ANCORA SULL'ESPULSIONE DELL'IMAM
Torino, Porta Palazzo: la destra specula solo sui problemi del quartiere, la
sinistra...soprassediamo.
In seguito alle espulsioni lampo dei due imam di una moschea del quartiere Porta Palazzo in Torino, avvenute una nel 2005, l'altra, platealmente e con la complicità del programma condotto da Santoro, pochi mesi fa, Rinascita aveva sostenuto che molte cose non fossero chiare, a cominciare dalla speculazione politica di chi si fregava le mani pubblicamente, come se i tanti problemi del quartiere fossero stati di colpo risolti.
Abbiamo realizzato un’intervista ad un abitante musulmano di Porta Palazzo, il Sig. Amhed Q., di nazionalità marocchina, a Torino da molti anni ed esercente di un ristorante, a diretto contatto quindi con la popolazione, italiana e straniera, del quartiere. Molte nostre congetture sul ruolo dei politici nella vicenda si sono rivelate corrette, così come sembra fondata la pista delle faide interne alle associazioni islamiche della città.
Lei da quanti anni è in Italia?
Dal 1990, diciassette anni circa.
Che lavoro fa?
Sono ristoratore.
Come sono i rapporti generali tra Voi e gli Italiani del quartiere?
Molto buoni, non c'è mai stato nessun problema, ciò che dicono alcuni politici sui rapporti tra noi e gli Italiani
del quartiere sono falsità. Quei politici non conoscono i reali problemi del quartiere.
Lei è di religione musulmana?
Sì.
Frequenta la moschea nella quale svolgevano la loro funzione i due imam espulsi?
No, ne frequento un'altra. Conosco comunque alcune persone che la frequentano.
Nel quartiere che percentuale degli stranieri che provengono da paesi di religione musulmana
frequenta con continuità la moschea?
Circa il 2% sono osservanti rigorosi e molto istruiti, il 80% è credente e prega, come me, il 5% sono manipolati dalle varie associazioni religiose, mentre il restante 13% non sono religiosi, sono solo dei delinquenti.
La seconda espulsione di un imam di quella moschea a meno di due anni di distanza dalla prima
come è stata presa dai fedeli?
Tutto è stato promosso da giornalisti che sostengono una parte politica che parla sempre di integrazione, voglio dire, questa volta Borghezio non centra.
Infatti. É stata presa male. Comunque tutti si sono resi conto che si è trattato di propaganda. L'imam si è difeso dicendo che lui non ha interessi politici. Agli occhi della gente non era certo un fanatico.
E in generale dalla gente del quartiere, italiani e non, come è stata presa? Hanno creduto ai media.
Ma in generale sono poco interessati a quanto è avvenuto.
Lei conosceva l’imam espulso (il secondo)?
L'ho ascoltato una volta, in occasione di una ricorrenza religiosa, in una cerimonia.
Le risulta che abbia mai lanciato grida di guerra santa o fomentato gli attentati?
No, mai. Quell'imam era molto preparato intellettualmente, evidentemente ha fatto un discorso generale, senza alludere alla politica. Penso che sia una vittima, e che abbia pagato. Ma c'era anche chi non aspettava
altro per farlo fuori, e non mi riferisco solo ai giornalisti ed ai loro scopi politici, ma anche alle associazioni musulmane in lotta tra loro.
Questo avvalora quanto scritto dai giornali in quei giorni. Che opinione si è fatto della vicenda di Anno Zero e di come la stampa ci abbia ricamato sopra, anche alla luce del fatto che, come detto, si tratta della stampa vicina al centro sinistra che parla di integrazione. Ci siamo capiti. Ho un mimino di preparazione politica tale da rendermi conto di fenomeni come questi.
Quali sono secondo Lei i problemi reali di Porta Palazzo? La sicurezza. Penso che il problema sia la sicurezza e anche tanti musulmani la pensano come me, anche perchè non vorremmo essere equiparati a chi delinque, come puntualmente avviene. Il livello della delinquenza è insopportabile. Certo qualcosa è stato fatto concretamente, ci sono state delle espulsioni. Me è ancora troppo poco. Qui occorrerebbe aumentare i controlli dopo le 19,00. Per esempio al negozio di alimentari qui a fianco si vendono alcolici e di fatto i delinquenti lo hanno trasformato in un bar, bivaccando lì davanti ubriachi. Spesso fanno a bottigliate e nessuno può passare indenne dal marciapiede. Dovrebbero quanto meno impedirgli di stare tutti assieme lì
davanti a bere. Delle volte sono costretto pure a chiudere prima. E qualcosa in quel senso si potrebbe fare.
Le radici della delinquenza a Porta Palazzo sono quelle, ma solo chi ci vive se ne rende conto. La religione
non centra.




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