Nonostante tutti i sarcasmi sul giovane già vecchio, sul nuovo che nuovo non è, è evidente che a dx abbiano una fifa matta di Veltroni. Eccome se ce l' hanno. Basta leggere il Giornale di domenica e lunedi, zeppo di articoli contro il sindaco di Roma, per sincerarsene. Nell’ edizione domenicale si comincia già dalla prima pagina, con la vignetta di Forattini. Seguono poi, sempre in prima, gli articoli di Del Debbio e quello di quel vecchio rottame craxiano a nome Guzzanti, grondante scherno e derisione. Ad iniziare dall' appellativo col quale si rivolge a Veltroni, professandosi suo amico: Vàrtere. Nelle pagine interne, poi, troviamo la rubrica "Veltroneide", giunta alla sua quinta puntata sui problemi di Roma (si parla di buche stradali), e il rimando al sondaggio di Repubblica, secondo il quale l' appeal elettorale di Veltroni verrebbe vanificato dalla debolezza della sua coalizione.Nel numero di lunedì, invece, due occhielli in prima pagina rimandano agli articoli nelle pagine interne. Il primo è un’ intervista al senatore della sx Salvi, titolo “Walter è fuori tempo massimo”, mentre il titolo del secondo è tutto un programma “Il filosofo della chiacchiera”. Entrambi gli articoli proseguono all’ interno, occupando interamente le pagg. 6 e 7.

E' evidente il tentativo di esorcizzare la paura che incute la candidatura di uno come Veltroni, a Roma notoriamente votato anche da parecchi cittadini di cdx. Tanto da esser riconfermato col 61,4% dei voti (nel 2001 aveva vinto col 53%). E quindi sparano ad alzo zero contro di lui. In quest’ operazione tutto fa brodo: dalle buche ai sarcasmi sulla passione per il cinema di Veltroni, dai campi rom all’ irrisione del “buonismo” del candidato segretario del PD.

Piccola digressione. Il termine “buonista” Veltroni se lo meritò, poiché è un merito, dopo la vittoria elettorale dell’ Ulivo nel 1996, allorquando propose di assegnare, da vero democratico e liberale qual’ è, la presidenza del Senato all’ opposizione. Contrariamente a quanto aveva fatto il Polo, che due anni prima si era preso le presidenze di entrambe le camere con la scusa che col maggioritario chi vince piglia tutto. Perché "cosi fanno in America", secondo quanto disse Giuliano Ferrara, inventore dello spoils system nostrano. La proposta di Veltroni non andò in porto solo perché il Polo non riusci a mettersi d’ accordo su chi eleggere tra Fisichella, appoggiato da AN, e Scognamiglio, sponsorizzato da F.I. Cosi a Palazzo Madama fini Nicola Mancino. Da quel giorno a dx si ironizza su Veltroni buonista, intendendo fessacchiotto, perché voleva dare una camera all' opposizione. Anziché arraffare tutto come avevano fatto loro.

C’ è da giurare che i tentativi di delegittimazione dei rottweiler del Giornale contro Veltroni, continueranno per lungo tempo ancora. E il peggio, ciò in cui sono maestri, deve ancora venire. Scaveranno nella sua vita privata alla ricerca di qualche particolare scandalistico, ansiosi di guadagnarsi l’ osso del padrone. Del resto è una tattica che i cani da guardia di Silvio hanno seguito già in precedenza, contro chiunque osasse sfidare il loro padrone, da Rutelli a Prodi. Ma sbatteranno del muso un’ altra volta.

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