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  1. #1
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    Predefinito Il Grande Inciucio - Italia 1996-2009

    1996
    L'esperimento del governo Maccanico riesce e si forma una mggioranza che lo sostiene costituita da Forza Italia, CCD, CDU, PPI e PDS. Alleanza Nazionale lascia il centrodestra, mentre il centrosinistra de "L'Ulivo" muore prima di nascere: Prodi rinuncia al suo progetto e viene scaricato da D'Alema e da Marini.
    Il governo Maccanico è composto quasi esclusivamente da tecnici, esclusa la presenza dei due vicepresidenti di "garanzia" Gianni Letta e Luigi Berlinguer.
    Il programma sintetico del governo prevede:
    1) riforma della seconda parte della costituzione in senso federale e semipresidenziale;
    2) riforma della legge elettorale;
    3) aggiustamento dei conti pubblici e traghettamento dell'Italia in Europa entro il giugno 1998 (deadline dello stesso governo);
    4) riforma dell'assetto radiotelevisivo;
    5) riforma dell'ordinamento giudiziario.
    I ruoli chiave nel governo, dopo alcuni giorni di trattative tra Berlusconi e D'Alema (dopo aver ottenuto il placet degli alleati minori) sono:
    Giuliano Amato al ministero dell'Economia
    Letizia Moratti (presidente uscente della Rai) al ministero delle Poste e Telecomunicazioni
    Antonio Baldassarre (ex presidente della Corte Costituzionale) al ministero di Grazia e Giustizia
    Giovanni Sartori al ministero per le Riforme Istituzionali
    Romano Prodi rifiuta la proposta di diventare ministro dell'Industria e si ritira a Bologna a fare il professore.

    Settembre 1996
    Il ministro Amato presenta la finanziaria 97 da oltre 70.000 miliardi (ricavati soprattutto da tagli alla sanità e alla previdenza) scatenando l'ira dei sindacati che proclamano lo sciopero generale per dicembre.

    Ottobre 1996

    Il ministro Moratti presenta il disegno di legge sul riassetto radiotelevisivo:
    a) privatizzazione dei primi due canali della Rai
    b) terzo canale interamente finanziato dal canone e che rimane di proprietà pubblica (anche se è previsto che il 49% del capitale venga quotato entro il 2000)
    c) Mediaset mantiene intatti i suoi tre canali televisivi (con il divieto di aumetare le frequenze)
    d) le frequenze nazionali passano da 9 ad 11 (liberando i canali Tele+ che passeranno sul satellite)
    e) cade il divieto di comproprietà tra giornali e televisioni

    Dicembre 1996
    La maggioranza approva la Finanziaria 97, è sciopero generale.
    La sinistra del PDS critica la politica liberista della segreteria e chiede un nuovo congresso, altrimenti minaccia la scissione.
    I "falchi" di Forza Italia minacciano di andarsene se Berlusconi sarà troppo accondiscendente in tema di riforma costituzionale con il PDS, dato il favore di questo sulle sue televisioni

    Gennaio 1997
    Gianfranco Fini annuncia un congresso straordinario di Alleanza Nazionale a marzo e un allargamento a tutti i delusi da Forza Italia e da Berlusconi, che si sono piegati al compromesso con il PDS
    Dopo lunghe ed estenuanti trattative tra gli "intellettuali" dei partiti della maggioranza, la bozza di riforma costituzionale, si è definita ed è diventata un progetto di legge costituzionale unitario, che prevede:
    a) riduzione del numero dei parlamentari (500 deputati e 250 senatori)
    b) separazione delle funzioni tra Camera e Senato
    c) elezione diretta ogni 6 anni del presidente della Repubblica, che è il titolare della difesa e della politica estera (ma non presiede il Consiglio dei ministri)
    d) Primo Ministro e Ministri nominati dal presidente della Repubblica, che può sciogliere il Parlamento in determinati casi (sfiducia al governo senza indicazione del successore, impedimento del Primo Ministro, cambio di maggioranza durante la legislatura)
    e) il presidente della Repubblica perde la prerogativa di presiedere il CSM, che diventa organo totalmente autonomo, anche se viene sancita costituzionalmente la separazione delle funzioni tra magistratura inquirente e giudicante (la non separazione delle carriere creerà molti problemi all'interno di Forza Italia, con la fuoriuscita di molti suoi esponenti liberali e radicali che entreranno nella nuova AN di Fini)
    f) viene "ribaltato" l'articolo 117, con indicazioni delle materie (26) di competenza esclusiva dello Stato, lasciando le restanti materie alla Regioni, alle Province e ai Comuni
    g) le regioni decidono autonomamente la forma di governo e la legge elettorale.
    L'accordo sulla legge elettorale è ancora in alto mare.
    I leader dei partiti della maggioranza si dichiarano soddisfatti e sicuri che entro il 1998 l'Italia avrà una costituzione nuova di zecca. Critici tutti gli altri partiti di opposizione.

