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  1. #1
    PENULTIMO VALLIGIANO COMUNISTA
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    Predefinito Canapa combustibile,perchè no?

    Produttrice di energia
    Combustibile non è sinonimo di petrolio. I combustibili derivati dalla biomassa della canapa possono rimpiazzare ogni tipo di prodotto energetico derivato da quelli fossili.
    La canapa, considerata su scala mondiale (può essere coltivata a tutte le latitudini, esclusi i circoli polari), è il più grande produttore di biomassa del mondo. Nel 1991 Neil Pickard, Ministro per le Risorse Minerarie e l'Energia dell’Australia, dichiarò che "la marijuana brucia con temperature estremamente elevate e emette una considerevole energia calorica. Bruciare marijuana potrebbe essere più economico che bruciare carbone, inoltre produrrebbe circa lo stesso quantitativo di energia".
    Ogni anno, attraverso la stagione di crescita, la canapa produce ossigeno più che a sufficienza per bilanciare tutto il C02 che più tardi rilascerà nell'atmosfera se bruciata come fonte di energia. La canapa arricchisce e rivitalizza il terreno, pulisce l'aria e porta benefici ambientali alla popolazione.

    Riduzione dell'inquinamento ambientale
    In agricoltura, l'utilizzo della canapa può ridurre di molto l'inquinamento causato dai concimi chimici, dai diserbanti e dai pesticidi.
    Negli USA la metà dei fertilizzanti di sintesi e dei pesticidi viene usata solo per il cotone. La canapa può sostituire vantaggiosamente il cotone in tutte le sue utilizzazioni come materiale tessile, fornendo 2-3 volte maggior quantità di materiale per ettaro di terreno coltivato, materiale di superiore resistenza e di migliori qualità.
    Inoltre è stata usata tradizionalmente in rotazione con altri raccolti per soffocare le erbacce infestanti e ripulire il terreno per i raccolti successivi, per ridurre o eliminare molti parassiti, e come siepe e barriera antivento per altre colture.
    http://www.usidellacanapa.it/usi/bio...bustibile.html

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  2. #2
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    adesso sentiamo le filippiche dei soliti proibizionisti di m..., che non vogliono far coltivare la canapa perchè POTREBBE anche essere fumata

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da resistente71 Visualizza Messaggio
    Produttrice di energia
    Combustibile non è sinonimo di petrolio. I combustibili derivati dalla biomassa della canapa possono rimpiazzare ogni tipo di prodotto energetico derivato da quelli fossili.
    La canapa, considerata su scala mondiale (può essere coltivata a tutte le latitudini, esclusi i circoli polari), è il più grande produttore di biomassa del mondo. Nel 1991 Neil Pickard, Ministro per le Risorse Minerarie e l'Energia dell’Australia, dichiarò che "la marijuana brucia con temperature estremamente elevate e emette una considerevole energia calorica. Bruciare marijuana potrebbe essere più economico che bruciare carbone, inoltre produrrebbe circa lo stesso quantitativo di energia".
    Ogni anno, attraverso la stagione di crescita, la canapa produce ossigeno più che a sufficienza per bilanciare tutto il C02 che più tardi rilascerà nell'atmosfera se bruciata come fonte di energia. La canapa arricchisce e rivitalizza il terreno, pulisce l'aria e porta benefici ambientali alla popolazione.

    Riduzione dell'inquinamento ambientale
    In agricoltura, l'utilizzo della canapa può ridurre di molto l'inquinamento causato dai concimi chimici, dai diserbanti e dai pesticidi.
    Negli USA la metà dei fertilizzanti di sintesi e dei pesticidi viene usata solo per il cotone. La canapa può sostituire vantaggiosamente il cotone in tutte le sue utilizzazioni come materiale tessile, fornendo 2-3 volte maggior quantità di materiale per ettaro di terreno coltivato, materiale di superiore resistenza e di migliori qualità.
    Inoltre è stata usata tradizionalmente in rotazione con altri raccolti per soffocare le erbacce infestanti e ripulire il terreno per i raccolti successivi, per ridurre o eliminare molti parassiti, e come siepe e barriera antivento per altre colture.
    http://www.usidellacanapa.it/usi/bio...bustibile.html
    L'etanolo da cannabis può essere un valido combustibile, ma attenzione, sul discorso delle emissioni in atmosfera bisogna ragionarci un pò su: è vero che essendo un biocombustibile la quantità di anidride carbonica è più "assorbibile" dall'ambiente rispetto a quella emessa nei processi di combustione di petrolio e carbone, ma ci sono altri prodotti della reazione di ossidazione che, secondo molti, non sono cancerogeni, ma neurotossici (l'etanolo, essendo un alcol, viene ossidato ad aldeidi, in particolare in acetaldeide). Come in tutti questi casi bisogna prendere con la dovuta cautela queste "innovazioni", che potrebbero certo essere utili, ma non sono da considerarsi assolutamente soluzioni definitive al problema ambientale.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix Visualizza Messaggio
    adesso sentiamo le filippiche dei soliti proibizionisti di m..., che non vogliono far coltivare la canapa perchè POTREBBE anche essere fumata
    Chiedersi il perchè delle cose.
    Soprattutto quando ci sono in ballo "salute pubblica" ed economia.

