
Originariamente Scritto da
semipadano
Da "Il Giornale di Vicenza"
Le lettere dai Lettori
Lunedì 25 Giugno 2007
Se possibile, ....
Se possibile, tramite il suo giornale, vorrei sentitamente ringraziare il duo-tandem "Prodi/Padoa Schioppa" per la meravigliosa finanziaria che avrebbe dovuto "far piangere i ricchi"! Questi i fatti: l'1 maggio 2006 ho iniziato la mia nuova attività (parallela ed uguale ad un'altra esistente - evito i particolari per non dilungarmi troppo) in un settore fortemente concorrenziale e dove i margini di guadagno sono, purtroppo, molto risicati. Però si tratta del lavoro che so fare da oltre trent'anni... Comunque, va tutto bene e chiudiamo il bilancio fine 2006 con un utile di circa 49 mila euro su un fatturato di 1 milione di euro e con alle dipendenze 14 persone. Tutto sommato, considerato che si tratta di un risultato di 8 mesi di attività (primo anno), sono moderatamente soddisfatto. Si, perché non ho ancora preso in considerazione la "spada di Damocle" delle imposte o tasse che dir si voglia. Quindi, con un certo patema, porto tutti i documenti dal mio commercialista di provata e pluriennale esperienza e fiducia, per conoscere finalmente, fatti i debiti calcoli, quanti soldini mi rimarranno in saccoccia! Il referto è stato a dir poco da infarto| Su 49 mila euro di utile netto, fra Ires ed Irap ne devo sborsare allo Stato 44 mila! Sì, dico e ripeto: 44 mila! E, ciliegina sulla torta, nel corso di questo 2007 ne dovrò "elargire" circa altrettanti quale acconto sul reddito 2007! Ritengo doveroso precisare che nel 2006 non mi "sono" corrisposto alcun emolumento quale amministratore, proprio per attendere la chiusura dell'esercizio e quindi provvedere nel 2007. Ma con un utile netto di circa 5 mila euro quale compenso posso prelevare? Considerato poi che è già speso tutto in tasse? E per pagare le quali dovrò richiedere ulteriori finanziamenti alle banche! A questo punto devo effettuare la scelta se tirare avanti in qualche modo indebitandomi fino agli occhi (e alle orecchie!) o chiudere l'attività e lasciare sul lastrico 14 dipendenti (con famiglie al seguito) e di conseguenza chiedere di essere iscritto all'anagrafe degli zingari (almeno quelli hanno il sussidio statale) in quanto mica posso campare d'aria! E allora, visto che con il mega utile netto di 5 mila euro annui rientro nella categoria dei "ricchi" (in quanto imprenditore) non mi resta che piangere sul serio! Ironia della sorte: dopo quanto sopra, ai fini dei famigerati "Studi di Settore", non risulto neppure "congruo"! Lettera firmata
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