Le tasse sono ormai a livelli di rinuncia all'iniziativa privata, il debito pubblico è enorme e si rischia l'insolubilità nei confronti dei creditori, anche con azioni drastiche come l'eliminazione del debito pubblico mediante vendita di beni dello stato e la rinuncia a emettere titoli di stato (azioni dell' azienda 'Italia S.P.A.) non si saprebbe come sostenere la spesa pubblica e lo stato sociale. Inutile sollevare ancora le tasse, non basterebbero da sole a sostenere i costi dello Stato. La Confcomercio pare se ne sia accorta......che fare?
Commercianti, troppe tasse
Duro attacco del presidente Sangalli
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"Stiamo pagando un conto salatissimo. Se non si interrompe questa spirale viziosa, non si rimetteranno stabilmente in moto domanda interna e consumi delle famiglie, non si consoliderà la ripresa e non si riuscirà a ridurre il livello del debito pubblico": sono durissime le parole di Carlo Sangalli, presidente Confcommercio all'assemblea annuale dell'associazione.
Ad essere a rischio, secondo Sangalli, sarebbero decine di esercizi. "Rischiamo molte chiusure di imprese per overdose tributaria e di burocrazia fiscale, e molti ripiegamenti nel sommerso e nel nero" ha detto alla concitata platea, che si è lasciata andare ad una sonora contestazione quando il presidente ha fatto riferimento all'assenza di Romano Prodi, invitato al confronto coi commercianti.
Fra gli altri temi al centro dell'appassionato intervento, pressione fiscale e spesa corrente che "vanno ridotte: è una responsabilità verso il Paese a cui nessuno può sottrarsi, nè Stato, nè Regioni, nè Enti locali" ha ribadito il presidente Confcommercio "in vista del Dpef, la questione è tanto più importante perchè il Governo intende destinare gran parte del tesoretto alla spesa sociale. Speriamo che non faccia la fine di quei messaggi nella bottiglia, di cui non si e' mai certi che vengano ricevuti" ha continuato Sangalli, che non ha mancato di lanciare strali anche sugli studi di settore.
Secondo Confcommercio infatti "sono stati costruiti all'ingrosso, non al dettaglio: in troppi casi non funzionano. Mandiamoli in soffitta. Che equità e che senso della misura c'è in astratti indicatori che mal si attagliano a tante differenti storie d'impresa?" ha concluso Sangalli.
Fra le soluzioni proposte per accelerare il mercato, la liberalizzaznione dell'energia e la riforma dei servizi pubblici locali.




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