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Originariamente Scritto da
Murray
Mi pare giusto! Visto che c'è una legge che impone come si può concepire non sarebbe male averne una che impone come morireMa non vi vergognate?
Il testamento biologico (detto anche: testamento di vita, dichiarazione anticipata di trattamento) è l'espressione della volontà da parte di una persona (testatore), fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non indende accettare nell'eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte (consenso informato) per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione.
Le parti in rosso evidenziano che parli a vanvera.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
MrBojangles
Le certezze sono per chi ha "fede".
Io, non avendola, tenderei a fidarmi della "scienza".
Ma, l'occhio (e il cuore?) vede cose DIVERSE dalle "certezze" della scienza.
Per il resto (e come sempre, d'altronde) NON hai risposto alla domanda "quid".
Ti rifugi nel "consigliare" affetto ha chi GIA' ce l'ha: nel "consigliare" vicinanza a chi è GIA' vicino, etc.
E vai giù di "certezze" con il "NON certo" per le sofferenze.
Torno a chiederti: le hai MAI viste; hai MAI provato quello che si prova a VEDERLE?
O ne (stra)parli per "sentito dire"?
Sì, l'ho visto, con mia nonna. Nei recessi più reconditi del mio cervello desideravo che tutto finisse, ma i medici dicevano che non soffriva, era incosciente, come un neonato, che quindi tuttavia percepiva se c'era qualcuno vicino. Quindi l'unica era stare vicino, dare ossigeno, e aspettare che si spegnesse, come è stato. E' quello che si fa in milioni di casi. si può applicare al cancro come appunto all'alzheimer, sempre più frequente.
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Egr. Mr Bo,
finchè nella società (o forse meglio dire nelle concezioni della casta al potere) prevarrà il concetto per il quale la vita è un dono (di dio) e quindi NON appartiene all'uomo bensì a chi gliel'ha donata ogni tipo di ragionamento, di opnione, anche il più civile e ponderato (il tuo) è, perdonami assolutamente inutile.
puoi parlare di ipocrisie (a ragione) , di dignità o di quello che vuoi. ma è assolutamente inutile. ti scontri sempre col dogma: la tua vita (o quella dei tuoi cari qualora questi non siano in grado di decidere) NON ti appartiene ne lo sarà mai. è di dio. e questi ahinoi ha delegato una organizzazione (la chiesa) a gestirla in suo nome.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
durrutibus
Egr. Mr Bo,
finchè nella società (o forse meglio dire nelle concezioni della casta al potere) prevarrà il concetto per il quale la vita è un dono (di dio) e quindi NON appartiene all'uomo bensì a chi gliel'ha donata ogni tipo di ragionamento, di opnione, anche il più civile e ponderato (il tuo) è, perdonami assolutamente inutile.
puoi parlare di ipocrisie (a ragione) , di dignità o di quello che vuoi. ma è assolutamente inutile. ti scontri sempre col dogma: la tua vita (o quella dei tuoi cari qualora questi non siano in grado di decidere) NON ti appartiene ne lo sarà mai. è di dio. e questi ahinoi ha delegato una organizzazione (la chiesa) a gestirla in suo nome.
Caro amico D.Bus,
hai perfettamente ragione, ahimè.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
iannis
Sì, l'ho visto, con mia nonna. Nei recessi più reconditi del mio cervello desideravo che tutto finisse, ma i medici dicevano che non soffriva, era incosciente, come un neonato, che quindi tuttavia percepiva se c'era qualcuno vicino. Quindi l'unica era stare vicino, dare ossigeno, e aspettare che si spegnesse, come è stato. E' quello che si fa in milioni di casi. si può applicare al cancro come appunto all'alzheimer, sempre più frequente.
Ah!
Dunque: secondo te il (comunque) DRAMMA dell'alzheimer e un cancro TERMINALE (e devastante) in un quarantenne sono "uguali".
Complimenti.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
durrutibus
Egr. Mr Bo,
finchè nella società (o forse meglio dire nelle concezioni della casta al potere) prevarrà il concetto per il quale la vita è un dono (di dio) e quindi NON appartiene all'uomo bensì a chi gliel'ha donata ogni tipo di ragionamento, di opnione, anche il più civile e ponderato (il tuo) è, perdonami assolutamente inutile.
puoi parlare di ipocrisie (a ragione) , di dignità o di quello che vuoi. ma è assolutamente inutile. ti scontri sempre col dogma: la tua vita (o quella dei tuoi cari qualora questi non siano in grado di decidere) NON ti appartiene ne lo sarà mai. è di dio. e questi ahinoi ha delegato una organizzazione (la chiesa) a gestirla in suo nome.
quoto... purtroppo :i
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Per quanto riguarda la dolce morte noi siamo più umani con i nostri animali domestici rispetto a quanto lo siamo con le persone.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
medsim
Per quanto riguarda la dolce morte noi siamo più umani con i nostri animali domestici rispetto a quanto lo siamo con le persone.
anche questo purtroppo è vero.
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Secondo me questa discussione si presta a interpretazioni fuorvianti.
Anche in Italia, come in tutti i paesi del mondo, è il medico che nel suo insindacabile giudizio per scienza e coscienza stabilisce le terapie da somministrare al malato terminale.
In scienza e coscienza è il medico che determina se, quanto e come protrarre la vita del malato terminale, ben potendo anticipare o ritardare il momento fatale proprio in considerazione dello stato della malattia e della dignità umana.
Questo è quello che succede nella quotidianità di ogni ospedale.
L'eutanasia è altro argomento, altra questione.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
medsim
Per quanto riguarda la dolce morte noi siamo più umani con i nostri animali domestici rispetto a quanto lo siamo con le persone.
Già.
Dipenderà "forse" dal fatto che ci è stato "insegnato" che le "bestie" non hanno un'anima?
Te l'hai mai vista com'è FATTA un'anima?
Meglio: chi è la VERA "bestia"?