per cui molte ragazze che hanno un solo partner si trovano affette da Hpv". Ma non basta. La validità scientifica dello studio pubblicato dal centro bioetico del Gemelli è smentita anche da un ulteriore dato, come spiega sempre Flamigni. "Un' altra delle ragioni per cui bisognerebbe essere un po' meno drastici e dogmatici è legata al fatto che ci sono infezioni che non dipendono dalla vita sessuale: le ho riscontrate spesso in ragazze che vivono in comunità e che, per igiene approssimativa, spesso usano asciugami bagnati già utilizzati da altre ragazze oppure si scambiano gli indumenti intimi. C'è una grande quantità di ragazze che ha un unico compagno e una vita sessuale assolutamente "legittima" - per usare concetti che non sono i miei, ma forse appartengono a chi ha scritto questa pubblicazione- e che si trova affetta da Hpv, con un destino che le può portare, se non adeguatamente attente, ad una malattia tumorale. Ecco rispetto a questo, il documento del comitato di bioetica del Gemelli mi sembra vada considerato alla stregua di quanto viene sostenuto in merito al profilattico e alla sua condanna morale. Anzi forse peggio". In verità, il testo dei tre ricercatori dell'università cattolica mette in guardia dalla riduzione della prevenzione dall'Hpv al solo vaccino, rimarcando l'importanza di una campagna di sensibilizzazione morale che tenga conto del "bene globale" della persona. Una motivazione su cui però Flamigni si dice molto scettico e soprattutto stupito: "la prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili è osteggiata soprattutto dalla Chiesa, così come lo è l'educazione sessuale soprattutto verso le giovani generazioni. Un esempio ci viene dalla stessa interruzione volontaria della gravidanza: la quantità di aborti sarebbe diminuita se si potesse fare una seria campagna a favore della contraccezione, che però è duramente criticata dalla Chiesa, che ritiene illegittimi il 98,9% dei metodi anticoncezionali", spiega il professore.

    Flamigni si è espresso criticamente anche sul passaggio in cui si sottolinea che l'Hpv non sia una emergenza sociale: "il fatto di aver instaurato una attenzione così diffusa verso le neoplasie del collo dell'utero fa si che non ci sia una loro diffusione straordinaria, ma questo non inficia l'importanza di rispondere alla esistenza di questo virus. Il problema non è solo la quantità, ma anche la gravità delle malattie", sostiene.
    In sostanza, per lui il testo pubblicato dalla rivista di area cattolica appare come "una coperta tirata forzosamente da una parte sola" appigliandosi "ad un ragionamento dalle molte manchevolezza scientifiche".

    La malattia e il vaccino. Il vaccino da Hpv è prodotto dalla Cervarix (GlaxoSmithKline) e previene in verità soltanto da quattro ceppi virali, considerati però come i più pericolosi: 11, 6, 16, 18; ne restano esclusi gli altri 162. Autorizzato sul mercato dalla Enea e dall'Aifa, questo vaccino metterebbe al riparo le donne dal possibile contagio (solitamente asintomatico) dal virus papillomatoso, responsabile dei condilomi (lesioni), ma anche della formazione di neoplasie tumorali alla cervice. La ricerca medica ha dimostrato che non c'è cancro del collo dell'utero che non abbia visto una pregressa infezione da Hpv, anche se è altrettanto vero che non necessariamente l'infezione si trasforma in tumore. Sono infatti circa il 96% le donne che rimangono contagiate dal virus, di queste il 60% vive in modo transitorio l'infezione senza conseguenze, cioè guarisce in un anno perché il virus è presente nel soggetto ma non contrae rapporti con il dna delle cellule della donna, mentre il 5% del restante 36%, a seconda della carica virale e della capacità del soggetto, andrà in contro a carcinoma. In totale in Italia sono 300 mila le donne che si ammalano di questo tumore alla cervice, 13 esima causa di morte nel nostro paese, prima o seconda nel Terzo mondo.

    Il vaccino per risultare efficace deve essere somministrato alle ragazze prima dell'inizio della loro attività sessuale, per questo il ministero della Salute ha indicato come età di riferimento i 12 anni: dal 2008 saranno le ragazze nate nel 1996 a potere usufruire del vaccino a carico, per quanto riguarda il suo costo, del Sistema sanitario nazionale. Per sconfiggere il tumore della cervice e rendere la vaccinazione totalmente efficace è importante però che le donne si sottopongano comunque al pap test, cioè allo screening a scadenza stabile.

  2. #2
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    Exclamation Sempre più contro la religione e la chiesa

    E' una cosa semplicemente vergognosa che si voglia imputare il comportamento, errato o no che sia io non mi permetto di giudicarlo, delle persone ad un metodo per difenderne e preservarne la salute.
    Io sono a favore di ogni cosa possa contribuire a far star meglio le persone, avendo visto mia mamma in un letto d'ospedale per un problema simile.

  3. #3
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    . Come si contrae l'HPV?
    Le infezioni da HPV che causano verruche genitali, displasia (CIN) e/o il tumore del collo dell'utero sono trasmesse da persona a persona per via sessuale o contatto intimo pelle contro pelle. Sebbene i profilattici forniscano una certa protezione, non proteggono sempre dalla trasmissione di infezioni perché non coprono tutte le zone genitali.
    È importante sapere che, sebbene la frequentazione di più partner possa accrescere il rischio di contrarre un'infezione da HPV, per contrarre il virus basta una sola persona infetta. Si stima infatti che 8 donne sessualmente attive su 10 contraggano il virus nel corso della loro vita.

    È inoltre importante ricordare che anche le donne che hanno lo stesso partner da anni devono sottoporsi a controlli per la prevenzione del tumore del collo dell'utero. Questo perché l'HPV può "nascondersi" nelle cellule cervicali per lunghi periodi di tempo senza essere rilevato. È impossibile determinare esattamente quando si abbia contratto un'infezione da HPV o da quanto tempo se ne sia affetti.



    Faq sull'HPV
    http://www.digene.it/donne_prevenzio...lo.asp?key=2#2
    --------------------------------------------------------------------------------

  4. #4
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    qunado si tratta di figa questi credenti non capiscono più un c***o e scendono il delirio
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  5. #5
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    Predefinito Lussuriose anche loro?

    Come le altre donne, anche le suore si ammalano di tumore al collo dell'utero.
    SONO LUSSURIOSE ANCHE LORO'

  6. #6
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    Predefinito

    GB: vaccino contro cancro uteroPer ora solo consigliato, in futuro sara' obbligatorio (ANSA)-LONDRA,17 GIU- In Gran Bretagna le ragazze di 12 anni saranno vaccinate contro il virus del papilloma umano (Hpv), che provoca il cancro al collo dell'utero. Una commissione sanitaria competente ha deciso di raccomandare al governo di varare un'energica strategia anti-Hpv in risposta al fatto che le ragazze sono sempre piu' sessualmente precoci. La commissione consiglia di vaccinare senza indugio tutte le ragazze tra i 12 e 16 anni e di rendere poi obbligatoria nel futuro l'immunizzazione anti-Hpv per le 12enni.

 

 

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