    Marzo 1997
    Gianfranco Fini presenta il nuovo partito della destra italiana: Nuova Alleanza (la fiamma rimane, ma viene cancellata la scritta MSI). Il nuovo partito vede l'adesione di Antonio Di Pietro (grande amico di Tremaglia), Francesco Cossiga (che verrà nominato presidente onorario) e di Mario Segni e del suo movimento referendario.

    Aprile 1997
    Si svolgono le elezioni amministrative nelle più importanti città d'Italia: Milano, Torino, Venezia, Roma, Napoli.
    Al primo turno ogni partito presenterà un proprio candidato (tutte le alleanza di centrodestra e di centrosinistra che conosciamo sono sconfessate), tranne Forza Italia-CCD-CDU

    che si presenteranno unite. A Roma, Napoli e Venezia i sindaci uscenti (Rutelli, Bassolino e Cacciari) sostenuti dal PDS e dalle rispettive "liste dei sindaci" verranno rieletti al primo turno. A Milano il ballottaggio è tra il sindaco uscente della Lega Formentini e il candidato di FI-CCD-CDU Gabriele Albertini, che vincerà al secondo turno ottenendo una maggioranza plebiscitaria grazie ai voti del PDS. A Torino, invece, il ballottaggio vedrà contrapporsi il sindaco uscente Castellani (PDS) e il leghista Comino. Vincerà Castellani, grazie ai voti di FI.

    Maggio 1997
    Il decreto Moratti è legge.

    Settembre 1997
    Il ministro Sartori presenta il disegno di legge sulla nuova legge elettorale elaborato dal governo. I seggi maggioritari del Mattarellum (475) diventano a doppio turno (con l'accesso al secondo turno risevato a tutti i candidati dei collegi che abbiano superato la soglia del 7%), un 15% dei seggi rimane quota proporzionale con sbarramento al 4%, il restante 10% è un premio di maggioranza alla coalizione vincente uscita al secondo turno.
    Berlusconi si dichiara "tiepido", CCD, CDU e PPI minacciano di lasciare il governo, entusiasta D'Alema.

    Settembre 1997
    Il gruppo RCS-Corriere della Sera lancia un'OPA suI Raiuno e Raidue, che diventano proprietari dei due canali a partire da novembre.

    Novembre 1997
    Si conclude l'iter parlamentare di approvazione della riforma costituzionale. Scalfaro fissa per aprile il referendum confermativo.

    Gennaio 1998
    Al congresso del PDS si verifica una scissione con i veltroniani-occhettiani che abbandonano il partito e costituiscono Sinistra Democratica.
    D'Alema, insieme ad alcuni socialisti, repubblicani e cristiano-sociali traghetta il partito in una nuova formazione che prende il nome di Partito Democratico del Socialismo Europeo, con una rosa come simbolo (la quercia rimane a Veltroni), ed il ministro dell'Economia Giuliano Amato che diventa presidente del partito. NA, Lega Nord e Rifondazione comunista uniscono le forze nel "fronte del NO" al referendum costituzionale

    Febbraio 1998
    Si giunge ad un accordo per la riforma elettorale (il "patto della pastiera", perchè concluso a casa di Mastella al momento del dolce): il "doppio turno all'italiana", la quota proporzionale rimane intatta al 25% con sbarramento a 4%, mentre il restanti 75% dei seggi viene assegnato con metodo maggioritario a doppio turno con sbarramento al 6%, a condizione che nessun candidato abbia superato il 40% dei consensi (non è necessaria la maggioranza assoluta per essere eletti al primo turno).

    Marzo 1998
    Casini e Buttiglione fondono i loro due partiti nell'Unione Democratica Cristiana (UDC) e assumono rispettivamente la carica di segretario e presidente del nuovo partito, aderisce al nuovo partito anche il presidente della Camera Irene Pivetti.

    Aprile 1998
    Si svolge il referendum costituzionale, vincono i Sì per un soffio (scatenando forti polemiche) con il 51,2%. La nuova carta costituzionale entrerà in vigore il 1 maggio 1998.

