
Originariamente Scritto da
MarcelloG
Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi e dei ministri del Governo in carica
Questo governo, eletto il 9 aprile 2006, con una maggioranza di circa 24 000 voti alla camera e senza maggioranza nazionale al senato non è legittimato all'esercizio del potere.
Non puo' essere ammesso legalmente che un governo spaccato e diviso al suo interno governi il paese, un governo che non è d'accordo su niente: non sa se dare o no l'ok a basi dei paesi esteri, se dare il via libera alla creazione di linee ferroviarie di importanza basilare che consentano il passaggio di treni ad alta velocita', non sa se mandare soldati in Afghanistan, non sa se accogliere con abbracci o con insulti il capo di stato di un paese alleato, non sa se oggi, domani e dopodomani il senato consentira' la sopravvivenza di un governo gia' morto.
Quanti ministri, per non dire italiani, credono che questo governo durera' altri 4 anni? Ha perso in tutte le regioni, in tutte le provincie, ha aumentato il prelievo fiscale, ha aumentato il rapporto deficit\pil, ha aumentato la tassazione delle rendite catastali, fara' una revisione degli studi di settori, ha esautorato senza motivo il capo della guardia di finanza colpevole di non aver assecondato le manie di grandezza di un viceministro.
Gli italiani sono stufi, siamo stufi di un governo che ci rende ridicoli in giro per il mondo e che dimostra ogni giorno la sua incapacita' a guidare un paese grande e forte come l'Italia, quel timone non fa per voi, il governo di questo paese è cosa seria, voi non siete cosa seria.
E' con questa lettera, che mandero' a tutte le piu' importanti testate nazionali, che chiedo le dimissioni del governo Prodi.
Chi sono per chiederlo? Non sono un politico, non sono un giornalista, nemmeno un comico che vuole arricchirsi cercando immondizia che non c'è, sono un cittadino italiano diplomato in ragioneria stufo di un governo che crea danni all'azienda Italia ed ai cittadini italiani. Nel mio piccolo sto solo cercando di porre fine all'azione rovinosa di un governo che ne ha gia' fatte troppe.
Marcello Gentile