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  1. #301
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    Citazione Originariamente Scritto da Luca Visualizza Messaggio
    Vittore I, papa, santo, Africano, 189-199. Fu sepolto vicino alla tomba di S. Pietro Apostolo. Alcune sue reliquie sono all’altare maggiore dei Ss. Silvestro e Martino ai Monti.
    M. R.: 28 luglio - A Roma la passione di san Vittore primo, Papa e Martire.

    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]
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  2. #302
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    Citazione Originariamente Scritto da guelfo nero Visualizza Messaggio
    Marta è la sorella di Maria e di Lazzaro di Betania, un villaggio a circa tre chilometri da Gerusalemme. Nella loro casa ospitale Gesù amava sostare durante la predicazione in Giudea. In occasione di una di queste visite compare per la prima volta Marta. Il Vangelo ce la presenta come la donna di casa, sollecita e indaffarata per accogliere degnamente il gradito e regale ospite, mentre la sorella Maria preferisce starsene quieta in ascolto delle parole del Maestro. Non ci stupisce quindi il rimprovero che Marta muove a Maria: "Signore, non t'importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti".
    L'amabile risposta di Gesù può suonare come rimprovero alla fattiva massaia: "Marta, Marta, tu t'inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta". Ma rimprovero non è, commenta S. Agostino: "Marta, tu non hai scelto il male; Maria ha però scelto meglio di te".
    In questo atto magisteriale Nostro Signore proclamò la superiorità della vita contemplativa sulla vita attiva, pur nobilissima ed importante.
    Non a caso Santa Marta si santificò anche compiendo questi doveri di stato nel proprio ruolo di donna di casa.
    Un pensiero e una preghiera anche per noi: la vita attiva, l'azione a volte frenetica quotidiana sembra travolgerci, il dovere dell'agire quasi non ci fa fermare mai. Preghiamo per fermarci a contemplare la divina Maestà di Nostro Signore in croce, per piangere le nostre mancanze, per offrire quello che facciamo al Divin Cuore di Gesù.

    SANCTA MARTHA, ORA PRO NOBIS
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  3. #303
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  4. #304
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    Predefinito 29 luglio: Santi Felice II Papa, Simplicio, Faustino e Beatrice, Martiri

    Citazione Originariamente Scritto da guelfo nero Visualizza Messaggio
    Martiri sepolti in una basilica sulla via Portuense, ricordati nelle Sante Messe di oggi.
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  5. #305
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    Abdon e Sennen, santi, martiri del III secolo, i resti sono visibili nell'altare, consacrato il 25 giugno 1948, della confessione di S. Marco Evangelista al Campidoglio. In tale occasione fu costruita una nicchia al di sopra dell'altare dove vennero poste le reliquie di S. Restituto martire, anche esse visibili attraverso una grata marmorea. Le memorie di Abdon e Sennen furono portate in questa basilica da Gregorio IV (827-843), dal cimitero di Ponziano dove era una chiesa a loro intitolata. Nel 1948 è stata ritrovata nell'arca granitica, situata sotto l'altare maggiore della chiesa, unitamente ai resti, la pergamena della ricognizione delle reliquie di Marco papa, Abdon e Sennen, Restituto ed altri, eseguita nel 1474. Un'altra chiesa, a loro dedicata nei pressi del Colosseo, abbattuta all'inizio del XVII secolo, ricordava il luogo dove i corpi furono gettati dopo il martirio.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]

  6. #306
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    Sant'Ignazio nacque a Loyola, nei Paesi Baschi, da una famiglia nobile. Prima giovane seminarista a 14 anni ma poco portato alla milizia clericale, frequentò la corte e partecipò a varie campagne militari durante le guerre franco-ispaniche. Nel 1521, costretto a stare a letto per una ferita ad un gamba riportata per un colpo di cannone nella difesa di Pamplona, trascorse il tempo leggendo una vita di Cristo e le vite dei santi. Queste letture lo animarono e emerse il desiderio di servire e combattere per un Re più potente e più nobile di tutti i re della terra, Nostro Signore Gesù Cristo.
    "Dove si combatte, dove si muore per Gesù Cristo?" soleva ripetere dal suo letto di tormenti.
    Guarito dalla ferita che lo lasciò comunque parzialmente caludicante, iniziò un lungo periodo di pellegrinaggio e fece dono della sua spada alla Santa Vergine. L'itinerario del "pellegrino" - così si definisce Ignazio stesso nel raccontare la sua vita - ebbe come prima tappa il paese di Manresa, vicino Barcellona. Qui ha vissuto un'intensa esperienza spirituale che si è prolungata lungo tutto l'arco della sua vita. Il libro degli Esercizi Spirituali, uno dei capolavori della letteratura spirituale cattolica, è il condensato di questa esperienza del santo.
    Il cammino lo portò a Gerusalemme, dove gli fu proibito di stabilirsi, come avrebbe voluto, per cui dovette tornare in Europa.
    Arrivato a Barcellona, si dedicò agli studi per poter aiutare meglio gli altri.
    A Parigi, dove si era recato per approfondire e concludere la formazione filosofico - teologica, si costituì attorno a lui un gruppetto di una decina di studenti, che Ignazio stesso ha denominato "amici nel Signore". Questi "amici" (tra cui incontriamo San Francesco Saverio, futuro santo e patrono delle Missioni) erano di diverse nazionalità e erano animati dallo stesso ideale cattolico romano.
    Ignazio fu ordinato sacerdote a Venezia nel 1537 e nello stesso anno si recò a Roma.

    Lungo questo ultimo tratto di cammino verso la meta Ignazio ebbe un nuovo incontro forte con il Signore a La Storta, vicino Roma. E proprio a Roma quel gruppetto che si era formato a Parigi ora si mette a disposizione del Papa per essere inviato in missione ovunque: diventa la comunità che fonda la Compagnia di Gesù. Questa venne approvata dal Papa Paolo III nel 1540.
    Ignazio fu eletto primo Generale dei gesuiti. Fino al 1556, anno della sua morte, ha governato i gesuiti componendo le costituzioni dell'Ordine, scrivendo circa 6000 lettere e interessandosi di diverse dimensioni della società: dai governanti alle povere donne di strada, dal difendere e propagare la Fede nello scacchiere nel mondo.
    Ignazio fu in sintonia con il detto: "non farsi costringere dal massimo e tuttavia farsi contenere dal minimo: questo è divino"
    Papa Gregorio XV Ludovisi nel 1622 lo dichiarò infallibilmente santo.

  7. #307
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    Citazione Originariamente Scritto da guelfo nero Visualizza Messaggio
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  8. #308
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    Lightbulb Re: 31 luglio: Sant'Ignazio di Loyola, Confessore, fondatore della Compagnia di Gesú

    31 LUGLIO 2019: SANT’IGNAZIO DI LOYOLA; trentunesimo giorno del MESE dedicato alla devozione al PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO…



    Sant'Ignazio di Loyola - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santignazio-di-loyola/
    «31 luglio, Sant’Ignazio di Loyola, Confessore (Azpeitia, 1491 – Roma, 31 luglio 1556).
    “A Roma il natale di sant’Ignazio, Sacerdote e Confessore, Fondatore della Compagnia di Gesù, uomo illustre per santità e per miracoli, e zelantissimo nel dilatare ovunque la religione cattolica: dal Sommo Pontefice Pio undecimo fu dichiarato Patrono celeste di tutti gli Esercizi spirituali”.


    Anima Christi, sanctifica me.
    Corpus Christi, salva me.
    Sanguis Christi, inebria me.
    Aqua lateris Christi, lava me.
    Passio Christi, conforta me.
    O bone Jesu, exaudi me.
    Intra vulnera tua absconde me.
    Ne permittas me separari a Te.
    Ab hoste maligno defende me.
    In hora mortis meae voca me,
    Et jube me venire ad Te,
    Ut cum Sanctis tuis laudem Te
    In saecula saeculorum.
    Amen.


    Anima di Cristo, santificami,
    Corpo di Cristo, salvami.
    Sangue di Cristo, inebriami,
    acqua del costato di Cristo, lavami.
    Passione di Cristo, fortificami.
    Oh buon Gesù, ascoltami.
    Nelle tue piaghe, nascondimi.
    Non permettere che io sia separato da Te.
    Dal nemico maligno difendimi.
    Nell’ora della mia morte chiamami,
    e comandami di venire a Te,
    Perché con i tuoi Santi ti lodi,
    nei secoli dei secoli. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-3-176x300.jpg
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...gnazio-3-1.jpg










    Esercizi spirituali: turni estivi 2019 - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/esercizi-spirituali/
    «ESERCIZI SPIRITUALI DI SANT’IGNAZIO DI LOYOLA
    SECONDO IL METODO DI PADRE VALLET A VERRUA SAVOIA (TO)

    Cosa serve all’uomo guadagnare il mondo intero… se poi perde l’anima sua? (Parole di Gesù nel Vangelo)
    5 giorni per preparare l’eternità felice… cosa sono in confronto ai 360 giorni che ogni anno dedichiamo a questo mondo di tenebra?…
    TURNO ESTIVO
    Per le donne: da lunedì 19 agosto (ore 12) a sabato 24 agosto 2019.
    Per gli uomini: da lunedì 26 agosto (ore 12) a sabato 31 agosto 2019.
    Gli esercizi sono predicati dai sacerdoti dell’Istituto Mater Boni Consilii.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...1-696x1024.jpg
    Esercizi spirituali: turni estivi 2019 - Sodalitium





    “Programme des exercices spirituels (retraites) de Saint Ignace organisés par l'Institut Mater Boni Consilii.”
    Exercices spirituels de Saint Ignace - Sodalitium
    http://www.sodalitium.eu/exercices-s...-saint-ignace/




    SANTE MESSE CATTOLICHE "NON UNA CUM" CELEBRATE DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") E DA DON FLORIANO IN ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”





    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».






    Uno straordinario romanzo (che consiglio fortissimamente di comprare e leggere, io l’ho riletto più volte, ne ho regalato anche una copia ad un amico sperando che anche lui si converta al Cattolicesimo...) di Gianvito Armenise – cattolico integrale fedele dell’IMBC – che inizia con la preghiera a San Michele Arcangelo alla fine della Santa Messa ed è incentrato sugli insegnamenti di sant’Ignazio di Loyola e sugli "Esercizi Spirituali":


    Gianvito Armenise, Per vincere se stessi, Tabula Fati, Chieti 2016.
    Edizioni Tabula fati - Gianvito Armenise, Per vincere se stessi
    http://www.edizionitabulafati.it/pervinceresestessi.htm

    «Paolo e Giuliano sono amici da tempo. Anzi “camerati” perché frequentano la sezione di un piccolo movimento della destra extra-parlamentare.
    Paolo, però, avverte un senso di inquietudine interiore e, nel frattempo, conosce Antonio con cui finirà per condividere l’esperienza degli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio di Loyola e la critica al Concilio Vaticano II. Paolo deciderà, così, di allontanarsi dalla militanza politica.
    Ma un giorno, in ospedale, Giuliano farà uno strano incontro che gli cambierà la vita.»
    http://www.edizionitabulafati.it/pervinceresestessi.jpg






    http://www.noicattaroweb.it/attualit...-armenise.html
    «“Per vincere se stessi”. Opera prima di Gianvito Armenise.

    Scritto da Giacomo Rizzello
    Alla sua prima esperienza da scrittore, Gianvito Armenise, dottore in Economia e Commercio e nojano di recente adozione, esordisce con il romanzo “Per vincere se stessi”, fortemente autobiografico, avente origine da un turno di esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola effettuati diversi anni or sono. L’idea nasce nel corso di una contemplazione, quando, di ritorno a casa, Armenise butta giù il testo, l’impianto narrativo. Non essendo tuttavia uno scrittore di professione, impiega circa 5 anni per la sua stesura, dibattuto tra l’incombenza dei quotidiani impegni e le difficoltà nel parlare di sé.
    (...) Per effettuare i citati esercizi spirituali, i due non si recano presso un Istituto religioso qualsiasi, ma in un Istituto in provincia di Torino che difende la liturgia cattolica manomessa dal Concilio Vaticano II, la tradizione cattolica, i sacramenti. Proprio negli esercizi spirituali, Paolo inizia ad avere le prime risposte ai numerosi quesiti esistenziali posti invano all’interno di una sezione che si alimenta esclusivamente con le dottrine del fascismo e del neo-fascismo.
    I tre personaggi raccontati nelle pagine del libro, altro non rappresentano che l’autore in tre distinti percorsi della sua vita. Giuliano, capo della sezione, è un bravo e generoso ragazzo con dei limiti di carattere spirituale; Antonio è il responsabile di un piccolo movimento cattolico e si batte tra l’altro contro l’omicidio-aborto. Paolo si colloca tra i due, in mezzo al guado, finendo per allontanarsi dalla militanza politica attiva per avvicinarsi al movimento di Antonio.
    Come riferisce l’autore, si tratta di un libro che non vuole assolutamente costituire un manuale di Teologia, ma un romanzo che lancia degli spunti interessanti sia dal punto di vista della liturgia o della difesa della messa tridentina, che da un punto di vista della visione della società nel suo complesso. Diversi infatti i temi affrontati: dall’omicidio-aborto, al divorzio, al ruolo delle donne all’interno del contesto organico e sociale. Spunti interessanti che meritano sicuramente di essere approfonditi.
    [da La Voce del Paese del 29 Aprile]»







    “31 Luglio - S. Ignazio di Loyola.”
    https://forum.termometropolitico.it/...di-loyola.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-loyola-4.html
    https://forum.termometropolitico.it/...di-loyola.html
    “31 luglio: Sant'Ignazio di Loyola, Confessore, fondatore della Compagnia di Gesú.”
    https://forum.termometropolitico.it/...a-di-gesu.html
    https://forum.termometropolitico.it/...i-gesu-31.html
    https://forum.termometropolitico.it/...onfessore.html
    https://forum.termometropolitico.it/...fessore-5.html





    https://www.preghiereperlafamiglia.i...-di-loyola.htm
    “SANT' IGNAZIO DI LOYOLA Azpeitia, Spagna, c. 1491 - Roma, 31 luglio 1556.

