User Tag List

Pagina 1 di 9 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 86
  1. #1
    www.pnveneto.org - PNV
    Data Registrazione
    18 Aug 2006
    Località
    Trevixo - Venetia
    Messaggi
    1,133
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito 4 luglio: Viva la dichiarazione di indipendenza, abbasso Garibaldi!

    Comunicato stampa


    4 luglio: Viva la dichiarazione di indipendenza, abbasso Garibaldi!


    _____________________

    Venezia, 3 luglio 2007

    "Quando nel corso degli umani eventi si rende necessario ad un popolo sciogliere i vincoli politici che lo avevano legato ad un altro....". Così inizia una delle pagine più belle nella storia di libertà dei Popoli. Era il 4 luglio 1776 e “VENETI” ricorda tale momento solenne a 231 anni da quando i delegati delle 13 colonie hanno sottoscritto a Philadelphia la dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America. Undici anni dopo, sempre nella Indipende Hall venne redatta la Costituzione americana che prese ispirazione per molti tratti proprio dalla Serenissima Repubblica di Venezia.

    Tale anniversario contribuisce a rendere meno amari i giorni di recrudescenza dela persecuzione giudiziaria cui sono sottoposti i Patrioti Serenissimi.
    Una decisione tutta italiana – solo in apparente contrasto con le promozioni degli ex brigatisti a consulenti di governo e l’indulto verso mafiosi e criminali vari – che è il segnale di una impasse identitaria di uno stato nazionale in chiara crisi. Una crisi politica, ma anche economica data la minaccia di rivolta fiscale delle categorie produttive venete, ulteriormente angariate dalla revisione degli studi di settore.

    Forse è necessario ricordare che il 4 luglio 1776 è stato anticipato dal “tea party” di due anni e 7 mesi prima come protesta contro le “leggi intollerabili” dell’impero britannico. Presto festeggeremo anche in Venetia una bella festa a base di tè, cui seguirà presto l’autodeterminazione democratica del Popolo Veneto e la riconquista della propria sovranità ed Indipendenza.

    Il primo atto della Venetia sovrana sarà di sicuro la rimozione di tutti busti di Garibaldi.

    Il “brigante dei due mondi”, simbolo supremo di politica guerrafondaia anti-veneta, con l’ironia che solo la storia sa riservare, nacque duecento anni fa proprio nello stesso giorno in cui si festeggia l’indipendenza dei patrioti americani.

    A tal proposito “VENETI” stigmatizza la decisione della Regione Veneto e degli esponenti regionali di Alleanza Nazionale di partecipare ad eventi commemorativi del falso eroe, che risultano essere un esempio di mala cultura coloniale anti-veneta. L’uso di risorse per festeggiare un nemico del Popolo Veneto è spreco di soldi veneti e beffa per i poveri Eroi Serenissimi proprio nei giorni dell’assurdo inbarbarimento giudiziario italiano nei loro confronti.



    Per informazioni

    Portavoce: Patrik Riondato


    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    rural resistance
    Data Registrazione
    01 Jun 2007
    Località
    Langbardland
    Messaggi
    1,136
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    abbasso garibaldi sempre!

  3. #3
    itaglia stato canaglia
    Data Registrazione
    26 Aug 2006
    Località
    Busnago (Brianza Est)
    Messaggi
    1,135
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    4 Luglio...

    Abbasso Garibaldi!

    Abbasso l'esame di Reti

    Erhn.....

    Vado a Milano va là

    Se vedùm

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    11 Apr 2009
    Messaggi
    757
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

  5. #5
    l'occasione fa l'uomo italiano
    Data Registrazione
    19 Sep 2006
    Messaggi
    2,814
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    non mi spiego come il cartello non sia stato ancora impallinato.

  6. #6
    Better Dead Than Red
    Data Registrazione
    05 Feb 2007
    Località
    "Ricorda Di Osare Sempre, Verona"
    Messaggi
    521
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    magari succedesse cosi anche qui nella penisola canaglia...dobbiamo cominciare anche noi a boicottare lo stato oppressore!