    Maggio 1998
    Il Parlamento approva in via definitiva il disegno di legge Baldassarre sul conflitto d'interessi: un blind-trust sul modello USA, ma a parere di molti, molto più blando.

    Giugno 1998
    L'Italia entra ufficialmente nell'euro e all'interno della maggioranza si apre il dibattito se il governo deve arrivare alla scadenza naturale della legislatura. Concentrare politiche e presidenziali in un unico periodo faciliterebbe la transizione costituzionale, perchè in caso di elezioni anticipate in autunno il nuovo governo sarebbe comuque costretto a dimettersi a maggio (quando verrebbe eletto direttamente il nuovo presidente della repubblica con i nuovi poteri). Alla fine si arriva all'accordo per arrivare alle elezioni presidenziali e politiche contemporaneamente (Scalfaro si sarebbe dovuto dimettere anticipatamente), il primo turno delle elezioni viene fissato per il 9 maggio 1999 (23 maggio il secondo turno).

    Agosto 1998
    Romano Prodi torna sulla scena politica nazionale e annuncia di volersi candidare alla presidenza della Repubblica e di candidare propri esponenti in tutti i collegi d'Italia e di presentare il proprio movimento (L'Ulivo) alle elezioni politiche di maggio. Sinistra Democratica si dichiara pronta ad allearsi con Prodi e la sua squadra. Marini e D'Alema invitano il professore a ripensarci e i popolari gli offrono la guida del partito.
    A settembre inizia la campagna "Per Prodi Presidente".

    Dicembre 1998
    Massimo D'Alema dichiara di non volersi candidare e lancia il ministro dell'Economia Giuliano Amato, il quale però non scioglierà la riserva fino alla fine di gennaio, quando accetterà ufficialmente la candidatura del PDSE.

    Gennaio 1999
    Berlusconi in diretta televisivo, esattamente dopo cinque anni dalla sua discesa in campo, annuncia la sua candidatura alle presidenziali del 1999 e annuncia (a sorpresa) lo scioglimento di Forza Italia che "ha esaurito i suoi propositi di rinnovamento e a trasformato in senso liberale le istituzioni del paese, che i comunisti non ci sono più, e che tutte le forze politiche presenti nel paese hanno piena legittimità a governare", il suo obiettivo è quello di essere eletto il "presidente di tutti gli italiani" e di condurre una campagna presidenziale slegata da qualunque partito o posizione politica.

    Febbraio 1999
    Antonio Di Pietro rinuncia a correre per le presidenziali, e Fini lancia Mario Segni per la sfida verso il Quirinale, provocando non poche polemiche all'interno del partito.
    I Cristiano-Democratici di Buttiglione e Casini annunciano di correre da soli nei collegi e, dopo lo scioglimento di FI, di sostenere Silvio Berlusconi alla presidenza della repubblica.

    Marzo 1999
    Il governo Maccanico si dimette e il premier uscente, incoraggiato da molti suoi amici, mette in piedi una lista laica democratica (denominata Unione Democratica) alleata dei popolari nei collegi uninominali e che sostiene Giuliano Amato alla presidenza della Repubblica.

    Aprile 1999
    Romano Prodi dichiara che il suo unico verso sfidante è Silvio Berlusconi e non il "dottor sottile", destinato, secondo lui, a non arrivare nemmeno al secondo turno, dato che per gli elettori di centrosinistra votare Amato sarebbe come votare il Cavaliere, poichè sono stati "alleati fino al mese scorso nello stesso governo".
    Si svolge un confronto televisivo tra Berlusconi e Amato. Prodi e Segni, in polemica con la loro esclusione invita la sinistra (anche comunista) a votare per lui, perchè i due candidati sono due facce della stessa medeglia.