    Il grande protagonista della Riforma cattolica nel XVI secolo, nacque ad Azpeitia, un paese basco, nel 1491. Era avviato alla vita del cavaliere, la conversione avvenne durante una convalescenza, quando si trovò a leggere dei libri cristiani. All'abbazia benedettina di Monserrat fece una confessione generale, si spogliò degli abiti cavallereschi e fece voto di castità perpetua. Nella cittadina di Manresa per più di un anno condusse vita di preghiera e di penitenza; fu qui che vivendo presso il fiume Cardoner decise di fondare una Compagnia di consacrati. Da solo in una grotta prese a scrivere una serie di meditazioni e di norme, che successivamente rielaborate formarono i celebri Esercizi Spirituali. L'attività dei Preti pellegrini, quelli che in seguito saranno i Gesuiti, si sviluppa un po'in tutto il mondo. Il 27 settembre 1540 papa Paolo III approvò la Compagnia di Gesù. Il 31 luglio 1556 Ignazio di Loyola morì. Fu proclamato santo il 12 marzo 1622 da papa Gregorio XV. (Avvenire)”








    Tradidi quod et accepi
    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»





    "SANT'IGNAZIO DI LOYOLA, CONFESSORE.

    Ignazio, di nazione Spagnuolo e nato nel 1491 a Loyola, nella Cantabria, da nobile famiglia, visse prima alla corte del re cattolico, e poi s'arruolò nella milizia. Costretto a letto per una grave ferita riportata nell'assedio di Pamplona, la lettura fortuita di pii libri l'infiammò d'un vivo desiderio di seguire le tracce di Cristo e dei Santi. Recatosi a Monserrato, vi sospese le armi davanti all'altare della beata Vergine, e vegliando la notte, iniziò il tirocinio della santa milizia. Quindi vestito di sacco com'era, avendo dato prima a un mendicante i suoi ricchi abiti, si ritirò a Manresa, dove dimorò un anno, mendicando il pane e l'acqua di cui si nutriva, digiunando tutti i giorni, eccetto le Domeniche, domando la carne con una rude catena e col cilizio, dormendo per terra e flagellandosi fino a sangue, con una disciplina di ferro, ma confortato da Dio con sì meravigliosi lumi, che era solito dire: Quand'anche non esistessero le sacre Scritture, io non sarei meno pronto a morire per la fede per le sole cose che il Signore m'ha rivelato a Manresa. Fu allora che quest'uomo, affatto illetterato, compose quel mirabile libro degli Esercizi che si raccomanda per l'approvazione della Sede apostolica e per il bene che tutti ne ricavano.
    Tuttavia per rendersi più atto a guadagnare le anime, risolvé d'assicurarsi il soccorso delle lettere, e cominciò a studiare la grammatica coi fanciulli. Intanto non trascurando per nulla quanto riguarda l'altrui salvezza, stupisce il vedere quante fatiche ed affronti ebbe a sostenere dappertutto, soffrendo le più dure prove, la prigione e le battiture fin quasi a morirne; ciò però non gli impediva di bramare ancora molto di più per la gloria del Signore. Essendosi uniti a lui nove compagni di diverse nazioni, appartenenti all'università di Parigi, tutti maestri nelle arti e addottorati in teologia, vi gettò a Montmartre i primi fondamenti del suo ordine, che poi stabilì a Roma, aggiungendo ai tre ordinari un quarto voto riguardante le Missioni, e mettendolo sotto la stretta dipendenza della Sede apostolica; e Paolo III prima l'ammise e confermò, e altri Pontefici e il concilio di Trento l'approvarono. Egli poi inviato san Francesco Saverio a predicare il Vangelo nelle Indie e disseminati altri nelle diverse parti del mondo a propagarvi la religione, dichiarò guerra al paganesimo e all'eresia, e con tal successo, che, per sentimento universale, confermato anche da testimonianza pontificia, Dio volle opposto Ignazio e la sua società a Lutero e agli eretici d'allora, come già altri santi uomini in altri tempi.
    Ma innanzi tutto e soprattutto ebbe a cuore il rinnovamento della pietà fra i Cattolici. Lo splendore dei templi, l'insegnamento del catechismo, la frequenza delle sacre riunioni e dei sacramenti devono molto alla sua azione. Egli aprì dappertutto collegi per formare la gioventù nelle lettere e nella pietà: a Roma fondò il collegio Germanico, ricoveri per le donne perdute e le giovani pericolanti, case per i catecumeni e gli orfani di ambo i sessi, e altre opere di pietà attestano il suo zelo infaticabile per guadagnare le anime a Dio. Più d'una volta si udì dire, che se gli fosse dato di scegliere, avrebbe preferito vivere incerto della beatitudine, e intanto lavorare per Iddio e la salvezza del prossimo, piuttosto che morire subito colla sicurezza della gloria del cielo. Esercitò un impero straordinario sui demoni. San Filippo Neri ed altri videro il suo volto tutto raggiante di luce celeste. Infine, a Roma il 31 luglio 1556, a sessantacinque anni di età, se ne andò all'amplesso del suo Signore, la cui maggior gloria aveva avuto sempre in bocca, ed aveva cercato in tutto. Illustre nella Chiesa per i suoi grandi meriti e miracoli, Paolo V lo iscrisse nell'albo dei Beati il 27 luglio 1609 e Gregorio XV in quello dei Santi il 12 marzo 1622. Pio XI lo proclamò patrono degli esercizi spirituali il 25 luglio 1922."

    "Dagli «Atti» raccolti da Ludovico Consalvo dalla bocca di sant'Ignazio.
    (Cap. 1, 5-9; Acta SS. Iulii, 7, 1868, 647)

    Provate gli spiriti se sono da Dio.
    Essendo stato appassionato divoratore di romanzi e d'altri libri fantasiosi sulle imprese mirabolanti di celebri personaggi, quando cominciò a sentirsi in via di guarigione, Ignazio domandò che gliene fossero dati alcuni tanto per ingannare il tempo. Ma nella casa, dove era ricoverato, non si trovò alcun libro di quel genere, per cui gliene furono dati due intitolati «Vita di Cristo» e «Florilegio di santi», ambedue nella lingua materna.
    Si mise a leggerli e rileggerli, e man mano che assimilava il loro contenuto, sentiva nascere in sé un certo interesse ai temi ivi trattati. Ma spesso la sua mente ritornava a tutto quel mondo immaginoso descritto dalle letture precedenti. In questo complesso gioco di sollecitazioni si inserì l'azione di Dio misericordioso.
    Infatti, mentre leggeva la vita di Cristo nostro Signore e dei santi, pensava dentro di sé e così si interrogava: «E se facessi anch'io quello che ha fatto san Francesco; e se imitassi l'esempio di san Domenico?». Queste considerazioni duravano anche abbastanza a lungo avvicendandosi con quelle di carattere mondano. Un tale susseguirsi di stati d'animo lo occupò per molto tempo. Ma tra le prime e le seconde vi era una differenza. Quando pensava alle cose del mondo era preso da grande piacere; poi subito dopo quando, stanco, le abbandonava, si ritrovava triste e inaridito. Invece quando immaginava di dover condividere le austerità che aveva visto mettere in pratica dai santi, allora non solo provava piacere mentre vi pensava, ma la gioia continuava anche dopo.
    Tuttavia egli non avvertiva né dava peso a questa differenza fino a che, aperti un giorno gli occhi della mente, incominciò a riflettere attentamente sulle esperienze interiori che gli causavano tristezza e sulle altre che gli portavano gioia.
    Fu la prima meditazione intorno alle cose spirituali. In seguito, addentratosi ormai negli esercizi spirituali, costatò che proprio da qui aveva cominciato a comprendere quello che insegnò ai suoi sulla diversità degli spiriti."






    https://sardiniatridentina.blogspot....ssore.html?m=1
    «Sant'Ignazio di Loyola Confessore.
    Dal Martirologio Romano: "A Roma il natale di sant'Ignazio, Sacerdote e Confessore, Fondatore della Compagnia di Gesù, uomo illustre per santità e per miracoli, e zelantissimo nel dilatare ovunque la religione cattolica: dal Sommo Pontefice Pio undecimo fu dichiarato Patrono celeste di tutti gli Esercizi spirituali".


    INTROITUS
    Philipp 2:10-11.- In nómine Iesu omne genu fléctitur, coeléstium, terréstrium et infernórum: et omnis lingua confiteátur, quia Dóminus Iesus Christus in glória est Dei Patris ~~ Ps 5:12-13.- Gloriabúntur in te omnes, qui díligunt nomen tuum: quóniam tu benedíces iusto. ~~ Glória ~~ In nómine Iesu omne genu fléctitur, coeléstium, terréstrium et infernórum: et omnis lingua confiteátur, quia Dóminus Iesus Christus in glória est Dei Patris

    Philipp 2:10-11.- Nel nome di Gesù si deve piegare ogni ginocchio in cielo, in terra e nell'inferno, ed ogni lingua deve confessare che il Signore Gesù Cristo è nella gloria di Dio Padre. ~~ Ps 5:12-13.- In te si glorino quanti amano il tuo nome, perché Tu benedici il giusto. ~~ Gloria ~~ Nel nome di Gesù si deve piegare ogni ginocchio in cielo, in terra e nell'inferno, ed ogni lingua deve confessare che il Signore Gesù Cristo è nella gloria di Dio Padre.

    Gloria

    ORATIO
    Orémus.
    Deus, qui ad maiórem tui nóminis glóriam propagándam, novo per beátum Ignátium subsídio militántem Ecclésiam roborásti: concéde; ut, eius auxílio et imitatióne certántes in terris, coronári cum ipso mereámur in coelis. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Preghiamo.
    O Dio, che mediante il beato Ignazio, per la maggior gloria de tuo nome rafforzasti la Chiesa militante con un nuovo presidio; fa' che, col suo aiuto e a sua imitazione, combattendo in terra, meritiamo di essere con lui coronati in cielo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    LECTIO
    Léctio Epístolæ beáti Pauli Apóstoli ad Timótheum.
    2 Tim 2:8-10; 3:10-12
    Caríssime: Memor esto, Dóminum Iesum Christum resurrexísse a mórtuis ex sémine David, secúndum Evangélium meum, in quo labóro usque ad víncula, quasi male óperans: sed verbum Dei non est alligátum. Ideo ómnia sustíneo propter eléctos, ut et ipsi salútem consequántur, quæ est in Christo Iesu, cum glória coelésti. Tu autem assecútus es meam doctrínam, institutiónem, propósitum, fidem, longanimitátem, dilectiónem, patiéntiam, persecutiónes, passiónes: quália mihi facta sunt Antiochíæ, Icónii et Lystris: quales persecutiónes sustínui, et ex ómnibus erípuit me Dóminus. Et omnes, qui pie volunt vívere in Christo Iesu, persecutiónem patiéntur.

    Carissimo: Ricordati che il Signore Gesù Cristo, progenie di Davide, è risuscitato da morte, secondo il mio Vangelo, per il quale io soffro fino ad essere incatenato come un malfattore, ma la parola di Dio non si incatena. Perciò io sopporto ogni cosa per amore degli eletti, affinché essi pure conseguano la salute che è in Cristo Gesù, con la gloria celeste. Ma tu segui bene la "mia dottrina, la mia condotta, i propositi, la fede, la longanimità, l'amore, la pazienza, le persecuzioni, i patimenti, che soffersi ad Antiochia, ad Iconio, a Listri; persecuzioni che ho sostenuto e dalle quali tutte mi ha liberato il Signore. Tutti coloro infatti che vogliono vivere piamente in Gesù Cristo, patiranno persecuzioni.

    GRADUALE
    Ps 91:13; 91:14
    Iustus ut palma florébit: sicut cedrus Líbani multiplicábitur in domo Dómini.
    Ps 91.3
    Ad annuntiándum mane misericórdiam tuam, et veritátem tuam per noctem.

    Il giusto fiorisce come palma; cresce come cedro del Libano nella casa del Signore.
    V. Per celebrare la tua misericordia al mattino, e la tua fedeltà nella notte.

    ALLELUIA
    Allelúia, allelúia
    Iac 1:12
    Beátus vir, qui suffert tentatiónem: quóniam, cum probátus fúerit, accípiet corónam vitæ. Allelúia.

    Alleluia, alleluia.
    Beato l'uomo che supera la prova; perché dopo essere stato provato, avrà la corona di vita. Alleluia.