  7. #7
    www.pnveneto.org - PNV
    Data Registrazione
    18 Aug 2006
    Località
    Trevixo - Venetia
    Messaggi
    1,133
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    dal GAZZETTINO di oggi, a pag. 18

    Nel duecentenario dalla nascita il mito dell’Eroe dei due mondi non accenna a tramontare, anche se dagli autonomisti arrivano bordate di critiche

    Garibaldi e il Veneto, un amore tradito

    Il professor Isnenghi: «Sconfitto a Roma, partì in aiuto dei veneziani, ma poi fu deluso dalla loro tiepidezza nella guerra del 1866»

    di Sergio Frigo

    Fino a ieri Garibaldi, per gli italiani, era come la mamma: impossibile parlarne male. In occasione della ricorrenza del duecentenario della nascita però (che cade esattamente oggi) anche quest'ultima icona della nostra malconcia identità nazionale viene sottoposta ad un fastidioso tiro al bersaglio, in particolare dai movimenti autonomisti. A parte l'immancabile Borghezio, secondo cui le celebrazioni di cui parliamo sotto sono la «penosa esumazione di un cadavere della Storia», dalla Sicilia arriva il grido di dolore dei vertici del Movimento per l'Autonomia, per i quali con Garibaldi si alimenta un falso mito dell'unità d'Italia, che fu in realtà «una vera annessione», grazie alla quale il Nord povero mise le mani sulle ricchezze di un Sud all'epoca «più ricco e prospero» del resto d'Italia.

    Non mancano ovviamente all'appello anche i "Veneti in movimento", che in un loro comunicato esaltano polemicamente il 4 luglio americano, festa dell'autodeterminazione dei popoli, «contro la festa per il "brigante dei due mondi", simbolo supremo di politica guerrafondaia anti-veneta».

    Intanto però per l'"Eroe dei due mondi" le celebrazioni sono in pieno svolgimento, culminando oggi nella commemorazione al Senato e nella posa di una corona di fiori al suo monumento al Gianicolo da parte del Capo dello Stato. Ma iniziative pubbliche - mostre, convegni, pubblicazioni - sono in corso ovunque in Italia, da Palermo a Firenze, e anche a Budapest e in Uruguay. Anche se forse è un po' appannato, infatti, il mito di Garibaldi continua ad alimentare l'immaginario collettivo. Non a caso è il personaggio più citato nelle piazze e vie italiane, essendo presente in più di 5.500 comuni, che spesso conservano anche una statua in suo onore, con lo sguardo immancabilmente rivolto verso Roma.

    Ma Garibaldi ha prestato il suo nome e la sua inconfondibile effige anche ad uno sterminato merchandising, che comprende fra l'altro una marca di biscotti inglesi, un pesce (rosso come le sue camicie) che vive nell'America del nord, una marca di jeans e una qualità di sigari toscani.

    Lo storico Mario Isnenghi, che a Garibaldi ha appena dedicato il volume "Garibaldi fu ferito. Storia e mito di un rivoluzionario indisciplinato" (Ed. Donzelli, € 14), osserva che «il mito di Garibaldi risorge sempre, come la Fenice». Lo ritroviamo infatti nel protosocialismo dell'800 e nell'interventismo della Grande Guerra, nell'impresa di Fiume e nella guerra di Spagna, nella Resistenza comunista e nel Fronte Popolare, nei richiami ideali di Craxi e Spadolini. «Il nostro Paese sembra ricordarsi di lui molto più che di Mazzini, il cui duecentenario, nel 2005, è passato effettivamente un po' sotto silenzio».

    Quanto al Veneto, i rapporti con Garibaldi e il suo mito ebbero un andamento altalenante, dopo il grande amore degli inizi. «Dopo la sconfitta della Repubblica romana - osserva Isnenghi - egli aveva con sè ancora 4mila uomini, e con loro si diresse proprio a Venezia, per portare aiuto alla Repubblica che ancora resisteva contro gli austriaci. Poi le cose andarono diversamente, ma la linea politica del grande capo guerrigliero era quella». I veneti ricambiarono l'amicizia del Generale accorrendo numerosi all'appello dei Mille: sullo scoglio di Quarto erano quasi duecento, il gruppo più numeroso dopo i 434 lombardi, e il sostegno per l'impresa fu notevole anche nella nostra regione. «Senza contare - spiega un'altra studiosa veneziana, Eva Cecchinato, che a Garibaldi ha appena dedicato il volume "Camicie rosse" (Ed. Laterza, € 20) - che alcuni di loro erano fuoriusciti dal Veneto per motivi politici, e probabilmente furono registrati tra i volontari con il paese di residenza invece che con quello di origine».

