LA LERCIA CASTA A TRAPANI E NAPOLI
a cura di FORZA NUOVA

Ieri sera, guardando il telegiornale, le nostre capacità digestive sono state messe a dura prova vedendo e sentendo, Gustavo Raffi, Gran Maestro della Massoneria del Grande Oriente d’Italia che, intervistato sugli ultimi scandali che vedono imputati suoi confratelli di rango, si arrabbiava e batteva i pugni sul tavolo affermando che, qualora il Grande Oriente d’Italia venga a sapere di comportamenti illegali di suoi affiliati, subito, li denuncerebbe.
Falso! Ogni giorno i quotidiani nazionali sono pieni di notizie di scandali e ruberie che vedono protagonisti massoni di vari livelli.

Il TG3 ha ricordato il caso eclatante di Trapani, recentemente conquistata dal centro-sinistra, dove massoni e mafiosi si radunano per spartirsi sistematicamente ogni appalto pubblico presso le logge Iside1 e Iside2; il Giudice Istruttore ha parlato addirittura di “stakanovismo” riguardo all’attività (illecita) di questi masso-mafiosi di “alto” livello.
Sempre a Trapani, opera il famoso Circolo Culturale “Scontrino”: superloggia che funge da camera di compensazione tra i componenti delle varie logge provinciali e i grandi boss delle famiglie mafiose e dove vengono sottoscritti gli affari sporchi più lucrosi. Diversi altissimi esponenti ex-democristiani (anche rappresentanti istituzionali) sono stati individuati come affiliati alla Loggia Scontrino.

Sempre di ieri è notizia che il vice-prefetto di Napoli, cioè il numero due della struttura gerarchica statale in rappresentanza nella città partenopea, è stato imputato perché coinvolto in una truffa allo Stato (cioè soldi delle nostre tasse sottratti ai servizi dovutici) da 60 miliardi delle vecchie lire.

Essendo le legge creata per difendere le persone, fisiche e giuridiche, è normale che le offese alla persona giuridica più importante della nazione (lo Stato) siano punite in maniera ben più severa delle offese alle persone fisiche. Quando, poi, responsabili di gravi offese allo Stato siano funzionari stessi di questo, si impone il massimo della pena possibile. Avendo la nostra civiltà giuridica rigettato la pena di morte, si impone per questi traditori parassiti l’ergastolo con lavori forzati; mentre le razioni alimentari devono essere strettamente proporzionali al lavoro prodotto (nelle miniere di carbone!).