Da L'Unità
Senato, cacciato perché gay fa causa a Fisichella
Delia Vaccarello
Una fotografia di lui che balla tra la folla del Gay Village e zac! Allontanato dal posto. Domani l’udienza a Roma. La vicenda risale al giugno del 2004. A Dario Mattiello, collaboratore del senatore Fisichella, viene comunicata l’interruzione del rapporto di lavoro. Motivo? Lì per lì non si sa nulla, ma si sottolinea che l’allontanamento è scattato dopo la pubblicazione della foto su un noto settimanale.
L’incidente ha una sorta di "happy end" perché, dopo le denunce sui media, interviene l’allora ministra per le pari opportunità Prestigiacomo, acquisendo Mattiello nello staff dei suoi collaboratori. I giornali titolano: «Licenziato da Fisichella, riassunto dalla Prestigiacomo». Per l’intervento «riparatore» la ministra si guadagna anche le critiche di uno dei suoi compagni di coalizione, Castelli: «Mi piacerebbe sapere se Prestigiacomo ha assunto Mattiello per la sua supposta omosessualità o per le sue capacità. Nel primo caso mi sembrerebbe una discriminazione nei confronti degli eterosessuali». Presto si spegne il clamore mediatico, ma Mattiello non ci sta, e ricorre alle vie legali per chiedere l'annullamento del licenziamento e il reintegro nelle proprie funzioni.
Il senatore Fisichella motiva il provvedimento preso nel giugno del 2004 dichiarando che Mattiello aveva difficoltà di rapporti all'interno della segreteria e faceva un uso esclusivo e "non istituzionale" di uno dei personal computer in dotazione. Il ricorso viene esaminato in una prima udienza il 15 ottobre 2005. Mattiello, assistito dall'Avvocato Alessandro Diotallevi, già funzionario della Camera dei Deputati, invoca l'illegittimità del licenziamento ai sensi del decreto legislativo n. 216 del 2003 che vieta espressamente comportamenti discriminatori in ambito lavorativo riconducibili a motivi religiosi, per convinzioni personali, per handicap, per età o per orientamento sessuale. Il fascicolo viene trasferito alla Commissione Contenziosa del Senato come richiesto dal Senatore Fisichella.
«Finalmente dopo 2 anni si celebrerà il processo, anche non davanti ad un giudice come richiesto da Mattiello - dichiara Fabrizio Marrazzo, Presidente Arcigay Roma - Speriamo che la commissione politica, si attenga ai fatti. Inoltre, riteniamo che sia sempre più urgente l'attuazione di una normativa contro le discriminazioni, che non costringa più le persone discriminate a restare senza lavoro per anni in attesa di un processo».
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