Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano così come è non va. Questo ente è stato istituito con la legge quadro sui parchi con una deliberazione di stampo dittatoriale emanata dal governo filo comunista d’allora su suggerimento di alcuni personaggi della sinistra massimalista. Una decisione emanata senza il parere delle popolazioni locali. Violando il diritto di autodeterminazione dei Cilentani, così come sancito anche dall’O.N.U..

All’epoca dell’istituzione del parco nazionale, tutti i cilentani erano contrari. Oggi qualcuno, per convenienze di partito o perché comunista o per altri suoi interessi personali è passato dalla parte dei nemici del Cilento che con il parco nazionale vogliono opprimere la nostra economia, il nostro sviluppo turistico, porre un freno alle nostre capacità imprenditoriali.

I confini del Parco del Cilento devono essere cambiati!

Tutti i comuni costieri che fanno parte del parco devono uscirne. Come facciamo noi con tutti questi maledetti vincoli che ci impediscono di costruire persino un capanno per gli attrezzi agricoli, svilluppare il turismo? Non passiamo. Sulla costa cilentana ci sono tanti terreni incolti, abbandonati ad inutile boscaglia e pineta che rimanendo così è dannosa per l’ambiente. Infatti da quando esiste il parco questi terreni sono ogni anno percossi dal fuoco e lo saranno sempre finchè ci saranno questi vincoli capestro del parco nazionale. Se potessimo edificare liberamente potremmo, anche su colline a picco sul mare, fare alberghi, villaggi turistici, palazzine con appartamenti da fittare ai turisti. Potremmo anche dotarci di casinò. Noi potremmo vivere come Montecarlo. Perché ci deve essere negato?

Un altro danno del parco nazionale è il fatto che i cacciatori cilentani non possono più andare a caccia. L’unica zona dove è ancora possibile cacciare è intorno a Rutino. Il Paese è circondato da tre lati su quattro dal parco nazionale. Pensavamo che questo non avrebbe tutelato la fauna, e che gli uccelli passando tra due aree protette in mezzo ad un area non protetta potevano essere facile selvaggina, invece no. Questi animali se ne stanno al sicuro nel parco, e noi spendiamo migliaia di euro all’anno per andare a caccia e non vedere niente che vola per spararlo.

Il Parco nazionale del Cilento dovrebbe essere molto ridimensionato. A limite lasciate parco del Cilento solo i monti Gelbison e Cervatari.

Una domanda poi mi viene spontanea come così anche ad altri cilentani. La Campania è l’unica regione d’Italia ad avere due parchi nazionali. Perché? Una regione che ha Napoli, la capitale mondiale del male, che ha solo record negativi, deve fare la virtuosa solo con i parchi nazionali. Noi non siamo napoletani. Non faremo come i cacciatori vesuviani che si sono rassegnati ed hanno accettato il Parco nazionale del Vesuvio. Essendo il Vesuvio parco nazionale, ed essendo così la Campania già accontentata che ha il suo parco. Perché non abolire del tutto il parco nazionale del Cilento? Questa è la soluzione migliore. Così potremo incrementare il turismo costruendo tutto ciò che ci serve per arricchirci senza limiti. Potremo andare a caccia ed esercitare il controllo dell’equilibrio ecologico che solo i cacciatori possono fare sparando alle specie nocive per l’agricoltura come: passeri, corvi, fringuelli, falchi, ecc.

Il Parco Nazionale del Cilento lo volete capire o no che non ci è mai piaciuto e mai ci piacerà?

capitan Cilento