  5. #5
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    Per me sono meglio le piante che possono essere coltivate in zone aride, come questa:
    http://www.jatrophabiodiesel.org/bio...p?_divid=menu6


    esta especie constituye una alternativa para la producción de aceite y otros derivados como el Biodiesel y la misma puede cultivarse en jardines y patios además de ser utilizada como cerca viva.
    http://www.undp.org.cu/ppd_pry_jatro.html

  6. #6
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    possono rimpiazzare ogni tipo di prodotto energetico derivato da quelli fossili.
    Guarda facciamo così dammi i numeri dei costi di quel che fai con la Canapa, dimostrami che sono uguali e sarò ben felice di sottoscrivere questa affermazione.

    Facciamo un gioco:

    Ad ora non ho visto un numero sui costi della produzione di combustibile dalla canapa (compreso l'investimento, la coltivazione, la raccolta, la trasformazione), sinceramente vorrei proprio saperne di più... Informami, vediamo se mi convinci.

    Comparativi con le forcelle di quelli fossili eh.. Numeri insomma "utilizzabili per una comparazione" realistica.. Vediamo subito se e quanto sono simili o superiori o se magari convengono pure

    Ah e poi dimmi anche se coltivare quel 6% di cui si parla [ma è realistico =? Chi lo ha detto?] a canapa "anzichè ad altro" conviene o no a chi dovrebbe farlo!

    Cioè va bene d'accordo la canapa potrebbe essere competitiva (ammettiamolo per assurdo) contro il petrolio a livello di suoi derivati... Ma non sarebbe più profittevole produrre cotone -o mais- sullo stesso terreno a livello di singolo produttore? Perchè va anche valutato questo aspetto Quanto dovrebbe salire il prezzo del petrolio perchè un campo di canapa possa essere profittevole più di ogni altra coltivazione rivale? Etc.

    Quando hai i numeri dei costi si puo' proseguire il discorso in modo migliore sicuramente non trovi?
    _
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  7. #7
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    La canapa sarebbe una gerande risorsa, anche i girasoli lo sarebbero 8dal quale si ricaverebbe un ottim olio combustibile) ma... Per avere il 5% (IL CINQUE PERCENTO) del fabbisogno di energia italiano, bisognerebbe mettere a coltivazione per tale scopo TUTTA la pianura padana, città, laghi e fiumi compresi. SOlo stati come brasile e russia potrebbero produrre, in maniera comunque non sufficiente per il fabbisogno mondiale, una quantità rilevante di combustibile vegetale.

  8. #8
    PENULTIMO VALLIGIANO COMUNISTA
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    Guarda facciamo così dammi i numeri dei costi di quel che fai con la Canapa, dimostrami che sono uguali e sarò ben felice di sottoscrivere questa affermazione.

    Facciamo un gioco:

    Ad ora non ho visto un numero sui costi della produzione di combustibile dalla canapa (compreso l'investimento, la coltivazione, la raccolta, la trasformazione), sinceramente vorrei proprio saperne di più... Informami, vediamo se mi convinci.

    Comparativi con le forcelle di quelli fossili eh.. Numeri insomma "utilizzabili per una comparazione" realistica.. Vediamo subito se e quanto sono simili o superiori o se magari convengono pure

    Ah e poi dimmi anche se coltivare quel 6% di cui si parla [ma è realistico =? Chi lo ha detto?] a canapa "anzichè ad altro" conviene o no a chi dovrebbe farlo!

    Cioè va bene d'accordo la canapa potrebbe essere competitiva (ammettiamolo per assurdo) contro il petrolio a livello di suoi derivati... Ma non sarebbe più profittevole produrre cotone -o mais- sullo stesso terreno a livello di singolo produttore? Perchè va anche valutato questo aspetto Quanto dovrebbe salire il prezzo del petrolio perchè un campo di canapa possa essere profittevole più di ogni altra coltivazione rivale? Etc.

