DPEF: MINISTRI SINISTRA A PRODI, SERVE CAMBIO ROTTA
ROMA - I quattro ministri dell'ala radicale dell'Unione hanno scritto al premier Romano Prodi per dire che la trattativa con le parti sociali sul Dpef non va, serve "un cambio di rotta". E' quanto chiedono i ministri Alfonso Pecoraro Scanio, Fabio Mussi, Paolo Ferrero e Alessandro Bianchi al presidente del Consiglio, in una lettera scritta questa mattina e inviata al premier, secondo quanto si apprende da fonti di maggioranza. "Caro Romano scriviamo innanzitutto per segnalarti la nostra forte preoccupazione relativamente al modo in cui viene condotta la trattativa con le parti sociali. Non condividiamo la posizione con cui il governo, e segnatamente il ministro dell'Economia, affronta questa trattativa. Da un lato, le risorse messe a disposizione per affrontare i temi sul tappeto sono troppo limitate e, dall'altro, il balletto delle cifre determina un quadro francamente incomprensibile per il Paese tutto".
Dopo aver ricordato la "drammatica emergenza sociale ereditata" e le "sciagurate politiche del governo Berlusconi", nella lettera si chiede che "le questioni siano affrontate di petto: a partire dalla lotta alla precarietà attraverso il superamento della Legge 30, dalla definizione di un serio intervento di edilizia pubblica, dal rilancio della ricerca scientifica alla abolizione dell'iniquo scalone sulle pensione". "La questione sicurezza che attraversa il Paese - proseguono i ministri - deve essere affrontata prima di tutto con la ricostruzione di un sistema di sicurezza sociale e ambientale". "La redistribuzione delle risorse recuperate dalla lotta all'evasione fiscale - puntualizzano ancora - deve essere netto e inequivoco, non acconsentendo a quelle richieste di riduzione del debito a tappe forzate che provocherebbero solo danni al paese, sia sul piano sociale che economico". "Ti chiediamo quindi di imprimere al confronto con le parti sociali la necessaria svolta capace di rispondere positivamente alle ragioni che ci hanno portato a vincere la sfida elettorale dell'anno scorso". Pecoraro Scanio, Mussi, Ferrero e Bianchi concludono avvertendo che sono nettamente contrari ad una "frettolosa ratifica" del Dpef, e chiedono a Prodi che gli venga mandato il testo un "congruo numero" di giorni prima della data prevista per la sua approvazione.
ANSA




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