    EVANGELIUM
    Sequéntia ✠ sancti Evangélii secúndum Lucam.
    Luc 10:1-9
    In illo témpore: Designávit Dóminus et álios septuagínta duos: et misit illos binos ante fáciem suam in omnem civitátem et locum, quo erat ipse ventúrus. Et dicébat illis: Messis quidem multa, operárii autem pauci. Rogáte ergo Dóminum messis, ut mittat operários in messem suam. Ite: ecce, ego mitto vos sicut agnos inter lupos. Nolíte portáre saeculum neque peram neque calceaménta; et néminem per viam salutavéritis. In quamcúmque domum intravéritis, primum dícite: Pax huic dómui: et si ibi fúerit fílius pacis, requiéscet super illum pax vestra: sin autem, ad vos revertétur. In eádem autem domo manéte, edéntes et bibéntes quæ apud illos sunt: dignus est enim operárius mercéde sua. Nolíte transíre de domo in domum. Et in quamcúmque civitátem intravéritis, et suscéperint vos, manducáte quæ apponúntur vobis: et curáte infírmos, qui in illa sunt, et dícite illis: Appropinquávit in vos regnum Dei.

    In quel tempo: Il Signore scelse anche altri settantadue discepoli e li mandò a due a due innanzi a sé in ogni città e luogo dove egli era per andare. E diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai per la sua mietitura. Andate! Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo a lupi. Non portate né borsa, né sacca, né sandali; e per la strada non salutate nessuno. In qualunque casa entrerete, dite prima di tutto: “Pace a questa casa”. E se ci sarà un figlio di pace riposerà su di lui la pace vostra, altrimenti ritornerà a voi. E nella stessa casa restate, mangiando e bevendo di quel che vi dànno; perché l'operaio è degno della sua mercede. Non girate di casa in casa. E in qualunque città entrerete, se vi accolgono, mangiate di quel che vi sarà messo davanti e guarite gli infermi che ci sono, e dite loro: “Sta per venire a voi il Regno di Dio”».

    OFFERTORIUM
    Ps 88:25
    Véritas mea et misericórdia mea cum ipso: et in nómine meo exaltábitur cornu eius

    Con lui staranno la mia fedeltà e il mio amore, e s'innalzerà nel mio Nome la sua forza.

    SECRETA
    Adsint, Dómine Deus, oblatiónibus nostris sancti Ignátii benígna suffrágia: ut sacrosáncta mystéria, in quibus omnis sanctitátis fontem constituísti, nos quoque in veritáte sanctíficet. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Queste oblazioni, o Signore, siano accompagnate dalla benigna intercessione del beato Ignazio, affinché i sacri misteri, che stabilisti fonte di ogni santità, santifichino realmente anche noi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    COMMUNIO
    Luc 12:49
    Ignem veni míttere in terram: et quid volo, nisi ut accendátur?

    Son venuto a portare il fuoco sulla terra, e che altro voglio se non che si accenda?

    POSTCOMMUNIO
    Orémus.
    Laudis hóstia, Dómine, quam pro sancto Ignátio grátias agentes obtúlimus: ad perpétuam nos maiestátis tuæ laudatiónem, eius intercessióne, pérducat. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Preghiamo.

    Questo sacrificio di lode che ti abbiamo offerto, o Signore, in onore di sant'Ignazio, ci porti, per sua intercessione, a lodarti per sempre in cielo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.»







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    “Appunti sulla questione del cosiddetto «papa eretico»”
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    "Complotto contro la Chiesa e la società civile - La Massoneria e l'Alta Vendita Suprema ---> https://youtu.be/Yq80fiJvVAc "

    “Preghiera di San Pietro Canisio per conservare la vera fede”
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    “31 luglio 2019:
    Ignazio da Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, santo, il corpo, proveniente da S. Maria della Strada, custodito in una urna di bronzo dorato, dono di Francesca Giattini, si venera presso l’altare a lui dedicato nella chiesa del SS. Nome di Gesù all’Argentina. Il capo è conservato in sagrestia e si espone il giorno della sua festa. Nato a Loyola nel 1491 morì nel convento annesso alla chiesa del SS. Nome di Gesù il 31 luglio del 1556. Il suo culto pubblico fu promosso dal cardinale Baronio nel 1600, venne beatificato nel 1609 e canonizzato nel 1622.

    M.R.: 31 luglio - A Roma il natale di sant'Ignazio, Sacerdote e Confessore, Fondatore della Compagnia di Gesù, uomo illustre per santità e per miracoli, e zelantissimo nel dilatare ovunque la religione cattolica: dal Sommo Pontefice Pio undecimo fu dichiarato Patrono celeste di tutti gli Esercizi spirituali. [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]”





    “Il 31 luglio la Chiesa rende onore a Sant’Ignazio di Loyola, iniziatore degli Esercizi Spirituali e fondatore della Compagnia di Gesù. Tutti noi, per mille ragioni, siamo grandemente debitori a questo Santo che, tra l’altro, chiamò presto alla milizia cattolica un altro grandissimo Santo: Francesco Saverio.
    PS: i commenti genericamente antigesuitici saranno censurati senza ulteriore avviso.”


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    "L’attualità di S. Ignazio secondo Pio XI
    di Redazione RS il 31 Luglio 2019 a cura di Giuliano Zoroddu.
    Per degnamente ricordare la gigantesca figura di Sant’Ignazio e anche per richiamare i meriti della sua (già) gloriosa Fondazione alla memoria di chi facilmente si dà all’antigesuitismo di fronte allo sfacelo dell’attuale modernistica Compagnia di Gesù, offriamo al Lettore la lettera Meditantibus Nobis scritta dal grande papa Pio XI in occasione del III anniversario della canonizzazione dei Santi Ignazio di Loyola e Francesco Saverio."



    "Al Reverendo Padre Wladimiro Ledóchowski,
    Generale della Compagnia di Gesù.


    Diletto figlio, salute e Apostolica Benedizione.

    Quando, all’inizio del Nostro Sommo Pontificato, Noi meditavamo come avremmo potuto procurare alla Santa Chiesa sia migliori condizioni interne, sia favorevoli sviluppi all’esterno, come richiesto fondamentalmente dal Nostro ufficio, è giunto, con il ricordo di altri Santi, anche quello di Ignazio di Loyola e di Francesco Saverio, dei quali dovrà celebrarsi con grandiosa solennità il terzo centenario della canonizzazione. L’uno, infatti, per disposizione divina, fu dato come aiuto alla Sposa di Cristo la quale stava iniziando un nuovo periodo della propria vita, in cui lotta e contrasto erano sempre presenti; l’altro, nella sua instancabile operosità per la diffusione della luce evangelica, andò adorno di tanti e così rilevanti carismi dello Spirito Santo da sembrare l’erede della virtù e dello zelo che rifulsero nei primi Apostoli.

    Per la verità, la stagione di pericoli nella quale Ignazio accorse in aiuto della Chiesa non è ancora finta, in quanto quasi tutti i mali presenti derivano da quella radice; e se oggi, più che mai, «una porta grande e propizia è aperta» [1] al Vangelo di Gesù Cristo, ciò avviene specialmente nelle regioni dove lavorò Saverio. Pertanto, diletto figlio, se Ci è sembrato opportuno scriverti questa Lettera di elogio del tuo Padre Legislatore e del maggiore dei suoi figli, ciò non avviene soltanto nell’interesse del tuo Ordine, ma per il bene comune. Infatti, è di grande importanza che la Cristianità fiorisca ogni giorno di più per l’insegnamento dell’uno e si diffonda, rinverdendo, per l’impegno dell’altro.

    Certamente è vero che quanti meritano dall’autorità della Chiesa la lode di santità hanno tutti in comune di essere eccellenti in ogni genere di virtù; tuttavia, come «ogni stella differisce da un’altra nello splendore» [2], così i Santi si distinguono con ammirabile varietà l’uno dall’altro per la loro particolare eccellenza o in questa o in quella virtù. Ora, se riguardiamo la vita d’Ignazio, restiamo anzitutto mossi ad ammirazione dalla magnanimità di un uomo che, avido di procurare la maggior gloria di Dio, non pago di impiegare se stesso in tutti gli uffici del sacro ministero e di abbracciare per la salute delle anime ogni genere di beneficenza cristiana, si associò dei compagni pronti ed ardenti come in un drappello di scelta milizia, per dilatare il regno di Dio tra i fedeli e tra i barbari. Ma chi penetri più addentro la vicenda, facilmente scorgerà quale nota distintiva di Ignazio lo spirito insigne di ubbidienza, e come missione a lui particolarmente assegnata da Dio il condurre gli uomini ad esercitare con più amore questa stessa virtù.

    Infatti, chi conosce il tempo in cui visse Ignazio, non ignora che il principale tra tutti i mali onde fu afflitta la Chiesa in quei giorni procellosi, fu il rifiuto di gran parte degli uomini di ubbidire e di sottomettersi a Dio. A capo di tale movimento di ribellione contro il servizio divino furono certo coloro che, assegnando al privato giudizio del singolo la regola della fede divina, ripudiarono superbamente l’autorità della Chiesa cattolica. Ma oltre a questi, troppi erano coloro che, se non per sistema, certo di fatto sembravano avere respinto la sottomissione a Cristo, e vivevano più da pagani che da cristiani; come se col rinascimento delle lettere e delle arti fosse rivissuto lo spirito dell’antico paganesimo. Si può anzi affermare che, se gran parte della società cristiana non fosse stata infetta, come da veleno pestifero, dalla sfrenata licenza di vita e di sentimenti, giammai dal corpo della Chiesa sarebbe scoppiata l’eresia dei Novatori. Pertanto, venuto meno il rispetto delle leggi divine non solo in gran parte del popolo cristiano, ma persino del clero, e mentre allo scoppiare della rivolta promossa dai Novatori si vedevano allontanarsi dal grembo materno della Chiesa non poche regioni, quelle cioè in cui più si era rallentato il sentimento del dovere, dal cuore dei buoni erompeva unanime la preghiera al divino Fondatore della Chiesa perché, memore delle sue promesse, venisse in soccorso alla sua Sposa in circostanze tanto stringenti.

    Ed effettivamente, quando giudicò che i tempi fossero maturi, Egli venne in suo aiuto in modo meraviglioso con la celebrazione del Concilio di Trento. Inoltre, a conforto della Chiesa, suscitò, quali illustri modelli di ogni virtù, un Carlo Borromeo, un Gaetano Thiene, un Antonio Zaccaria, un Filippo Neri, una Teresa di Gesù ed altri personaggi destinati a dimostrare con la loro vita l’indefettibile santità della Chiesa cattolica, e a reprimere l’empietà e la corruttela dei costumi con la voce, con gli scritti, con l’esempio. E veramente grande ed utilissima fu l’opera da essi compiuta. Ma occorreva estirpare dalle più profonde radici l’origine stessa del male; e a quest’opera, appunto, Ignazio parve destinato dalla divina Provvidenza. Egli infatti, dotato dalla natura d’indole mirabilmente disposta sia al comando, sia all’ubbidienza, fin dai primi suoi anni andò rafforzandola con la disciplina militare. Fornito dunque di un animo così temprato per natura e per educazione, non appena illuminato da Dio si sentì chiamato a promuovere la gloria divina e la salute delle anime, con tutta la fiamma del suo cuore ardente si arruolò sotto le bandiere del Re dei cieli. E volendo inaugurare degnamente la sua nuova vita militare, vegliò tutta una notte in armi presso l’altare della Vergine; e poco dopo, ritiratosi nella grotta di Manresa, apprese dalla stessa Madre di Dio l’arte di combattere le battaglie del Signore, e ricevette come dalle mani di Lei quel perfetto codice di leggi (che così in verità possiamo chiamarlo) di cui deve far uso ogni buon soldato di Gesù Cristo. Alludiamo agli Esercizi Spirituali che, secondo la tradizione, furono ispirati dal cielo ad Ignazio. Non che si debbano apprezzare poco altri metodi di esercizi usati da altri, ma in quelli che si compiono secondo il metodo Ignaziano tutto il disegno è così sapientemente combinato, ogni parte è così strettamente connessa con l’altra, che ove non si sia contrari alla grazia divina, rinnovano l’uomo, per così dire, radicalmente e lo rendono del tutto sottomesso al volere divino. Preparatosi così alla vita d’azione, Ignazio si impegnò a formare i compagni che si era prescelto, volendo che riuscissero esemplarmente ubbidienti a Dio e al Vicario di Dio, il Romano Pontefice, e che considerassero l’obbedienza come la nota caratteristica della sua Compagnia. Perciò non solo volle che i suoi si avvezzassero ad alimentare il fervore spirituale specialmente con la pratica degli Esercizi, ma li armò di questo stesso strumento perché se ne servissero in ogni tempo per ricondurre alla Chiesa gli animi che se ne erano allontanati e per sottometterli totalmente al potere di Cristo.

    In realtà, la storia attesta, e gli stessi nemici della Chiesa ammettono, qual benefico sollievo provasse subito il mondo cattolico confortato tramite Ignazio di così opportuno aiuto; né riuscirebbe facile ricordare le imprese di ogni genere compiute per la gloria di Dio dalla Compagnia di Gesù sotto la guida e il magistero di Ignazio. Furono allora visti i suoi compagni instancabili respingere vittoriosamente la ribellione degli eretici; attendere dappertutto alla riforma dei costumi corrotti; restaurare nel Clero la scaduta disciplina; guidare non pochi alle cime della perfezione cristiana; impegnarsi nell’informare a pietà e nell’erudire nelle lettere e nelle scienze la gioventù, nell’intento di preparare una posterità veramente cristiana; e lavorare intanto egregiamente nella conversione degli infedeli per dilatare con nuove conquiste il regno di Gesù Cristo.

