«Si può abbattere l'evasione fiscale»
Non è un luogo qualsiasi quello scelto dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, per lanciare un messaggio di fiducia: è la festa per il 233esimo anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, svoltasi oggi a L’Aquila, alla presenza del presidente della Repubblica e, ovviamente, di tutti i più alti gradi delle Fiamme Gialle, ad iniziare dal nuovo Comandante Generale, Cosimo D’Arrigo
ROMA – Ogni anno l’evasione fiscale sottrae alle casse dello Stato entrate per oltre 100 miliardi, cioè 7 punti di Pil. Una cifra equamente distribuita su tutto il territorio nazionale che, se venisse recuperata, consentirebbe all’economia di crescere molto di più e, al Governo, di abbassare in modo consistente le tasse a tutti i cittadini. Un traguardo «possibile», anzi «a portata di mano». Non è un luogo qualsiasi quello scelto dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, per sottolineare la portata del fenomeno evasione fiscale e, soprattutto, per lanciare un messaggio di fiducia: è la festa per il 233esimo anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, svoltasi oggi a L’Aquila, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e, ovviamente, di tutti i più alti gradi delle Fiamme Gialle, ad iniziare dal nuovo Comandante Generale Cosimo D’Arrigo.
Ogni anno in Italia – ha detto infatti Padoa-Schioppa – ci sono «7 punti di Pil di mancate entrate per l’erario: oltre 100 miliardi, cioè il 15-20% di tutte le entrate fiscali raccolte». Cento miliardi – ha spiegato il ministro – che se venissero pagati regolarmente «cambierebbero il volto dell’Italia», consentendo «all’economia di crescere di più, creando così più posti di lavoro» e al Governo «di alleggerire i carichi fiscali a tutti i contribuenti, soprattutto a quelli che non evadono». Ma che potrebbero essere utilizzati anche per «più investimenti, più tutela del territorio, più sviluppo, più cultura, più assistenza alle famiglie e ai più bisognosi». E che farebbero cessare, per imprese, commercianti ed artigiani onesti, la frustrazione di «subire la concorrenza sleale di chi evade». Perché, quello dell’evasione, è un male che riguarda tutto il Paese, da nord a sud, senza distinzione e che «supera la base imponibile dichiarata».
Un sogno? No, ha assicurato Padoa-Schioppa. Anzi, un obiettivo possibile, raggiungibile, addirittura vicino. «Un’Italia ad evasione zero – ha assicurato infatti il ministro - è possibile, è a portata di mano». Certo «serve un atto di fiducia, direi un patto di riconciliazione, oltre che tolleranza zero» verso gli evasori. In un Paese dove questo fenomeno «non è una malattia di alcuni, ma spesso una vera e propria pandemia», dove i livelli di frode sono «doppi rispetto a Francia, Germania e Regno Unito e addirittura quadrupli rispetto ad Austria, Olanda ed Irlanda», e dove «a reddito maggiore corrisponde evasione maggiore», i cittadini – secondo Padoa-Schioppa – devono capire che «le tasse servono per procuraci beni essenziali come le strade, la giustizia, le cure mediche, l’istruzione». Devono pensare che «le tasse sono un modo civilissimo ed efficiente per far fronte alle spese comuni». Niente spirito di emulazione negativo dunque (“non pago perchè molti non pagano») e «nessuna indulgenza» verso chi trasgredisce. Basta poi con le stagioni dei condoni come quelle del recente passato, «che hanno trasformato l’eccezione in quasi certezza» di impunità.
L'impegno assoluto nella lotta all’evasione, del resto, è un caposaldo del programma del Governo, come dimostrano anche dati sul contrasto messo in campo proprio dalla Guardia di Finanza nei primi 5 mesi dell’anno: 8,8 miliardi di ricchezza nascosta recuperata; 3.380 evasori smascherati che avevano occultato redditi per 4,8 miliardi, di cui 1,3 di Iva non pagata; 14.770 lavoratori in nero scoperti; 222.600 controlli su scontrini e ricevute fiscali, che hanno portato alla contestazione di 45.570 violazioni sostanziali.
«Abbiamo il dovere – ha concluso Padoa-Schioppa – di portare l'evasione fiscale ai minimi fisiologici. E con la Finanziaria il Governo ha preso l’impegno di destinare i proventi della lotta all’evasione alla riduzione della pressione fiscale».
Andrea Linares
21/6/2007
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