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Discussione: פולסא דנורא

  1. #1
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    Predefinito פולסא דנורא

    E' notte… Tre uomini stanno davanti ad un tavolino sorretto da cavalletti sul quale sono disposte tre candele gocciolanti, la sola luce è quella delle candele e della Luna alta nel cielo.
    I tre stanno intonando una strana canzone dal tono basso simile a una salmodia, come una sorta di inno religioso… molto dolce… come una sommessa preghiera.
    Come un'invocazione all'Angelo della distruzione פולסא דנורא.
    Pulsa Dinura… Staffilate di Fuoco.
    La Pulsa Dinura è un'antica maledizione tipica del deserto, delle lande desolate della Mesopotania, molto antica e molto crudele.
    Compare in alcune versioni del Talmud risalenti all'epoca della cattività babilonese.
    Pare sia stata praticata contro diversi Papi cattolici.
    In anni recenti è stata utilizzata più di una volta da alcuni ebrei.
    Una famosa Pulsa Dinura è stata messa in atto negli anni '30 contro Adolf Hitler.
    Alcuni rabbini ultraortodossi evocarono l'Angelo della distruzione contro Yitzhak Rabin, il premier israeliano, nell'ottobre del 1995; Rabin fu assassinato prima che il mese terminasse.
    Nel 2005 altri rabbini la usarono contro Ariel Sharon, anche lui primo ministro, che pochi mesi dopo cadde in coma per un'emorragia cerebrale.
    Vietata dalla Thorah ma prevista dalla Kabbalah, la Pulsa Dinura è menzionata nello Zohar...

    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 28-02-10 alle 00:09

  2. #2
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    Predefinito Rif: פולסא דנורא

    Trovo difficile credere a simili superstizioni, ma ormai ci fanno credere di tutto.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 28-02-10 alle 00:10

  3. #3
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    Predefinito Rif: פולסא דנורא

    Sei libero di credere ciò che vuoi!

  4. #4
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    Predefinito Rif: פולסא דנורא

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    Trovo difficile credere a simili superstizioni, ma ormai ci fanno credere di tutto.
    Il mondo è fatto di sostanze grossolane e di sostanze sottili...
    Avendone le capacità si può operare nel campo delle prime quanto in quelle delle seconde.
    Pur riconoscendo che la stragrande maggioranza degli "stregoni" sono soltanto ciarlatani, ritengo che escludere a priori il poter compiere tali azioni sia sintomatico di una mentalità oscurantista, altra faccia della stessa medaglia di chi relega tali atti nella sfera dell'intervento del demonio.
    L'uomo ha in sé le capacità, quanto meno latenti, di compiere azioni "miracolose" tanto nel fare il bene quanto il male.
    Piuttosto mi viene da chiedermi come chi mette in atto la Pulsa Dinura possa pensare di evitare le tre staffilate di ritorno.
    "Ricorda la legge del Triplo: è fatale, ritorna tre volte sia il bene che il male" (dalla "Rede").
    Lo stesso Mosè vieta nella Torah il compimento di tali atti, per le implicite ripercussioni negative che avrebbero avuto effetto sull'intero popolo di Israele.
    Mah!! Si vede che, in certi ambienti, si preferisce il luciferiano uso kabbalistico della Ragione alla Legge di YHWH.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 28-02-10 alle 00:19

  5. #5
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    Predefinito Rif: פולסא דנורא

    Citazione Originariamente Scritto da Lupo Visualizza Messaggio
    Il mondo è fatto di sostanze grossolane e di sostanze sottili...
    Avendone le capacità si può operare nel campo delle prime quanto in quelle delle seconde.
    Pur riconoscendo che la stragrande maggioranza degli "stregoni" sono soltanto ciarlatani, ritengo che escludere a priori il poter compiere tali azioni sia sintomatico di una mentalità oscurantista, altra faccia della stessa medaglia di chi relega tali atti nella sfera dell'intervento del demonio.
    L'uomo ha in sé le capacità, quanto meno latenti, di compiere azioni "miracolose" tanto nel fare il bene quanto il male.
    Piuttosto mi viene da chiedermi come chi mette in atto la Pulsa Dinura possa pensare di evitare le tre staffilate di ritorno.
    "Ricorda la legge del Triplo: è fatale, ritorna tre volte sia il bene che il male" (dalla "Rede").
    Lo stesso Mosè vieta nella Torah il compimento di tali atti, per le implicite ripercussioni negative che avrebbero avuto effetto sull'intero popolo di Israele.
    Mah!! Si vede che, in certi ambienti, si preferisce il luciferiano uso kabbalistico della Ragione alla Legge di YHWH.
    Già da ieri volevo interloquire... poi mi sono incartata in una discussione con acchiappaignoranti sul forum orientale, nella quale scrivevo proprio di Kabbalah, facendo anche un riferimento a questo tuo topic.

