Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 16
  1. #1
    ribelle88
    Ospite

    Predefinito Maria, straniera nel suo Paese insultata perché è italiana

    Hanno mille ragioni i bambini somali e pakistani, kosovari e boliviani: non è facile integrarsi a scuola, in Italia. Non è facile nemmeno per i bambini italiani, in una certa Italia che sta sopra Trento, appena prima dell’Austria. Una zona talmente felice d’essere Italia, da farsi chiamare tassativamente Sud Tyrol. Lì è già complicato fare gli italiani da adulti. Farlo anche da bambini, può diventare un inferno.
    Bisognerebbe che tante commissioni parlamentari, anziché sprecare tempo nei loro studi sull’autonomia dell’Alto Adige, salissero un giorno a Villandro, frazione di Chiusa, un migliaio di abitanti a straripante maggioranza tedesca. Non siamo nemmeno tanto su e tanto confinanti: siamo ancora nella valle dell’Isarco, cioè in un luogo ancora molto prossimo all’Italia italiana.
    Se studiosi e politici salissero a Villandro, potrebbero fare due parole con una bambina di undici anni, che ha da poco terminato le scuole elementari. Lei certamente saprebbe ben spiegare che cosa significhi ostinarsi ad essere italiani, là dove essere italiani è sempre più pesante e complicato. Non a caso, sia detto per inciso, si può tranquillamente parlare di etnia in via d’estinzione: un censimento dopo l’altro, cioè l’appuntamento in cui la legge prevede che gli abitanti scelgano se essere di etnia tedesca o italiana, gli italiani risultano sempre meno. Persino gli italiani-italiani scelgono d’essere tedeschi: per vivere più tranquilli e più sereni, in una terra e tra gente che faticano a sopportarli.
    Dovendola difendere da una scomodissima notorietà, chiameremo questa bimba col nome Maria, uno dei nomi più italiani d’Italia: perché si sappia almeno che è figlia (unica) di due genitori entrambi italiani, papà ufficiale dell’esercito e mamma impiegata. Il problema di Maria, in fondo, è tutto qui. Entrando a scuola, durante le elementari, si porta dietro ogni giorno il suo albero genealogico, cioè la sua colpa imperdonabile.
    «Purtroppo - spiega la mamma - a Villandro non esiste scuola italiana. C’è solo questa, di lingua tedesca: abbiamo iscritto Maria, che sa entrambe le lingue, mai più pensando che sarebbe andata così».
    Forse è bene ricordare che in questo luogo singolarissimo della nostra nazione esistono regole altrettanto singolari, strappate dagli ex-austriaci a forza, buttando giù tralicci e provocando sommosse, fino alla resa di Roma: in cambio della pace sociale, privilegi e denaro. Tra i privilegi, le scuole con la prima lingua tedesca. L’italiano viene studiato da seconda lingua: come a Vicenza e a Lecce si studia l’inglese. Per la verità sono previste anche scuole a prima lingua italiana, ma col passare del tempo e con la sempre più marcata riduzione della comunità tricolore, le classi si sono svuotate. E tante scuole hanno chiuso. Di istituti con prima lingua italiana ne esistono sempre meno. Ormai, una rarità. Nonostante queste valli, sarebbe utile non dimenticarlo mai, ai nostri nonni siano costate orrori e sangue.
    Maria, dunque, finisce giocoforza in una scuola tedesca: è l’unica, nel suo villaggio. Come dice la mamma, nessuno può immaginare. Invece. «Invece, si rivela un inferno. Cominciano in terza, appena diventano più grandicelli. I compagni la chiamano «walsche», una parola intraducibile, ma dal chiaro significato sprezzante. Significa sudicio, vergognoso, disgustoso. Via via, sempre peggio: una volta la prendono in tre e la picchiano…».
    Maria comincia a soffrire. La sua sofferenza? Essere italiana in Italia. La stessa maestra di italiano, un giorno, segnala alla mamma che la ragazzina non rende come potrebbe. La mamma rivela il problema: «Maria usa il meno possibile l’italiano, lo nasconde. Vuole evitare che la notino e gliela facciano pagare».
    La scuola può essere un luogo bellissimo e un’età indimenticabile. Per Maria è solo un calvario interminabile. Ad un certo punto non vuole nemmeno più andarci. Non ne può più di sentirsi «walsche», d’essere accolta come sporca e puzzolente. Quando la mamma chiede aiuto alle maestre e agli altri genitori, perché il comportamento di certi ragazzini venga arginato, riceve due risposte: le insegnanti non sanno bene cosa dire, i genitori le mettono giù il telefono.
    «Anch’io - testimonia la mamma - da piccola avevo vissuto qualche difficoltà. Ma mai a simili livelli. Allora però eravamo in parecchi italiani: c’erano figli di ferrovieri, di carabinieri, di finanzieri. Adesso, a forza di chiudere caserme e stazioni, siamo rimasti quattro gatti. E si fa sempre più dura».
    La parte italiana del Sud Tyrol, ormai ridotta all’osso e all’esasperazione, parla apertamente di pulizia etnica. Ovviamente, qualcosa in famiglia devono spiegare anche a Maria. Almeno chiarirle il perché, di tanto risentimento. L’antica appartenenza all’Austria, la guerra che hanno perso, le nostalgie tirolesi, l’impossibilità - o la poca voglia - di diventare italiani: anche dopo tre o quattro generazioni…
    Niente, Maria non comprende perché mai debba vivere tanto male nel suo Paese. Glielo spiegassero da Roma, una buona volta. Nell’attesa, ritrova un po’ di speranza verso la fine della quinta, cioè solo negli ultimi mesi. Dovendola iscrivere alle medie, la mamma le sottopone l’alternativa: a Chiusa, cinque chilometri da casa, ancora in una scuola tedesca, oppure a Bressanone, quindici chilometri di strada, però in un istituto italiano. Non c’è esitazione: meglio allungare il viaggio, ogni giorno, per cinque anni, ma ritrovare la serenità.
    Così piccola, già così disincantata: Maria ormai sa benissimo che il suo Paese è molto lontano.