    Quando hai i numeri dei costi si puo' proseguire il discorso in modo migliore sicuramente non trovi?
    In Italia ci fu un'interessante sperimentazione nel 2004 nelle zone del canavese,riporto qui il link(è un malloppone ma decisamente interessante)http://www.informationcom.it/publicm...olo_Canapa.pdf

    Riporto poi una ricercadell "Energy Farming in America" di Lynn Osburn
    del 1990,nonostante sia datata non mi sembra affatto anacronistica.
    Interessanti i risvolti geopolitici antesignati.




    La conversione da biomassa a combustibile é risultata economicamente conveniente, sia dagli esami di laboratorio che dai risultati di operazioni continuative, in impianti pilota sin dal 1973.

    La "pianta d'energia", quando cresce, assorbe il CO2 dall'aria e, nel momento in cui viene bruciata, il CO2 si libera creando un sistema bilanciato.

    Biomassa é il termine usato per descrivere tutti i materiali di origine biologica. La produzione mondiale di biomassa é stimata in 146 miliardi di tonnellate metriche all'anno, principalmente costituite da vegetazione selvatica. Alcune coltivazioni ed alcuni alberi possono produrre fino a venti tonnellate metriche di biomassa per acro all'anno; certi tipi di alghe ed erbe ne possono produrre anche cinquanta all'anno. Essa possiede una capacità di riscaldamento di 5000-8000BTU (unità energetica inglese equivalente a 225 calorie) ogni 500 grammi, praticamente senza emettere , durante la combustione, cenere o solfuro. Circa il 6% di terreni contigui negli Stati Uniti, coltivati per produrre biomasse, potrebbero supplire all'attuale domanda di petrolio e gas.

    La base sulla quale si può ottenere tutto questo, é il concetto emergente di "coltivazione d'energia", in cui gli agricoltori coltivano piantagioni per convertire la biomassa in combustibile.

    La pirolisi é una tecnica che consiste nell'applicare un forte calore alla materia organica (materiale ligno-cellulosico), in totale assenza o in parziale presenza d'aria. Attraverso questo procedimento si producono carbonella, liquidi organici condensabili (combustibile pirolitico), gas non condensabili, acido acetico, acetone e metanolo. Il procedimento può essere adattato per favorire la produzione di carbonella, di olio pirolitico, di gas o di metanolo, con il 95% di resa in rapporto al consumo.

    La pirolisi é stata adottata fin dagli albori della civiltà. Gli antichi Egizi praticavano la distillazione del legno da cui ricavavano catrami e acido piroligneo impiegati per imbalsamare.

    Automobili che vanno a metanolo e la riduzione di emissioni degli impianti alimentati a carbonella, si possono realizzare grazie alla conversione da biomassa a carburante utilizzando la tecnica della pirolisi, preservando allo stesso tempo la famiglia di agricoltori durante il cambiamento in una prospera risorsa di energia pulita.

    La pirolisi ha il vantaggio di usare la stessa tecnologia attualmente adottata per processare combustibili fossili grezzi e carbone. Da una parte la conversione di carbone e combustibili é più efficente in termini di rapporto tra resa e quantità di materia impiegata; dall'altra la conversione della biomassa attraverso la pirolisi ha molti vantaggi economici ed ambientali.

    Strutture predisposte per la pirolisi potrebbero effettuare tre turni al giorno. Qualcosa come il 68% dell'energia della biomassa grezza sarà contenuta nella carbonella e nei combustibili prodotti in tali strutture; questo tipo di carbonella possiede circa la stessa valenza calorica in BTU quanto quella del carbone, senza emanazione di solfuro.

    La carbonella potrebbe essere trasportata utilizzando la ferrovia, in tutti gli impianti generatori di energia della zona urbana. I combustibili potrebbero invece essere trasportati su strada, creando così più posti di lavoro agli americani. Quando gli impianti useranno carbonella invece che carbone, il problema delle pioggie acide inizierà a scomparire.

    Una volta che questo sistema d'energia si sia consolidato nel produrre un rifornimento regolare di combustibile per gli impianti di energia elettrica, diventerà più praticabile la costruzione di complessi sistemi di gassificazione per produrre metanolo dai "cubi" di biomassa, oppure la creazione di benzina sintetica dal metanolo attraverso l'aggiunta al gassificatore dell'apparecchiatura per il procedimento Mobil Co.

    Agli agricoltori deve essere permesso di coltivare "piante d'energia" capaci di produrre 10 tonnellate per acro in 90-120 giorni.Il raccolto deve essere di natura legnosa e ad alto contenuto di ligno-cellulosa. Deve inoltre poter crescere in qualsiasi zona climatica degli Stati Uniti, senza entrare in competizione con la produzione di derrate alimentari per l'utilizzo dei terreni più fertili, ma essere quindi alternato a rotazione ad altri raccolti oppure coltivato in aree marginali non proficue per i prodotti alimentari.

