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    Predefinito Un pellegrino in Terra Santa

    “Il viaggio del Santo Padre in Terra Santa non è in nessun modo un affare politico”, ha dichiarato il Nunzio apostolico.




    “Non bisogna vedere questo viaggio con gli occhiali della politica. Questo viaggio sarà un pellegrinaggio, e le visite ufficiali saranno delle visite di cortesia. Non ci sarà nessuna discussione riguardante temi politici. Ci saranno certamente dei messaggi che potranno essere interpretati in chiave politica, ma la visita è religiosa ! Viene come pastore, non come capo dello Stato Vaticano”, ha dichiarato il Nunzio apostolico per Israele, nonché Delegato apostolico per Gerusalemme e la Palestina, sua Eccellenza mons. Antonio Franco, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi pomeriggio al Centro Notre Dame.

    Affiancato da mons. Paul Nabil Sayah, vescovo maronita, da mons. Kamal Hanna Bathish, vescovo ausiliare emerito dei latini, da mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, vescovo ausiliare dei latini a Nazareth, mons. Boutros Mouallem, vescovo emerito dei greci melchiti di Galilea, da mons. Youssef Jules Zreyi, vicario patriarcale dei greci melchiti a Gerusalemme, dal padre Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa e da padre Pierre Felet, segretario della conferenza degli Ordinari Cattolici di Terra Santa, mons. Antonio Franco ha esordito riprendendo i termini del comunicato stampa del Vaticano e le parole pronunciate domenica dal Santo Padre, con le quali ha annunciato il suo pellegrinaggio, che lo condurrà dalla Giordania a Israele ai Territori palestinesi.

    Annunciando poi, a grandi tratti, il programma del Santo Padre, il Nunzio ha sottolineato che i momenti più importanti saranno le tre messe : quella a Gerusalemme, per la quale si attendono circa 5000 persone, ha precisato il Nunzio (ndr : il numero è ricavato dalla capacità del luogo in cui si svolgerà la messa, la valle di Josaphat), quella a Betlemme e quella a Nazareth, al monte del Precipizio, dove ci si aspetta l’assemblea più grande : “dalle 40 alle 50 mila persone del luogo, alle quali si aggiungeranno i pellegrini, che certamente sono i benvenuti”, ha precisato mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo.




    Questo pellegrinaggio, ha poi proseguito il Nunzio, coincide con la fine dell’anno consacrato, in Terra Santa, alla famiglia, su iniziativa dell’Assemblea degli Ordinari Cattolici. In questa occasione, il Santo Padre benedirà la prima pietra del Centro Internazionale per la famiglia.

    “Certamente il Santo Padre avrà anche dei momenti di preghiera, al Cenacolo e al Santo Sepolcro. E poi ci saranno gli incontri ufficiali, con il Presidente israeliano, con il Presidente palestinese e con il Gran Mufti di Gerusalemme, alla spianata delle moschee, seguite da una visita al Muro Occidentale e una visita allo Yad vaShem.”

    Il Papa incontrerà anche i capi rabbini a Gerusalemme, ed altre Autorità religiose, a Gerusalemme e a Nazareth.

    “Ci tengo a sottolineare che si tratta di un pellegrinaggio di preghiera per la Pace e l’unità, per la Terra Santa e per il mondo intero.”

    Infine, il Nunzio apostolico ha risposto alle domande dei giornalisti. Diverse hanno riguardato la possibilità, per i cristiani di tutta la Terra Santa, di poter prender parte alle varie celebrazioni. Prima il Nunzio e poi il Custode hanno risposto che la questione è stata discussa con le autorità israeliane, ricevendo una risposta positiva. Una delegazione di cristiani di Gaza, accompagnati dal loro parroco, padre Manuel Mussalam, potrà giungere a Betlemme.

    Non si sono fatte aspettare le domande sulla visita del Santo Padre allo Yad vaShem, dal momento che in questo museo è presente la controversa didascalia sul ruolo di Papa Pio XII durante la seconda Guerra Mondiale.

    Il Nunzio apostolico ha allora fatto una distinzione tra il memoriale della Shoah e il museo, entrambi situati nell’insieme dello Yad vaShem. E ha precisato a più riprese che il Santo Padre si recherà al memoriale della Shoah e non al museo.

    Sentendosi sereno - ha detto - nel parlare di tale polemica [1], ha ricordato che l’8 e il 9 marzo 2009 si è tenuto a Yad vaShem un gruppo di lavoro per fare il punto delle conoscenze finora acquisite sul ruolo di Papa Pacelli, e che l’incontro si è svolto in un clima eccellente, consentendo così di fare dei progressi sulla questione.

