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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Sulle pensioni prima di ogni riforma

    Premesso che:

    - i nostri lavoratori hanno maturato il pieno diritto ad una pensione degna
    - i nostri giovani hanno il diritto di poter costruirsi una pensione senza dover pagare le folli scelte di sessant’anni di partitocrazia italiana
    - i governi, mentre accumulavano debito pubblico, hanno minato questi diritti con riforme pagate dai soliti noti, i contribuenti, in special modo i lavoratori dipendenti
    - si preparano riforme o delle età e degli anni per maturare la pensione, o dei coefficienti; comunque sia nella direzione per la quale a pagare sarà sempre la solita “gallina dalle uova d’oro”


    è bene ricordarsi qualcosa...

    Imposte versate allo stato (versamenti pro capite in euro)

    Lombardia 6.623
    Piemonte 4.761
    Emilia Romagna 4.317
    Veneto 3.915

    Campania 1.406
    Basilicata 1.385
    Molise 1.378
    Calabria 1.085

    Fonte: Cgia Mestre, 2002


    Trasferimenti dallo stato (trasferimenti pro capite in euro)

    Piemonte 881
    Emilia Romagna 900
    Veneto 955
    Lombardia 1.263

    Campania 1.538
    Calabria 1.652
    Sicilia 2.274
    Basilicata 2.617

    Fonte: Cgia Mestre, 2002


    Pensioni fasulle (percentuale di pensioni di invalidità revocate su quelle sottoposte a verifica dal Ministero)

    Friuli Venezia Giulia 10,8
    Piemonte 16,2
    Emilia Romagna 18,6
    Lombardia 22,2

    Basilicata 28,9
    Campania 32,0
    Sicilia 32,4
    Umbria 34,1

    Fonte: Ministero del Tesoro, 1996-1997


    Saldi di conti INPS (saldo con interessi in moneta, in Lire, pro-capite per cittadino residente; in pratica quanto un cittadino ha versato in più di quello che poi ha ricevuto effettivamente in pensione)

    Lombardia + 40.700.729
    Veneto + 17.107.037
    Piemonte + 7.061.699
    Emilia Romagna + 3.096.864

    Sicilia – 30.029.877
    Molise – 36.153.614
    Basilicata – 40.585.924
    Calabria – 41.873.917

    Fonte: INPS, 1980-1997


    Copertura delle spese INPS (rapporto fra entrate e uscite)

    TrentinoSudTirolo 99,0%
    Veneto 97,3%
    Lombardia 96,4%
    Emilia Romagna 85,0%

    Puglia 40,0%
    Basilicata 38,8%
    Sicilia 37,3%
    Calabria 29,0%

    Fonte: INPS; 1997


    LSU (numero di “lavoratori socialmente utili” ogni 100.000 abitanti)

    Lombardia 21
    Friuli Venezia Giulia 23
    Emilia Romagna 23
    Veneto 25

    Calabria 467
    Basilicata 474
    Campania 599
    Sicilia 855

    Fonte: La Padania, 1999


    Si può concludere che qualcuno potrebbe fare a meno del carrozzone dell'Inps per gestirsi un proprio sistema pensionistico efficiente per la propria gente; e si conclude anche che, già oggi, i nostri lavoratori ed i nostri pensionatori dovrebbero godere di salari e pensioni ben più alte. I sacrifici è ora che li facciano casta e parassiti.

  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Repetita iuvant.

  3. #3
    Simply...cat!
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    Il "bello" è che la pensione non sono soldi che vengono da chissachì,ma da chi negli anni ha versato FIOR DI QUATTRINI allo Stato.
    Tagliare le pensioni,rivedere i coefficienti o usare altri meccanismi astrusi vuol dire RUBARE soldi alla gente.

    Se uno invece di aver versato soldi all'INPS per 30anni li avesse messi in un fondo privato (garantito per carità) avrebbe dopo 30 anni MOLTI + soldi rispetto alla pensione attuale.

  4. #4
    naufrago
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    Itaglia = furto legalizzato e reiterato ai danni delle popolazioni padanoalpine.

  5. #5
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball Visualizza Messaggio
    Il "bello" è che la pensione non sono soldi che vengono da chissachì,ma da chi negli anni ha versato FIOR DI QUATTRINI allo Stato.
    Tagliare le pensioni,rivedere i coefficienti o usare altri meccanismi astrusi vuol dire RUBARE soldi alla gente.
    Benvenuto compagno

    Se uno invece di aver versato soldi all'INPS per 30anni li avesse messi in un fondo privato (garantito per carità) avrebbe dopo 30 anni MOLTI + soldi rispetto alla pensione attuale.
    Fare un esempio.

  6. #6
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    l'inps è abbastanza generosa. il guaio è che è troppo generosa con gente che merita solo di crepare.

