Ottimo articolo di Massimo Fini, riportato da MZ, Il giornale del Ribelle: http://www.movimentozero.org/mz
L'ANARCHIA PORTA TIRANNIA
La nomina dell’ex capo della polizia Gianni De Gennaro, silurato per essere entrato nel registro degli indagati per la violenza alla caserma Diaz durante il G8 di Genova, a capo di gabinetto del ministero dell’Interno, ha sollevato una mezza rivolta fra i prefetti. Il segretario del Sipref, il sindacato dei prefetti (esiste anche un sindacato dei prefetti, robb de matt), Claudio Palomba accusa il governo di «aver trasformato il Viminale in un ministero di polizia, non era mai accaduto che un poliziotto arrivasse in quel posto». Il Sipref terrà un’assemblea giovedì e preannuncia «manifestazioni clamorose». Ma siamo diventati matti? Il prefetto, istituto di derivazione post Rivoluzione francese, napoleonica, rappresenta lo Stato,anzi lo incarna, nelle varie realtà locali e non può in alcun modo mettere in discussione decisioni dello Stato. E’come se mettesse in discussione se stesso, la propria funzione, innescando una rivoluzione, anzi una controrivoluzione. Il fatto è che in Italia nessuno ubbidisce più a nessuno. I ministri non ubbidiscono al governo, anzi scendono in piazza per contestare le sue decisioni che sono anche le «loro» decisioni. I presidenti di Regione non rispettano le leggi dello Stato anche in materie che esulano completamente dalle loro competenze. I sindaci vanno per i fatti loro. Il primo atto del neosindaco di Verona, Flavio Tosi, è stato di sostituire la fotografia dell’attuale Presidente della Repubblica con quella di Sandro Pertini, che gli è più simpatico. Non solo le inchieste ma anche le sentenze della Magistratura vengono apertamente contestate da altri organi istituzionali. Nemmeno le sentenze definitive vengono più applicate. L’onorevole Previti è stato condannato a sei anni di reclusione con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Non potrebbe fare nemmeno il vigile urbano. Invece resta parlamentare della Repubblica, con tutti gli annessi e connessi, stipendio, indennità, diarie, altre diarie speciali per spese di soggiorno e rimborsi spese, esenti da Irpef, per un totale di 100mila euro l’anno. E’ caduta ogni regola e ogni senso delle regole che, naturalmente dalle istituzioni discende giù per li rami alla popolazione. Ma si sa dove, dai e ridai, porta la sistematica mancanza del rispetto delle regole. Scriveva Platone: «Quando un popolo, divorato dalla sete della libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanto ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade che... in questo clima di libertà, in nome della medesima, non vi è più riguardo né rispetto per nessuno. In mezzo a tante licenze nasce e si sviluppa una malapianta: la tirannia».
Massimo Fini
Quotidiano Nazionale 27 giugno 2007
DEDICATO A TUTTI COLORO CHE ANCORA SI INTERROGANO SULLE CAUSE DELL'ATTUALE CRISI DELLA RAPPRESENTANZA POLITICA!![]()




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