"Come premessa deve valere la constatazione, che all'Ebraismo, in fatto di morale e di visione del mondo, e' propria una precisa ripresa della nota dottrina della doppia verita', e, invero, non per venire a capo di antinomie scolastiche, bensi' per dei precisi scopi tattici. Infatto, e' cosa a tutti nota che mentre l'ebraico predica, per i non ebrei, il vangelo della democrazia, dell'eguaglianza, della parita' di diritti, dell'antirazzismo, dell'internazionalismo, riserva per se stesso tut'altre verita': per i conti propri l'ebraismo professa invece il piu' rigoroso esclusivismo razzista e nazionalista, non intende per nulla confondersi con la comunita' dei popoli ariani e, in una forma o nell'altra, non dimentica l'antica promessa del dominio universale del "popolo eletto" sull'insieme delle altre genti."
Julius Evola - "Psicologia criminale ebraica" - ediz. Sentinella d' Italia, Monfalcone 1974


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