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    Il Gazzettino – cronaca di Vicenza

    http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Vicenza&Codice=34152 84&Data=2007-6-17&Pagina=4
    Domenica, 17 Giugno 2007

    Un nuovo, drammatico fenomeno, sta interessando la zona Duomo e il centro storico di Thiene: sono queste le mete preferite dei nuovi disperati
    Anziani alla fame costretti all'accattonaggio
    Anziché i nomadi, a chiedere l’elemosina sono molti pensionati della zona: prendono un pasto dai frati e non riescono a pagare bollette e medicine

    Thiene
    Sono in deciso aumento i mendicanti in città. Un fenomeno, quello dell'accattonaggio, fino a ieri riservato solo alle grandi città, sta iniziando a farsi strada anche nella nostra ricca Thiene. Agli angoli delle vie non si vedono però più, come un tempo, a chiedere l'elemosina gli zingari, come eravamo stati abituati da sempre. Oggi al posto dei nomadi ci sono gli anziani vicentini o addirittura thienesi. La zona Duomo con via Roma e piazzetta Rossi e il centro storico con corso Garibaldi, via Trieste e via Trento, via Corradini e via Colleoni, sono le mete preferite di questi nuovi poveri, in genere anziani con pensioni da fame che, pur rivolgendosi ai frati per un piatto di minestra a mezzogiorno, sono costretti a gettare alle ortiche la loro dignità per pagare affitti, medicine, energia elettrica, acqua, metano o legna da ardere, e le altre mille cose necessarie per vivere. Spesso col viso rosso dalla vergogna, stendono la mano a frettolosi passanti che per la quasi totalità li ignorano.ù
    Oggi i mendicanti a Thiene non si chiamano più Igor, Boris, Andrej o altro, si chiamano Mario, Giuseppe, Antonio, Maria e abitano in qualche paese vicino a Thiene o addirittura nei quartieri più poveri quali la Conca o la Ca' Paiella.
    Un fenomeno decisamente preoccupante di cui pochi si accorgono. Un esempio per tutti: si chiama Antonietta, 73 anni, vedova, abita a Carrè, e percepisce 416 euro al mese dei quali 300 se ne vanno per l'affitto. A mezzogiorno mangia spesso dai frati del Santuario dell'Olmo e fino a poco tempo fa lavorava, rigorosamente in nero, per qualche ora la giorno come badante presso una signora ottuagenaria oggi defunta. Adesso senza quei pochi soldi che le passava la signora i soldi che percepisce di pensione non le bastano, non per arrivare al 30 del mese, ma per arrivare al 10 del mese. Sola, senza alcun parente che le possa dare una mano la signora Antonietta la si trova nei giorni di bel tempo o al lunedì, giorno di mercato, vicino al campanile con un piattino in mano e lo sguardo sempre basso carico di vergogna.
    Sua grande paura è che «riva le guardie e i me mete dentro». Fortunatamente per lei la signora Antonietta non sa che le guardie, quando passano da quelle parti, girano lo sguardo altrove e non le posano sul piattino qualche soldo solo perchè la divisa glielo impedisce.
    Valerio Bassotto


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  2. #2
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    Il Commento

    La notizia e il commento.

    Se nella provincia di Vicenza, che esporta ogni anno quanto l’intera Grecia, siamo arrivati al punto documentato più sopra da «Il Gazzettino», non c’è molto da sperare per il resto del settentrione italiota che è l’area più industrializzata.

    Ho letto, qui da qualche parte, il rammarico di Semipadano per aver tentato di organizzare un “Congresso Permanente”, ma di non esserci riuscito, perché molti sono i distinguo che in questo forum appaiono da parte di svariati interlocutori.

    Altri, subito dopo le ultime elezioni amministrative, hanno preso lena per reprocher, (in verità un po’ ingenerosamente) a coloro che sono fuoriusciti dalla LN di non aver saputo… “dimostrare cosa valgono”.
    Ripeto: è quanto meno ingeneroso, perché tutti i nuovi soggetti competitori fuori dai partiti tradizionali, indipendentemente dai loro programmi politico-amministrativi, sono stati bocciati dall’elettorato.
    Quanto meno si è trattato di una competizione ad armi sproporzionate. I partiti disponendo di risorse praticamente illimitate, gli altri competitori praticamente in mutande.
    Anche quelle formazioni regionaliste ch’erano il prodotto di “Capitani d’industria” scesi in politica non hanno raggiunto gli obiettivi sperati. Morto lo sponsor, praticamente agonizzante la proposta politica.

