
Originariamente Scritto da
giuliobas
La
libera informazione è alla base della democrazia, senza di essa ogni ordinamento democratico cessa di esistere. La commistione tra la
politica e i media in Italia è così abnorme da risultare determinante per l’elezione di un presidente del consiglio e da influenzare l’opinione pubblica ogni giorno con notizie false e commenti tendenziosi fino alla sfacciataggine. Questo
legame va tagliato in modo radicale. I politici non devono in alcun modo essere proprietari di giornali o di televisioni. Il Governo deve, su questo punto, essere deciso e rapido e eliminare, anche con un decreto legge, questa anomalia della democrazia in Italia. Non possiamo permetterci di affrontare nuove elezioni con un’informazione azzoppata dalle televisioni di Berlusconi.
Insieme alla volontà di controllo dell’informazione si sta inoltre manifestando da tempo la volontà di
colpire il giornalismo libero ancora presente in Italia. Voglio essere molto chiaro: i politici non debbono interferire contro la pubblicazione di articoli che li riguardano con
querele intimidatorie e con
minacce nei confronti dei magistrati. Facciano politica, si occupino delle leggi, del programma e evitino di comprare banche per il partito o di interessarsi a gruppi editoriali. A quel punto nessuna intercettazione li metterà più in imbarazzo.
La politica richiede
trasparenza, non si può pretendere di esercitarla nell’ombra, con strategie ignorate dagli elettori. Non è questa “l’intelligenza politica” che interessa agli italiani. I politici devono ricordarsi che
rispondono solo al Paese, ai cittadini che gli pagano lo stipendio. L’arroganza e l’impunità di una classe politica che è stata definita, troppo benevolmente, come una casta, è arrivata
al punto di voler impedire l’accesso di un giornalista di una testata considerata “non amica” a un aereo di Stato, come se fosse proprietà privata di un ministro e non invece “cosa pubblica”. Una classe politica senza pudore e assolutamente bipartisan nell’attaccare i giudici, che hanno solo rispettato la legge rendendo pubblici i
verbali di Ricucci due anni dopo, e i giornalisti che esercitano il dovere di cronaca.
L’Italia dei Valori ha dato vita a una campagna permanente per “
liberalizzare” l’informazione semilibera del nostro Paese. Lo farà con proposte di legge, incontri nelle città italiane con i cittadini, seminari. Al Senato si voterà a breve una
legge sulle intercettazioni, il mio partito si impegnerà perchè non diventi un bavaglio imposto ai giornalisti. E se una legge liberticida dovesse passare,
l’Italia dei Valori pubblicherà attraverso il suo sito e il mio blog i testi vietati ai giornalisti e chiunque potrà copiarli e diffonderli citando la fonte.
L’informazione libera permette al cittadino di valutare, giudicare l’operato di governo e opposizione, è uno strumento indispensabile per lo sviluppo della democrazia e per il buon governo. Nel mirino della politica oggi ci sono i giornalisti liberi, che per fortuna esistono ancora, e i magistrati. Invece di una autocritica si cerca di
colpire chi evidenzia comportamenti anomali e ingiustificabili. Non si guarda alla luna, ma al dito che la indica.
PS:
vi invito a partecipare all'incontro di
lunedì 25 giugno 2007 LA SCOMPARSA DELL'INFORMAZIONE. L'evento si terrà a
Milano alle
ore 20.45 presso la Camera del Lavoro, Corso di Porta Vittoria Camperio. Oltre al
sottoscritto interverranno
Oliviero Beha,
Peter Gomez,
Katerina Kort e
Giovanni Pons.
Antonio Di Pietro
www.antoniodipietro.com