    Noi abbiamo volentieri ricordato tali benemerenze non solo perché manifestano la bontà divina verso la Chiesa, ma perché Ci sembrano opportunissime ai tempi tribolati in cui siamo stati innalzati a questa Sede Apostolica. Infatti, se si vuole ricercare la prima origine dei mali da cui è travagliata la nostra società, si vedrà che tutto deriva dalla ribellione che i Novatori scatenarono contro l’autorità divina della Chiesa; ribellione che, ingigantita nel secolo XVIII nella grande Rivoluzione, quando con tanta arroganza si promulgarono i diritti dell’uomo, ora è spinta alle estreme conseguenze. Ond’è che vediamo esaltata fuor di misura la dignità della ragione umana; disprezzato e ripudiato quanto sembri superare le forze e l’intelligenza dell’uomo e non sia compreso nei limiti della natura; per nulla considerati e dai privati e dai pubblici poteri gli stessi sacrosanti diritti di Dio. Pertanto, eliminato Dio, principio e sorgente di ogni autorità, ne consegue naturalmente che più non esista potere umano la cui autorità venga reputata inviolabile. Perciò, disprezzata l’autorità divina della Chiesa, in breve parvero vacillare e rovinare i fondamenti del potere civile, perché, prevalendo sempre più la pazza audacia della cupidigia, si incominciarono impunemente a pervertire le leggi dell’umano consorzio.

    Orbene, nessun rimedio efficace, del quale tutti i buoni sentono la necessità, si può recare a condizioni tanto disperate, ove non si ristabilisca il rispetto a Dio e l’ubbidienza alla sua volontà. Attraverso le innumerevoli vicissitudini di tempi e di cose rimane sempre inconcusso che il primo e il più grande dovere degli uomini sono l’ossequio e l’ubbidienza al sommo Creatore e Signore di tutte le cose; ogni qualvolta essi si allontanano da tale dovere, occorre subito che si ravvedano, se vogliono reintegrare l’ordine radicalmente perturbato e così andar liberi dalla quantità di mali che li opprimono. Del resto in questo solo punto è contenuta l’essenza della vita cristiana, e lo stesso Apostolo Paolo sembra voler inculcare questo concetto quando mirabilmente compendia in brevi tratti la vita del divino Redentore: «Umiliò se stesso facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce» [3]. «Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti» [4].

    Ora appunto gli Esercizi Spirituali aiutano meravigliosamente tale ritorno all’ubbidienza in quanto, specialmente se fatti secondo il metodo di Sant’Ignazio, inculcano con argomenti inoppugnabili la perfetta ubbidienza alla legge divina, appoggiandola agli eterni princìpi della ragione e della fede. Perciò, desiderosi che la loro pratica si diffonda sempre più, seguendo l’esempio di molti Nostri Predecessori, non solo tornammo a raccomandarli ai fedeli con la Costituzione Apostolica «Summorum Pontificum», ma inoltre nominammo Sant’Ignazio di Loyola celeste Patrono di tutti gli Esercizi Spirituali. E quantunque, come abbiamo detto, non manchino altri metodi di Esercizi, è però certo che il metodo Ignaziano eccelle tra essi, e, soprattutto per la più sicura speranza che porge di utilità solida e duratura, gode di più ampie approvazioni della Sede Apostolica. Se dunque molti fedeli useranno con diligenza questo strumento di santità, potremo confidare che in breve, repressa la cupidigia di libertà sfrenata e ristabilite la coscienza e l’osservanza del dovere, possa finalmente l’umana società ottenere il dono della pace sospirata.

    Quanto fin qui abbiamo rammentato, riguarda propriamente il bene interno e domestico della religione cristiana. Ma ciò che stiamo per dire in breve di San Francesco Saverio, riguarda il suo incremento all’esterno; benché, a dire il vero, strettissimo è il legame che congiunge l’opera del Saverio con quella di Ignazio, che ora abbiamo lodata. Infatti Ignazio, alla propria scuola, seppe talmente mutare quel Saverio che da principio aveva trovato tutto dedito alla vanità della gloria umana, da poterlo in breve offrire all’estremo Oriente quale predicatore, anzi Apostolo del Vangelo di Cristo: mutazione, questa, veramente meravigliosa e da attribuire tutta meritamente all’efficacia degli Esercizi. Infatti, se Francesco intraprese più volte così lunghi viaggi per terra e per mare; se portò per primo il nome di Gesù nel Giappone, che a buon diritto si può appellare isola dei Martiri; se affrontò pericoli immensi e sostenne incredibili fatiche; se versò l’acqua salutare del Battesimo su innumerabili fronti; se infine operò tanti miracoli di ogni genere, tutto ciò lo stesso Francesco affermava di doverlo, dopo Dio, ad Ignazio, «padre dell’anima sua», come lo chiamava, dal quale, nel sacro ritiro degli Esercizi, era stato guidato alla piena cognizione e all’amore di Gesù Cristo. E qui certo rifulgono l’ammirabile bontà e sapienza della provvidenza di Dio; il quale, nel tempo appunto in cui la Chiesa era terribilmente combattuta all’interno, e all’esterno subiva perdite ingenti di popoli intieri, con questo solo mezzo, ossia con l’aiuto degli Esercizi, le somministrò un duplice soccorso della più grande opportunità; cioè, insieme con Ignazio, prescelto a riparare la disciplina interna, quel Saverio che con la conquista di popoli stranieri alla fede di Cristo doveva compensare le perdite della Chiesa stessa. Primo, dopo un così lungo intervallo di tempo, egli parve rinnovare gli esempi degli Apostoli; poiché egli stesso fondò solide cristianità tra non poche genti barbare, dopo averle istruite con molti sudori e guidate alla pietà con le sue virtù esimie, ed aprì ai nostri Missionari vastissime regioni che fino a quel tempo erano rimaste assolutamente chiuse alla predicazione cristiana. Egli poi, com’era naturale, lasciò eredi del suo spirito prima di tutti i suoi Fratelli; e Noi sappiamo che fino ad oggi essi non si allontanarono mai dalla virtù di lui, ma custodirono sempre gelosamente una così preziosa eredità. Ma la memoria di Francesco Saverio servì sempre di stimolo anche agli altri predicatori del Vangelo; e perciò appunto il Saverio, per solenne decreto di questa Sede Apostolica, fu proclamato Patrono celeste dell’opera della « Propagazione della Fede ».

    Orbene, la nostra età assomiglia a quella del Saverio anche nel fatto che la fede avita, respinta con superbo sdegno da molti dei nostri, sembra ormai voglia passare ad altre nazioni che l’attendono desiderose. E Noi spesso apprendiamo dalle lettere dei Missionari che in remote regioni dell’Africa e dell’Asia già biondeggia la messe apostolica per la raccolta, onde riparare i danni che subisce la Chiesa in Europa. Inoltre i fedeli si mostrano ora molto più zelanti che in passato nel promuovere la propagazione del Vangelo; zelo, questo, certamente acceso dal soffio della grazia divina, e che Noi auspichiamo ardentemente s’infiammi dappertutto, sull’esempio e sotto il patrocinio del Saverio, affinché, mosso dalle preghiere, «il Padrone della messe mandi operai nella sua messe»: operai che ogni buon cristiano vorrà aiutare con le preghiere e sostenere con le offerte.

    Perciò, diletti figli, quanti appartenete alla Compagnia di Gesù, mentre celebrate la solenne memoria del vostro Padre Legislatore e del vostro Fratello maggiore, vi esortiamo tutti a seguire i loro esempi continuando con sempre nuove benemerenze verso la Chiesa a promuovere il vostro Istituto, ripetutamente onorato di ampie lodi da questa Sede Apostolica. E, principalmente, doppio è il frutto che vorremmo ricaviate dalla presente solennità. Anzitutto che attendiate ogni giorno più a servirvi per vostra e altrui utilità degli Esercizi Spirituali. Sappiamo che su questo punto già avete intrapreso con esito felice a lavorare con particolare diligenza a favore della classe operaia; è dunque da augurare che con uguale positivo risultato vi adoperiate nell’interesse delle altre classi sociali. Il secondo frutto riguarda la diffusione delle Missioni cattoliche. Ora, benché conosciamo la vostra diligenza e il vostro impegno del tutto singolari anche in quest’opera (sappiamo infatti che circa duemila di voi lavorano per gl’infedeli in quasi quaranta Missioni) tuttavia preghiamo ardentemente Iddio che ecciti ed infiammi sempre più in voi codesto santo zelo.

    E perché tutto riesca a maggior gloria di Dio, a bene della Chiesa e a salvezza delle anime, auspice dei doni divini e testimone della Nostra benevolenza paterna, impartiamo con vivo affetto la Benedizione Apostolica a te, diletto figlio, e a tutti i figli della Compagnia di Gesù a te affidati.

    Dato a Roma, presso San Pietro, il 3 dicembre 1922, festa di San Francesco Saverio, anno primo del Nostro Pontificato.

    PIUS PP. XI."
    https://i1.wp.com/www.radiospada.org...70%2C655&ssl=1






    “Le Spagne sono state oltremodo benedette da Dio anche perché solo gli Spagnoli possono fare cose tipo mettere i polsini e i gemelli alla tunica di Nostro Signore Gesù Cristo.”

    “Il 31 luglio 1009 Papa Sergio IV Osporci viene intronizzato Sommo Pontefice.”

    “Il 31 luglio 432 San Sisto III viene esaltato al Sommo Pontificato.”

    "[AVVISO SACRO] Dal mezzogiorno del 1° Agosto alla mezzanotte del giorno seguente, 2 agosto (festa di santa Maria degli Angeli e memoria della dedicazione della omonima Patriarcale Basilica di Assisi), è possibile lucrare il Perdono di Assisi: l’indulgenza plenaria cioè accordata da Onorio III a san Francesco nel luglio del 1216."
    https://www.radiospada.org/2018/08/n...ono-di-assisi/








    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    C.M.R.I. - "Congregatio Mariae Reginae Immacolata" ("Congregation of Mary Immaculate Queen" "Congregazione di Maria Regina Immacolata"):
    http://www.cmri.org/ital-index.html





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/


    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/

    http://www.traditionalcatholicpriest.com/





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com/
    https://moimunanblog.com/2019/07/30/...yola-fundador/
    "31 de julio SAN IGNACIO DE LOYOLA, CONFESOR."
    https://i2.wp.com/www.catolicosalert...cio-loyola.JPG







    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/





    “Litanie de Saint Ignace de Loyola.”
    Litanie de Saint Ignace de Loyola



    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la Sainte Messe selon le missel de Saint Pie V.»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    31 juillet : Saint Ignace de Loyola, Fondateur de la Compagnie de Jésus (1491-1556) :: Ligue Saint Amédée
    “31 juillet : Saint Ignace de Loyola, Fondateur de la Compagnie de Jésus (1491-1556).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_ignace_2.jpg





    Exercices spirituels de Saint Ignace - Sodalitium
    http://www.sodalitium.eu/images/benv...aintIgnace.jpg







    SANT’IGNAZIO DI LOYOLA,ORA PRO NOBIS!!!
    Ad majorem Dei gloriam - Per la maggior gloria di Dio!!! A.M.D.G.

    PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNOR GESÙ CRISTO, MISERERE NOBIS!!!
    Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
    «O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!»
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

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    Lightbulb Re: 31 luglio: Sant'Ignazio di Loyola, Confessore, fondatore della Compagnia di Gesú

    1° LUGLIO 2020: primo giorno del MESE dedicato alla devozione al PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO; FESTA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO…




    «1° LUGLIO PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNOR GESÙ CRISTO»
    "Guéranger, L'anno liturgico - Preziosissimo Sangue di Nostro Signor Gesù Cristo"
    Guéranger, L'anno liturgico - Preziosissimo Sangue di Nostro Signor Gesù Cristo
    http://www.unavoce-ve.it/pg-1lug.htm






    Preziosissimo Sangue - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/preziosissimo-sangue/
    «1° luglio, Preziosissimo Sangue di N. S. Gesù Cristo.

    Offerta quotidiana – Eterno Padre, io Vi offro per le mani purissime di Maria il Sangue che Gesù sparse con amore nella Passione e ogni giorno offre nel sacrificio eucaristico. Unisco le preghiere, le azioni e le sofferenze mie di questo giorno secondo le intenzioni della Vittima Divina, in espiazione dei miei peccati, per la conversione dei peccatori, per le Anime del purgatorio e per i bisogni della santa Chiesa. In particolare Ve l’offro secondo le intenzioni del Santo Padre e per questo bisogno che mi sta tanto a cuore (esporre..). Così sia».
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...24-200x300.jpg
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...70-225x300.jpg












    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/


    “Sodalitium - IMBC”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium


    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/


    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”





    https://www.facebook.com/donugo.casasanpiox/
    "1° luglio, Preziosissimo Sangue di N. S. Gesù Cristo".







    https://www.facebook.com/donugo.casasanpiox/
    "Auguri all'oratorio del Preziosissimo Sangue di Pescara!
    Per i gabbamondo che si divertono con la religione, l'oratorio di Pescara fa parte degli scantinati e sottoscala dell'Istituto.
    Per le anime che si santificano con la religione, è una chiesetta per accostarsi con pentimento al confessionale, con adorazione all'altare, con carità alla balaustra - Don Ugo Carandino".
    https://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/











    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso».







