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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito La Corte di Cassazione...

    Sentenza del 29 maggio 2007: la Juventus attuò “un disegno criminoso per alterare le gare attraverso la somministrazione illecita di farmaci”.

    Amen.

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Sentenza del 29 maggio 2007: la Juventus attuò “un disegno criminoso per alterare le gare attraverso la somministrazione illecita di farmaci”.

    Amen.
    Che novità

    La cosa negativa è che si è fatto di tutto perchè il reato cadesse in prescrizione.

  3. #3
    Mé rèste ü bergamàsch
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    La Corte di Cassazione scrive la parola fine al vergognoso feuilletton: Giraudo e Agricola sono colpevoli, la Juve vinse 3 scudetti, 1 Champions e 1 Intercontinentale barando, ma non viene punita per prescrizione del reato

    di Paolo Ziliani


    Peruzzi; Ferrara, Vierchowod, Torricelli, Pessotto; Conte (Jugovic dal 43’), Paulo Sousa (Di Livio dal 57’), Deschamps; Del Piero, Vialli, Ravanelli (Padovano dal 67’). Allenatore: Lippi.

    Ricordate questa formazione? È la Juventus che il 22 maggio 1996 vinse la prima e unica Champions League della sua storia (su quella dell’Heysel, meglio stendere un velo pietoso) battendo in finale a Roma, ai calci di rigore, l’Ajax di Van Gaal, Van der Sar, Davids e Litmanen. Giocatore più, giocatore meno, è lo stesso squadrone che dal ’94 al ’98 – nell’era del “Lippi-1” – sbaragliò il campo in Italia vincendo 3 scudetti su 4: nel 94-95 (il 23°), nel 96-97 (il 24°) e nel 97-98 (il 25°).

    Ebbene: per chi si fosse perso l’ultima puntata del romanzaccio brutto del Processo-Doping alla Juve retta, già allora, dai signori Moggi, Giraudo e Bettega, con il rampante Lippi in panchina, telenovela che in questi giorni ha visto scrivere, finalmente, la parola FINE, la notizia è: QUELLA JUVE ERA DOPATA. Al di là di ogni ragionevole dubbio, la Corte di Cassazione ha stabilito, nero su bianco, in data 29 maggio 2007, che la Juventus di Lippi e del dottor Agricola, la Juventus del fantastico tridente Del Piero-Vialli-Ravanelli (forse la più bella Juve degli ultimi 20 anni), attuò, dal ’94 al ’98, “un disegno criminoso per alterare le gare attraverso la somministrazione illecita di farmaci”, in pratica dopando i giocatori sia con sostanze proibite, sia somministrando farmaci leciti su atleti sani in modo immotivato. Unico fatto non provato: la somministrazione di eritropoietina (Epo). In pratica, la Corte di Cassazione ha stabilito in via definitiva che la Juventus, nelle persone di Antonio Giraudo, amministratore delegato, e Riccardo Agricola, responsabile dello staff medico, commise in modo continuato, per 4 stagioni, il reato di frode sportiva violando la legge 401 dell’ 89. Sentenza definitiva che aggrava quella del Tribunale che come ricorderete aveva condannato solo il medico Agricola assolvendo con formula dubitativa Giraudo. Per la cronaca: grazie all’avvenuta prescrizione del reato – sopraggiunta lo scorso 1 aprile 2007 – la Juve, pur colpevole, non può più essere punita.

    Ma c’è di più. Secondo i giudici della Corte di Cassazione, anche i giocatori (citiamo testualmente) “non possono essere considerati semplici vittime” dell’operato della società. In pratica, è difficile credere – così almeno pensano i giudici – che le pratiche-doping del dottor Agricola, così lunghe, sistematiche e pesanti, siano state portate avanti senza che i giocatori si rendessero conto di quanto stava loro accadendo. E insomma, delle due l’una: o quella Juventus era una squadra di giocatori tonti, al limite dell’insufficienza mentale, che non si accorgevano di essere vittime di spericolati e scriteriati trattamenti medici, da Peruzzi a Vialli, da Ferrara e Paulo Sousa, da Deschamps a Del Piero; oppure l’allegra combriccola dei giocatori juventini, quelli che sfilarono tremebondi in tribunale balbettando tanti “non ricordo”, era complice, e consenziente, delle sconsiderate pratiche di Agricola & Company.

