Di Bruno Laguzzi Esistono due categorie di uomini: quelli che credono che la vita sulla terra sia una milizia, che alla Thomas Hobbes pensano che “la condizione dell’uomo è una condizione di guerra di ciascuno contro ogni altro” , dove il fine giustifica i mezzi, lecito o meno che sia , uomini pronti a tutto per avere tutto: a scendere a compromessi, a sporcarsi l’anima , tappezzarsi il cuore e la coscienza di nero, trasformare se stessi in delle macchine di produzione. Gente che crede che la vita sia finita, che non guarda oltre, che non ha la fede religiosa , pragmatici , agnostici , atei ,finti credenti, combattenti esclusivamente per la loro causa.L’altra categoria è formata da quelli che nella vita vedono una missione, che seguono la giustizia al costo di perdere se stessi, che hanno la dignità del colore di un fantasma, puristi , fedeli , coerenti: vincenti non nella materia, ma nell’anima. Mi riferisco a “ spartani” combattenti sotto la bandiera della dignità , curatori con infinitesimale acribia delle virtù umane, ortodossi nei loro insegnamenti- apprendimenti, immuni da ogni vizio o “dono” che possa irretire la loro condotta. Non parlo solo di guerrieri e soldati armati, bensì di ogni uomo che ha scelto la “trinitas” perfetta: coerenza, dignità ed altruismo. Gente che ha scelto di vivere nella costanza logica, di pensiero e di azione. E quella a cui mi riferisco non è la coerenza costruita dall’egoismo , piena di vie sub-alterne createsi con la contingenza, ma l’unica e vera via che un uomo decide di intraprendere per gli altri e per se stesso. Laici e religiosi , svestiti dei propri abiti ed interessi , ricoperti di una viva inclinazione o amore verso l’ideale o la fede che alberga nel loro cuore. Provano e dimostrano di prediligere con l’animo , con i sensi , con il linguaggio e con le azioni , un concetto che sta sopra ogni forma di esasperata prebenda personale. Rifiutano il piacere , il denaro ed ogni sorta di surrogato del compromesso , se esso non è parte integrante di quel sentiero.Essi percorrono fino in fondo un lungo tracciato pieno di scorciatoie , di dolci , di serpenti , di picador e di indicazioni errate. Continuano “perinde ac cadaver” , scomparendo senza aver avuto e fatto quello che la vita gli ha presentato , ed avrebbero potuto materialmente realizzare. La gamma dei personaggi rientranti in questa “folle” categoria è vastissimo, ucronico e trasversale: missionari tra i disperati del Darfur, Madre Teresa di Calcutta tra i malati, un nazista certo della sconfitta contro l’armata rossa, l’”agapé” materno , Le Pen che dice ciò che pensa indipendentemente dai consensi , un ristoratore che punta alla massima qualità per i suoi clienti a discapito del guadagno , et cetera et cetera. Ciò che voglio chiedermi e chiedervi , è una cosa sola, perché lo fanno? Credo che la risposta sia una sola, ovvero che per loro la strada più utile e dignitosa non è sempre la più soddisfacente e semplice da scegliere. Ho invece, definito “mercenari” quelli applicatori volgari del “carpe diem” oraziano, eternamente incoerenti , sottomessi dal piacere, dall’attimo e dalla materia, affetti da un problema oculare che non gli permette di vedere l’altro, di vedere oltre. Odiernamente a primeggiare in questa categoria , e per potenza e per influenza, che dà supporto allo sviluppo di un individuo con tali caratteristiche , è proprio il macrosistema. Esso cerca di propinarti il relativismo morale, cerca di traviarti espandendo il concerto di libertà, ti fa innamorare delle cose materiali, pubblicizza uno stile di vita basato esclusivamente sull’avere. E’ proprio questa la strada che ti porta all’”inferno” , a vivere solo per morire, per autorealizzarsi , ad interpretare erroneamente l’inciso di Goldsten della psicologia umanistica che afferma : “ciò che uno può essere, deve essere”, mettendo in secondo piano l’effetto delle azioni nei confronti degli altri.
Gli “spartani” amano la prosocialità cooperativa, vedono nella realtà un solo fatto e non l’effetto di letture diverse. Il “mandatum novum” che si impongono quotidianamente vede il loro ego secondo a qualcosa che volontariamente li precede: un Dio , un’idea, una missione, un principio ,una persona . “ Ab immemorabili tempore” l’uomo ha cercato di superarsi nel modo sbagliato: escludendo , schiacciando ed eliminando l’altro. Non è stata solo l’ambizione il fomite della discordia, bensì l’interpretazione sbagliata che gli è stata data.
La vita , il mondo ed il futuro sono nelle mani dell’uomo, e non è il fato ad essere inclemente ma i potenti , gli egoisti , i mercenari.
Le azioni degli “spartani” riecheggeranno in eterno , poiché qualcuno parlerà sempre di loro, e se ciò cesserà , essi resteranno un segno indelebile nella storia, come un masso che permane nel globo dalla sua creazione.