Mentre D'Alema gridava a Consorte: "Facce sognà!", Fini, con la Consorte, ci dormiva, russava e sognava un impero di cliniche convenzionate...
E mentre Gianfranco saliva al Qurinale, insieme ai degni compari Berlusconi e Bossi, per chiedere le dimissini di Prodi, i magistrati gli indagavano e gli interrogavano la Consorte.
TRUFFA ALL'ASL
Inchiesta sulla sanità:
indagata Daniela Fini
L'oramai ex moglie di Gianfranco Fini è stata interrogata in procura a Roma accompagnata dal suo avvocato Giulia Bongiorno. Il reato ipotizzato è quello di abuso d'ufficio
Roma, 21 giugno 2007 - Daniela Di Sotto è stata interrogata in Procura a Roma in qualità di indagata nell'ambito dell'inchiesta sulla truffa alle Asl. I pm Giancarlo Capaldo e Giovanni Bombardieri hanno ascoltato la signora, che da pochi giorni ha annunciato la sua separazione dal leader di An Gianfranco Fini, in merito all'accreditamento rilasciato in pochi giorni dalla Regione Lazio, nel 2005, per la Panigea Cave. La convenzione con la struttura sanitaria, in cui la signora ha quote sociali, per risonanze e tac, è stata poi revocata.
Di fronte ai magistrati la Di Sotto si è presentata in compagnia dell'avvocato Giulia Bongiorno. "Ci siamo presentati spontaneamente per fornire alcuni chiarimenti. La brevità della deposizione lo sta dimostrare", ha detto la penalista lasciando gli uffici giudiziari di piazzale Clodio. Gli inquirenti, secondo quanto si è appreso, non hanno contestato alla Di Sotto alcun reato. Gli accertamenti, in questa fase dell'inchiesta, rimangono secretati. Tra i principali motivi per cui la signora ha voluto incontrare i magistrati è un articolo comparso sul settimanale 'l'Espresso' nel mese di marzo.
Il reato per cui gli inquirenti stanno svolgendo gli accertamenti, su un nuovo filone della maxi-inchiesta sulla truffa alle Asl del Lazio, è quello di abuso d'ufficio. E fa riferimento a tutta una serie di 'accreditamenti' che sono stati rilasciati dalla giunta Storace a diverse strutture sanitarie, tra cui la Panigea Cave, l'azienda di cui è socia la signora Di Sotto.
Gli affari della ormai ex signora Fini e la Panigea sono finiti già una volta all'attenzione degli investigatori, nell'ambito del procedimento del pm di Potenza Henry John Woodcock, che coinvolse tra gli altri Vittorio Emanuele di Savoia, Giuseppe Sottile e molti altri. La Di Sotto fu anche intercettata e alcune conversazioni con il parlamentare di Alleanza nazionale, Francesco Proietti Cosimi, e la Di Sotto, stettero proprio a provare "l'interessamento profuso da Daniela Di Sotto presso l'allora presidente della Regione Lazio (all'epoca Francesco Storace, ndr) affinché la clinica Panigea operasse in regime di convenzione per l'esecuzione di esami clinici, Tac e risonanza magnetica, particolarmente costosi".
La convenzione, secondo quanto riportato dall''Espresso', venne firmata dalla Regione il 18 febbraio, sette giorni dopo la richiesta. Scrive il pm Woodcock, nella richiesta: "Patrizia Pescatori, al fine di acquisire l'intero controllo della struttura, propone di scambiare la quota da lei posseduta in Emmerre (un centro fisioterapico) con le quote possedute da Daniela Fini e da Francesco Proietti in Panigea".
Progetto al quale però Daniela Di Sotto e Proietti non avrebbero avuto alcuna intenzione di aderire. I due, si legge infatti nella richiesta del pm di Potenza, "non intendono dismettere le loro quote in Panigea, investimento che ritengono particolarmente vantaggioso". E questo perché, evidenziava il magistrato della procura lucana, "dal 2003, pur non comparendo ufficialmente quali soci, Proietti e Daniela Fini avrebbero investito in Panigea 100 mila euro pro capite, quota il cui valore sarebbe destinato a rivalutarsi nel tempo, proprio grazie al volume d*affari generato dalle prestazioni sanitarie effettuate in regime di convenzione".
da: www.quotidiano.net