    Proprio questa, a nostro avviso, è la novità vera che i giudici della Corte di Cassazione hanno introdotto nelle loro motivazioni. A questo punto, gli sportivi italiani (e perché no?, anche i tifosi juventini) si attendono una netta, precisa e chiara presa di posizione da parte dei campioni bianconeri di allora: Vialli e Del Piero, Ravanelli e Di Livio, Ferrara e Paulo Sousa devono spiegare, appunto, se ai tempi in cui la Juventus li dopava – com’è ormai accertato e stabilito – loro sapevano ed erano consenzienti, oppure no: nel qual caso, sono stati vittime di spericolati trattamenti, cavie di immorali esperimenti, che non avevano alcuna giustificazione medica e che hanno messo a grave repentaglio la loro salute e la loro vita (a proposito: siamo proprio sicuri che tra la gratuita e sistematica somministrazione di anti-depressivi praticata alla Juve e le disavventure capitate, l’estate scorsa, a un ex giocatore, ora dirigente, non ci sia alcun nesso?). Insomma: fossimo in loro, saremmo quantomeno arrabbiati (eufemismo) con i signori Giraudo e Agricola.

    Il sipario che la Corte di Cassazione ha fatto calare sul vergognoso feuilletton ristabilisce, se non altro, alcune verità. La prima è che i 3 scudetti vinti dalla Juventus di Lippi tra il ’94 e il ’98 sono scudetti fasulli, diremmo anzi disonorevoli, di cui la Juve si dovrebbe vergognare e che dovrebbe restituire; scudetti che restano negli Albi d’Oro solo per prescrizione del reato, ma dai quali qualunque sportivo dotato di un minimo senso morale dovrebbe prendere le distanze (lo stesso dicasi, naturalmente, per la Champions League e la Coppa Intercontinentale vinte dalla Juventus nel 1996: trofei che andrebbero restituiti, con tante scuse, all’Ajax e al River Plate, e cioè ai loro legittimi vincitori morali). La seconda verità è che la Juventus che Umberto Agnelli decise di affidare chiavi in mano, nell’estate del ’94, alla leggendaria Triade composta dai gentiluomini Moggi, Giraudo e Bettega, è stata per 12 anni – 12 anni lunghi e bui - la Casa degli Orrori del calcio italiano, il luogo dove venivano perpetrati, messi a punto e realizzati i più orrendi “delitti sportivi” che mente umana abbia mai concepito. Dai giocatori dopati agli arbitri telecomandati, una vergogna senza fine, una vergogna senza limiti, una vergogna che nessuna sentenza di condanna potrà mai cancellare.

    Coraggio! Per 12 anni ci hanno rifilato un polpettone avvelenato. Oggi che i giudici ce lo hanno messo nero su bianco, almeno non facciamo finta di niente...

  4. #4
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    In realtà lo abbiamo sempre saputo...

    E qualcuno parla di scudetto di cartone, che miseria.

  5. #5
    FATTI PROCESSARE BUFFONE
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    Io propongo di metterlo in rilievo.

    Aggiungo il Prescriventus parte secnda di Travaglio.

