Daniele Luttazzi parla di School is boring:
Ho mille idee su quello che una canzone può essere e le elaboro scrivendo canzoni. Per evitare noiosi esiti didattici coltivo, anche in musica, il mio gusto per il paradosso e l’ambiguità. Credo inoltre nel potere dell’iki, la bellezza nascosta, e trovo che il significato emotivo di una canzone venga esaltato quando tale ricchezza l’ascoltatore se la conquista. L'ascolto di questo cd richiede la curiosità ideale dell’intenditore motivato ed esigente, non certo la fretta di chi si rinfresca con una gazzosa; una curiosità che lo induca al di là della immediata piacevolezza melodico/ritmica dei brani, che comunque considero sempre uno dei metri di giudizio più importanti.
La mia poetica è quella di John Zorn: includere tutto quello che mi piace e che non voglio perdere. Sono affezionato alla stratigrafia della mia cultura musicale: nell’infanzia, musica leggera italiana anni ‘60, l’opera lirica, Mozart. Verso i 16 anni, i Beatles di Sgt. Pepper. A 18 anni, la new-wave: Joy Division, Talking Heads, Devo, Police, Gaznevada. A 20 anni, il jazz: Bill Evans, Miles Davis. A 24 anni, gli arrangiatori anni 50 e 60: Nelson Riddle, Billy May, Neal Hefty, Quincy Jones. A 27 anni sono definitivamente esploso e da allora procedo in tutte le direzioni, di luce in luce: la Motown, Sinatra, il funky di Philadelphia, quello di Detroit, Battisti, Mina, Kurt Weill, Ella Fitzgerald, Paul Desmond, Nat King Cole, Michael Torke, Francis Poulenc, Aimee Mann, Paolo Conte, Jobim, Sergio Mendes, Marcos Valle, Edu Lobo, Aretha Franklin, Booker T. & the MG’s, Tom Jones, Sadao Watanabe, Prince, Stan Getz, Sammy Davis jr, Burt Bacharach, la disco, Earth Wind & Fire, Stanley Turrentine, Cole Porter, Kenny Burrell, Eumir Deodato, Gil Evans, Shirley Bassey, Sister Sledge, Jimmy Scott, Ed Motta, Supergrass, Betty Davis, Billy Preston, Skunk Anansie, Donny Hathaway, Linda Ronstadt, Bill Charlap, Wes Montgomery, Lou Donaldson, Gorillaz, Claus Ogerman, Yosuke Yamashita, Satie, Eels, Jun Miyake, Lena Horne, Audra McDonald, Bobby Timmons, Bobby Womack, Luiz Bonfa, Cesaria Evora, Barbara McNair, Stevie Wonder, Chucho Valdes, Clare Fisher, Omara Portuondo, The Crusaders, Diane Schuur, Gilbert&Sullivan, Dean Martin, Dimitri from Paris, Barry White, Buddy Rich, the 5th Dimension, Zoot Syms, Elvis Costello, Fred Hersch, Archie Bell & the Drells, Erykah Badu, Mongo Santamaria, Scott Joplin, Gene Chandler, Gene Harris, Lou Rawls, The Bar-Kays, Bebeto, Warren Vachè, Gonzalo Rubalcaba, Ruben Gonzales, Grant Green, Itzhak Perlman, Bernard Herrmann, John Hicks, Rossini, Massive Attack, KC&the Sunshine Band, Keith Jarret, Lee Morgan, Dinah Washington, Georges Auric, Gal Costa, US3, George Benson, Philip Johnston, Roberta Flack, Rod Stewart, Sly&the Family Stone, Tony Bennet, Gil Scott-Heron, Herb Alpert & the Tijuana Brass, John Pizzarelli, Judy Garland, Sparks, Rosemary Clooney, Verve, Wilson Pickett, Aaron Jay Kernis, Syl Johnson, Tavares, Al Green, Mark Anthony Turnage, John Barry, Naked City, Buddy Rich, Charlie Byrd, Charlie Mariano, Toru Takemitsu, Curtis Mayfield, Dakota Staton, Stan Kenton, Daniel Barenboim, Pizzicato Five, Rita Lee, John Zorn, Beyoncé e Silvia Syms.
L’esperienza mi ha insegnato che l’idea musicale è un seme i cui frutti migliori sono quelli imprevedibili: ho scritto l’ultimo brano del cd, Wet out, due anni fa, e solo dopo l’incisione mi sono accorto che il nucleo melodico era quello di A place of cries( 1980 ), ma in una tonalità maggiore. Se si analizza il brano, ci si accorge a questo punto che allo sviluppo musicale intercorso corrisponde uno sviluppo tematico/emotivo: nel 1980, un diciannovenne di buone speranze urlava la sua rabbia, la sua voglia di ribellarsi e di fiorire; nel 2005, divenuto uomo, è in grado di cantare il dolore dei sopravvissuti col disincanto e la comprensione della maturità raggiunta, l’energia degli esordi trasformatasi in intensità.
Mi piace ascoltare le novità alla radio. C’è di tutto: la band che suona come fosse soddisfatta di essere in radio; e il tizio che avrà successo, poi la casa discografica non gli rinnoverà il contratto e lui tornerà a fare l’odontotecnico.
Non sopporto Coltrane, Zappa e l’heavy metal. A questo proposito: la fase calante della carriera di Marylin Manson prefigura un revival pop come Alice Cooper precedette il fiorire di Def Leppard e Quiet Riot? Chi vivrà, vedrà.


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