Fmi: Dpef non in linea coi consigli
"Tesoretto per risanare i conti"
Ulteriore frenata per il Dpef: il Fondo monetario internazionale ritiene che "non è in linea" con le raccomandazioni e non risponde a "quello di cui l'Italia ha bisogno", mentre il tesoretto dovrebbe servire a risanare i conti. Nei giorni scorsi anche Bruxelles aveva espresso perplessità: secondo la Ue sarebbe meno favorevole del previsto e, se l'Italia non aggiustasse il deficit, potrebbe andare contro lo spirito del Patto. Il fondo montetario bacchetta anche sulla riforma del sistema delle pensioni, che è incompleta e crea incertezza sui conti pubblici italiani.
Come ha detto la portavoce del Fondo Monetario Internazionale Olga Stankova,"il tentativo di consolidamento fiscale abbozzato nel nuovo Dpef non è all'altezza dei bisogni dell'Italia" e non solo non riesce a migliorare lo stato dei conti pubblici ma neanche a centrare gli obiettivi di governo in termini di crescita e di giustizia sociale.
"Il fondo- ha aggiunto la portavoce dell'Fmi - raccomanda da tempo un processo di consolidamento fiscale, incluso il pareggio del budget entro il 2010 e, più recentemente, ha chiesto che si usi l'attuale surplus per ridurre il deficit. Ma nonostante un punto di partenza migliore e una tendenza storica a mancare gli obiettivi di medio termine, il nuovo Dpef non rappresenta un miglioramento rispetto ai precedenti e ha chiaramente obiettivi di riduzione del deficit per il triennio 2008-2011 poco ambiziosi".
Il Fondo ha criticato il governo anche sul fronte delle spese.
"E' un fatto incoraggiante - ha detto la portavoce dell'Fmi - che il Dpef introduca importanti riforme di budget e di controllo delle spese ma la decisione di autorizzare spese aggiuntive per l'anno in corso nonostante la revisione al rialzo delle previsioni di spese effettuata a marzo rappresenta un passo indietro. Infine il board del Fondo aveva sottolineato l'importanza di prevedere in maniera debita l'impatto finanziario della riforma delle pensioni gia' approvata ma sfortunatamente i negoziati su queste riforme non sono stati completati prima dell'approvazione del Dpef. Data l'incertezza attorno all'esito di questi negoziati, gli aggiustamenti fiscali previsti dal Dpef potrebbero rivelarsi insufficienti".




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