    9 maggio 1999
    I turno Elezioni Presidenziali
    Romano Prodi 26,8%
    Silvio Berlusconi 26,6%
    Giuliano Amato 21,1%
    Giancarlo Pagliarini 10,1%
    Fausto Bertinotti 8,6%
    Mario Segni 6,8%

    Partiti
    PDSE 18,1
    UDC 19,4
    Nuova Alleanza 19,5
    Lega Nord 9,6
    L'Ulivo 8,9
    Sinistra Democratica 8,5
    Rifondazione comunista 7,6
    Popolari e Democratici 6,8
    Altre liste 1,6

    A sorpresa Prodi arriva primo al primo turno superano dello o,o2% Berlusconi ed impedendo l'accesso al secondo turno del candidato di D'Alema. Le elezioni per il parlamento danno dei risultati comunque diversi: la disfatta di Mario Segni non si è replicata in NA, così come il risultato di Prodi è superiore a quello di SD e de L'Ulivo messi insieme (sicuramente ha convinto molti elettori di sinistra delusi dalla politica di D'Alema e Marini).
    Marini e Maccanico annunciano di ritirare i propri candidati in molti collegi e di sostenere i candidati del PDSE. Fallisce invece la trattativa tra Fini e Casini per allearsi al secondo turno. Mentre viene confermata l'alleanza tra SD e l'Ulivo. I risultati del secondo turno sono molto incerti.

    Nelle due settimane seguenti Amato e D'Alema lasciano per le presidenziali libertà di coscienza ai loro elettori anche se dichiarano di non volere Prodi, quindi... Berlusconi, che si lancia in una campagna elettorale serratissima facendo leva sulle riforme costituzionali fatte, sul fatto di non avere più un suo partito e che in ogni caso la maggioranza parlamentare che uscirà dalle urne sarà indipendente da lui e che il contrappreso di poteri sarà assicurato.

    23 maggio 1999
    II turno Elezioni Presidenziali
    Silvio Berlusconi 50,6%
    Romano Prodi 49,4%

    Le elezioni politiche danno invece una maggioranza, sia alla Camera che al Senato, all'alleanza D'Alema- Marini, che hanno ottenuto rispettivamente 276 e 55 deputati e 135 e 31 senatori. Estremamente frazionate le opposizioni, primi i CD con un centinaio di deputati ed una cinquantina di senatori, segue NA con una novantina di parlamentari, SD-L'Ulivo e Lega Nord che ottengono una quarantina di parlamentari ciascuno, 35 parlamentari vanno invece a Rifondazione comunista.

    Silvio Berlusconi giura sulla Costituzione di fronte al Parlamento riunito in seduta comune. E' il nuovo presidente della Repubblica Italiana.
    Una settimana dopo Massimo D'Alema viene nominato Primo Ministro, Franco Marini viene nominato vicepremier. Inizia la "coabitazione all'italiana" che durerà per i successivi 5 anni. Pierluigi Bersani ed Enrico Letta vengono eletti rispettivamente segretari del PDSE e della neonata Unione Democratica e Popolare (UDP).

    Dal 1999 al 2004 avvengono due importanti processi di avvicinamento:
    1) a destra Nuova Alleanza e l'Udc trovano un accordo politico per la nascita di una grande schieramento liberaldemocratico e cristiano-democratico
    2) a sinistra L'Ulivo e SD si avvicinano al PDSE e all'Udp.


    Elezioni politiche 2004

    Al secondo turno i candidati del PDSE-Udp ricevono il sostegno della lista "Uniti per la Democrazia" (L'Ulivo + SD) guidata da Romano Prodi e vincono nuovamente le elezioni, battendo l'allenza di centrodestra guidata da Pierferdinando Casini.
    Silvio Berlusconi incarica il segretario del PDSE Bersani di formare il governo, Enrico Letta verrà nominato vicepremier, mentre Romano Prodi diventerà superministro dell'Economia e delle Finanze.
    Dopo le politiche 2004 viene ufficializzata la discesa in campo di Massimo D'Alema per le elezioni presidenziali del 2005.
    Nell'autunno del 2004 decidono di candidarsi anche Pierferdinando Casini per l'Udc e Gianfranco Fini per Nuova Alleanza, e Silvio Berlusconi, nel gennaio del 2005, annuncia che vuole ricandidarsi per ottenere un secondo mandato.
    Ad insidiare D'Alema annuncia la sua candidatura per Uniti per la Democrazia, Fabio Mussi, poi si candidano Oliviero Diliberto ed Alfonso Pecoraro Scanio. Le quattro candidature a sinistra impediranno a D'Alema di arrivare al ballottaggio.

