Per risolvere l'emergenza rifiuti va cacciato Bassolino
Scritto da Davide Giacalone

Non si dimette mai nessuno, onore ed onorabilità sono considerati residui fossili. Per questa ragione Antonio Bassolino dovrebbe essere cacciato via. Non ha tutta la colpa del disastro spazzatura, ma ne ha quanto basta per doverne rispondere. La sinistra che spera di liberarsene mandandolo al Parlamento europeo ci pensi, perché proteggendo potentati e clientele si perde credibilità, ma anche autonomia politica. I giornali trattano la popolazione di Ariano Irpino come ulteriore esempio di egoismo localistico, ma la realtà è mille volte peggiore.

Guido Bertolaso e questo governo sono alla disperazione, non sanno cosa e come fare, per questo sono costretti a chiedere di versare tonnellate di rifiuti su una montagna già esistente e che la magistratura sospetta di "disastro ambientale". In un sol colpo, così facendo, si straccia il sequestro giudiziario (ma dove sono i solitamente ciarlieri difensori dell'autonomia e dell'indipendenza?), si rende inutile un eventuale futuro processo, si arricchiscono i sospettati del reato, si guadagnano solo venti giorni, aggiungendo cinque milioni per poi bonificare.

Il tutto per aver sprecato anni e denari. Per questo Antonio Bassolino deve andare via. E veniamo al tema generale. A nessuno piace vivere accanto ad una discarica o ad un inceneritore. Non è questione di egoismo, ma di banale buon senso. Proprio per questo è necessario che ci siano regole e pianificazione nazionali, premi per la effettiva raccolta differenziata e premi per le popolazioni ove si localizzano gli impianti di smaltimento. Serve che a rispondere dei mal funzionamenti o delle dispersioni inquinanti non siano municipalizzate irresponsabili, ma privati tenuti al rispetto di regole e sottoposti a controlli. Lo smaltimento ed il riciclaggio sono business, ma alla collettività deve essere riservata la ricchezza della pulizia ambientale. Serve bilanciare disagi e benefici, in modo che sia la politica a potere parlare convincendo, spiegando, creando consenso.

Mandare i commissari armati di decreti ed esercito non serve ad altro che a dimostrare l'impotente pochezza che trasforma la politica in approssimazione ed arroganza. Agli italiani si può chiedere realismo e senso di responsabilità, ma non si può farlo con la faccia dei Bassolino o dei Pecoraro Scanio, che, prudentemente, neanche ci provano.

(www.davidegiacalone.it)

Da: Libero