    Quando gli agricoltori potranno trarre profitto dal coltivare energia, non ci vorrà molto per raggiungere un 6% di terreni continentali americani convertiti in coltivazioni di bio-combustibile, percentuale che sarebbe sufficiente a rimpiazzare la dipendenza della nostra economia dai combustibili fossili.

    Non aumenteremo il livello di CO2 nell'atmosfera e, diminuiranno i cambiamenti climatici avversi e la minaccia del riscaldamento globale dovuto all'effetto serra.

    Per mantenere bassi i costi, i reattori della pirolisi devono essere collocati entro un raggio di 75km. circa dalle coltivazioni. Tale necessità riporterebbe la vita nelle piccole città in seguito alla creazione di posti di lavoro nella zona.

    La canapa é il produttore numero uno di biomassa sulla terra: 10 tonnellate per acro in circa 4 mesi. E' una pianta legnosa che contiene il 77% di cellulosa. Il legno produce invece un 60% di cellulosa. Questa pianta d'energia può essere raccolta con attrezzature già disponibili. Se ne possono fare dei cubi modificando le macchine per la "cubatura" del fieno. Tale metodo comprime il volume, così da ridurre i costi di trasporto dal campo all'impianto di pirolisi; inoltre i cubi di biomassa sarebbero pronti per la conversione senza ulteriori trattamenti.

    La resistenza alla siccità fa della della canapa la pianta ideale per le secche zone occidentali del paese. Essa é l'unica risorsa di biomassa in grado di rendere l'America indipendente dal punto di vista energetico ed il nostro governo nel 1938 l'ha resa illegale.

    Ricordate che in dieci anni, entro il 2000, l'America avrà esaurito l'80% delle sue riserve di petrolio.

    Faremo guerra agli arabi per mantenere il privilegio di guidare le nostre auto?
    Smantelleremo le nostre terre per cercare carbone ed avvelenare la nostra aria al fine di utilizzare le nostre auto per altri 100 anni? Raderemo al suolo le nostre foreste per il nostro fabbisogno di energia? Durante la Seconda Guerra Mondiale i Giapponesi ci bloccarono gli approvvigionamenti di canapa ; il governo federale rispose allora all'emergenza sospendendo la proibizione della marijuana. Gli agricoltori americani patrioti furono incoraggiati a richiedere una licenza per coltivare la canapa ed essi reagirono entusiasticamente, centinaia di migliaia di acri vennero coltivati a canapa.

    La questione contro la produzione di canapa non è sostenuta da investigazioni minuziose, il tipo coltivato per creare biomassa produce marijuana di qualità molto scarsa. I 20-40 milioni di americani che fumano marijuana sarebbero molto riluttanti a fumare canapa per biomassa che, come marijuana, non ha evidentemente nessun valore.

    E' ora che il governo risponda nuovamente alla nostra emergenza economica, come fece nella Seconda Guerra Mondiale, per permettere agli agricoltori di coltivare canapa americana, così che questo vigoroso paese possa divenire ancora indipendente dal punto di vista energetico e libero dallo smog.

  9. #9
    PENULTIMO VALLIGIANO COMUNISTA
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  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da resistente71 Visualizza Messaggio
    In Italia ci fu un'interessante sperimentazione nel 2004 nelle zone del canavese,riporto qui il link(è un malloppone ma decisamente interessante)http://www.informationcom.it/publicm...olo_Canapa.pdf
    Nei terreni freschi ed irrigui, data l'attuale
    situazione dei mercati, è difficile che la
    canapa sotto il profilo economico possa
    competere con il mais
    , a meno di raggiungere
    rendimenti dell'ordine dei 100-
    130 quintali di prodotto per ettaro, rendimenti
    che, in passato, quando la canapicoltura
    era largamente diffusa, risultavano
    abbastanza frequenti.


    Insomma dal tuo link si evince questo.. Poi segue che rendendo obbligatorio fare "x" (=tassando in modo occulto tramite divieti) essa potrebbe essere competitiva... Forse...

    l'ultima pagina è poi una richiesta di incentivi pubblici a tutti i livelli. Ovviamente me lo attendevo. Se una cosa è competitiva il mercato la fa, a meno che sia vietata o disincentivata. Questo aspetto lo voglio capire meglio...


    La legislazione italiana è ostativa, disincentivante, sì e se sì quanto nei confronti della produzione della canapa da biomassa di migliore qualità?



    p.s. non ho tempo di leggere il link n°2 lo leggerò appena torno. Saluti!
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