Burlando-Biasotti, testa a testa
ma il vento spinge il centrosinistra
L'indagine svolta da Ipr Marketing per Repubblica intervistando mille cittadini liguri tra martedì 2 e giovedì 4 marzo. Il presidente della Regine è avanti ma di due soli punti. Qualche indicazione più netta arriva, invece, dall´intenzione di voto ai singoli partiti. All'interno dei due schieramenti Pd e Italia dei Valori aumentano mentre il Popolo della Libertà cala a favore della Lega
di Raffaele Niri
Vince Claudio Burlando. Ma solo di due, striminziti punti. E vince il centrosinistra sul centrodestra, ma in questo caso la distanza è ancora inferiore: un solo, esile, asfittico punticino. Nel trend dell'ultimo mese - e forse, questo, è l´unico dato a contare davvero - il centrosinistra ligure è in crescita, il centrodestra in calo: all´interno dei due schieramenti Pd e Di Pietro aumentano, mentre il Popolo della Libertà cala a favore della Lega Nord. Martedì, mercoledì e giovedì di questa settimana la IPR Marketing di Antonio Noto ha intervistato ben mille cittadini liguri per conto dell´edizione genovese di Repubblica: è non solo freschissimo - i politici, in questi giorni, si stanno accapigliando su alcune analisi che girano in città, tutte datate tra la seconda e la terza settimana di febbraio - ma anche particolarmente approfondito.
Il presidente della Regione è avanti, ma di pochissimo. Evidentemente non riesce a patrimonializzare i giudizi a favore del suo operato, che sono nettamente più favorevoli: la sfida della notorietà finisce 94 a 89 per Burlando, 51 intervistati su cento hanno molta o abbastanza fiducia nel presidente della Regione (mentre Biasotti si ferma a 43, otto punti sotto), giudica "molto o abbastanza positivamente" l´operato di Burlando il 49 per cento (e anche qui i punti di differenza con Biasotti, che si ferma a 41, sono otto). Ma quando si arriva alle intenzioni di voto lo scarto si affievolisce, fino a farsi minimo: appunto 51 a 49 e, come spiegano all´IPR Marketing (vedi commento, in questa stessa pagina, del direttore dell´Istituto), si tratta di un margine talmente esiguo da lasciare assolutamente aperta la partita fino al momento della chiusura delle urne.
Qualche indicazione più netta arriva, invece, dall´intenzione di voto ai singoli partiti. In particolare la IPR ha messo a confronto le sue precedenti statistiche liguri (l´ultimo sondaggio era stato commissionato, appena tre settimane fa, dal Pd nazionale) con i risultati raccolti questa settimana. Risultato: i politici del centrosinistra possono essere (moderatamente) ottimisti, il vento soffia a loro favore e, in particolare, aiuta le formazioni maggiori (quindi Partito Democratico ora accreditato del 27 per cento e Italia dei Valori con l´8) a danno delle minori (alla lista civica di Burlando andrebbe il 4,5, ai Verdi appena mezzo punto, al cartello comunista di Rifondazione più Comunisti italiani il due per cento secco). A sorpresa, in questo schieramento, Sinistra Ecologia e Libertà, la lista di Nichi Vendola, supererebbe il cartello comunista e - se fossero confermati questi dati - entrambi gli schieramenti supererebbero il limite per portare un consigliere in Regione. Non ce la farebbero, invece, Verdi e Lista pensionati Bertone.
Stabile (sia sulle Europee che rispetto al trend dell´ultimo mese) l´Udc di Rosario Monteleone mentre sommando ai voti del Pd quelli della lista Burlando arriveremmo a 31,5 per cento, cioè due punti sopra al risultato Pd delle Europee. Ottimo - con l´8 per cento - il risultato dipietrista: mezzo punto sotto le ultime Europee, ma il sestuplo delle scorse regionali. Sul fronte opposto, anche in Liguria si conferma la sistematica erosione dei voti del Pdl a favore della Lega: nettamente buono il risultato della lista Biasotti (anche se, nell´ultimo mese, è in forte calo, dice il sondaggio Ipr) ma, per la prima volta, il risultato leghista ligure sarebbe a due cifre (ora è a 11, ma secondo IPR è ulteriormente in crescita nell´ultimo mese).
Per le liste minori, bassissimi i risultati della Destra e di Gente d´Italia (mezzo punto ciascuno) e della lista dei pensionati del centrodestra (un punto, più o meno come quella dei pensionati di centrosinistra). Fuori gioco il Nuovo Psi e il Centro (per irregolarità nelle firme raccolte), l´intero centrodestra viaggia attorno al 49,5 per cento, appunto uno per cento in meno rispetto al centrosinistra. Ancora da riposizionare è il voto radicale (che, almeno in teoria, dovrebbe premiare più Burlando che Biasotti): troppo fresca l´esclusione della lista Pannella-Bonino dalle schede liguri per poter sondare l´orientamento degli elettori.