    Quanto all’elettorato, è cresciuto l’astensionismo. Tant’è che in qualche provincia tra “scioperanti del voto”, schede bianche e schede nulle, ad eleggere le amministrazioni locali è stato MENO del 50% degli aventi diritto al voto.

    La politica è una partita dura nella realtà, dove si deve giocare con le carte che si hanno in mano, anche quando si hanno delle scartine.
    E’ bello sognare che scenda in politica l’Arcangelo Michele, o Zarathustra.
    Ma è disonesto dirsi: finché non arriva Michele a guidarci, noi non facciamo niente.
    Stiamo sugli spalti e critichiamo tutti, senza dare fiducia a nessuno.
    E’ un alibi per giustificare le proprie viltà e il proprio secessionismo, ed il nord Italia, o se preferite: la Padania, pullula di secessionismi microscopici, valligiani, provinciali paralizzanti, e ignoranti… intanto, ci facciamo depredare da Visco, da Mastella & Co.

    Ecco perché l’iniziativa di Semipadano non deve cadere nell’oblio.
    Tutte le persone di buona volontà, sinceramente animate da spirito civico devono cominciare a dialogare tra di loro. A conoscersi meglio. Ad elaborare una proposta politica che veda l’esercizio della sovranità popolare in primis e che pur affidandosi alla rappresentanza sia però in grado di
    Consentire ai governati di prevalere sui governanti.

    Il terreno è favorevole. Da nord a sud è tutto un ribollire di persone, comitati e quant’altro che si oppongono alle imposizioni dall’alto: No TAV, No Dal Molin, No alle discariche e chi più ne ha più ne metta, è tutto un fermentare di richieste d’esercizio d’una reale democrazia.

    Nel progetto di Semipadano non c’è la ricerca del superpolitico, dell’uomo della provvidenza, né tanto meno la ricerca d’una classe dirigente onnisciente e che tutto prevede; per questo e per gli ambiziosi – a spese dei contribuenti - ci sono i partiti tradizionali. Semipadano cerca persone che inseguono l’utopia di offrire ai cittadini gli strumenti per esercitare la democrazia, spettando alla più grande platea dei cittadini, lo scegliere come e dove vivere secondo le proprie aspirazioni e le proprie tradizioni.

    Tutto questo ha il sapore dell'utopia (utopia significa «il luogo che non c'è»... quindi l'utopia non esisterebbe); e quello che ci manca, in questo momento, è proprio la capacità di costruire una nuova utopia, non un sogno ingannevole.
    Perché la funzione dell'utopia è nel suo fallimento affinché ogni volta ne rinasca una migliore; consiste nell'essere causa più che effetto, motore del viaggio ad un orizzonte che retrocede sempre di un passo per ciascun passo avanti dell'umanità.

    Tutto ciò anche in ossequio a quanto scriveva Tucidide, all’incirca 2.500 anni fa:
    «Seguiamo le autorità di volta in volta al governo, ma principalmente le leggi e più tra esse quante tutelano le vittime dell'ingiustizia e quelle che, sebbene non scritte, sanciscono per chi le oltraggia un'indiscutibile condanna: il disonore. Il nome che gli conviene è democrazia, governo nel pugno non di pochi, ma della cerchia più ampia dei cittadini.»

  3. #3
    Simply...cat!
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    Sarà una mia convinzione ma a mio avviso la Padania è riuscita in questi anni a rimanere competitiva col resto del mondo solo grazie a stipendi che sono nettamente + bassi rispetto alla media europea.
    Mia opinione eh...

  4. #4
    itaglia stato canaglia
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    ....... [Tristezza infinita dinanzi a ciò]


    Se vedùm

  5. #5
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    i forum sono pagine che scorrono. Tanti più commenti a casaccio vengono inseriti, quanto prima il senso del thread si smarrisce, e il tutto finisce nel tritacarne virtuale, mescolandosi ai fiumi di nonsenso che scorrono accanto.

    Grazie, caro Enzo, ma non ti fare illusioni...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball Visualizza Messaggio
    Sarà una mia convinzione ma a mio avviso la Padania è riuscita in questi anni a rimanere competitiva col resto del mondo solo grazie a stipendi che sono nettamente + bassi rispetto alla media europea.
    Mia opinione eh...
    Non sei il solo a pensarlo

  7. #7
    Blut und Boden
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    È il segno inequivocabile che i padani si stanno suicidando, e che ne sono contenti.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    i forum sono pagine che scorrono. Tanti più commenti a casaccio vengono inseriti, quanto prima il senso del thread si smarrisce, e il tutto finisce nel tritacarne virtuale, mescolandosi ai fiumi di nonsenso che scorrono accanto.