    Non è stato presentato alcun programma ufficiale preciso : alcuni punti restano ancora nell’incertezza.

    Ma senza dubbio la missione principale della conferenza stampa era quella di insistere sul carattere religioso del pellegrinaggio del Papa. Un pellegrinaggio di preghiera per il Capo della Chiesa cattolica, e anche una visita per esprimere solidarietà a tutti gli abitanti della Terra Santa, e in primo luogo a tutti i cristiani, in uno spirito ecumenico.

    Quali che siano i dibattiti sollevati dalla decisione di questo viaggio, nella situazione attuale di Israele e Palestina, il Nunzio ha ribadito quanto il Santo Padre conti sul sostegno spirituale di tutti i cristiani del mondo. Quanto ai cristiani locali, “si stanno già preparando” ha assicurato mons. Marcuzzo. In Israele, nelle scuole cristiane, saranno attivati dei corsi specifici di 250 ore su questo viaggio e sulla figura del Papa, finanziati dal governo. Allo stesso tempo, i cristiani si prepareranno a quest’evento nella preghiera e attraverso diverse iniziative pastorali.




    CTS Notizie:http://www.custodia.org/spip.php?article5204

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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Un pellegrino in Terra Santa


  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Un pellegrino in Terra Santa

    OT: ma quanto si sentiva la mancanza del canale youtube del Vaticano??
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Un pellegrino in Terra Santa

    perchè OT? onf:

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Un pellegrino in Terra Santa

    Citazione Originariamente Scritto da saul Visualizza Messaggio
    perchè OT? onf:
    Il mio messaggio è OT hefico:
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Un pellegrino in Terra Santa

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Il mio messaggio è OT hefico:
    evidentemente no, non ci stò :gratgrat: iaociao:

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Un pellegrino in Terra Santa

    OT vuol dire "fuori argomento"...

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Un pellegrino in Terra Santa

    La valle del Cedron : luogo della messa a Gerusalemme il 12 maggio



    Ci sono molte chiese a Gerusalemme, eppure nessuna sarebbe abbastanza grande da accogliere una folla desiderosa di partecipare alla messa di un papa in pellegrinaggio.

    Il papa Giovanni Paolo II aveva celebrato due messe nella Città Santa, una al Santo Sepolcro, davanti a una folla necessariamente ridotta, l’altra, in privato, al Cenacolo, beneficiando di un privilegio unico. Il luogo dell’istituzione dell’eucarestia e del sacerdozio, infatti, non è più una chiesa, ma una cappella in cui, da quando i francescani furono cacciati, nel 1551, solo la preghiera privata è autorizzata. Nemmeno Paolo VI aveva potuto celebrarvi l’eucarestia.

    Per il pellegrinaggio di Benedetto XVI gli organizzatori hanno voluto, invece, che una messa permettesse di riunire il più grande numero di fedeli.

    La chiesa cattolica più ampia è la basilica delle Nazioni, detta del Getsemani : 800 persone di capienza. Ma non era ancora abbastanza. Si è pensato così di fare la celebrazione all’aperto, e i francescani hanno messo a disposizione una parte di terreno da loro acquisito nel 1666, che all’epoca probabilmente costituiva una sola tenuta insieme al giardino degli Ulivi. La storia, solo dopo, ha separato i due terreni.

    Sarà dunque nel terreno sottostante al giardino degli Ulivi e al giardino del Getsemani che sarà celebrata la messa, davanti a una folla stimata in 5000 persone.

    Dei tre siti scelti per le messe di Benedetto XVI, questo è quello che più di tutti offre l’occasione di mettere i propri passi sulle orme di Cristo. Non si sa se Gesù sia tornato, da adulto, nel luogo dove nacque, a Betlemme, ma è certo che abbia percorso, e più di una volta, questi pendii, per andare dal Monte degli Ulivi al Tempio di Gerusalemme.

    Pur essendo incassato, il luogo offrirà ai pellegrini un panorama che ancora oggi emoziona, non solo per la sua naturale bellezza, ma anche per la ricchezza della sua Storia Santa.

