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L'Europeo
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Aumentano gli stranieri nelle case popolari del Nord Italia | Euro-Holocaust
Aumentano gli stranieri nelle case popolari del Nord Italia
Le presenze straniere aumentano, non solo nella richiesta, molto ampia, di case popolari, ma anche nelle successive assegnazioni.
Un caso esemplificativo è Milano, dove gli immigrati rappresentano circa il 9,4% della popolazione, mentre rappresentano ben il 17,2% tra coloro che godono di un alloggio pubblico, come dato complessivo, e, considerando i soli dati recentissimi, il 25%. Ma situazioni simili si trovano un po' ovunque nel Nord Italia (Bologna, Brescia, Torino, ecc.). Differente la situazione romana, dove le semplici richieste sono solo il 7%. Non parliamo del Sud Italia, dove la presenza immigrata è ancora minore.
Naturalmente, si giustifica il tutto con due argomenti: redditi bassi degli immigrati e prole numerosa. Argomento sono in parte condivisibile, dato che il problema dell'alloggio riguarda anche vecchi con rischio sfratto, giovani coppie italiane ancora senza prole, studenti universitari il più delle volte non aiutati dallo Stato, ecc. Tutti cittadini italiani che, in molti casi, non godranno o godranno solo in misura limitata di aiuti.
Gli immigrazionisti d'altronde, essendo ormai orientati solo verso quella fascia di popolazione "occupante" il suolo italiano, ossia gli stranieri, notano la questione solo in due maniere: se gli anti-immigrazione sottolineano questi numeri, allora si nega una preponderanza di aiuti per gli stranieri. Se tali numeri vengono citati dagli stessi immigrazionisti, allora si parla di integrazione.
La famosa integrazione sulla pelle degli autoctoni. E si ringraziano vivamente i politici e gli amministratori pubblici, di destra, sinistra e propaggini varie.
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