    Grazie, caro Enzo, ma non ti fare illusioni...
    Sono anni che Enzo non si fa illusioni e sono anni che ciò nonostante ci prova. Recriminare non mi piace ma nemmeno passare per ciò che non sono, uno che se ne frega. Quello che secondo me è stato il tuo errore più grande? Confidare in nomi altisonanti (si fa per dire) nella speranza che tirassero il carro. Adesso avrai capito che se il carro non rende loro non tirano. Nel messaggio di Enzo c'è un invito preciso a non aspettare il Messia, tu, noi, lo abbiamo fatto ancora una volta. Come dice bene Enzo, c'è un mondo là fuori E RIBADISCO LA' FUORI che è in fermento. Sono entrato a curiosare nei Meetup di Grillo, ci ho trovato un mare di gente volonterosa, con le nostre stesse idee di democrazia diretta. Ho riscoperto che non tutti i terroni sono uguali, ho riscoperto, ma questo lo sapevo da un pezzo, che ghettizzare la democrazia nella Padania è demenziale e che la Padania, se mai verrà, sarà solo dopo che sarà tornata la democrazia.Con i grillini ci siamo incontrati a Perugia, ci reincontreremo a Parma e poi ancora a Lucca, parliamo di Liste civiche, di democrazia diretta, stiamo tentanto di metterle in piedi per affermare le stesse identiche cose che scriviamo qui. Ma, udite udite, di un leader come Grillo non se ne parla nemmeno, è solo una opportunità sino a che porterà avanti discorsi che ci piacciono a piacciono a tantissima gente, un semplice veicolo promozionale. Anche là, come qui, i distinguo frammentano, rallentano, confondono. Anche là, come qui, tutti invocano la restituzione del potere al popolo ed il ritiro della partitocrazia dilagante. Anche là, come qui, ci sono furbetti che si infiltrano, che ci marciano, che sono pronti a salire se il carro si muovesse. Ma c'è tanta gente, là come qui, che ha voglia di fare, lotta nella propria piccola realtà, tenta disperatamente di acquistare forza e visibilità e, anche là come qui, spera di creare una rete che unisca e diventi alternativa al regime. La differenza è nel pregiudizio, la differenza è nell'egoismo, la differenza è nell'arroganza. Se tutti voi riusciste a scremare le vostre ambizioni, le vostre speranze, i vostri sogni sino a lasciarne 2 o 3 : 1) la sovranità appartiene al popolo che la esercita come gli pare e piace - 2)l'esercizio della sovranità avviene tramite rappresentanti con vincolo di mandato 3) referendum legislativi e abrogativi senza quorum su qualunque materia interessi la collettività....PUNTO! Si creerebbe una forza contro la quale nulla potrebbe resistere. Poi ci mettete intorno tutti i corollari del mondo, ma vi unite su queste cose ed abbattete il sistema.
    L'alternativa? Parlavi addosso , qui sopra, per altri dieci anni, esattamente quello che state facendo da dieci.
    Io la penso così.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da celtik Visualizza Messaggio
    Sono anni che Enzo non si fa illusioni e sono anni che ciò nonostante ci prova. Recriminare non mi piace ma nemmeno passare per ciò che non sono, uno che se ne frega. Quello che secondo me è stato il tuo errore più grande? Confidare in nomi altisonanti (si fa per dire) nella speranza che tirassero il carro.
    io ho sbattuto il naso contro persone semplici come me, non contro i nomi altisonanti. Questi ultimi sono stati molto onesti nel farmi capire ciò che sta loro a cuore e ciò che non sta loro a cuore. Purtroppo, nella valutazione dissentiamo almeno in parte.
    Adesso avrai capito che se il carro non rende loro non tirano. Nel messaggio di Enzo c'è un invito preciso a non aspettare il Messia, tu, noi, lo abbiamo fatto ancora una volta. Come dice bene Enzo, c'è un mondo là fuori E RIBADISCO LA' FUORI che è in fermento. Sono entrato a curiosare nei Meetup di Grillo, ci ho trovato un mare di gente volonterosa, con le nostre stesse idee di democrazia diretta. Ho riscoperto che non tutti i terroni sono uguali, ho riscoperto, ma questo lo sapevo da un pezzo, che ghettizzare la democrazia nella Padania è demenziale e che la Padania, se mai verrà, sarà solo dopo che sarà tornata la democrazia.