    Il 15 aprile scorso ben quattro avvocati della Juventus F.C. scrivono a l’Unitàper «rettificare i fatti non corrispondenti al vero» e i «gravi errori lesivi della onorabilità dei nostri assistiti» contenuti nel mio articolo sulla sentenza di Cassazione a carico del medico Riccardo Agricola e dell’ex ad Antonio Giraudo. Che cos’avevo scritto? Che la Suprema Corte aveva riconosciuto i due colpevoli di frode sportiva da doping, annullato l’assoluzione generosamente concessa dalla Corte d’appello di Torino e dichiarato prescritti i reati. Ma secondo gli avvocati Zaccone, Chiappero, Krogh e Trofino, «la notizia non corrisponde al vero» perché la prescrizione avrebbe «impedito alla Cassazione di pronunciarsi sul ricorso» dell’accusa. Nessun «giudizio di colpevolezza», ma una sorta di limbo giudiziario nel quale è impossibile sapere se Agricola e Giraudo fossero colpevoli o innocenti. L’altro giorno, purtroppo per loro, sono uscite le motivazioni: 49 pagine scritte fitte. La II sezione del Palazzaccio (presidente Morelli e relatore Monastero) ha confermato che avevamo capito bene: Agricola e Giraudo sono colpevoli di frode sportiva (art.1 legge 401/89) e di somministrazione di farmaci pericolosi per la salute dei giocatori (art. 445 codice penale). Testuale: «Questo collegio ha ritenuto che la condotta degli imputati integri il delitto di cui all’articolo 1 della legge 401/89 (...). La condotta del reato di cui all’art. 445 cod. pen. risulta commessa, in esecuzione del medesimo disegno criminoso, dal luglio ’94 al settembre ’98>. Le prime quattro stagioni della «triade” Moggi-Giraudo-Bettega, quella delle grandi vittorie della Juve di Lippi, erano viziate da un «disegno criminoso» con la somministrazione di sostanze proibite (cioè comprese nella lista Coni dei farmaci dopanti vietati) e con l’uso illecito su atleti sani di farmaci leciti. Esattamente come sostenevano i pm torinesi Guariniello, Colace e Panelli, come sentenziò il giudice Casalbore, come ribadiva il Pg Caselli nel ricorso contro l’assoluzione d’appello e come confermava il Pg di Cassazione, Monetti. Purtroppo quei delitti sono caduti in prescrizione il 12 febbraio 2007: se il processo, iniziato nel ‘98 dopo la famosa intervista di Zeman all’Espresso, fosse durato un po’ meno o se la Corte d’appello avesse applicato correttamente la legge, Agricola e Giraudo sarebbero stati condannati. Anche il doping infatti è un «atto fraudolento» capace di alterare la regolarità delle competizioni e costituisce reato per la legge 401. Sbagliavano dunque i giudici d’appello quando assolvevano gl’imputati perché «il fatto non costituisce reato». Ne va - dice la Cassazione - della «regolarità e correttezza delle gare, poste in pericolo dalla sleale alterazione chimica delle capacità di prestazione». L’assoluzione di Giraudo e Agricola dunque «va annullata» per i farmaci leciti e anche per gli illeciti. I legali bianconeri, commentando la sentenza, parlano di «uso di farmaci leciti». Fingono di dimenticare che la Cassazione parla pure di sostanze proibite dal Coni perché dopanti: il perito del tribunale Eugenio Muller «si era occupato dei corticosteroidi, categoria cui appartengono le sostanze vietate» trovate nello spogliatoio bianconero: «Depomedrol fiale, Deflan compresse, Flantadin compresse, Flebocortid fiale, Solumedrol flale, Bentelan fiale e compresse» ecc. Anche su questo punto, l’assoluzione d’appello è «carente e generica». E va annullata «in ordine alle sostanze non vietate e vietate diverse dall’Epo». Quanto all’Epo, certa per il perito Giuseppe d’Onofrio e non sufficientemente dimostrata per la Corte d’appello,la Cassazione non può entrare nel merito e - solo su questo punto - conferma l’assoluzione. In attesa che gli eccellentissimi avvocati chiedano una rettifica alla Cassazione, ce ne sarebbe abbastanza per revocare i trofei (due scudetti, una Champions League e una Coppa Italia) vinti dalla Juve nel ‘94-’98. O per allontanare dalla società il dr. Agricola, del quale dovrebbe occupassi l’Ordine dei medici. Pare che non accadrà nulla: come già per Berlusconi, Andreotti e un lungo corteo di miracolati, la prescrizione viene spacciata per assoluzione. È un prlvilegio per i «galantuomini». Invece per l’imam di viale Jenner prescrizione vuol dire espulsione.






    Insomma riepilogando, si dopavano e comandavano gli arbitri e poi uno dice che l'Inter non vinceva mai................

  6. #6
    capitan Cilento
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    Parlano proprio gli interisti. Quelli dei passaporti falsi. Recoba che giocò venitquattro partite come quarto extracomunitario in campo. L'Inter avrebbero dovuto retrocederla in serie B!

  7. #7
    Fu fgc.adelfia
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    Citazione Originariamente Scritto da capitan Cilento Visualizza Messaggio
    Parlano proprio gli interisti. Quelli dei passaporti falsi. Recoba che giocò venitquattro partite come quarto extracomunitario in campo. L'Inter avrebbero dovuto retrocederla in serie B!
    ma sempre la stessa storia...poi dicono che non hanno la faccia come il cubo...scriviamo così va come diceva il prof.di lettere al ginnasio

  8. #8
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    io paradossalmente credo che alla juve siano stati sottratti gli scudetti sbagliati.
    gli ultimi due vinti la juve aveva uno squadrone Nedved, buffon, trezeguet, camoranesi.
    molto piu` improbabile invece quella precedente nella quale giocatori che sembravano Di Stefano ( Ravanelli ) fuori dalla Juve giocavano da giocatori "normali "...........

  9. #9
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    Studiate un po' di diritto magari.
    Non serve un avvocato, basta aprire un libro di diritto dell'universita': la Cassazione non puo' entrare nel merito dei giudizio, ma puo' solo far ripetere un processo per vizi di forma, a meno il merito riguardi la Costituzione.
    Quindi non e' altro che la solita cazzata della stampa-merda.
    D'altronde voi vi accontentate di questo. Ma non preoccupatevi, siamo tornati.

 

 

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