Qualcuno mi saprebbe dire a che età si va in pensione negli altri paesi Europei tipo la Francia o la Germania?
Sono curioso di fare un raffronto con la situazione Italiana
Grazie!![]()


Qualcuno mi saprebbe dire a che età si va in pensione negli altri paesi Europei tipo la Francia o la Germania?
Sono curioso di fare un raffronto con la situazione Italiana
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65 anni.
e poi i nostri sindacati fanno casino. che schifo.






anzi scusate.
sono 67 anni.
L’innalzamento dell’età pensionistica da 65 a 67 anni è cosa fatta. A Berlino, nel Bundestag, la Grande Coalizione ha approvato con schiacciante maggioranza la proposta del vicecancelliere e ministro del lavoro socialdemocratico Franz Müntefering. La riforma, elaborata già nel febbraio del 2006, è stata votata con 408 voti a favore e solo 169 contro. A nulla sono servite le manifestazioni del sindacato dei metalmeccanici Ig Metall a Berlino: migliaia di persone scese in piazza, tutt’altro che soddisfatte con la riforma delle pensioni, per protestare a gran voce contro la legge del “Münte” – com’è chiamato il vice di Merkel.
Il dibattito in parlamento è stato acceso. Soprattutto la Linkspartei ha tentato fino all’ultimo di far cambiare idea ai deputati di provenienza sindacale all’interno della Spd, ma senza successo: le parole e la retorica di Klaus Ernst – vice-capogruppo parlamentare della Linkspartei – annientate dalle orecchie da mercante dei parlamentari socialdemocratici. Al termine del dibattito, uno stanco e deluso deputato della Linkspartei, si rivolge ai giornalisti presenti e dice: «Eccolo il taglio delle pensioni!».
La legge prevede per i pensionati a partire dal 2012 l’incremento di oltre un mese di lavoro in più per ogni anno fino al 2029, spalmando cosí l’intero processo sull’arco di 17 anni.
A spingere la Grande Coalizione ad approvare l’innalzamento dell’età pensionistica è stato soprattutto il grave deficit che incombe sul fondo pensionistico statale, dovuto alla riduzione dei versamenti da parte dei contribuenti.
I tedeschi iniziano a lavorare in media a 19 anni, vanno in pensione a circa 62 anni e si riposano per più o meno 15 anni. Se le prognosi sono corrette e l’aspettativa media di vita dei tedeschi dovesse crescere in dieci anni dagli attuali 77,5 ai futuri 81 anni, i pensionati dovranno riuscire a vivere per quattro anni aggiuntivi senza disporre di ulteriori introiti.
Così, gli anni di vita guadagnati si trasformano in costi a carico del fondo pensionistico.
A questo si aggiunge il problema demogra fico: il basso tasso di natalità – pari a 1,4 – implica un numero decrescente di giovani lavoratori che effettuino versamenti nei fondi pensionistici. Già oggi il rapporto fra un ultrasessantenne e le persone in età lavorativa è di uno a 2,6. Nel 2030 si ridurrà addirittura a 1 su 1,4. Ci vuole poco dunque per capire quali saranno le ripercussioni su tutti i sistemi di prevenzione sociale, e soprattutto sul fondo pensionistico statale.
Una vita lavorativa più lunga richiede però migliori opportunità soprattutto per i lavoratori più anziani. Al momento in Germania solo il 39 per cento di tutte le persone fra i 55 e i 64 anni ha un’occupazione. Il ministro Müntefering crede in un miglioramento a lungo termine del mercato del lavoro per i lavoratori più anziani, dato che le generazioni del babyboom inizieranno ad andare in pensione già a partire dalla metà del decennio prossimo e pochi seguiranno a causa della bassa rata di natalità. L’opposizione – e anche una parte della Spd nel Bundestag – ha avvertito tuttavia che questo non basta per stare tranquilli: il mercato del lavoro tedesco deve essere riformato per renderlo più dinamico e consentire ai più anziani di trovare un’occupazione, altrimenti, come ammette l’esperto in materia sociale Ottmar Schreiner, «non faremo altro che aumentare il tasso di disoccupazione». Con il pacchetto “50Plus” la Grande Coalizione cerca di incentivare, infatti, la formazione permanente degli ultracinquantenni, al quale si aggiungono per una carriera lavorativa più lunga misure in campo sanitario rivolte alla prevenzione e alla riabilitazione. Un’eccezione vale però per chi fa lavori usuranti e per chi ha raggiunto 45 anni di versamenti contributivi: questi possono usufruire di una “finestra d'uscita”, anticipando fino a cinque anni il pensionamento, sempre con relative decurtazioni.
Insomma, dopo l’aumento dell’Iva di tre punti e l’insufficiente riforma sanitaria, anche la nuova legge sulle pensioni non gioverà ai partiti della Grande Coalizione.
poi ci chiediamo perchè i tedeschi sono i primi e noi gli ultimi.
altro che prodi/berlusconi