    ti obietto che è incredibile quanto noi tutti riusciamo a tollerare e condiscendere ai crimini perpetrati dall'italia e dagli italiani, aggrappandoci a questo feticcio di paese che deve restare ugno e indivisibbolo anche se siamo diversi, pensiamo diversamente, agiamo diversamente, ci detestiamo cordialmente, we take pride in the differences between us and look down on each other, salvo che il loro è orgoglio etnico e culturale, il nostro è razzismo. Quando vince la medaglia un napoletano è un napoletano, quando la vince un milanese è un italiano. L'italia non è la nostra, è quella che abbiamo stoltamente lasciato nelle mani di una cultura tanto diversa dalla nostra e tanto ostile a noi.
    Con i grillini ci siamo incontrati a Perugia, ci reincontreremo a Parma e poi ancora a Lucca, parliamo di Liste civiche, di democrazia diretta, stiamo tentanto di metterle in piedi per affermare le stesse identiche cose che scriviamo qui. Ma, udite udite, di un leader come Grillo non se ne parla nemmeno, è solo una opportunità sino a che porterà avanti discorsi che ci piacciono a piacciono a tantissima gente, un semplice veicolo promozionale. Anche là, come qui, i distinguo frammentano, rallentano, confondono. Anche là, come qui, tutti invocano la restituzione del potere al popolo ed il ritiro della partitocrazia dilagante. Anche là, come qui, ci sono furbetti che si infiltrano, che ci marciano, che sono pronti a salire se il carro si muovesse. Ma c'è tanta gente, là come qui, che ha voglia di fare, lotta nella propria piccola realtà, tenta disperatamente di acquistare forza e visibilità e, anche là come qui, spera di creare una rete che unisca e diventi alternativa al regime. La differenza è nel pregiudizio, la differenza è nell'egoismo, la differenza è nell'arroganza. Se tutti voi riusciste a scremare le vostre ambizioni, le vostre speranze, i vostri sogni sino a lasciarne 2 o 3 : 1) la sovranità appartiene al popolo che la esercita come gli pare e piace - 2)l'esercizio della sovranità avviene tramite rappresentanti con vincolo di mandato 3) referendum legislativi e abrogativi senza quorum su qualunque materia interessi la collettività....PUNTO! Si creerebbe una forza contro la quale nulla potrebbe resistere. Poi ci mettete intorno tutti i corollari del mondo, ma vi unite su queste cose ed abbattete il sistema.
    su 1), 2) e 3) penso che tu abbia ragione e lo scrivo quotidianamente. La mia frequentazione del mondo padanista non induce a ottimismi di sorta. Però il disprezzo per l'italia per me non è un corollario. Per gli italiani noi siamo la vil razza dannata e da estinguere. Con quanto resta dei nostri valori. Fai un giro a Catania o a Catanzaro, cerca un lavoro, vai in un ufficio pubblico, prova ad aprire un negozio, o prendi un appuntamento con un professore universitario, o partecipa a un concorso pubblico, e ricaricati.
    L'alternativa? Parlarvi addosso , qui sopra, per altri dieci anni, esattamente quello che state facendo da dieci.Io la penso così.
    Io sono arrivato da un anno scarso, ma ghe n'hoo giamò pien i marùn. Comunque anche voi non avete mai cavato un ragno dal buco in dieci e più anni. Tutti giù dal pero, la soluzione in tasca non ce l'ha nessuno, naturalmente salvo i comici.

  10. #10
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    quando dico parlarvi addosso non mi riferisco certo a te, ma qui ci sono amici che bazzico da anni, ogni tanto mi ricordo che c'è POL e ci torno sopra, li ritrovo quasi tutti qui ad imprecare contro terroni e italioti, a sognare di Padania libera ebla bla bla. Una nicchia di nostalgici sul tipo Giapponese suill'isola. Sei uno a posto, ma sei ancorato a schemi che erano falsi ed estemporanei già da quando erano di moda. La strada era un'altra, era quella del Federalismo e dell'Autogoverno, della democrazia applicata e reale. Siamo tutti stati prima abbagliati e poi deviati. Sono fermamente convinto che se vuoi raggiungere il tuo obiettibo devi cambiare registro ed anche in fretta o finirai smaronato e frustrato più di quanto già non sei, anzi, già non siamo.
    Onore al merito, comunque ci hai provato, te ne do atto, sempre meglio uno come te, anche se non ci è riuscito, che mille parolai ciechi ed ottusi.

 

 
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