Bancarotta, il pm chiede 4 anni per Donatella Dini
Giovedí 12.07.2007
Quattro anni di reclusione è la richiesta di condanna per Donatella Pasquali Zingone, moglie di Lamberto Dini, per il fallimento della società "Sidema", che ha prodotto un crac di 22 milioni di euro.
La richiesta, che riguarda il reato di bancarotta fraudolenta e preferenziale, è stata formulata oggi nel processo in corso alla decima sezione penale del Tribunale di Roma dal pubblico ministero Paolo Auriemma. La sentenza è attesa per il 30 ottobre prossimo.
Oltreché per Donatella Dini l'accusa ha chiesto la condanna, a tre anni e sei mesi per bancarota preferenziale, anche per Italo Mari, indicato come direttore generale della società.
Il fallimento della "Sidema", società che faceva parte della holding Gruppo Zeta, era stato sancito dal tribunale nel marzo del 2002. Secondo l'accusa, sono stati inseriti nei bilanci della società dal 1994 al 2000 "fatti materiali non rispondenti al vero". In particolare nel bilancio del 1999 è stato indicato come edificabile un terrreno di Castelnuovo di Porto di proprietà della "Sidema" che era gravata da un doppio vincolo uno di natura edilizia e l'altro relativo alla vicinanza del fiume Tevere. Un altro amministratore della "Sidema", Enrico Pozzo, ha invece già patteggiato la condanna a due anni di reclusione.




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