    «1° luglio, festa e mese del Preziosissimo Sangue di Cristo. 1 LUGLIO 2020»
    https://www.agerecontra.it/2020/07/1...gue-di-cristo/
    https://www.agerecontra.it/wp-conten...-1-300x200.jpg

    «Orazione al divin Sangue 1 LUGLIO 2020»
    https://www.agerecontra.it/2020/07/o...-divin-sangue/

    «DIVOZIONE AL SANGUE DI GESU’ 1 LUGLIO 2020»
    https://www.agerecontra.it/2020/07/d...angue-di-gesu/

    «Coroncina delle Sante Piaghe 1 LUGLIO 2020»
    https://www.agerecontra.it/2020/07/c...-sante-piaghe/

    «Sulle Reliquie del Preziosissimo Sangue 1 LUGLIO 2020»
    https://www.agerecontra.it/2020/07/s...issimo-sangue/


    https://www.agerecontra.it/tag/sacro-cuore/
    https://www.agerecontra.it/tag/gesu/
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    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda»

    «Preghiera al Preziosissimo Sangue

    + O Sangue prezioso di Gesù, prezzo infinito del riscatto dell’umanità peccatrice, bevanda e lavacro delle anime nostre che protegge continuamente la causa degli uomini presso il trono della suprema Misericordia, profondamente io vi adoro e vorrei, per quanto mi è possibile, compensarvi delle ingiurie e degli strapazzi, che Voi ricevete di continuo dalle umane creature e specialmente da quelle che ardiscono temerariamente di bestemmiarvi. E chi non benedirà questo Sangue di infinito valore? Chi non si sentirà infiammato d’affetto verso Gesù che lo sparse? Chi sarei io, se non fossi stato ricomprato da questo Sangue Divino? Chi l’ha cavato dalle vene del mio Signore fino alla ultima stilla? Questo è stato certamente l’amore. O amore immenso, che ci ha donato questo balsamo salutare! O balsamo inestimabile scaturito dalla sorgente di un amore immenso, fate che tutti i cuori e tutte le lingue vi possano lodare, encomiare e ringraziare adesso e per sempre. Così sia. + [Ind. di 500 giorni (Pio VII, 18.X.1815)]»
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...angue-1-7.html

    “Ordinario della Messa (Latino-Italiano) con spiegazione --->”
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    https://www.sursumcorda.cloud/tags/sacramenti.html
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/ultima-cena.html

    https://www.sursumcorda.cloud/tags/trinita.html
    “Adorabile Trinità, Dio solo in tre persone --->”

    “Vieni, Santo Spirito, mandaci dal cielo un raggio della tua luce...”
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/spirito-santo.html
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/pentecoste

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    “La verità sul Santuario di Loreto. Traslazione della Santa Casa --->”
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    “Catechismo della Dottrina Cristiana (Papa San Pio X) --->”
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    "Preghiere e tradizionali pie pratiche cristiane. Chiediamo a Nostro Signore di ottenere la vera fede e di perseverare"
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    "Luglio è il mese dedicato al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Effondiamo la nostra devozione verso prezzo del nostro riscatto con la recita delle Litanie, con le Invocazioni composte dal devotissimo Cardinale Piazza e offriamolo all’Eterno Padre per i vari bisogni nostri, del prossimo e di tutta la Santa Chiesa con la seguente preghiera".







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    https://www.radiospada.org/tag/sacro-cuore/

    https://www.radiospada.org/tag/sacra-sindone/
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    https://www.radiospada.org/tag/pentecoste/
    https://www.radiospada.org/tag/spirito-santo/

    https://www.radiospada.org/tag/sacra-scrittura/
    https://www.radiospada.org/tag/esegesi/
    https://www.radiospada.org/tag/bibbia/
    https://www.radiospada.org/tag/cantico-dei-cantici/
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    https://www.radiospada.org/tag/bibbia-e-non-bibbia/

    https://www.radiospada.org/tag/devozioni/
    https://www.radiospada.org/tag/novena/

    https://www.radiospada.org/tag/fatima/
    https://www.radiospada.org/tag/madonna/
    https://www.radiospada.org/tag/maria/

    https://www.radiospada.org/tag/liturgia/
    https://www.radiospada.org/tag/Messa/
    https://www.radiospada.org/tag/santa-messa/








    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis»












    "MESE DI LUGLIO: DEVOZIONE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DEL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO
    OFFERTA ALL'ETERNO PADRE DEL PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO.

    Per cui il 22 settembre 1817 Pio VII concesse Indulgenza di 300 giorni, e Plenaria a chi l'avrà recitata ogni dì per un mese, in quel giorno in cui confessato e comunicato pregherà per l'intenzione di Sua Santità.

    V. Deus, ☩ in adiutorium meum intende.
    R. Domine, ad adiuvandum me festina.
    Gloria Patri.

    [V. Provvedi, ☩ o Dio, al mio soccorso.
    R. Signore, affrettati ad aiutarmi.
    Gloria al Padre.]

    I. Eterno Padre, io vi offro i meriti del Sangue preziosissimo di Gesù, vostro diletto Figlio e mio Redentore divino, per la propagazione ed esaltazione della mia cara madre la Chiesa, per la conservazione e prosperità del di lei Capo visibile, il sommo Pontefice Romano, per i Cardinali, Vescovi e Pastori d'anime e per tutti i Ministri del Santuario.
    Gloria Patri.

    Sia sempre benedetto e ringraziato
    Gesù, che col suo Sangue ci ha salvato.

    II. Eterno Padre, io vi offro i meriti del Sangue preziosissimo di Gesù, vostro diletto Figlio e mio Redentore divino, per la pace e concordia dei Re e dei Principi cattolici, per l'umiliazione dei nemici della santa Fede, e per la felicità del popolo cristiano.
    Gloria Patri.

    Sia sempre benedetto e ringraziato
    Gesù, che col suo Sangue ci ha salvato.

    III. Eterno Padre, io vi offro i meriti del Sangue preziosissimo di Gesù, vostro diletto Figlio e mio Redentore divino, per l'illuminamento degli increduli, il richiamo degli eretici e la conversione dei peccatori.
    Gloria Patri.

    Sia sempre benedetto e ringraziato
    Gesù, che col suo Sangue ci ha salvato.

    IV. Eterno Padre, io vi offro i meriti del Sangue preziosissimo di Gesù, vostro diletto Figlio e mio Redentore divino, per tutti i miei parenti, amici e nemici, e per i poveri infermi e tribolati, per tutti quelli per cui sapete ch'io debbo pregare, e Voi volete ch'io preghi.
    Gloria Patri.

    Sia sempre benedetto e ringraziato
    Gesù, che col suo Sangue ci ha salvato.

    V. Eterno Padre, io vi offro i meriti del Sangue preziosissimo di Gesù, vostro diletto Figlio e mio Redentore divino, per tutti quelli che quest'oggi passeranno all'altra vita, acciò li preserviate dalle pene dell'Inferno e li ammettiate colla maggiore sollecitudine al possesso della vostra gloria.
    Gloria Patri.

    Sia sempre benedetto e ringraziato
    Gesù, che col suo Sangue ci ha salvato.

    VI. Eterno Padre, io vi offro i meriti del Sangue preziosissimo di Gesù, vostro diletto Figlio e mio Redentore divino, per quelli che sono amanti di così gran tesoro, per quelli che sono uniti con me nell'adorare ed onorare il medesimo, e per quelli infine che travagliano nel propagare la di Lui divozione.
    Gloria Patri.

    Sia sempre benedetto e ringraziato
    Gesù, che col suo Sangue ci ha salvato.

    VII. Eterno Padre, io vi offro i meriti del Sangue preziosissimo di Gesù, vostro diletto Figlio e mio Redentore divino, per tutti i miei bisogni spirituali e temporali, in suffragio delle povere anime del Purgatorio, e specialmente di quelle che sono state più divote del prezzo della nostra redenzione e dei dolori e delle pene della nostra cara Madre Maria santissima.
    Gloria Patri.

    Sia sempre benedetto e ringraziato
    Gesù, che col suo Sangue ci ha salvato.

    Viva il Sangue di Gesù adesso e sempre per tutti i secoli de' secoli. Amen.

    Viva, viva Gesù, che per mio bene
    Tutto il Sangue versò dalle sue vene.

    GIACULATORIA.
    Per cui il 22 settembre 1817 Pio VII concesse l'indulgenza di 100 giorni per ogni volta che si reciti con cuor contrito.

    Eterno Padre, io vi offro il Sangue preziosissimo di Gesù Cristo in isconto de' miei peccati e per i bisogni di Santa Chiesa.

    LITANIE DEL PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

    La Chiesa già il Venerdì Santo e nella festa del Corpus Domini medita e adora il mistero del Sangue dell'Agnello che ha riscattato l'umanità dalla schiavitù cui l'aveva prostrata il peccato d'Adamo e nel quale fu sancita la nuova ed eterna Alleanza fra Dio e gli uomini. La festa del Preziosissimo Sangue di nostro Signore Gesù Cristo ha le sue origini nella devozione di san Gaspare del Bufalo, fondatore dei Missionari del Preziosissimo Sangue, che nel 1822 ne ottenne la celebrazione per la sua Congregazione. Nel 1850 Pio IX la inserì nel Messale Romano, in ringraziamento della vittoria sui rivoluzionari della Repubblica Romana e del suo ritorno a Roma, fissandola alla prima domenica di Luglio. San Pio X la traslò al primo Luglio e Pio XI nel 1933, XIX centenario della Redenzione, la sollevò al rito doppio di prima classe. Una speciale commemorazione del Sangue del Redentore è prevista il Venerdì dopo la quarta domenica di Quaresima"
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...ue-di.html?m=1








    http://liguesaintamedee.ch/
    http://liguesaintamedee.ch/messes
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur”

    http://liguesaintamedee.ch/saint-du-...r-jesus-christ
    "1er juillet : Fête du Très Précieux Sang de Notre Seigneur Jésus-Christ"
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...eux_sang_2.jpg





    PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNOR GESÙ CRISTO, MISERERE NOBIS!!!
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    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
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  10. #310
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    Lightbulb Re: 31 luglio: Sant'Ignazio di Loyola, Confessore, fondatore della Compagnia di Gesú

    31 LUGLIO 2020: SANT’IGNAZIO DI LOYOLA; trentunesimo ed ultimo giorno del MESE dedicato alla devozione al PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO…




    Sant'Ignazio - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santignazio/
    «31 luglio, Sant’Ignazio di Loyola, Confessore (Azpeitia, 1491 – Roma, 31 luglio 1556).
    “A Roma il natale di sant’Ignazio, Sacerdote e Confessore, Fondatore della Compagnia di Gesù, uomo illustre per santità e per miracoli, e zelantissimo nel dilatare ovunque la religione cattolica: dal Sommo Pontefice Pio undecimo fu dichiarato Patrono celeste di tutti gli Esercizi spirituali”.


    Anima Christi, sanctifica me.
    Corpus Christi, salva me.
    Sanguis Christi, inebria me.
    Aqua lateris Christi, lava me.
    Passio Christi, conforta me.
    O bone Jesu, exaudi me.
    Intra vulnera tua absconde me.
    Ne permittas me separari a Te.
    Ab hoste maligno defende me.
    In hora mortis meae voca me,
    Et jube me venire ad Te,
    Ut cum Sanctis tuis laudem Te
    In saecula saeculorum.
    Amen.


    Anima di Cristo, santificami,
    Corpo di Cristo, salvami.
    Sangue di Cristo, inebriami,
    acqua del costato di Cristo, lavami.
    Passione di Cristo, fortificami.
    Oh buon Gesù, ascoltami.
    Nelle tue piaghe, nascondimi.
    Non permettere che io sia separato da Te.
    Dal nemico maligno difendimi.
    Nell’ora della mia morte chiamami,
    e comandami di venire a Te,
    Perché con i tuoi Santi ti lodi,
    nei secoli dei secoli. Così sia».

    http://www.sodalitium.biz/wp-content...1a-300x195.jpg








    Esercizi spirituali: turni estivi 2020 - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/esercizi-spirituali/
    «Esercizi spirituali: turni estivi 2020

    ESERCIZI SPIRITUALI DI SANT’IGNAZIO DI LOYOLA
    SECONDO IL METODO DI PADRE VALLET A VERRUA SAVOIA (TO)


    “Cosa serve all’uomo guadagnare il mondo intero… se poi perde l’anima sua?”

    5 giorni per preparare l’eternità felice… cosa sono in confronto ai 360 giorni che ogni anno dedichiamo a questo mondo di tenebra?…

    TURNI ESTIVI

    Per le donne: da lunedì 17 agosto (ore 12) a sabato 22 agosto 2020.
    Per gli uomini: da lunedì 24 agosto (ore 12) a sabato 29 agosto 2020.
    Gli esercizi sono predicati dai sacerdoti dell’Istituto Mater Boni Consilii
    (...)»

    http://www.sodalitium.biz/wp-content...1-696x1024.jpg






    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/


    “Sodalitium - IMBC”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium


    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/


    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”





    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso».






    https://www.agerecontra.it/tag/sacro-cuore/
    https://www.agerecontra.it/tag/gesu/
    https://www.agerecontra.it/tag/riparazione/








    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis»







    "ORAZIONE A SANT’IGNAZIO DI LOYOLA
    Glorioso Patriarca sant'Ignazio, umilmente vi supplichiamo ad ottenerci da Dio principal­mente la liberazione dal massimo dei mali che è il peccato, e poi dai tanti flagelli, coi quali il Signore punisce le colpe dei popoli. Il vostro esempio accenda nel cuor nostro un efficace de­siderio di adoperarci continuamente alla mag­gior gloria di Dio ed al bene dei nostri pros­simi; ed otteneteci pure dall’amoroso Cuore di Gesù nostro Signore la grazia, che è corona di tutte le altre, cioè la perseveranza finale e la eterna beatitudine. Così sia.