    I turno Elezioni Presidenziali 2005
    Silvio Berlusconi 22,7
    Gianfranco Fini 21,5
    Massimo D'Alema 20,3
    Pierferdinando Casini 11,1
    Roberto Castelli 7,5
    Fabio Mussi 7,0
    Oliviero Diliberto 6,7
    Alfonso Pecoraro Scanio 3,2

    II turno Elezioni Presidenziali 2005
    Silvio Berlusconi 68,3%
    Gianfranco Fini 31,7%

    Si apre una grande crisi a sinistra che per due volte consecutive ha mancato l'obiettivo del ballottaggio. Piero Fassino viene eletto a larga maggioranza nuovo segretario del PDSE, il cui obiettivo è riunirsi con i compagni di SD e creare un soggetto politico unitario della sinistra. Nell'autunno del 2006 nasce il Partito della Sinistra Democratica e Socialista (PSDS).
    Gianfranco Fini propone il "partito unico del centrodestra" e apre alla Lega Nord su alcuni temi, come il federalismo fiscale, ma Casini, Buttiglione e Mastella si dichiarano contrari sia al partito unico, sia ad un accordo con la Lega Nord.
    Dopo la nascita del PSDS si decide che Bersani non è più adatto a guidare la maggioranza, in quanto l'ala sinistra, ormai organica al PSDS, chiede più rappresentanza, e lo stesso Fassino vuole la strada spianata nel 2009 e ritiene di avere più chance se a guidare il governo di centrosinistra alle elezioni non è un rappresentante del PSDS. Così nel giugno del 2007, la maggioranza approva una mozione di sfiducia nei confronti del governo Bersani ed indica il suo successore nel vicepremier Enrico Letta, Giovanna Melandri verrà nominata vice Primo Ministro. Bersani viene "ricompensato" con la presidenza del partito ed un diritto di prelazione sulla candidatura alle presidenziali 2011.
    Fini per prapararsi alla campagna elettorale per le politiche del 2009 lascia tutte le cariche di Nuova Alleanza (alla cui presidenza verrà eletto Gianni Alemanno) e fonda una sua Lista Fini che sarà alleata di NA e dell'Udc, in grado di intercettare tutti gli elettori che votano ancora Lega o che, pur apprezzando Fini, non si riconoscono nella destra italiana.

    I turno Elezioni politiche 2009. Chi voteresti?

    Nuova Alleanza - Gianni Alemanno - Destra conservatrice europea, tra gli esponenti di spicco figurano Cossiga, Di Pietro e Segni

    Lista Fini - Gianfranco Fini - Lista liberaldemocratica con molti esponenti della società civile (Letizia Moratti) ed ex forzisti liberali (Martino e Costa)

    Unione Democratica Cristiana - Clemente Mastella - Centro cattolico liberale

    Unione Democratica e Popolare - Enrico Letta - Centro cattolico democratico

    Partito della Sinistra Democratica e Socialista - Piero Fassino - Sinistra socialdemocratica europea (tipo SPD tedesca o New Labour inglese)

    Uniti per la Democrazia - Romano Prodi - Partito di sinistra centro legato alla figura di Prodi e valori di democrazia e di giustizia di derivazione azionista

    Rifondazione Comunista - Oliviero Diliberto - Sinistra radicale comunista

    •   Alt 

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  2. #2
    Chap Socialist
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    Complimenti, scenario molto ben fatto!!!!!!

    Voto Uniti per la Democrazia, l'inciucio col Nano Mafioso non lo accetterei mai da nessuno.

  3. #3
    Radicale di Sinistra
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    Per un momento molto lungo ho pensato fossero fatti veri... io sono giovane e nel 1996 non mi interessavo di politica...

  4. #4
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    Comunista per i bananas :) Ulivista convinto
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Voto Uniti per la Democrazia, l'inciucio col Nano Mafioso non lo accetterei mai da nessuno.
    Quoto...

    Con il Nano MAI !

    nel programma sarebbe bello mettere di strappare i compromessi fatti da D'Alema con il Nano....
    P.S.: scenario ben fatto complimenti!

  5. #5
    Pasdar
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    Settore Destro Sociale di Nuova Alleanza, col naso tappato per Kossiga.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  6. #6
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    Nuova Alleanza di Alemanno!

    Ben fatto questo scenario!

  7. #7
    roberto m
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    Nuova Alleanza

  8. #8
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    Nuova Alleanza. Non avrei mai creduto possibile che avrei votato Alemanno volentieri
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  9. #9
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    Vi ringrazio per i complimenti! Anche perchè l'ultima volta che ho postato qualcosa del genere non c'era ancora il "Fantatermometro" in POL e sono stato insultato pesantemente...tra un po', dopo aver raggiunto risultati un po' più consistenti, pensavo di fare il sondaggio sul secondo turno...magari ci rifletto se ne vale la pena

 

 
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