Copio qui un articolo apparso sul numero di Rinascita oggi in edicola.
<<Il drago transumanista
"Chi sono i transumanisti"? Dalla pecora Dolly all'intelligenza artificiale, dai cyborg alle biotecnologie al longevismo, la faustiana civiltà della tecnica già celebrata da Ernst Jünger, Filippo Tommaso Marinetti e Fritz Lang, ma anche da Trotzky, da anni è costantemente denunciata dai paladini della bioetica catto-umanista, dell'ambientalismo e della fine della storia. Ma in Italia è soprattutto a partire dalla cosiddetta legge sulla "procreazione assistita" che l'argomento arriva sulle prime pagine dei giornali. Tale legge si occupa, ovviamente vietandole, non solo delle tecniche di fecondazione in vitro, ma anche della clonazione, della selezione degli embrioni e dell'ingegneria genetica, certamente molto più importanti per il nostro futuro, ed è inevitabile che l'argomento esca dagli stretti circoli che seguono da vicino gli sviluppi della scienza moderna.
Tutte le discussioni insorte anche in connessione con lo sfortunato referendum al riguardo ottengono così un effetto-paradosso. Se sono in tanti (anzi, si vorrebbe fossero "tutti) a combattere contro queste cose, chi sarebbe mai a favore? La questione ha l'effetto di puntare i riflettori sulle correnti, gli autori e le associazioni che non solo propongono di accettare la responsabilità di un ulteriore salto di qualità nell'autodeterminazione degli uomini e delle loro società, ma ne promuovono apertamente l'accelerazione.
Certo, aiuta forse il fatto che il tentativo di Bush di congelare il "destabilizzante" progresso tecnologico, all'estero e – con l'eccezione delle tecnologie militari – in patria, minaccia di crollare come un castello di carte di fronte alla indisponibilità degli altri governi a farsi dettare le proprie politiche in materia di ricerca e politica industriale. Sia quel che sia, la "rivoluzione biopolitica", che ha a che fare non solo con le biotecnologie, ma coinvolge tutto l'arco "GRIN", genetica, robotica, informatica, nanotecnologia, continua a fare proseliti anche nel nostro paese. Perché ciò che alcuni possono giudicare una "fuga in avanti" è l'unica risposta valida, secondo i suoi sostenitori, alla lunghissima decadenza scientifica, industriale, politica, economica, ecologica, demografica, militare del nostro paese e più in generale dell'Europa. La cosa coinvolge i servizi sociali e la qualità della vita quanto l'indipendenza nazionale; riguarda il rischio disgenico quanto la capacità di non essere schiacciati dalla concorrenza internazionale globalizzata: e la soluzione non è certo nella decrescita, o nel "gran rifiuto" che mette insieme vescovi e verdi, Stefano Rodotà e Marcello Veneziani.
Anche in Italia sembra perciò che comincino a consolidarsi da un punto di vista politico e culturale le intuizioni tecnofile e/o eugenetiche di Guillaume Faye in Archeofuturismo, di Peter Sloterdijk in Regole per il parco umano, di Roberto Marchesini in Post-human. Nuovi modelli di esistenza, di Stefano Vaj in La tecnica, l'uomo e il futuro o in Biopolitica. Il nuovo paradigma. Le medesime visioni si saldano del resto con la cultura nata dalle "tradizioni" cyperpunk e hacker, con le ricerche in materia di crionica, longevismo o cibernetica, e con la passione mai spenta per la futurologia e l'esplorazione spaziale, intanto che vengono ormai tradotti in italiano non solo più i libri sul transumanismo di Fukuyama e di Kass, ma anche quelli di Gregory Stock (Riprogettare gli esseri umani) e di Joel Garreau (Radical Evolution). Vaj, che nel frattempo ripubblica sul Web il suo testo sulla biopolitica a http://www.biopolitica.it, non esita ad impegnarsi direttamente nel movimento, diventando segretario nazionale dell'Associazione Italiana Transumanisti (http://www.transumanisti.it) presieduta dal filosofo mantovano Riccardo Campa, e invita pubblicamente via Internet ad associarsi. E' soprattutto Internet in effetti ad accelerare ed amplificare il fenomeno: oltre a quanto fluisce da innumerevoli blogs, molte notizie e testi internazionali sono ad esempio tradotti da un italiano residente in Inghilterra, Fabio Albertario, in un sito chiamato "estropico" (http://www.estropico.com). Gli "estropici" infatti sono una corrente del transumanismo americano denotata, almeno all'origine, da forti venature cyberpunk ed anarco-individualiste. L'omonima iniziativa italiana, abbastanza stranamente, rappresenta al contrario una una versione intollerante, benpensante e conservatrice di quest'ordine di idee; ossessione per gli "opposti estremismi", velleità di "dialogo con i cattolici", occidentalismo neocon ed aperto collateralismo con le idee della CdL non impediscono però al sito di contribuire alla conoscenza da parte del pubblico italiano delle ricerche e delle tecnologie cruciali per la trasformazione postumana.
L'Associazione Italiana Transumanisti registra così sul proprio sito una cinquantina di articoli usciti in appena un paio d'anni su quotidiani ed altra stampa a grande diffusione, anche se in taluni casi ferocemente critici. E linka derisoriamente due lunghe trasmissioni RAI tuttora scaricabili via Internet, "Nascita del superuomo" in C'era una volta, andata in onda il 15/11/2006, e "Il mutante. Il futuro che ci aspetta" in La storia siamo noi di Gianni Minoli, trasmessa il 04/05/2007; documentari di "denuncia" che pure hanno ciascuno portato fiumi di nuove iscrizioni all'associazione e di richieste di informazioni sui suoi forum.
E' evidente che i transumanisti siano presi sul serio da chi ha fatto la propria bandiera del neo-luddismo o del controllo e dell'asservimento della tecnica alla conservazione dello status quo interno ed internazionale. Quello che invece è sorprendente è l'agibilità e la rispettabilità che proprio il transumanismo più radicale comincia ad ottenere all'interno di una cultura che ufficialmente ne rigetta tutti i presupposti. Cosa certamente facilitata dalla caratterizzazione "upwinger" (cioè né right-wing, "di destra", né "left-wing", di sinistra, ma "verso l'alto"), di molti suoi esponenti, che consente l'accesso ad un pubblico trasversale, al di fuori dei tradizionali steccati.
MondOperaio, che malgrado tutto riesce a mantenersi "laico" quanto basta rispetto all'egemonia culturale catto-comunista ed ecologista su buona parte della sinistra italiana, spalanca così le sue colonne a Riccardo Campa stesso. I temi dell'antiproibizionismo, a partire dalle ricerche sulle cellule staminali per finire con quelli in materia di procreazione assistita o di libertà di terapia, rappresentano un luogo naturale di dibattito con gli ambienti dell'area radicale o dell'Associazione Luca Coscione, dibattito puntualmente echeggiato in occasioni pubbliche ed in Rete. In modo ancora più improbabile, Stefano Vaj viene di routine recensito ed intervistato su La Padania in materia di biopolitica, e gli viene ripetutamente data la parola in materia di transumanismo sullo stesso quotidiano, su Il Federalismo e su Terra insubre. Un trattamento non diverso gli riserva Il Secolo d'Italia - già in concorrenza con Avvenire nel farsi promotore delle posizioni della Conferenza Episcopale Italiana in materia bioetica, e tuttora tribuna di attacchi radicali ad esempio alle tendenze transumaniste ancora recentemente manifestate dall'autore di fantascienza inglese Arthur C. Clarke (cfr. Matteo Simonetti, "Immortalità, un mito per scienziati virtuali", 31/03/2007) - ma il Vate del transumanismo sul quotidiano di Alleanza Nazionale è Adriano Scianca, uno dei più brillanti collaboratori della nuova gestione, che viene lasciato libero di trattare di cyborg e di Prometeo a fianco di articoli più sullo stile "Gozzano e Nonna Speranza". Infine, più timidi segnali di attenzione si annunciano anche tra qualche trotzkista stanco di andare automaticamente al traino del luddismo ambientalista, e persino in ambienti, come quello dei "riformatori liberali", vicini alla parte di Forza Italia meno succube alla chiesa cattolica (del resto, alcuni nell'ambiente transumanista non hanno simmetricamente mancato di apprezzare le svolte della Fiamma Tricolore, ad esempio in materia di nucleare o in occasione della celebrazione dell'ultimo anniversario della morte di Giordano Bruno, rispetto al perdurante clericalismo oscurantista di Forza Nuova).
Gli ambienti per definizione preclusi alla penetrazione transumanista sono infatti quelli dell'"umanismo" coerente del fondamentalismo monoteista, giusnaturalista ed ecolo-primitivista. In un'epoca di ridefinizione delle appartenenze e delle divisioni ideologiche, non è forse azzardato prevedere che sul piano delle scelte pratiche una delle scelte fondamentali del domani sarà tra il neoluddismo di fondo di tali correnti e la volontà di cavalcare e spronare la tigre della tecnoscienza e della trasformazione postumana che il transumanismo vuole incarnare, in vista di grandi progetti collettivi e del superamento della disumanizzazione contemporanea.
Mafalda Grandi>>




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