Angius apre alla Costituente socialista: sbagliato appiattirsi su sinistra radicale
lunedì 25 giugno 2007
"Credo che come Sinistra Democratica sia stato un errore aver dato l'impressione di esserci appiattiti sulle posizioni della cosiddetta sinistra radicale. Io non so cosa accadrà in futuro, ma per quanto riguarda il presente io e Bertinotti non possiamo stare nello stesso partito. La Cosa Rossa è una semplificazione giornalistica che politicamente non può esistere". A parlare è il vicepresidente del Senato Gavino Angius, intervistato da Mario Adinolfi per la trasmissione quotidiana di Nessuno Tv "Contro Adinolfi, che risponde così all'appello lanciato sabato scorso da Enrico Boselli nella relazione di apertura dei lavori del Comitato direttivo dello Sdi. Angius ha dunque indicato la strada di un raggruppamento che non stia né con il Pd né con la sinistra radicale: "Una forza socialista e riformista, che può contenere anche le aree dell'ecologismo responsabile e forze liberaldemocratiche". Mancini: "ha ragione subito la Costituente socialista".
"Credo che come Sinistra Democratica sia stato un errore aver dato l'impressione di esserci appiattiti sulle posizioni della cosiddetta sinistra radicale. Io non so cosa accadrà in futuro, ma per quanto riguarda il presente io e Bertinotti non possiamo stare nello stesso partito. La Cosa Rossa è una semplificazione giornalistica che politicamente non può esistere". A parlare è il vicepresidente del Senato Gavino Angius, intervistato da Mario Adinolfi per la trasmissione quotidiana di Nessuno Tv "Contro Adinolfi"che risponde così all'appello lanciato sabato scorso da Enrico Boselli nella relazione di apertura dei lavori del Comitato direttivo dello Sdi.
L'esponente di punta dei transfughi diessini ha bacchettato anche la lettera dei quattro ministri a Padoa Schioppa: "Condivido solo la richiesta di maggiore collegialità, per il resto credo di avere idee diverse da Rifondazione comunista e dai Comunisti italiani in materia di pensioni e riforme".
A una domanda di Adinolfi sui rapporti con Veltroni e con il Partito democratico, Angius ha risposto: "Il progetto non cambia, il Partito democratico nell'idea moderata di Prodi non è diverso nell'idea di Veltroni, anche se la sua leadership è moderna e brillante. La discriminante per noi è l'appartenenza alla famiglia del socialismo europeo, a cui il Pd non intende iscriversi. Anche Bertinotti, poi, quando parla di socialismo del ventunesimo secolo, deve sapere che parla del socialismo rappresentato in Europa dai partiti del Pse, da Gordon Brown a Zapatero, non dai partiti alla Izquierda Unida".
Angius ha dunque indicato la strada di un raggruppamento che non stia né con il Pd né con la sinistra radicale: "Una forza socialista e riformista, che può contenere anche le aree dell'ecologismo responsabile e forze liberaldemocratiche". Su questo, ha concluso Angius, "anche nella Sinistra democratica occorrerrà discutere".
"Gavino Angius coglie nel segno quando afferma che è stato un errore per Sinistra Democratica aver dato l'impressione di appiattirsi sulle posizioni della cosiddetta sinistra radicale – così Giacomo Mancini dello SDI commentando una intervista televisiva del vice presidente del Senato e dirigente di Sinistra Democratica. Nel centrosinistra italiano c’è un preoccupante deficit riformatore – ha continuato il deputato socialista - a causa del clericalismo che pervade ampi settori del nascituro partito democratico e del conservatorismo che ispira la sinistra radicale sui temi economici. Per sconfiggere questa impostazione, diventa non più rinviabile l’avvio di un lavoro comune nella Costituente Socialista – ha concluso Mancini- tra tutte le forze che si ispirano al socialismo europeo e che condividono la missione di introdurre elementi di innovazione e di modernizzazione seguendo l’esempio dei grandi partiti riformisti europei".




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