    Indulgenza di 300 giorni, e plenaria alle solite condizioni purché siasi recitata l’orazione ogni giorno per un mese intiero".









    "MESE DI LUGLIO: DEVOZIONE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DEL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO"









    https://sardiniatridentina.blogspot....ssore.html?m=1
    "SANT'IGNAZIO DI LOYOLA, CONFESSORE"





    "Dire in breve dei meriti d'Ignazio verso il Cattolicisimo, è impossibile. Il suo nome infatti riassume da solo tutto l'immenso lavoro intrapreso dalla Chiesa nel secolo XVI, per opporre alla riforma luterana una vera riforma cattolica; cosicché la liturgia stessa asserisce in lode d'Ignazio, che la Provvidenza lo ha inviato per contrapporlo appunto a Lutero"
    (Card. A.I. Schuster, Liber Sacramentorum, Roma-Torino, Vol. VIII, p. 120)





    San Francesco Saverio e Sant'Ignazio di Loyola, Bolswert Schelte Adams; Rubens Pieter Paul – Stampe e incisioni – Lombardia Beni Culturali













    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda»

    https://www.sursumcorda.cloud/tags/s...di-loyola.html
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/c...a-di-gesu.html
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/gesuiti.html
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...yola-31-7.html
    "Preghiere
    PREGHIERA DEL BUON SOLDATO A SANT’IGNAZIO DI LOYOLA (31.7)"

    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html

    “Ordinario della Messa (Latino-Italiano) con spiegazione --->”
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/messale-romano.html
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/santa-messa.html
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/eucaristia.html
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/comunione.html
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    https://www.sursumcorda.cloud/tags/ultima-cena.html

    https://www.sursumcorda.cloud/tags/trinita.html
    “Adorabile Trinità, Dio solo in tre persone --->”

    “Vieni, Santo Spirito, mandaci dal cielo un raggio della tua luce...”
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    “Catechismo della Dottrina Cristiana (Papa San Pio X) --->”
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    "Preghiere e tradizionali pie pratiche cristiane. Chiediamo a Nostro Signore di ottenere la vera fede e di perseverare"
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    https://www.radiospada.org/tag/ignazio-di-loyola/

    “31 luglio 2020:

    Ignazio da Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, santo, il corpo, proveniente da S. Maria della Strada, custodito in una urna di bronzo dorato, dono di Francesca Giattini, si venera presso l’altare a lui dedicato nella chiesa del SS. Nome di Gesù all’Argentina. Il capo è conservato in sagrestia e si espone il giorno della sua festa. Nato a Loyola nel 1491 morì nel convento annesso alla chiesa del SS. Nome di Gesù il 31 luglio del 1556. Il suo culto pubblico fu promosso dal cardinale Baronio nel 1600, venne beatificato nel 1609 e canonizzato nel 1622.
    M.R.: 31 luglio - A Roma il natale di sant'Ignazio, Sacerdote e Confessore, Fondatore della Compagnia di Gesù, uomo illustre per santità e per miracoli, e zelantissimo nel dilatare ovunque la religione cattolica: dal Sommo Pontefice Pio undecimo fu dichiarato Patrono celeste di tutti gli Esercizi spirituali. [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]”

    “Il 31 luglio la Chiesa rende onore a Sant’Ignazio di Loyola, iniziatore degli Esercizi Spirituali e fondatore della Compagnia di Gesù. Tutti noi, per mille ragioni, siamo grandemente debitori a questo Santo che, tra l’altro, chiamò presto alla milizia cattolica un altro grandissimo Santo: Francesco Saverio”

    https://www.radiospada.org/2020/07/a...cesco-saverio/
    «A Sant’Ignazio. Una preghiera scritta da San Francesco Saverio di Redazione RS il 31 Luglio 2020
    Ignazio da Loyola e Francesco Saverio:

    “Ecco – scrive Gregorio XV nella bolla della loro canonizzazione (12 marzo 1622) – i nomi più grandi nella storia della Compagnia di Gesù. Il primo, grande per l’ammirabile conversione, per austerezze di penitente, per magnifiche e svariatissime imprese in promuovere la maggior gloria di Dio e l’esaltazione di santa Chiesa; grande il secondo per gli slanci d’un’accesissima carità, per indicibili fatiche tra i gentili e prodigi degni dei primi apostoli della fede”. Furono uniti da una intensissima carità, tanta quanto fu quella del Patriarca della Compagnia nel guadagnare alla sua causa il suo compagno di stanza all’Università di Parigi. Quest’ultimo, dalle lontane terre del Giappone, scriveva la seguente tenera preghiera al Padre che anche noi possiamo recitare. Io finalmente, o Padre dell’anima mia, e a me venerabile in sommo grado, colle ginocchia in terra (così scrivo a Vostra Paternità questa lettera), e come se io qui l’avessi presente: vi supplico a non cessar mai di pregare il Signore per me nei suoi santi Sacrifici ed Orazioni, acciocché si degni in tutta la vita mia di farmi e conoscere ed eseguire perfettamente la sua Santissima Volontà.
    da : Lettere di S. Francesco Saverio, apostolo dell’Indie (traduzione di p. Orazio Torsellino sj), Venezia, 1716, p. 119»
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...7%2C1024&ssl=1











    Libri ed articoli degni di nota su Sant’Ignazio di Loyola e la Compagnia di Gesù:




    https://twitter.com/GianvitArmenise

    Gianvito Armenise, Per vincere se stessi, Tabula Fati, Chieti 2016.

    Edizioni Tabula fati - Gianvito Armenise, Per vincere se stessi
    «Paolo e Giuliano sono amici da tempo. Anzi “camerati” perché frequentano la sezione di un piccolo movimento della destra extra-parlamentare.
    Paolo, però, avverte un senso di inquietudine interiore e, nel frattempo, conosce Antonio con cui finirà per condividere l’esperienza degli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio di Loyola e la critica al Concilio Vaticano II. Paolo deciderà, così, di allontanarsi dalla militanza politica.
    Ma un giorno, in ospedale, Giuliano farà uno strano incontro che gli cambierà la vita»
    http://www.edizionitabulafati.it/pervinceresestessi.jpg



    Edizioni Solfanelli - Giuseppe Brienza: I gesuiti e la rivoluzione italiana nel 1848
    «Giuseppe Brienza I GESUITI E LA RIVOLUZIONE ITALIANA NEL 1848

    Questo saggio offre uno scorcio chiarificatore sulla vicenda di molti religiosi della Compagnia di Gesù che, nell’Italia infiammata dalla Rivoluzione europea del 1848, furono messi al bando e costretti a defatiganti esili a causa dei moti risorgimentali dello stesso anno. Propellente ideologico innescato contro i Gesuiti furono soprattutto i corrosivi pamphlet di Vincenzo Gioberti, che li accusava di costituire “uno dei principali ostacoli al riscatto d’Italia”.
    Al contrario, furono invece perseguitati e costretti a lasciare il paese insigni studiosi appartenenti alla Compagnia, molto apprezzati all’estero (dove poterono infatti trovare rifugio e continuare le loro attività), come i padri Francesco de Vico e Angelo Secchi considerati ancor oggi pionieri dell’astrofisica, i teologi Giovanni Perrone e Johann Baptist Franzelin, e infine il filosofo Luigi Taparelli d’Azeglio i cui studi sul diritto naturale e sui rapporti fra società civile e Stato (questi ultimi per molti aspetti anticipatori dell’attuale dibattito sul “principio di sussidiarietà”) rappresentano pietre miliari nel pensiero cattolico contemporaneo.
    La testimonianza di fedeltà dei Gesuiti all’Ordine e al Papa anche come sovrano temporale conferma come in buona parte degli Stati preunitari, nonostante le infiltrazioni illuministiche verificatesi nelle élite intellettuali, il clero e il mondo scientifico continuassero ad essere fedeli a Pio IX. Romana del resto — come ha dimostrato Giuseppe Spada, lo storico coevo probabilmente più documentato di quegli anni e ampiamente citato nel saggio — la rivoluzione del ’48-’49 nella capitale del Papa-re lo fu solo nella terminologia usata dalla propaganda del tempo e trasmessa fino ad oggi dalla vulgata risorgimentale».
    http://www.edizionisolfanelli.it/igesuiti.jpg













    https://www.confederazionetriarii.it...agnia-di-gesu/
    “Sant’Ignazio di Loyola e la Compagnia di Gesù
    Massimo Viglione e Corrado Gnerre

    Ignazio (in basco Íñigo) López nacque a Loyola intorno al 1491 e morì a Roma il 31 luglio del 1556 (canonizzato il 12 marzo 1622 da Papa Gregorio XV).Ultimo di tredici figli, faceva parte di una nobile famiglia che abitava un piccolo castello nella regione basca. Pur destinato al sacerdozio, egli non aveva la vocazione: leggeva continuamente romanzi cavallereschi e decise così di intraprendere la carriera militare, conducendo per un certo tempo la vita avventurosa e anche dissipata del soldato (un po’ come san Francesco). E, come per san Francesco, accadde un episodio che modificò per sempre la sua vita: combattendo nel 1521 nell’esercito del giovane Re di Spagna e Imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V d’Asburgo, nella celebre battaglia di Pamplona contro i francesi venne ferito gravemente. Con le gambe fracassate, Ignazio fu costretto ad una lunga e dolorosa degenza. Ritornato al castello di famiglia, non essendoci più romanzi cavallereschi da leggere e non sapendo come trascorrere il tempo, si fece dare da una sua cognata due vecchi libri: una Vita di Gesù e una raccolta di Vite di Santi. Ignazio li lesse e la sua vita cambiò per sempre. E con essa la storia della Chiesa e della Cristianità.

    Ignazio comprese che il Signore voleva che restasse soldato, ma un soldato diverso, un soldato di Cristo. Ai piedi della Madonna di Monserrat lasciò i vestiti di cavaliere e le armi. Si ritirò per mesi in preghiera e penitenza nella grotta di Manresa, dove secondo la tradizione la Vergine Ss.ma gli ispirò la sua opera celeberrima, Gli Esercizi spirituali; quindi andò in pellegrinaggio in Terrasanta. Poi decise di approfondire la propria fede. Riprese i libri e studiò prima a Barcellona, poi alla Sorbona a Parigi, dove si laureò e dove iniziò in concreto il suo apostolato. Infatti, egli ebbe subito la percezione di quanto l’infezione luterana stesse dilagando, specie tra alcuni docenti e molti studenti. Comprese allora quale sarebbe stata la sua missione in questo mondo: difendere la Chiesa e la Verità dall’eresia protestante.


    Ad Majorem dei Gloriam

    Con i suoi primi 9 compagni, il 15 agosto 1534, nella chiesa parigina di Saint Pierre de Montmartre, fece voto di vivere in povertà e in castità, di servire totalmente il Papa e fondò un nuovo ordine religioso, cui diede il militaresco nome di Compagnia di Gesù. Motto dell’ordine fu: “Ad Majorem Dei gloriam”.

    Sempre come san Francesco, decise di venire a Roma per avere la definitiva approvazione papale sia del nuovo Ordine che della regola. Giunto alla collina della Storta, nei pressi di Roma, ebbe la visione del Sacro Cuore, con la scritta: “Propitius ero tibi Romae” (“Ti sarò propizio a Roma”): da questo evento si innestò il culto del Sacro Cuore in ambiente gesuitico. E da qui scaturisce anche la decisione di rimanere per sempre nella capitale della Cristianità.

    Papa Paolo III approvò l’Ordine nel 1540; più tardi Ignazio, nominato “generale” della Compagnia, scrisse per essa le Costituzioni e gli Esercizi spirituali: le pratiche di meditazione e di educazione all’autocontrollo che dovevano servire ai membri per prepararsi alla loro missione.

    Agli usuali tre voti, Ignazio ne volle aggiungere un quarto: l’obbedienza assoluta al Papa (e al generale dell’Ordine). Un’obbedienza “senza se e senza ma” veramente nel senso concreto del concetto, espressa dalla famosa sentenza ignaziana: “Perinde ac cadaver”. Nelle Costituzioni troviamo scritto al paragrafo 547: «(…) facciamo quanto ci sarà comandato con molta prontezza, gaudio spirituale e perseveranza, persuadendoci che tutto ciò è giusto, e rinnegando con cieca obbedienza ogni parere e giudizio personale in contrario, in tutte le cose che il superiore ordina… Persuasi come siamo che chiunque vive sotto l’obbedienza si deve lasciar portare e reggere dalla Provvidenza, per mezzo del superiore, come se fosse un corpo morto, che si fa portare dovunque e trattare come più piace».


    Lo spirito della Controriforma

    L’ordine dei gesuiti ebbe un enorme e rapido sviluppo. Al contrario di quanto avviene oggi più o meno in ogni ordine religioso (l’affannosa ricerca di nuovi seminaristi e adepti), Ignazio scoraggiava i giovani dall’entrare nella Compagnia, ponendone subito in rilievo tutte le difficoltà, legate soprattutto al voto di obbedienza assoluta. Si racconta il seguente episodio: un giorno un giovane nobile chiese di entrare nella Compagnia e di poter incontrare Ignazio (cosa peraltro non facile per nessuno), dichiarandosi pronto a sostenere qualsiasi sacrificio richiesto. Ignazio volle esaminarlo: ricevutolo dinanzi a sé, lo lasciò parlare, ascoltando le promesse del giovane di disposizione al martirio e all’obbedienza incondizionata. Improvvisamente, lo interruppe e gli chiese di fare tre salti indietro. Il giovane chiese perché dovesse farli. Ignazio lo guardò e gli disse che non era adatto a divenire gesuita… Aveva chiesto “perché?”!

