"Grave illegittimità dell'operato del presidente del Consiglio"
Il conflitto sui documenti relativi alle "extraordinary renditions"
Abu Omar, il gip fa ricorso alla Consulta
"Il segreto di stato manca di motivazioni"
La contromossa dopo il ricorso dell'esecutivo per presunta
violazione del segreto di stato della magistratura milanese
Abu Omar
ROMA - Il segreto di Stato posto dal governo sulla vicenda Abu Omar rappresenta una "illegittima compressione" dei poteri dell'autorità giudiziaria perché difetta di una "motivazione concreta" che per legge doveva essere resa nota al Comitato parlamentare di controllo sui servizi di informazione e sicurezza (Copaco); invece, non risulta che tale comunicazione ci sia stata, perciò "è evidente la grave illegittimità dell'operato del presidente del Consiglio".
E' questo uno dei passaggi principali del conflitto alla Corte Costituzionale presentato dall'ufficio del gip contro il governo Prodi in merito al sequestro dell'ex imam di Milano, avvenuto il 17 febbraio 2003 nel capoluogo lombardo. Il gip chiede l'annullamento dei documenti con cui l'esecutivo ha comunicato l'esistenza del segreto di Stato sulle 'extraordinary rendition' e sulla vicenda Abu Omar.
Si tratta di una contro-mossa che fa seguito al ricorso del governo alla Consulta, lo scorso marzo, per presunta violazione del segreto di Stato da parte della magistratura milanese durante l'inchiesta sul rapimento dell'ex imam di Milano. L'ammissibilità del controricorso del gip sarà decisa dalla Corte Costituzionale il prossimo 26 settembre, assieme al conflitto presentato dalla procura.
A differenza del ricorso della procura di Milano che puntava sull'illegittimità del segreto di stato posto su fatti eversivi dell'ordine costituzionale quali sarebbero le 'extraordinary renditions', il conflitto sollevato dal gip fa leva anche su altre argomentazioni: innanzitutto - scrive l'avvocato costituzionalista Federico Sorrentino - lo "sbarramento" all'autorità giudiziaria che deriva dal segreto di Stato è "un'ipotesi eccezionale, la cui legittimità deve fondarsi su presupposti e sul rigoroso accertamento della loro sussistenza in concreto da parte del Presidente del Consiglio, il quale deve pronunciarsi con atto motivato e soggetto al controllo del Copaco".
Nel ricorso alla Consulta il gip non manca poi di sottolineare la "sottile ambiguità" delle espressioni utilizzate dal premier Prodi nella lettera del 26 luglio 2006, e alla "evidente contraddittorietà" delle comunicazioni alla magistratura sull'esistenza o meno del segreto di Stato nella vicenda Abu Omar. Contraddittorietà che - si legge nel ricorso - "non è affatto conforme a quei principi di correttezza e lealtà ai quali dovrebbero, invece, ispirarsi i rapporti tra governo e autorità giudiziaria".
Nel frattempo, il processo che vede imputati per il rapimento di Abu Omar 33 persone, tra cui l'ex direttore del Sismi e 26 agenti Cia, è stato sospeso fino al 24 ottobre, quando si spera che la Consulta abbia deciso sul conflitto.
Quello sollevato dal governo è stato dichiarato ammissibile dalla Corte Costituzionale, ma al momento non è stata ancora fissata la data dell'udienza di merito che, presumibilmente, si terrà entro la fine dell'anno e, comunque, dopo il giudizio di ammissibilità dei controricorsi presentati da pm e gip di Milano.
(1 luglio 2007) Torna su




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