    Rannicchiato nella valle del Cedron, detta anche valle di Giosafat, il pellegrino si troverà nel punto in cui si incrociano i due Testamenti. È proprio perché Gesù era un ebreo religioso e osservante che egli intensificò le visite al Tempio, onorando le feste, compiendo pellegrinaggi, andando a sostenere discussioni con i rabbini, come fanno ancora oggi gli studenti delle scuole talmudiche. È proprio perché Gesù aprì una corrente nuova nel giudaismo che i capi religiosi dell’epoca gli si contrapposero. E, ancora, è proprio perché Gesù amava Gerusalemme che saliva sui fianchi del Monte degli Ulivi, per contemplarla e, all’occasione, per piangere su di essa.




    Se guarderà alla sua destra, verso ovest, il pellegrino vedrà le mura della città e la Porta D’oro, murata nel 1541 da Solimano il Magnifico. Secondo la tradizione ebraica, sarà per quella porta che il Messia entrerà in Gerusalemme. Secondo la tradizione cristiana, è là che Gioacchino incontrò Anna, e dalla loro unione nacque la Vergine Maria. Ed è per quella porta che Gesù sarebbe entrato in Gerusalemme, nel giorno delle palme.

    Risalendo le mura con gli occhi, verso sud, i fedeli potranno contemplare il pinnacolo del Tempio, dalla cima del quale il Diavolo tentò Gesù. (Lc, 4,9-12)

    Ancora più a sud, i pellegrini vedranno in lontananza, tra due uliveti, la tomba di Assalonne, e, lì vicino, quella di Zaccaria e quella detta “della figlia del Faraone”. Si tratta dei soli monumenti della regione che Gesù ha potuto vedere coi suoi occhi e che sono rimasti intatti (anche se danneggiati) fino ad oggi. Sono infatti datati II e I secolo a.C. Verso sinistra, a est, si trovano il Monte degli Ulivi, con il cimitero ebraico, il Dominus Flevit, in cui si ricordano le lacrime di Gesù su Gerusalemme, la chiesa russa di Maria Maddalena, con le sue sette cupole dorate, la basilica delle Nazioni, la cui facciata si trova in asse con la porta d’oro, e di fianco gli olivi millenari.

    Dietro, verso nord-est, la Tomba della Vergine, e verso nord-ovest il convento greco ortodosso dove si venera il luogo in cui fu lapidato santo Stefano.

    Questo luogo è un concentrato di storia biblica in uno spazio rimasto naturale. Ci sono, e resteranno per la messa, moltissimi ulivi. Ed è anche questo che renderà questo luogo particolarmente bucolico, anche se si vedrà, qua e là, qualche tomba. Poiché il cimitero della parrocchia latina, così come il cimitero francescano, si trovano sul Monte Sion, il loro accesso fu reso impossibile tra il 1948 e il 1967. Fu qui, dunque, che i francescani vennero a seppellire i defunti della parrocchia latina.

    “Attualmente – ci spiega fra Dobromir Jasztal, economo della Custodia e incaricato di seguire i lavori -, si sta lavorando bene sul terreno. La parte occidentale del luogo è costituita da terrazzamenti che neccessitano di essere ricostruiti. Tranne che per i VIP, non ci saranno posti a sedere. Visto che il luogo è incassato, al momento della messa sarà in parte ombreggiato, e gli ulivi faranno il resto. Dobbiamo anche proteggere le tombe, e fare in modo che i pellegrini non ci si siedano sopra, e non ci salgano sopra per vedere meglio. Dal momento che ci aspettiamo diverse migliaia di pellegrini, bisognerà anche mettere a disposizione una strada d’accesso più grande di quella attuale. Tutto questo viene fatto in stretta collaborazione con i servizi di sicurezza. I grandi assembramenti di cristiani sono rari, qui a Gerusalemme, e questa è una delle poche occasioni in cui il Papa potrà incontrare la comunità cristiana locale.”

    “In realtà – aggiunge padre Dobromir -, non si stanno facendo grandi lavori, poiché vogliamo preservare e rispettare l’ambiente naturale di questo terreno ; ci sono, tuttavia, mille piccole cose da fare per favorire l’accoglienza senza snaturare il luogo. Il cantiere più grosso è quello che si occupa dell’altare : verranno spostati alcuni ulivi, che saranno ripiantati in seguito. Sono ultracentenari, e reggeranno il colpo. Il palco, realizzato da una società israeliana specializzata, sarà una costruzione temporanea, e dovrà accogliere un centinaio di celebranti, che concelebreranno la S. Messa con Benedetto XVI. Dall’altare, il Papa sarà leggermente rivolto verso le mura della città, e potrà contemplare le mura della Città Santa. Credo che sarà veramente un evento eccezionale”.

    A giudicare dalle foto, non ci sono dubbi.














  9. #9
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  10. #10
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