
Originariamente Scritto da
FdV77
Il neosindaco Vitali aveva promesso di liberare l'area oltrestazione dalla squallore e dal sudiciume dei campi nomadi ed effettivamente sembra che stia riuscendo nell'intento, mantenendo la parola... glisso sugli alberghi concessi ad alcune nomadi, inevitabile compromesso con i soliti cattocentristi; fortunatamente i soliti idioti buonisiti sinistri qui hanno poco appoggio dalla comunità, troppo spesso assediata dai rom e vittima di furti / borseggi, senza contare l'accattonaggio selvaggio fatto con neonati al seguito. E i paesi a fianco, per non diventare loro i nuovi centri del degrado, si muovono concordemente.
Sperèmm.
varesenews.it
Busto Arsizio - Dopo lo sgombero di via Novara i nomadi ci sono rimandati da Busto, dove cercavano di sistemarsi. In serata, tutti via verso un incerto destino
Un "viaggio" di 100 metri per i rom di Legnano, poi nuova espulsioneUna scena desolante. È quella che ci si trova davanti al confine tra Busto Arsizio e Legnano, lungo la provinciale che collega la città del Carroccio con Magnago e il Castanese: là dove via Novara passa il confine con Busto e diventa viale Toscana. Qui, cinquanta metri a sud della strada, si erano insediati dozzine di rom scacciati da Legnano; da qui se ne sono dovuti andare in mattinata per spostarsi... di un centinaio di metri, sull'altro lato della strada, in piena vista di tutti i passanti, fra un boschetto di robinie e un campo coltivato. Una tendopoli improvvisata di povere cose. A neanche venti metri, sempre sul lato nord, s'imbocca una stradina presidata da un gruppo di prostitute di colore in attesa di clientela; i rom fanno un viavai continuo dal campo che hanno dovuto abbandonare alla loro nuova destinazione temporanea, attraversando la pericolosissima provinciale, battuta da un traffico intenso e veloce in tutto degno del Sempione.
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A Legnano i rom sono stati cacciati, e nessuno vuole riprenderseli; l'amministrazione offre ospitalità solo per un certo numero di donne e bambini, ma le donne si rifiutano categoricamente di lasciare i loro uomini. A quanto sembra, solo una minorenne con un neonato di poche settimane ha accettato l'offerta. A Busto non ci sono neppure aree attrezzate per la sosta dei nomadi. Allo sgombero dei rom dal boschetto a sud della provinciale assistono discretamente alcuni agenti della Polizia locale bustese, in testa il comandante Alessandro Casale; sull'altro lato della provinciale si accalca un'umanità rassegnata.
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Fra lo sguardo dei cronisti e quello dei nomadi ci sono pochi metri, ma in qui pochi metri c'è l'abisso fra mondi diversi ed opposti che si sono scelti diverse schiavitù: una struttura sociale rigida e organizzata da una parte, la ben misera "libertà" del clan dall'altra.Le parole hanno il loro effetto, e in mezz'ora arrivano parecchie bottiglie d'acqua, qualche casco di banane, latte e biscotti per i più piccoli: poche cose, per tirare avanti fino a stasera, poi si vedrà.
Nel pomeriggio la situazione si complica ulteriormente: da Legnano arrivano Polizia locale e di Stato e Carabinieri per un rinnovato sgombero, mentre gli automobilisti di passaggio rallentano per curiosare. Una situazione al limite dell'incredibile, con i nomadi come gatti intrappolati sulla cancellata tra due giardini vigilati da mute di cani. Sul posto c'è fra gli altri l'ex consigliere comunale legnanese di Rifondazione Comunista Giuseppe Marazzini. «bla bla bla bla...»
In serata l'epilogo (per ora): i nomadi lasciano il campo di fortuna (di sventura, viene da dire), scortati, per la stazione ferroviaria. La palla passa al prossimo Comune in cui andranno a sistemarsi.
Io dico solo che se tutti i comuni si muovessero concordemente come già fatto da Legnano, Busto Arsizio e Castellanza, questa feccia dovrebbe cominciare a pensare intensivamente a tornare da dove viene o, al limite, cominciare a vivere come persone civili, che lavorano onestamente, pagano i servizi di cui usufruiscono e non si comportano come animali che pretendono di vivere a casa altrui come aggrada a loro.