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  1. #1
    Comunista democratico
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    Predefinito Marwan Barghouti sulla crisi palestinese

    Marwan Barghouti sulla crisi palestinese

    Marwan Barghouti
    Dalla mia cella, piccola e buia, mi rivolgo al mio Grande Popolo:

    1. Io condanno il golpe militare contro la legittima Autorità Palestinese e le sue istituzioni nella Striscia di Gaza.
    2. considero gli eventi di Gaza una grave minaccia all’unità della patria e alla causa palestinese, una deviazione dalla scelta della resistenza e un sabotaggio al principio della condivisione nazionale.
    3. considero questo golpe una minaccia alla esperienza democratica e alla stessa scelta democratica che ha portato Hamas al potere
    4. appoggio pienamente la decisione di formare un nuovo governo presieduto dal Dott. Salam Fayadh in qualità di Primo Ministro, nella speranza che imponga il rispetto della legge e ponga fine al disordine e di lavorare per mantenere l’unità della patria, il popolo e la causa.
    5. condanno senza riserve l’oltraggio, alle proprietà, alle istituzioni, alle persone ai quadri e ai dirigenti di Hamas in Cisgiordania, ed il rifiuto assoluto di trasferire le dolorose immagini e scene di Gaza in Cisgiordania .
    6. invito il presidente Abbas, nella sua qualità di comandante generale di Fatah a formare una nuova direzione di Fatah a Gaza diversa dai dirigenti che si trovano a Gaza.
    7. destituire i comandi degli apparati di sicurezza e nominare nuovi comandanti capaci di riformare e sviluppare le istituzioni della sicurezza palestinese, in tutti i suoi rami, su basi professionali, che le renda più capaci di svolgere le proprie missioni: difesa della patria, dei cittadini, il progetto nazionale e le istituzioni dell’autorità, fronteggiare l’aggressione dell’occupante, il mantenimento della pubblica sicurezza, l’attuazione delle legge, porre fine al disordine e alle manifestazioni e alle sfilate armate.
    8. chiedo di formare un comitato d’emergenza per la direzione di Fatah, formata dai dirigenti combattenti, capace di far rinascere di nuovo il Movimento, ricostituendo le sue istituzioni e processare gli incapaci, i corrotti, i falliti, e che sia capace di: fare immediatamente il Sesto Congresso Generale del Movimento, difendere il progetto nazionale, l’unità della patria e del popolo e della causa, e continuare la nostra lotta nazionale per realizzare gli obiettivi del nostro popolo dal ritorno alla libertà e all’indipendenza.
    9. invito il signor Ismael Hanieyh ad accettare la decisione del presidente Mahmuod Abbas di destituirlo insieme al governo secondo la procedura legale e costituzionale, in rispetto alla costituzione e alla legge fondamentale, e di collaborare con il nuovo governo per salvare ciò che è rimasto dalla legittimità palestinese e salvare l’unità della patria, del popolo e della causa.

    Carcere di Hadarem
    cella 28 18/06/2007
    da
    www.esserecomunisti.it

    Chi è Marwan Barghouti
    Marwan Hassib Hussein Barghouti, nato il 6 Giugno 1959 a Kobar, un villaggio vicino a Ramallah, compiva 8 anni quando le truppe israeliane occuparono la sua terra, nel 1967. È membro del Consiglio Legislativo Palestinese - ove fu eletto nel 1996 - e segretario generale di Al Fatah per la Cisgiordania. Barghouti aderì ad Al Fatah, il movimento fopndato da Yasser Arafat nel 1959, all'età di 15 anni. Padre di quattro figli, laureato in storia e scienze politiche all'Università di Birzeit, dove ha anche conseguito un master in relazioni internazionali. Nel 1978 fu imprigionato per quasi 5 anni nelle carceri israeliane: ne approfittò per diplomarsi. Eletto come presidente del corpo studentesco all'Università di Birzeit per tre mandati consecutivi, fu costretto a lasciare la Palestina per la Giordania nel 1987. Erano gli anni della "prima intifada": Barghouti vi svolse il ruolo di ufficiale di collegamento degli uffici dell'OLP ad Amman e Tunisi.

    Tornato in Palestina nel 1994, dopo gli accordi di Oslo, si propose come uomo del dialogo con Israele e all'interno dell'OLP. Intraprese allora una lenta e determinata lotta per la democratizzazione di al-Fatah e contro la corruzione: le sue accuse rivolte ai metodi brutali della polizia di Arafat lo distinsero per autonomia di giudizio e coraggio. Anche il movimento delle donne palestinesi lo considera un valido alleato nella lotta per l'emancipazione femminile.

    Convinto che il processo di pace di Oslo possa portare a un totale ritiro di Israele dai territori occupati e alla fondazione di uno stato palestinese indipendente con capitale Gerusalemme, incoraggia stretti rapporti con i leader israeliani favorevoli alla creazione di due stati separati indipendenti e sovrani.La "stagione del dialogo", tuttavia, si conclude per Barghouti nel 1998 quando - proseguendo l'espansione dei coloni israeliani nei territori - porta a compimento il suo personale processo di identificazione con il diffuso sentimento popolare che vede gli accordi di Oslo come un vicolo cieco per la causa palestinese. Così Barghouti si pone alla guida di una rivolta popolare estesa a tutta la Cisgiordania volta a far cessare l'occupazione.

    Barghouti sintetizzò allora la nuova strategia di lotta con un celebre ragionamento: "Abbiamo tentato la strada dell'Intifada per sette anni, senza negoziare; poi abbiamo negoziato per sette anni, senza Intifada. Ora, forse, dobbiamo tentarle entrambe contemporaneamente". Il politico palestinese si trasformò così da fautore del dialogo a carismatico sostenitore della lotta contro l'occupazione. Si oppone ai negoziati di facciata, che secondo lui servono solo a prendere tempo per consentire a Israele di appropriarsi della terra palestinese e di compattare e rafforzare l'occupazione.

    Accusato di omicidio e condannato a cinque ergastoli dalla giustizia israeliana con una sentenza del Luglio 2004, Marwan Barghouti giace in carcere dal 15 Aprile 2002, quando fu catturato, a Ramallah, con un blitz dell'esercito di Tel Aviv. Nonostante la prigionia (o, probabilmente, anche in virtù di questa), Barghouti è rimasto uno dei più popolari leader palestinesi, con una solidissima base di consenso non limitata alla sola Cisgioirdania.

    È uno dei pochi politici palestinesi che parli correntemente anche l'ebraico; è vicino agli islamisti come nessun altro; conosce meglio della classe dirigente storica sia il contesto palestinese che Israele stesso. Per tutte queste ragioni è stato accreditato come il naturale successore di Arafat, l'uomo-simbolo della causa palestinese.
    Myrddin

  2. #2
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    Per la stupidità del governo di Israele, Marwan Barghouti (l'unica persona amata e rispettata da tutti i palestinesi e con il carisma e la voglia di iniziare un serio processo di pace) è in prigione in Israele, mentre i fondamentalisti impazzano, Abu Mazen mostra tutta la sua incapacità, a Gaza c'è la carneficina ed è sempre più concreto il pericolo che l'Iran prenda sotto la sua influenza i palestinesi (e Israele non si rende conto del casino che ha scatenato finanziando e sostenendo Hamas). Intanto la gente muore. : fru

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da bsiviglia Visualizza Messaggio
    Per la stupidità del governo di Israele, Marwan Barghouti (l'unica persona amata e rispettata da tutti i palestinesi e con il carisma e la voglia di iniziare un serio processo di pace) è in prigione in Israele, mentre i fondamentalisti impazzano, Abu Mazen mostra tutta la sua incapacità, a Gaza c'è la carneficina ed è sempre più concreto il pericolo che l'Iran prenda sotto la sua influenza i palestinesi (e Israele non si rende conto del casino che ha scatenato finanziando e sostenendo Hamas). Intanto la gente muore. : fru
    Esatto, hai centrato il problema fondamentale.
    Ma la domanda che ti farei è questa: quella di Israele è stata solo stupidità inconsapevole, una colpa da negligenza, oppure una chiara intenzione dolosa, un calcolo razionale per disfare la resistenza palestinese?
    Comunque sia, loro stessi si stanno rendendo conto del baratro che si sta aprendo. Speriamo bene, ma credo che l'Europa e il Governo italiano, e tutti i democratici e amanti della pace dovrebbero richiedere con forza la liberazione di Marwan (che, mi sia consentita la notazione personale, ho conosciuto personalmente e abbracciato nel 2001 a Ramallah. Luisa Morgantini gli diceva sempre: ma sei ancora libero?).
    Myrddin

  4. #4
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    beh tenerlo in gabbia è stato un colpo di genio degli israeliani, bisogna ammetterlo.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    Esatto, hai centrato il problema fondamentale.
    Ma la domanda che ti farei è questa: quella di Israele è stata solo stupidità inconsapevole, una colpa da negligenza, oppure una chiara intenzione dolosa, un calcolo razionale per disfare la resistenza palestinese?
    Comunque sia, loro stessi si stanno rendendo conto del baratro che si sta aprendo. Speriamo bene, ma credo che l'Europa e il Governo italiano, e tutti i democratici e amanti della pace dovrebbero richiedere con forza la liberazione di Marwan (che, mi sia consentita la notazione personale, ho conosciuto personalmente e abbracciato nel 2001 a Ramallah. Luisa Morgantini gli diceva sempre: ma sei ancora libero?).
    Un calcolo razionale per avere l'Iran sottocasa? No, la verità è che la classe dirigente di Israele non vale una cicca bagnata. Altrettanto dicasi per quella palestinese, Arafat compreso, perchè anche lui, con corruzione e despotismo, più l' incapacità di cogliere la palla al balzo che gli aveva offerto barak, ha la responsabilità di aver creato le condizioni per il radicamento di hamas. Speriamo che tutte queste teste di minchia inizino a ragionare, però sarebbe un vero e proprio miracolo.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da MaRcO88 Visualizza Messaggio
    beh tenerlo in gabbia è stato un colpo di genio degli israeliani, bisogna ammetterlo.
    Un colpo di demenza, piuttosto! Ora la serpe in seno che si sono allevata, cioè hamas, gli porta l'Iran sottocasa e non è un bel futuro, nè per gli israeliani nè per i palestinesi.

  7. #7
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    Predefinito M.O.: Min. Sicurezza israele, no a liberazione Barghuti

    M.O.: Min. Sicurezza israele, no a liberazione Barghuti
    20 giugno 2007 alle 12:16 — Fonte: repubblica.it
    La scarcerazione di Marwan Barghuti, il leader di Fatah che sta scontando cinque condanne all’ergastolo nelle prigioni israeliane, rischia di dividere il governo israeliano.
    Il ministro della Sicurezza interna, Avi Dichter, ha escluso la possibilità di un suo rilascio, chiesto con insistenza ieri dal collega dell’Ambiente Gideon Ezra come mossa per rafforzare l’Anp di Abu Mazen. In un’intervista alla radio pubblica israeliana Dichter ha ricordato che “Barghuti è certamente una distinta personalità dentro Fatah e in Cisgiordania, e probabilmente più in generale nella società palestinese. Ma quest’uomo è diventato famoso con il nostro sangue”. Dichter ha lasciato intendere che c’è solo un caso in cui si potrebbe valutare la liberazione dell’ex segretario generale di Fatah in Cisgiordania: un possibile scambio con il caporale Gilad Shalit, catturato nella Striscia di Gaza il 25 giugno dello scorso anno. Il titolare della Sicurezza ha spiegato che il dossier Barghuti, “è qualcosa che potremmo considerare (la scarcerazione, ndr)…sole se dovessimo raggiungere risultati serie e concreti”.
    AGI
    Myrddin

  8. #8
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    Predefinito

    Abu Mazen ha ieri ricevuto un pubblico messaggio di sostegno dal leader di al-Fatah Marwan Barghuti, detenuto in Israele e ancora persona di grande influenza sul braccio armato di al-Fatah. Da dietro le sbarre Barghuti ha rotto gli indugi e ha denunciato «il golpe militare di Hamas a Gaza». Barghuti ha anche espresso un generico sostegno verso Fayyad per ricordare subito che dopo la bruciante sconfitta a Gaza delle forze di Abu Mazen è adesso necessario rimuovere i comandanti incapaci e dotare al-Fatah di una nuova leadership politica e militare. Abu Mazen ha già costituito una commissione di inchiesta sui combattimenti a Gaza, che ha affidato a un vecchio quadro di partito, Tayeb Abdel Rahim. Il presidente ha anche disciolto il Consiglio di sicurezza nazionale guidato da Mohammed Dahlan.
    martedì 19 giugno 2007

    http://www.iltempo.it/approfondiment...spx?id=1217963
    Myrddin

 

 

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