Da Repubblica.it
Ricerca di New York Times, Cbs e Mtv: ideali liberal in crescita tra i ventenni
Dubbi solo sull'aborto. Obama il loro candidato alla presidenza favorito
La svolta a sinistra dei giovani Usa
"Sì a nozze gay e sanità pubblica"
di MARIO CALABRESI
NEW YORK - Fino ad oggi la definivano "Generazione MTV", dal nome del canale televisivo tutto musica e video nato nel 1981, poi "Generazione Y", perché segue i ragazzi della "X", quelli nati negli Anni Settanta, ora si potrebbe chiamarla "Generazione Obama". Il candidato nero alla presidenza degli Stati Uniti infatti è il preferito dai giovani tra i 17 e i 29 anni e il suo programma è quello che ricalca più fedelmente le loro idee.
Lo si poteva capire dal successo che il giovane senatore ha ogni volta che compare in un campus universitario, circondato dagli studenti che lo fotografano con i cellulari, ma ieri lo ha sancito un dettagliato sondaggio del New York Times, fatto in collaborazione con la Cbs e Mtv.
Ne emerge il volto dei giovani americani di oggi: sono di nuovo idealisti, si sono spostati a sinistra, sono convinti dell'importanza di andare a votare, sono più favorevoli ai matrimoni gay rispetto ai loro genitori, così come alla copertura sanitaria universale e agli immigrati. Ma sull'aborto frenano e temono che venga reintrodotta la leva obbligatoria, soprattutto se a vincere le prossime elezioni fossero i repubblicani. Da tenere presente che questa classe d'età è risultata decisiva in molte delle ultime elezioni: Reagan nell'84 aveva il 59 per cento del voto giovanile, e George Bush padre il 52 quattro anni dopo.
Tra i ventenni Bush quattro anni fa aveva un gradimento del 40 oggi è del 28 per cento e mentre alla fine degli Anni Ottanta il 37 per cento dei ragazzi si identificava con i repubblicani, oggi lo afferma solo il 25. Il 54 per cento di loro dice invece che voterà democratico alle prossime presidenziali. Sui matrimoni gay, il 44 percento dei giovani è favorevole contro il 28 per cento di tutti i maggiorenni americani, i loro genitori sono più per le unioni civili che per il matrimonio vero e proprio.
La differenza tra generazioni è forte anche sui temi della Sanità. Si sente qui la differenza di prospettiva e di visione del futuro delle nuove generazioni: a differenza dei loro padri non si aspettano un miglioramento (la metà pensa anzi che starà peggio), l'incertezza è forte e il Paese va nella direzione sbagliata per sette giovani sui dieci, allora ben venga per il 62 per cento dei ventenni una copertura sanitaria per tutti i cittadini che sia gestita dal governo e pagata con le tasse. Insomma il nuovo americano preferisce un modello che somigli di più al Welfare State europeo che al modello di competizione e assicurazioni private che caratterizza gli Stati Uniti.
La pensano invece come il loro genitori sull'aborto e la difesa dell'ambiente. Il 37 per cento del campione giovanile è favorevole all'aborto (39 tra i genitori), per il 38 deve essere possibile ma con maggiori restrizioni (37 tra i genitori) mentre per il 24 per cento dovrebbe essere proibito, tre punti in più degli adulti.
Da notare comunque che da questo sondaggio emerge che sono di più gli americani contrari ai matrimoni tra persone dello stesso sesso (35 per cento), rispetto a quelli che vorrebbero proibire l'aborto (21 per cento). Il 30 per cento dei giovani crede che l'America dovrebbe sempre dare il benvenuto ai nuovi immigrati, sei punti in più dell'intero corpo elettorale.
Hillary e Obama sono i candidati più conosciuti, ma il 43 per cento non ama Hillary, non ne ha una visione favorevole. Questo riflette la polarizzazione che l'ex first lady crea nel Paese. Il senatore nero invece merita un giudizio sfavorevole solo dal 19 per cento degli intervistati. Credono che l'America sia più pronta ad eleggere un nero (il sì è al 66 per cento) che una donna (favorevole il 59), ma che non sia pronta per un presidente mormone (no al 59), omosessuale (no al 70) o che ha fatto uso di cocaina (no al 74 per cento). Ciò escluderebbe Obama che ha ammesso di aver provato la coca all'università e contrasta con le risposte precedenti.
La chiave va cercata un'altra volta nella cultura americana: Obama lo ha ammesso nel primo libro che ha scritto, quindi non ha mentito, infine può sempre dire: "Ero al college". E si sa che nessuno ha la coscienza pulita sugli anni passati nei campus universitari e tutti tendono a perdonare e a chiudere un occhio: quella del college è la vera zona franca della vita a stelle e strisce.




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