(06 marzo 2010)
http://genova.repubblica.it/dettagli...9955?ref=rephp
Vendola stacca Palese di 4 punti
Poli Bortone sfiora il tetto del 12
A tre settimane dall'apertura dei seggi, il sondaggio Ipr marketing per Repubblica rivela il dominio senza se e senza ma del governatore rosso. Vendola, attestato al 46 per cento, vanta un distacco di quattro punti su quello che era e resta l'avversario più temibile: il competitore del Pdl Rocco Palese
di Lello Parise
Più della metà dei pugliesi vota perché Nichi Vendola ritorni ad essere il presidente della Regione. Nonostante i partiti. Sì, insomma, come direbbe Totò lo voterebbe a prescindere. Così come più della metà dei pugliesi, un´altra volta, prevede che la battaglia amministrativa di fine marzo la vincerà il rivoluzionario gentile. E, questo, indipendentemente da come la pensano gli elettori e dalla scheda che depositeranno nelle urne.
Quando mancano tre settimane all´apertura dei seggi, il sondaggio Ipr marketing per Repubblica rivela il dominio senza se e senza ma del governatore rosso. Vendola, attestato al 46 per cento, vanta un distacco di quattro punti su quello che era e resta l´avversario più temibile: il competitore del Pdl Rocco Palese. Nei confronti del classico terzo incomodo che veste di panni di Adriana Poli Bortone (Udc-Io Sud), il distacco s´impenna fino al 34 per cento. Non c´è partita, infine, con il quarto e ultimo antagonista: Michele Rizzi, per Alternativa comunista, ha un consenso grande quanto un prefisso telefonico, lo 0,1 per cento.
Vendola appare decisamente più forte della coalizione di centrosinistra: il leader di Sinistra, ecologia e libertà ha un gradimento pari al 54,2 per cento; la "gioiosa macchina da guerra", invece, non va oltre il 46 per cento. E´ la stessa tendenza che registra la Poli Bortone con il 14,1 per cento, mentre casiniani e Io Sud non raggiungono il 12 per cento. Ad essere disastrosa è la performance di Palese, tirato dai partiti di centrodestra che mettono insieme il 42 per cento; lu Rocco, piuttosto, personalmente si limita a sfiorare il 31 per cento.
E´ l´unico dei quattro candidati, Palese, ad essere al traino delle forze politiche che lo sponsorizzano. Per gli altri tre accade esattamente il contrario. Anche il comunista Rizzi con lo 0,8 per cento, è più popolare del movimento che caldeggia la nomination di questo operatore di un call center e che non supera lo 0,1 per cento.
Il pronostico che taglia la testa al toro e che fa salire Vendola sugli scudi, è questo: il 55 per cento di chi abita da queste parti e che non necessariamente lo ama, si ritrova ad immaginare il giornalista-poeta acquartierato per la seconda volta consecutiva nel palazzo di lungomare Nazario Sauro. Ma il dato singolare e molto particolare è che ad essere sicuri del Nichi bis sono il 32 per cento di chi tifa per Palese e il 30 per cento dei seguaci della Poli Bortone. Per capirci, e sottolineare la differenza, dall´altra parte della barricata solo il 4 per cento dei progressisti scommette sul successo di Palese.
Vendola sembra dunque il valore aggiunto del centrosinistra. Con buona pace di quanti non volevano farlo scendere in pista. A dimostrarlo ci sarebbe la prestazione di Sel, che salirebbe all´8 per cento: alle europee dell´anno scorso, la neonata Sinistra, ecologia e libertà era al 6,9. Quanto al Partito democratico, conquisterebbe il 24 per cento: due punti in meno se si dà un´occhiata alle regionali del 2005, due in più qualora la consultazione di riferimento è quella del 2009 per l´Ue. Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto pure per l´Italia dei valori. La pattuglia dipietrista sarebbe al 5 per cento: tre punti raggranellati in questi cinque anni o quattro persi nel giro degli ultimi dodici mesi?
Nell´arcipelago dei conservatori la gara del Popolo della libertà è più che dignitosa: con il 33 per cento, i berlusconi rappresenterebbero il primo partito del tacco d´Italia, ma dopo le europee sono sotto di dieci punti percentuali, ancorché ne racimolerebbero tre rispetto a un lustro fa. A crollare è la lista che fa capo al ministro Fitto: Puglia prima di tutto aveva il 9,1 per cento e scivolerebbe al 4,5.
Sono lusinghiere, infine, le cifre che riguardano Udc e Io Sud: i Casini boys hanno il 9 per cento (cinque anni fa avevano il 7,8); l´esordio su scala regionale dei "sudisti" della Poli Bortone, con il 4,3 per cento suona poi addirittura esaltante. Per chi ci crede.
(06 marzo 2010)
http://bari.repubblica.it/dettaglio/...del-12/1879921




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