  7. #7
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    Predefinito Pensioni. Ecco la proposta del Prc.

    Pensioni. Ecco la proposta del Prc.



    COSA PROPONE RIFONDAZIONE - SINISTRA EUROPEA

    Nell'immediato:

    L'applicazione del programma dell'Unione, ossia:
    * L'abolizione di tutte le modifiche apportate dal governo Berlusconi alla legge Dini, a partire dallo "scalone" del 2008 per riportare a 57 anni l'età per accedere alla pensione con 35 anni di contributi.
    * L'aumento delle pensioni minime.
    * La rivalutazione delle pensioni in essere e future rispetto al costo della vita.
    * La possibilità di indirizzare il tfr anche all’Inps per integrare la pensione pubblica oppure ad un fondo integrativo gestito dall’ente pubblico alle stesse condizioni degli altri fondi.

    Per razionalizzare il sistema e reperire risorse:

    * L'unificazione degli enti pubblici di previdenza, Inail compreso.
    * La separazione tra previdenza e assistenza
    * Un nuovo equilibrio tra contributi versati e pensioni erogate dai fondi pensione di singole categorie.
    * L'evasione contributiva come reato penale e la regolarizzazione del lavoro sommerso.
    * L'applicazione dello stesso criterio della fiscalità sugli studi di settore per combattere l'evasione contributiva.
    * Il recupero dei crediti già certificati dall'Inps, stimati oggi in circa 38 mld.
    * A due anni dall'entrata in vigore della riforma che proponiamo, verifica sulla percentuale dei contributi versati dai lavoratori.

    Per saldare la rottura generazionale intervenuta:

    * La copertura dei "buchi contributivi" prodotti dal lavoro intermittente e precario e la possibilità di riunificare i contributi versati al fondo dei collaboratori con quelli versati al fondo dei lavoratori dipendenti.

    Per quanto riguarda l'eta':

    * No all'aumento obbligatorio dell'età di permanenza al lavoro.
    * No a qualunque forma di disincentivo.
    * Seri incentivi per chi sceglie di restare in attività dopo aver raggiunto l'età per andare in pensione.
    * Riduzione di almeno due anni dell'età di accesso alla pensione con il sistema contributivo per: operai, turnisti (sia dei settori pubblici che privati) e chi svolge un lavoro stressante.
    * Flessibilità prevista dalla Dini a partire da 57 anni di età.

    Per quanto riguarda la rendita pensionistica:

    * Siamo contrari alla riduzione dei coefficienti con conseguente taglio delle pensioni future.
    * Una pensione pubblica che con il sistema contributivo porti ad un tasso di sostituzione della retribuzione tra il 65% e il 70%.
    * Una pensione di soglia minima di circa 600 euro rivalutabili per chi al compimento dell'età pensionabile ha almeno 15 anni di contributi e un rendimento minimo per gli anni successivi.
    * Per gli immigrati che decidono di tornare nel paese di origine: la stipula di accordi con gli stati di provenienza o forme di liquidazione del capitale versato.

    Per quanto riguarda i lavoratori espulsi anzitempo dalle imprese:

    * Un piano sociale per la ricollocazione con percorsi formativi e forti incentivi alle imprese che assumono, favorendo la mobilità da posto a posto fino al raggiungimento dell'età pensionabile.

    Per chi è in pensione ma non vuole restare inattivo:

    * Forme sperimentali di attività in campo sociale anche attraverso un servizio sociale volontario per gli anziani.
    Myrddin

  8. #8
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    Sulle pensioni prima di ogni riforma è necessario fare la Padania.
    Non si può avere metà paese con una impostazione fiscale contributiva da sud meditteraneo e impostare un sistema pensionistico europeo.

    Uno stato con la libertà di furto da parte di bande di predoni in libertà ( leggi partiti) non può garantire alcunché.

    Le varie proposte servono solamente a garantire la visibilità a chi importa nulla dei cittadini.

  9. #9
    naufrago
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    Nessuna riforma seria sarà mai concepibile in un paese dove a pagare sono sempre i soliti pirla. Togli l'itaglia ai popoli padanoalpini (che guardacaso non hanno problemi di deficit in campo pensionistico -ma neppure in altri) ed avrai risolto il 99% dei loro problemi.

  10. #10
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    Il problema delle pensioni è che le pagano quelli che lavorano oggi. Chi doveva amministrare bene i contributi versati dai lavoratori che oggi sono in pensione, ha in realtà sperperato a destra e a manca.

    Per uscire dalla crisi è necessario allargare la base contributiva di oggi, e per farlo esiste solo un modo: bisogna OBBLIGARE chi lavora in nero a versare i contributi, oppure semplicemente lasciare senza pensione lui e il suo eventuale datore di lavoro.

 

 
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