Razzismo "Democratico"
«Milano ha perso il senso della solidarietà»
Rom, sinistra spaccata sul numero chiuso
«Il limite ai nomadi è una pagina nera». Per la Lista Dario Fo e Rifondazione il sì alla mozione è inaccettabile. Milly Moratti isolata
Il voto sull'emergenza rom spacca l'Unione. Dopo l'approvazione della mozione bipartisan che chiede lo sgombero immediato degli abusivi da Chiaravalle, un numero chiuso per Milano «responsabilmente definito» e patti di legalità come a Triboniano, la sinistra moderata cerca di ricucire lo strappo con l'ala radicale, ma il clima a Palazzo Marino è teso. Rifondazione (Merlin e Quartieri) e Lista Fo (Rizzo), che lunedì sera avevano lasciato l'aula in dissenso con la coalizione, affidano la loro sintesi a un comunicato che raccoglie anche le firme del capogruppo della Lista Ferrante Milly Moratti e di Giuseppe Landonio della Sinistra Democratica.
Titolo: «Una pagina nera per Milano: prove di maggioranze variabili?». Per i firmatari «La Milano solidale ha subito una sconfitta» e da parte di chi amministra si è preferito «cavalcare la paura dei cittadini approfittando del salvagente lanciato da una parte dell'opposizione». Ma per i consiglieri l'aspetto «più grave» è comunque che l'Ulivo per il Partito democratico ha scelto di seguire questa strada: «Un puro incidente di percorso o un progetto più preoccupante?».
La sinistra radicale ritiene che l'ordine del giorno sottoscritto da Ulivo e Cdl sia «inaccettabile e discriminante». «Le maggioranze possono sempre essere variabili — commenta Marilena Adamo, capogruppo dell'Ulivo — ma non è questo il caso. Anzi sono già in programma incontri per rilanciare il ruolo dell'opposizione su certi temi. Ma noi, come sempre, lavoriamo sul merito ed è dall'estate scorsa che parliamo del numero chiuso per i nomadi: non è certo una novità. Se poi c'è la voglia da parte di altri di caricare politicamente la questione è un'altra storia, ma per noi la radicalizzazione è stata una sorpresa d'aula». I consiglieri Marco Granelli e Fabrizio Spirolazzi sottolineano l'unità e la coerenza dell'Ulivo sul tema dei nomadi. «Con il voto di lunedì — ribadiscono — abbiamo chiesto con decisione alla giunta di contrastare le favelas disseminate in città ». E anche Andrea Fanzago e Pierfrancesco Majorino invitano a «non strumentalizzare ».
«La legalità e la sicurezza — sottolineano i consiglieri ulivisti — garantiscono prima di tutto i più deboli». Invitano a rinunciare alle «posizioni ideologiche» i Verdi. «Con il nostro voto abbiamo mantenuto una posizione responsabile — dice Enrico Fedrighini — di credito e sostegno alla politica avviata dall'assessore Moioli». I consiglieri della Lista Ferrante prendono le distanze dal capogruppo Milly Moratti. «Ho votato con convinzione la mozione — assicura Carlo Montalbetti — perché è un punto di equilibrio e di riferimento per le molte battaglie di quartiere dei comitati». «Non bisogna stupirsi di quello che è successo in aula — rilancia Davide Corritore — perché è presumibile che con la nascita del Partito democratico si accentuino identità e visioni diverse su temi sensibili come sicurezza e immigrazione, cosa che peraltro sta avvenendo nei partiti della sinistra europea». E il centrodestra di fronte alle spaccature dell'opposizione gongola: «La sinistra è in stato confusionale — riassume per An Carlo Fidanza — Inadeguata ad affrontare l'emergenza rom».
Rossella Verga
20 giugno 2007
dal Corriere della Sera
http://www.corriere.it/vivimilano/cr...o_chiuso.shtml




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