    Al contrario di quanto la mentalità moderna possa credere, proprio la durezza e la difficoltà selettiva donavano alla Compagnia un fascino irresistibile. Così, in pochi anni, il numero dei gesuiti salì enormemente, molto più dei limiti imposti dai pontefici. La Compagnia si diffuse in tutta Europa, e i suoi figli furono mandati in tutto il mondo a evangelizzare le genti.

    Sant’Ignazio fondò a Roma due collegi, il Collegio Romano e il Collegio Germanico, quest’ultimo specificamente destinato alla formazione dei sacerdoti di lingua tedesca inviati a combattere la diffusione delle dottrine di Lutero e di Calvino. Nelle sale dove gli allievi vivevano, erano affrescate scene di tortura: così i futuri missionari avevano tutti i giorni sotto gli occhi il destino che avrebbero potuto subire se fossero caduti nelle mani dei loro nemici.

    Riguardo al Protestantesimo, l’idea geniale di Ignazio, ma soprattutto dei suoi successori, fu quella di cogliere l’occasione della Pace di Augusta, che prevedeva che nelle terre imperiali le popolazioni dovessero seguire la scelta religiosa del Principe locale (“Cuius regio et ejus religio”). Teologi preparati e padri spirituali vennero per decenni inviati non solo nelle corti rimaste cattoliche al fine di garantire la fedeltà alla Chiesa della famiglia regnante, ma anche nelle corti protestanti, allo scopo ultimo della conversione del sovrano, o almeno per ottenere la pace religiosa per i cattolici. Essi seppero incarnare alla massima espressione lo spirito della Controriforma in tutto il mondo germanico, e, in tal maniera, i gesuiti svolsero un ruolo determinante come baluardo della cattolicità in tutte le terre imperiali.

    La Compagnia era di fatto un vero e proprio esercito al servizio del Papa, che cercò con successo di limitare la diffusione delle teorie di Lutero e di Calvino, con una politica volta da un lato a fare colpo sulla sensibilità popolare con l’arte, le processioni, la devozione alla Madonna e ai santi, dall’altro a esercitare una notevole influenza sulla classe dirigente.

    La Compagnia di Gesù aprì in tutte le nazioni collegi, in cui – con un programma di studi rigoroso, fondato sull’insegnamento delle lingue classiche – venivano educati non solo i futuri sacerdoti, ma anche i figli della nobiltà e dell’alta borghesia che volevano ricevere un’educazione qualificata. Per tutto il XVII e XVIII secolo, non solo lo spirito teologico e spirituale della Controriforma, ma anche l’arte sia colta che popolare del Barocco e in qualche modo tutta la cultura e l’istruzione europea trovarono i loro massimi esponenti nel padri gesuiti. La Compagnia divenne l’istituzione formante e caratterizzante di tutto il mondo religioso, civile e culturale europeo dei secoli moderni.

    I gesuiti col tempo divennero sempre più soggetti a critiche, specie da parte di correnti cripto eretiche come i giansenisti, che li accusavano di “lassismo”, non solo per la loro tendenza a vivere nelle corti, ma anche per la loro apertura alla spiritualità popolare e barocca, e in particolare per il culto del Sacro Cuore (ci fu perfino chi parlò di “cardiolatria”…). In realtà, la fucina di santi dei gesuiti non teme confronti: in pochi decenni, possiamo ricordare stelle del paradiso comesan Francesco Saverio, uno dei dieci fondatori, detto “l’Apostolo dei pagani”, perché fu missionario in India e Giappone (dove battezzò fino a 100.000 persone); san Roberto Bellarmino, Dottore della Chiesa, che processò Giordano Bruno e Galileo Galilei, e san Luigi Gonzaga, parente del Duca di Mantova, che, giovanissimo, rinunciò a tutte le ricchezze e gli onori per farsi missionario fra gli appestati: morì giovane di peste, e la Chiesa lo ha consacrato “Patrono universale della gioventù”.



    I gesuiti inviati nel mondo

    La falsità dell’accusa di lassismo è soprattutto provata però dal vero e proprio esercito di gesuiti che furono nei decenni inviati in ogni parte del mondo per evangelizzare i pagani. Oltre a san Francesco Saverio, un numero indefinito di figli di sant’Ignazio partì per l’Asia (ricordiamo Matteo Ricci in Cina), l’Africa, il Nuovo Mondo. Qui, a partire dal 1609, i gesuiti avevano realizzato nelle regioni al confine fra i domini spagnoli del Paraguay e quelli portoghesi del Brasile un’esperienza politica e religiosa di grande importanza: le “Riduzioni” (in spagnolo Reducciones). In queste missioni, sottratte all’autorità del Re di Spagna, gli indios vivevano sotto la protezione dei missionari cattolici, coltivando le terre comuni e dedicandosi ad attività artigianali. I gesuiti li proteggevano dalle incursioni dei mercanti di schiavi, li istruivano nelle tecniche agricole e li incoraggiavano a vivere in piccole comunità di villaggio fondate sulla famiglia, insegnavano loro a leggere e a scrivere.

    Questa situazione suscitò le proteste dei più spregiudicati fra i coloni spagnoli, che avevano tutto l’interesse a fare schiavi gli indios e a impadronirsi delle loro terre. Le proteste contro i gesuiti dei governatori spagnoli furono una delle principali conseguenze della soppressione dell’Ordine: il 1767, anno in cui i gesuiti furono espulsi dalla Spagna, segnò anche la fine delle Riduzioni e con esse della libertà per migliaia di Indios che persero le terre in cui vivevano e, in molti casi, la libertà.


    Soppressione, rinascita e “cambiamento” della Compagnia di Gesù

    Nei decenni dell’Illuminismo la guerra contro la Compagnia si intensificò radicalmente: lo spirito anticattolico illuminista vedeva nei gesuiti il nemico giurato da abbattere. Con la complicità delle famiglie reali cattoliche (i vari rami dei Borbone in primis) e con quella incredibile e imperdonabile di un Pontefice Romano, Clemente XIV, giansenisti, massoni e illuministi poterono ottenere ciò che qualche decennio prima era impensabile: nel 1773 la Compagnia fu sciolta e bandita, al punto tale che accadde il paradosso che molti gesuiti trovarono rifugio nella Prussia protestante e nella Russia ortodossa!

    Superfluo ricordare quanto questo atto folle abbia poi facilitato la diffusione delle idee sovversive tanto nelle famiglie reali e nelle élites politiche e culturali, quanto fra le popolazioni, specie fra la borghesia colta, i militari, i burocrati: in pratica, i philosophes presero il posto, sia fisicamente che con i loro scritti, dei gesuiti nella gestione della cultura, nell’educazione dei giovani, nelle corti reali. Ed è ancor più superfluo notare quanto tutto questo abbia poi facilitato il trionfo della Rivoluzione Francese e quindi l’affermazione degli ideali anticattolici e laicisti in tutta Europa, nonché la persecuzione fisica di migliaia e migliaia di cattolici in Francia, Italia, Spagna ecc.

    Solo nel 1814, con la caduta di Napoleone e con l’affermazione dei principi della Restaurazione, Pio VII ricostituì la Compagnia di Gesù. Per tutto il XIX secolo, i suoi esponenti di punta combatterono una indefessa battaglia ideale contro le forze della Rivoluzione liberale, socialista e massonica. Specie in Italia, lo scontro fu durissimo: un gruppo di gesuiti italiani (Carlo Maria Curci in primis, quindi Luigi Taparelli d’Azeglio, Antonio Bresciani, Giovan Battista Pianciani) fondò una rivista di importanza capitale, La Civiltà Cattolica, che condusse per decenni delle eroiche battaglie intellettuali contro il Risorgimento laicista prima e contro la diffusione di tutti gli errori della modernità nella prima metà del XX secolo, a partire dal liberalismo e dai totalitarismi, poi. La Compagnia di Gesù, così, per altri 150 anni, rimase il baluardo della Verità teologica, filosofica, storica, morale.

    Occorre dire che le cose sono cambiate dagli anni della Seconda Guerra Mondiale in poi. Un gruppo sempre più consistente e influente di teologi gesuiti di nuova generazione (Theilard de Chardin, de Lubac, Rahner e altri) introdussero con successo nella Compagnia idee eterodosse o almeno pericolosamente vicine al modernismo teologico, scomunicato da san Pio X, producendo, di fatto, sebbene a diversi livelli, il distaccamento della Compagnia dall’antica impostazione di fedeltà alla sana dottrina tradizionale della Chiesa e il diffondersi del progressismo all’interno della Chiesa stessa, del neomodernismo, delle deviazioni postconciliari, fino alla stessa teologia della liberazione.

    In pratica, il processo di sovversione teologica, spirituale, liturgica e morale in atto da decenni nella Chiesa, e con un crescendo impressionante dopo il Concilio Vaticano II, vede nella Compagnia, se non l’unico certamente il principale artefice ideale e a volte anche operativo. Oggi, sebbene forse non più in maniera radicale come nei decenni anteriori e posteriori al Concilio, la Compagnia (eccetto che per lodevoli singole eccezioni) rimane in generale espressione salda del progressismo teologico e politico dei nostri giorni.

    Esattamente il contrario di tutto quanto insegnato, voluto e vissuto dal Fondatore della Compagnia di Gesù, per il quale l’obbedienza totale al Papa e al magistero universale e immutabile della Chiesa era la condizione prima e ineliminabile non solo dell’essere gesuita, ma dell’essere cattolico, dell’essere dalla parte di Gesù Cristo e non dei suoi nemici, terreni e ultraterreni.

    Ignazio di Loyola è lo stendardo della Cattolicità del XVI secolo (e in qualche modo di tutta la modernità), che si opposto, nei giorni terribili del trionfo dell’eresia e della fine dell’unità della Res Publica Christiana, allo stendardo del male, incarnato da Martin Lutero. Ignazio e Lutero sono i due poli opposti dello scontro fra la luce e le tenebre nel secolo più religioso della storia umana, i due stendardi della lotta fra la nascente Rivoluzione anticristiana e la risposta a tale Rivoluzione, quella che diverrà nei secoli successivi la Contro-Rivoluzione cattolica. Contro Lutero e i suoi soci, Dio scelse in primis Ignazio e la sua Compagnia.

    Il fatto che oggi per la prima volta vi sia sul Soglio di Pietro un Pontefice gesuita, costituirà certamente un passaggio determinante per la storia della Chiesa e della Cristianità tutta.

    Massimo Viglione



    La spiritualità di Sant’Ignazio come risposta agli errori di Lutero

    Sant’Ignazio di Loyola è una delle figure che ha maggiormente influito non solo nella storia religiosa ma anche in quella culturale dell’Occidente. Approfondiamo in questa voce la sua spiritualità, soprattutto in relazione alla lotta contro il Luteranesimo.
    Trasfigurare l’umano nel divino, portare il divino nell’umano
    Ad maiorem Dei gloriam: A maggior gloria di Dio. È questa la frase-cuore della spiritualità ignaziana. Una spiritualità che costituì una significativa ed efficace risposta agli errori che la Rivoluzione protestante stava diffondendo. Una spiritualità che nacque per quello scopo, ma che costituisce un valore sempre attuale per il fedele della Chiesa militante.

    La spiritualità ignaziana è fondata su un capolavoro, gli Esercizi spirituali, che il Santo di Loyola scrisse (ispirato dalla Vergine… c’è chi dice che addirittura la Vergine glieli avrebbe dettati) quando si trovava in eremitaggio nella Grotta di Manresa.

    Lo scopo degli Esercizi è porre l’uomo all’interno della dimensione dell’eternità. L’esercitante deve inserire nella propria vita i misteri centrali della Redenzione affinché possa trasfigurare la sua esistenza in una prospettiva di senso, data appunto dall’essere destinato a vivere per l’eternità con Dio.

    Sant’Ignazio tiene a precisare che la presenza di Dio non è una possibilità esclusiva dell’esito ultraterreno (nel senso che l’uomo può – se lo vuole – arrivare a Dio quando riuscirà a conquistare il Paradiso), ma essa è da vivere già nella propria vita terrena. Anzi, è proprio questa la specificità dell’autentica vita cristiana.

    La meditazione dei misteri della Redenzione deve avvenire coinvolgendo il proprio umano: finanche i sensi devono partecipare. Il Santo spagnolo tiene a far capire all’esercitante come sia importante osservare attentamente le cose, anche le più banali, per comprenderne il significato: l’Eterno può essere più facilmente sperimentato dall’uomo, solo se è inserito nel concreto della vita quotidiana. È ciò che sant’Ignazio definisce composizione di luogo.

    Queste le sue direttive nella seconda contemplazione della seconda settimana dei suoi esercizi: «Sarà qui vedere con gli occhi dell’immaginazione la via da Nazareth a Betlemme, considerandone la lunghezza, la larghezza, e se tale via sia pianeggiante o se attraversa valli o colline. Similmente osservando il luogo o grotta della natività: è grande o piccola? È bassa o alta? Come era disposta? (…) Il primo punto è vedere le persone, cioè vedere nostra Signora, Giuseppe, l’ancella e il bambino Gesù appena nato, facendomi io poverello e piccolo schiavo indegno, guardandoli e servendoli nelle loro necessità, come se fossi presente, con tutto l’affetto e il rispetto possibile. E quindi riflettere in me stesso per ricavare qualche frutto. Il secondo: osservare, notare e contemplare quello che dicono; e, riflettendo in me stesso, ricavarne qualche profitto. Il terzo: guardare e contemplare quello che fanno, come il camminare e lavorare, perché il Signore nasca in somma povertà per poi morire in croce dopo tante fatiche fame, sete, caldo e freddo, ingiurie e affronti; e tutto questo per me. Poi, riflettendo, ricavare qualche profitto spirituale». (...)