    di Cristiano Gatti – “Il Giornale” - sabato 23 giugno 2007

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    30 Jul 2006
    Località
    SICILIA
    Messaggi
    834
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Vergognoso che certe notizie non vengano denunciate da chi di dovere. Tocca sempre a noi farlo e ad acoltare non ci saarnno mai abbastanza orecchie. Immaginate se un bambino albanese verrebbe deriso da bambini italiani, scoppierebbe lo scandalo, si ricomincerebbe a parare di "bullismo", i bambini verrebbero allontanati dalla classe se non addirittura dalla scuola. Questo paese è diventato una fogna.

  3. #3
    Squalo
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ribelle88 Visualizza Messaggio
    «walsche», una parola intraducibile, ma dal chiaro significato sprezzante. Significa sudicio, vergognoso, disgustoso. Via via, sempre peggio: una volta la prendono in tre e la picchiano…».
    Non saprei se è un vocabolo intraducibile, ma nel mondo tedesco ricordo che viene comunque usato in senso negativo per indicare coloro che parlano in italiano.

    C'è un altro termine ancora più dispregiativo per indicare esclusivamente gli italiani del nord che tradotto suona come "zingaro". Adesso non lo ricordo, se mi viene in mente lo riporto.

    Ritornando in tema è inammissibile ciò che è successo perchè la scuola fino a prova contraria è in Italia e non in Austria. D'accordo che c'è una minoranza che vuole essere tutelata, ma arrivare fino a questo punto...

  4. #4
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    11 Apr 2011
    Messaggi
    7,284
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da benfy Visualizza Messaggio
    questo spiega tutto lo stato voleva imporre gente non indigena

    suedtirol frei
    vediamo se hai lo stesso coraggio di mandare via albanesi, romeni, pakistani.

  5. #5
    Micene
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da RibelleDiVandea Visualizza Messaggio
    vediamo se hai lo stesso coraggio di mandare via albanesi, romeni, pakistani.
    e nooooo
    non è mica razzzzista lui, eh....

    vero benfy?

  6. #6
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    18 Jul 2009
    Messaggi
    8,907
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da RibelleDiVandea Visualizza Messaggio
    vediamo se hai lo stesso coraggio di mandare via albanesi, romeni, pakistani.
    No no... per quello sei razzista!
    Sta qui tutta l'ipocrisia di questi stronzi...

  7. #7
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    11 Apr 2011
    Messaggi
    7,284
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    in un corso di PNL (programmazione neuro-linguistica) ci insegnarono che la mente non accetta mai comandi in negativo.

    questo perchè il cervello puo' farsi qualsiasi immagine, anche le piu' strampalate, ma non c'e' l'immagine del negativo.

    quindi ad esempio, per tranquillizzare una persona non le si dirà "non preoccuparti" ma "rilassati".

    ed allo stesso modo: la parola ANTI-RAZZISMO non vuol dire tolleranza....ma semplicemente RAZZISMO ANTI-ITALIANO.

    ecco perchè un po' di sana intolleranza serve sempre.

  8. #8
    ribelle88
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da RibelleDiVandea Visualizza Messaggio
    vediamo se hai lo stesso coraggio di mandare via albanesi, romeni, pakistani.
    .

  9. #9
    Micene
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Iron81 Visualizza Messaggio
    No no... per quello sei razzista!
    Sta qui tutta l'ipocrisia di questi stronzi...
    anti italiani fino al midollo...

  10. #10
    fioca luce
    Data Registrazione
    05 Apr 2005
    Località
    Europa occupata.
    Messaggi
    1,048
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Squalo Visualizza Messaggio
    Non saprei se è un vocabolo intraducibile, ma nel mondo tedesco ricordo che viene comunque usato in senso negativo per indicare coloro che parlano in italiano.

    C'è un altro termine ancora più dispregiativo per indicare esclusivamente gli italiani del nord che tradotto suona come "zingaro". Adesso non lo ricordo, se mi viene in mente lo riporto.
    Forse ti riferisci a Itaka; riferito agli italiani, vuol dire appunto zingaro, da Itaca dell' Odissea.

    Itaka e' dispregiativo come Walsche.
    Immaginati di essere un acclamato, decorato, eroe nazionale, un idolo per milioni di persone disperate, poi, nel giro di sei mesi, condannato a morte tramite impiccagone ~ Joachim Peiper

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 25
    Ultimo Messaggio: 17-11-09, 19:58
  2. Schiavizzata straniera da anziana italiana: fatti e riflessioni
    Di Myrddin-Merlino nel forum Fondoscala
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 26-05-08, 11:16
  3. Risposte: 139
    Ultimo Messaggio: 13-02-07, 16:46
  4. Perchè Razi non se la prende con la satira straniera??
    Di Airbus nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 13-11-06, 00:25
  5. che birra? italiana o straniera!!
    Di Antibus nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 49
    Ultimo Messaggio: 04-11-05, 19:13

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito