AGRIGENTO - L'emergenza rifiuti torna ad esplodere a Napoli e ora rischia di allargarsi a tutta la Sicilia. Nel capoluogo campano oggi il caldo e i nuovi incendi stanno creando notevoli disagi ai cittadini mentre ad Agrigento, dopo quattro giorni di sciopero dei netturbini, la spazzatura invade la città e numerosi cassonetti sono stati dati alle fiamme costringendo all'intervento i vigili del fuoco. Gli addetti al recupero della immondizia nella città siciliana non ricevono gli stipendi da tre mesi.

E' proprio su questa vicenda è iniziato da qualche minuto in prefettura un incontro tra i sindaci dei Comuni degli Ambiti territoriali ottimali (Ato) e i vertici della socitetà per trovare una soluzione. Il sindaco di Agrigento, il neo eletto Marco Zambuto, ha minacciato di volere fare uscire la città del Templi dall'Ato che ha giudicato come "carrozzoni clientelari che sciupano risorse e non offrono servizi".

Ma non solo Agrigento. Per Confindustria Sicilia il rischio è che la situazione di emergenza si allarghi a tutta la regione nei prossimi giorni. Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, ha messo ieri in guardia le autorità dal rischio che la regione a partire dai primi di luglio possa ritrovarsi sommersa nell'immmondizia per colpa del mancato pagamento da parte dalle società di ambito di oltre 300 milioni di euro.

Lo Bello ha avvertito che senza quei soldi, le aziende - che per conto degli Ato svolgono il servizio di raccolta dei rifiuti in gran parte della Sicila - "non saranno più in grado di anticipare gli stipendi ai dipendenti come hanno fatto finora".

Per il presidente di Confindustria "tale situazione potrebbe portare in breve tempo a forme di astensione dal lavoro in quelle realtà aziendali dove è già stato espresso malcontento da parte della maestranze. Ciò potrebbe provocare disagi alla popolazione". I casi più critici secondo Lo Bello sono Acireale e Agrigento.

Il sindaco di Acireale Nino Garozzo ha risposto affermando che "ad Acireale non c'è alcun problema legato ai rifiuti, né di tipo igienico, né di natura ambientale". A dire di Garozzo, grazie a una sua ordinanza di aprile il comune "ha corrisposto i pagamenti ai netturbini".

Intanto a Napoli la situazione si fa sempre più drammatica con i cittadini che sono sempre più esasperati per i disagi a cui sono costretti per colpa degli incendi e del caldo che stanno soffocando la città. Nonostante il piano straordinario avviato dall'Asia, per rimuovere le oltre 2500 tonnellate di spazzatura accumulate in tutta la città ci vorranno almeno un paio di giorni. E anche nel centro, a pochi passi da Palazzo San Giacomo, sede del Comune, la scorsa notte sono stati dati alle fiamme alcuni cumuli di spazzatura che marcivano da giorni sotto il sole. Ma i sacchetti di immondizia si trovano anche in via Bracco e in via Cervantes davanti a una sede dell'Inps. Più di ogni cosa però creano disagio gli incendi dei cassonetti che con la combustione del materiale plastico rendono irrespirabile l'aria per molte ore.

(22 giugno 2007)

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