DROGA: Perplessità su test a lavoratori


DROGA: PIOBBICHI (PRC), PERPLESSITÀ SU TEST A LAVORATORI

La norma sui test antidroga ad alcune categorie di lavoratori, su cui ieri si è registrata un'intesa tra le Regioni e il Ministero della salute, solleva perplessità «nel metodo e nel merito» nel Prc, il partito del ministro Paolo Ferrero al quale spetta il coordinamento in materia di droga. Innanzitutto, precisa il responsabile droga del partito Francesco Piobbichi, «a quanto è dato sapere fino ad ora non si è avuto un confronto reale con i rappresentanti sindacali, e per come si legge sulla stampa il principio, così com'è, potrebbe trasferire la responsabilità dell'incidente ai lavoratori, senza indagare altri fattori che chiamano in causa il datore di lavoro, numero ore lavorate, doppi turni ecc.». «Non è dato sapere inoltre - continua - a quali tipi di sostanze ci si riferirà rispetto ai test, perchè ad esempio le sostanze che possono provocare effetti psicotropi sono anche gli psicofarmaci e l'alcol». «È sbagliato, inoltre - aggiunge Piobbichi - parlare di verifica dello stato di tossicodipendenza, mentre quello che occorre indagare è se il lavoratore è idoneo o non idoneo mentre svolge le sue funzioni, e per questo ci vogliono controlli appropriati, in quanto molte sostanze lasciano tracce nel sangue anche giorni dopo che i loro effetti sono terminati». «La stessa cosa - conclude - vale per la lista dei lavori. È estremamente discrezionale la lista di quali lavori inserire nei controlli: in base a quale criterio infatti un tassista deve essere sottoposto ai test e un chirurgo no?»