    Era padovano il garibaldino insieme più puro e intelligente, Ippolito Nievo, nominato in Sicilia viceintendente generale della spedizione, il più acuto osservatore della questione sociale del Risorgimento (nei suoi "Frammenti"), purtroppo scomparso appena trentenne in un naufragio, dopo una delicata missione per conto del suo Generale. «Ma fra i garibaldini veneti - ricorda la prof. Cecchinato - va ricordato anche Alberto Mario, di Lendinara, che pur non avendo preso parte alla spedizione dei Mille ebbe un ruolo importante nalla campagna meridionale. Era un uomo di lettere politicamente vicino al Cattaneo soprattutto nel sogno di un'Italia unita ma federale. A differenza di altri compagni d'arme rimase sempre repubblicano, e l'Italia che vide nascere lo deluse molto. Morì esattamente un anno dopo Garibaldi, nel 1883».

    E proprio alla disillusione subita da molti repubblicani, e alla loro difficile integrazione nel nuovo Stato sabaudo, il professor Isnenghi fa risalire un fenomeno che contribuì alla fine a raffreddare gli entusiasmi del Generale per il Veneto. «Tanto aveva visto i veneti animati dallo spirito rivoluzionario risorgimentale nel 1848-49, tanto poco gli sembrarono decisivi nella liberazione finale dagli austriaci, nel 1866. E si sa che in questi passaggi il confine fra liberazione e occupazione da parte di una forza straniera sta tutto nel livello di partecipazione del popolo. La delusione di Garibaldi fu poi acuita dalla successiva campagna elettorale del 1867, quando gli uomini da lui sponsorizzati furono tutti bocciati nelle urne. Il fatto è che i veneziani e i veneti che avevano creduto in un'Italia unita e repubblicana erano ormai come privi di energie, dopo aver tanto lottato, e poi preda a loro volta della disillusione per la caduta delle loro speranze».Senza contare che in quelle elezioni nel Veneto si manifestò per la prima volta la forza della componente cattolica destinata ad assumere un peso decisivo nel futuro della regione. Una componente con cui Garibaldi non poteva in alcun modo venire a patti.

  8. #8
    Lumbard
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Lach Magiùr
    Messaggi
    11,695
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito


    Appena fu eletto sindaco mantenne la promessa elettorale con tempismo impeccabile, facendo sparire in un batter d'occhio le scritte in dialetto dai cartelli stradali d'ingresso alla città.

    Al termine di una fitta serie di manifestazioni su Giuseppe Garibaldi, Roberto Bruni inaugura nel giorno del bicentenario della nascita dell'eroe dei due mondi, i dieci cartelli stradali che già campeggiano lungo le principali vie d'accesso alla città.

    Come si vede nella foto scattata in via Autostrada, accanto alla scritta «Bergamo» si trova la denominazione «Città dei Mille» e il volto di Garibaldi.



    siamo proprio degli idioti: togliamo le scritte nelle nostre lingue per mettere la causa di tutti i nostri mali

  9. #9
    PADANIA NEL CUORE
    Data Registrazione
    07 Apr 2003
    Località
    dall'amata Padania
    Messaggi
    1,731
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Un indice di quale sia il livello di non conoscenza diffuso in Padania.
    Sia ben chiaro che fra i giovani la figura di garibaldi è sullo stesso piano di quella di vasco rossi con la differenza che del secondo sanno qualcosa, del primo sanno quello che talvolta raccontano nelle favole.
    Quel cartello ,posto in sostituzione di quello iin lingua bergamasca, è semplicemente il risultato di decenni di falsità storiche.
    E non è un segno di intelligenza ( nè politica nè intelligenza in generale).
    Se la sinistra fosse quello che dovrebbe essere e quello che non è da tempo rimuoverebbe il sindaco e rimetterebbe il cartello.
    TIOCH FAID AR LA'

  10. #10
    l'occasione fa l'uomo italiano
    Data Registrazione
    19 Sep 2006
    Messaggi
    2,814
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    la sinistra itagliona non è MAI stata per le autonomie. Te lo dice un vecio. E' sempre stata centralista e stalinista.

 

 
Pagina 1 di 9 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Viva la monarchia, abbasso i monarchici!
    Di FrancoAntonio nel forum Monarchia
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 11-07-12, 23:09
  2. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 03-07-07, 17:28
  3. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 03-07-07, 17:24
  4. Viva la violenza abbasso l'amore!
    Di Roberto Mime nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 14-11-05, 17:07

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226