    Corrado Gnerre

    Massimo Viglione e Corrado Gnerre”




    https://cooperatores-veritatis.org/2...ione-chiesa-1/
    https://cooperatores-veritatis.org/2...nova-apostata/

    « (…) Siamo giunti alla conclusione del nostro modesto studio sulla rovina che regna fra i gesuiti novatores. Prima di proseguire ci preme riaffermare che, il nostro, non è assolutamente un atto d’accusa contro la Compagnia di Gesù, anzi: lo scopo di questo studio è quello di onorare e difendere quei grandi gesuiti fedeli alla Chiesa fino al martirio. Ma, per fare questo, è necessario denunciare senza remore la decadenza dell’ordine fondato da Sant’Ignazio, per cui affidiamo queste pagine proprio al santo Fondatore di Loyola e a tutti i grandi gesuiti che hanno glorificato Cristo e la Chiesa con le loro vite. Ad maiorem Dei gloriam!»
    https://cooperatoresveritatis.files....e-prima-11.jpg







    https://cooperatores-veritatis.org/d...esuiti-studio/
    https://cooperatores-veritatis.org/2...olte-profezie/

    « (…) Padre Martin, inoltre, fu il primo – proprio lui, ex gesuita ma sempre fedele a Sant’Ignazio di Loyola – a descrivere la deriva e il tradimento della Compagnia di Gesù in un libro ben documentato intitolato I Gesuiti. Il potere e la segreta missione della Compagnia di Gesù nel mondo in cui fede e politica si scontrano (Sugarco, 1987; cliccare qui) (…)
    Ripetiamolo: questa analisi da parte di Padre Malachi, che ben conosceva il terzo segreto di Fatima, vedi qui, segretario del cardinale gesuita Augustin Bea e costretto a lasciare la Compagnia perché “la nuova non era più quella fondata da sant’Ignazio…”, è stata scritta nel 1987 e sfidiamo davvero chiunque ad affermare che ciò che è stato analizzato ieri non è quanto stiamo vivendo oggi (…)».


    https://gloria.tv/post/n7TLyFgJ2Fdq2PtsAjYKa1jZY
    “Il gesuita Malachi Martin, padre Amorth e il Terzo Segreto di Fatima: "Satana è in Vaticano!".”


    GESUITI E FRENESIA RELATIVISTA
    «Che accidenti sta succedendo ai gesuiti? di Francesco Lamendola

    L’Ordine dei Gesuiti, ossia la Compagnia di Gesù (Societas Iesu), fondato da sant’Ignazio di Loyola, è stato approvato ufficialmente da papa Paolo III – quello che convocò il Concilio di Trento, peraltro dietro suggerimento dello stesso Loyola – il 27 settembre del 1540, con la bolla Regimini militantis ecclesiae. Non è certo questa la sede per farne la storia; tutti sappiamo, comunque, che è nato e si è sviluppato come l’Ordine più tipico della Riforma cattolica, per gli ideali che l’hanno ispirato e, in particolare, come “truppa scelta” votata direttamente e prioritariamente al santo Padre, oltre che come un Ordine religioso decisamente colto, molto attivo nell’istruzione e nella formazione delle classi dirigenti cattoliche, nonché nella evangelizzazione ai quattro angoli del mondo, con parecchi martiri sparsi dal Giappone al Canada. Sono ben noti anche i successi riportati da Matteo Ricci e da altri gesuiti nella evangelizzazione dell’Asia, anche se sia in Cina, sia in India, quando pareva che la cristianizzazione di quei Paesi fosse ormai a portata di mano, il tentativo fallì per la questione, sollevata dai domenicani, e giustamente, della conformità al cattolicesimo delle forme culturali tipiche della società cinese e di quella indiana, che i gesuiti tendevano a includere nel loro progetto missionario. Sono anche note le reducciones gesuite del Paraguay, che costituirono dei modelli di “repubbliche teocratiche” e degli interessanti esperimenti di “sviluppo separato” degli indigeni e di autosufficienza economica, al riparo dall’avidità dei colonizzatori europei e specialmente dei cacciatori di schiavi del Brasile: tanto da destare la gelosia e l’odio dei proprietari spagnoli e portoghesi, che ne pretesero la chiusura. I gesuiti, illustri scienziati, e perciò portati a svolgere un ruolo di primo piano nella vicenda del processo a Galilei, non si sono mai risparmiati sul fronte della lotta contro le tendenze anticristiane del XVIII secolo, tanto che i “sovrani illuminati” (a eccezione di Caterina di Russia) ne decisero l’espulsione da un Paese dopo l’altro, fino a quando, nel 1773, papa Clemente XIV si vide costretto a sopprimerli, con la lettera apostolica Dominus ac Redemptor, un documento patetico e imbarazzante, nel quale il papa non prende posizione circa le accuse che venivano mosse ai gesuiti, ma si limita a constatare che tali accuse esistono e sono molto forti, e che, per amor di pace, è preferibile eliminarne la causa alla radice. Pio VII li avrebbe poi ricostituiti poi nel 1814.
    Rinati nel clima della Restaurazione, i gesuiti nel XIX e XX secolo si sono strenuamente adoperati per la propagazione e la difesa della fede cattolica; compatti difensori del papato, cui, peraltro, avevano deciso di non aspirare personalmente, sono stati in prima fila nella battaglia antimodernista di san Pio X e, con la rivista La civiltà cattolica, fondata nel 1850, hanno perseguito fino a dopo la Seconda guerra mondiale un vasto progetto di ricattolicizzazione della società, e perfino di restaurazione della teologia tomista, già indicata da papa Leone XIII come la teologia più idonea a veicolare e sostenere le verità della dottrina cattolica (…)».




    https://www.corrispondenzaromana.it/...zio-di-loyola/
    https://www.corrispondenzaromana.it/...-di-Loyola.jpg
    «Perché non bisogna discreditare la Compagnia di Gesù 29 Marzo 2017 (Roberto de Mattei)

    (…) L’obbedienza è una virtù eminente riconosciuta da tutti i teologi e praticata da tutti i santi. Essa ha il suo perfetto modello in Gesù Cristo, di cui san Paolo dice che fu «obbediente fino alla morte, alla morte di Croce!» (Fil. 2, 8). Essere nell’obbedienza significa essere in Cristo (2 Cor 2, 9) e vivere pienamente il Vangelo (Rom 10, 16; 2 Tess. 1, 8). Perciò i Padri e i Dottori hanno definito l’obbedienza come la custode e la madre di tutte le virtù (S. Agostino, De Civ. Dei, Liber XIV, c. 12). Il fondamento dell’obbedienza è la subordinazione ai superiori perché rappresentano l’autorità stessa di Dio. Ma essi rappresentano l’autorità in quanto custodiscono e applicano la legge divina.
    Questa legge divina è a sua volta superiore al potere umano degli uomini che hanno il compito di farla rispettare. L’obbedienza costituisce per un religioso la virtù morale più eccelsa (Summa theologica 2-2ae, q. 186, aa. 5, 8). Tuttavia si pecca contro questa virtù non solo per disobbedienza, ma anche per servilismo, uniformandosi a decisioni dei superiori palesemente ingiuste.
    (…) In questa prospettiva si addebitano talora ai Gesuiti colpe che non sono loro, come quella di avere introdotto nella Chiesa una concezione ipertrofica e volontaristica dell’obbedienza religiosa. Si cita a questo proposito l’invito di sant’Ignazio di Loyola alla “cieca obbedienza”, travisando il significato che il fondatore della Compagnia di Gesù dà a questa virtù. La parola “cieca” evoca infatti l’irrazionalità, ma se tra i santi vi è un campione della razionalità questi è proprio sant’Ignazio, i cui Esercizi Spirituali sono un capolavoro di logica, basato sull’applicazione del principio di non contraddizione al campo spirituale e morale dell’esercitando.
    L’affermazione di Guglielmo da Ockam, secondo cui è giusto tutto ciò che Dio comanda, ma Dio può comandare anche l’ingiusto (iustum quia iussum), pone le basi del volontarismo di Lutero di cui la concezione ignaziana rappresenta l’antitesi. L’obbedienza cieca a cui sant’Ignazio fa riferimento sarebbe irrazionale se prescindesse dalla ragione che costituisce invece, come egli spiega, il suo presupposto, perché è il risultato di un’attenta e ponderata riflessione (Monumenta Ignatiana (MI), G. Lopez del Horno, Madrid 1903, I, 4, pp. 677-679).
    L’obbedienza ignaziana non ha nulla a che vedere con il volontarismo, proprio perché si fonda sulla logica e sul rispetto di una oggettiva legge divina e naturale, alla quale il superiore deve subordinarsi. Sant’Ignazio tratta dell’obbedienza, nelle Costituzioni della Compagnia, nella Lettera sull’ubbidienza indirizzata ai gesuiti del Portogallo il 26 marzo 1553 e in molte altre lettere, come quelle agli scolastici di Coimbra, alla Comunità di Gandia, ai Gesuiti di Roma, ad Andrés Oviedo, al padre Urbano Fernandez.
    In questi documenti egli chiarisce bene come l’obbedienza ha dei limiti precisi: il peccato e l’evidenza contraria. Nelle Costituzioni, ad esempio, sant’Ignazio afferma che i Gesuiti devono obbedire al Superiore «in tutte le cose in cui non vi sia peccato» (n. 284); «in tutte le cose che il superiore ordina e nelle quali non si può individuare alcuna sorta di peccato» (n. 547); in tutte quelle «in cui non sia manifesto alcun peccato» (n. 549). Dunque quando l’ordine del superiore induce al peccato, deve essere rifiutato.
    Naturalmente si tratta di peccato sia mortale che veniale, ed anche di occasione di peccato, purché chi è posto davanti all’ordine ingiusto ne sia soggettivamente certo. Oltre alla limitazione che proviene dalla volontà, che è il peccato, c’è quella che dipende dal giudizio, come emerge dalla lettera ai gesuiti di Coimbra del 14 gennaio 1548, in cui il fondatore della Compagnia specifica che l’obbedienza vale fino a che «non si entri in cosa che sia peccato o che sia conosciuta come falsa in maniera tale da imporsi necessariamente al giudizio» (MI, I, 1, p. 690).
    Questo limite è espresso anche nella Carta dell’Obbedienza in cui il gesuita è invitato a ubbidire «in molte cose in cui non lo forzi l’evidenza della verità conosciuta» (MI, I, 4, p. 674). Il padre Carlos Palmés de Genover s.j., che ha studiato questo tema, commenta: «È chiaro che l’evidenza contraria è un limite naturale dell’obbedienza, per l’impossibilità psicologica di dare il proprio assenso a ciò che si presenta come evidentemente falso» (La obediencia religiosa ignaciana, Eugenio Subirana, Barcelona 1963, p. 239). Se nel peccato il limite è di ordine morale, nel caso dell’evidenza, è di ordine psicologico. L’obbedienza dunque è “cieca” a determinate condizioni e mai irrazionale.
    (…) Tra la Rivoluzione protestante e la Rivoluzione francese i Gesuiti hanno rappresentato l’inespugnabile barriera che la Provvidenza ha levato contro i nemici della Chiesa. E la diga crollò, nel 1773, proprio quando un papa, Clemente XIV, soppresse la Compagnia di Gesù, privando la Chiesa dei suoi migliori difensori. Il padre Jacques Terrien ha svolto una accurata ricerca storica su una tradizione, che rimonta ai primi tempi della Compagnia, secondo la quale la perseveranza nella vocazione all’interno dell’Istituto fondato da sant’Ignazio sarebbe un pegno sicuro di salvezza (Recherches historiques sur cette tradition que la mort dans la Compagnie de Jésus est un gage certain de prédestination, Oudin, Paris 1883).
    Tra le numerose testimonianze che il religioso riporta, dai Bollandisti a santa Teresa d’Avila, è di particolare interesse una rivelazione che ebbe nel 1569 san Francesco Borgia, preposito generale dell’ordine. «Dio mi ha rivelato – affermò il santo spagnolo – che nessuno di coloro che sono vissuti, vivono o vivranno nella Compagnia, morendo in essa, sarà condannato, per lo spazio di trecento anni. E’ la stessa grazia che già fu fatta all’Ordine di san Benedetto» (Terrien, op.cit, pp. 21-22).
    Poiché i gesuiti furono fondati nel 1540, il privilegio della salvezza per coloro che sono morti all’interno della Compagnia, si estende fino al 1840 (…)»
    http://www.robertodemattei.it/wp-con...lo_gesuita.jpg







    https://moimunanblog.com/
    "31 de julio SAN IGNACIO DE LOYOLA, CONFESOR"





    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la Sainte Messe selon le missel de Saint Pie V»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur”

    “31 juillet : Saint Ignace de Loyola, Fondateur de la Compagnie de Jésus (1491-1556)”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_ignace_2.jpg

    Exercices spirituels de Saint Ignace - Sodalitium





    SANT’IGNAZIO DI LOYOLA, ORA PRO NOBIS!!! A.M.D.G.
    PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNOR GESÙ CRISTO, MISERERE NOBIS!!!
    Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
    «O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!»
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 
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