dal sito di forzaitalia. (stavolta molto utile)
Austria
* la riforma è entrata in vigore il 1° gennaio 2004
* l'età minima pensionabile passa da a 65 per tutti
* la vita contributiva passa da 40 a 45 anni
* dal 2009 ci sarà l'abolizione dei pensionamenti anticipati
Belgio
* la riforma previdenziale risale al 1997
* passaggio graduale dal 1997 al 2009 dell'età pensionabile per le donne (da 60 a 65 anni)
* gli anni lavorativi per la pensione anticipata passano da 28 a 35 anni, tra il 1997 e il 2005
* il prepensionamento passa dai 28 anni di occupazione ai 35 nel 2005 (percezione della pensione dai 60 anni)
* è consentito il cumulo con il reddito da lavoro fino ad un certo importo al di sotto del quale la pensione viene ridotta
Danimarca
* il pensionamento avviene a 65 anni
* non si può anticipare il pensionamento, ma si può postporlo fino a 3 anni
* l'82% dei dipendenti a tempo determinato versa contributi per una pensione privata
* è consentito il cumulo con altri redditi ma con graduale decurtamento della pensione fino ad un massimo di 30.000 euro all'anno
Finlandia
* il pensionamento avviene a 65 anni
* sono previste forme di prepensionamento che può scattare a 60 anni
* non c'è limite per chi decide di lavorare anche dopo aver superato l'età pensionabile
* è consentito il cumulo tra pensione e reddito da lavoro e il ricorso a forme di pensione integrativa
Francia
* è stata varata da poco la riforma che ha portato a 40 anni la durata minima contributiva (per i dipendenti pubblici erano sufficienti 37 anni e mezzo)
* entro il 2012, la vita contributiva aumenterà fino a 41 anni, entro il 2020, fino a 42
* incentiva la previdenza privata
Anche in Francia è stato introdotto un sistema di incentivi a restare in attività e ritardare l'inizio della pensione: ogni anno in più di lavoro produrrà il 3% in più di pensione. Mentre chi non avrà raggiunto il minimo richiesto subirà una decurtazione della pensione del 5% per ogni anno mancante.
Germania
* la riforma attuata 4 anni fa prevede il passaggio dell'età da 60 a 65 anni per le donne nel periodo tra il 2000 e il 2004
* un altro provvedimento, che dovrebbe essere formalizzato il prossimo autunno, prevederà un ulteriore innalzamento dell'età pensionabile da 65 a 67 anni in un periodo compreso tra il 2011 e il 2025
Sono inoltre previste penalizzazioni economiche per chi va in pensione con meno di 45 anni di versamenti contributivi, e incentivi (pari al 6% all'anno) per coloro che, pur avendo maturato il diritto alla pensione, restino in attività.
Grecia
* gli interventi fondamentali sono stati adottati nel 1993 e nel 1998
* aumento dell'età pensionabile per le donne da 60 a 65 anni
* determinazione di una soglia minima di 35 anni di attività professionale per ottenere il 60% dei contributi che danno diritto alla pensione
* soppressione dell'indennità a sostegno della famiglia
* creazione di un fondo previdenziale per gli agricoltori
* è consentito il cumulo tra pensione e reddito da lavoro, ma in tal caso la pensione viene ridotta
Irlanda
* l'età pensionabile è fissata a 65 anni
* non sono previste forme di prepensionamento
* non sono previste procedure per ritardare la data della pensione
* il cumulo tra pensione e reddito da lavoro è consentita solo dopo i 66 anni di età
* il 47% della popolazione ricorre alla previdenza integrativa
Lussemburgo
* l'età pensionabile è fissata a 65 anni
* il prepensionamento è consentito a 57 anni o a 60 anni se si sono maturati almeno 40 anni di vita contributiva
* è possibile il cumulo tra pensione e reddito da lavoro, ma per le normali pensioni di vecchiaia
* nel 2002 sono state adottate nuove misure per favorire il ricorso alla pensione integrativa privata
Olanda
* l'età pensionabile è di 65 anni
* non sono contemplate né forme di prepensionamento né forme di posticipo
* è consentito il cumulo tra pensione e reddito da lavoro
* il 90% dei lavoratori aderiscono a piani pensionistici privati
Portogallo
* il primo intervento generale risale al 1993
* nel 1999-2000 è stato definito l'attuale sistema previdenziale
* tra il 1994 il 1999, l'età pensionabile per le donne è aumentata a 65 anni
* la pensione anticipata viene accordata quando si hanno meno di 55 anni, ma già 30 anni di vita contributiva
* sono previsti incentivi per chi decide di continuare a lavorare (massimo fino a 70 anni)
* è consentito il cumulo tra pensione e redditi da lavoro
Regno Unito
* l'età pensionabile salirà a 65 anni nel 2020
* attualmente gli uomini lasciano il lavoro a 65 anni e le donne a 60 anni
* non è possibile il prepensionamento
* sono consentite forme di posticipo fino ad un massimo di 5 anni (limite che verrà eliminato dal 210)
* è consentito il cumulo della pensione e del reddito da lavoro
* il 44% della popolazione ha sottoscritto forme di previdenza integrativa
Spagna
* l'ultima revisione del sistema pensionistico risale al 1997
* l'età pensionabile è per tutti di 65 anni
* una forma di prepensionamento è consentita a partire dai 60 anni per coloro che risultavano assicurati prima del 1967, dai 61 anni per coloro che hanno maturato almeno 30 anni di versamenti contributivi e per i disoccupati involontari
* in caso di attività retribuite la pensione viene sospesa
* solo il 10% dei lavoratori aderisce a forme di pensionamento privato
Svezia
* l'età pensionabile è di 65 anni
* sono consentite forme di prepensionamento dai 61 anni
* è possibile continuare l'attività lavorativa oltre l'età pensionabile
* è consentito il cumulo tra pensione e redditi da lavoro
* oltre il 90% dei lavoratori ricorre a forme di previdenza integrativa


Sai qual'è il paese europeo dove si va in pensione con l'età media più alta? Non ci crederesti ma è la Svezia; di media a 64 anni (59 in Italia); ma la Svezia è il paese dove si ha la maggiore e soprattutto migliore spesa sociale di tutta Europa; che notoriamente non è quella pensionistica.
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i sindacati italiani dovrebbero leggersi sta tabella e tacere.