    Non ho alcun dubbio che, nella tradizione kabbalistica, vi sia un corpus dedicato anche a maledizioni (e benedizioni) legate all'invocazione di particolari entità (oscure, in questo caso) delle quali si conoscano il nome, la caratteristica e le parole di potenza adatte a richiamarle: ricordiamo che non esiste solo l'albero delle Sephiroth, ma anche quello delle Qelipoth, speculare all'altro, con tutta la sua gerarchia di abitanti oscuri.

    Riguardo al "colpo di ritorno", è noto nella scienza magica che vi sono schermi protettivi per deviarne la potenza in modo da depotenziarne la carica distruttiva: sta all'abilità di chi compie l'operazione usufruirne nella maniera corretta senza ricevere danno da quanto fa... in alternativa l'operazione diviene rovinosa per lui, anche nei mondi sottili del post mortem.

    Alla tua osservazione replico dicendo che, nel compiere certi rituali oscuri, l'operatore non è mai solo; vi è sempre la richiesta d'aiuto a un'entità occulta di grado maggiore o minore che si ha il potere di evocare attraverso la conoscenza e la pronuncia esatta del suo nome, coadiuvati da un pentacolo e da un rituale preciso. Questo vale anche per le operazioni semplici come incanti negativi, disunioni, scompaginamento di situazioni positivamente consolidate (avviene comunemente anche al di fuori della dottrina kabbalistica). E' vero che, nel campo, vi sono moltissimi imbroglioni e ciarlatani: ma, nel mucchio, l'operatore capace lo puoi sempre trovare, pur se raro.

    Nell'ortodossia cristiana sono ancora i sacerdoti a occuparsi di questo piano di cose; e ne hanno i mezzi (ovviamente per slegare certe operazioni). Conobbi, un giorno, uno stimatissimo sacerdote ortodosso di rito rumeno (noto nella mia città) , teologo e docente, il quale mi diceva che se avesse dovuto raccontare quello che nella sua esperienza aveva visto in proposito, e toccato con mano, nessuno gli avrebbe creduto... si riferiva in specie alle sue pregresse esperienze in Romania, ma non solo.

    Vi è tutta una scienza oscura e segreta, alla quale ormai nessuno oggi crede più.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 28-02-10 alle 00:25
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
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  6. #6
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    Predefinito Rif: פולסא דנורא

    Signori, io non ho mai negato l'esistenza di piani di realtà, anche "spirituali", differenti dalla nostra. Anzi sono il primo ad ammetterli.

    Trovo difficile solo il credere che si possano manipolare le leggi della realtà in cui viviamo senza incorrere in catastrofici "controeventi".

    Ritengo anche che la scienza galileiana e cartesiana di oggi, basata sul concreto, abbia oscurato le scienze più antiche (a mio parere di questo si trattava, non di magia) e ne abbia causato l'occaso, in maniera forse definitiva. :giagia:
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 28-02-10 alle 00:26

  7. #7
    Papessa
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    Predefinito Rif: פולסא דנורא

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    Ritengo anche che la scienza galileiana e cartesiana di oggi, basata sul concreto, abbia oscurato le scienze più antiche (a mio parere di questo si trattava, non di magia) e ne abbia causato l'occaso, in maniera forse definitiva. :giagia:
    Ma infatti... Io credo che, sotto il termine "magia", si raccolgano scienze ormai sconosciute che riconducono alle possibilità dell'uomo e della natura sottile delle cose e alle loro interdipendenze nascoste.

    Affascinante argomento.

    Conosco medici che, per far togliere l'orzaiuolo o il "fuoco di Sant'Antonio" (herpes zoster) a un parente, lo fanno rivolgere ai guaritori di campagna, quelli che "segnano" la parte ammalata. Dicono che sanno far prima e meglio della nostra medicina.....

    Sapienze naturali ormai quasi perdute per sempre, frammenti di un sapere antichissimo che ci legava alla natura e ormai dimenticato.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 28-02-10 alle 00:30
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  8. #8
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    Predefinito Rif: פולסא דנורא

    Come le maledizioni dei rabbini provocano la morte dei loro nemici

    di Francesco Lamendola - 21/02/2010

    Forse non sono in molti a sapere, o a ricordare, che il primo ministro israeliano Ytzhak Rabin, prima di cadere assassinato da un estremista di destra nel 1995, era stato il destinatario di una “pulsa danura” (in aramaico: “frusta di fuoco”), decisa da una corte di rabbini ultraortodossi: vale a dire di una solenne maledizione, scagliata secondo i procedimenti della magia nera e derivante da una nozione presente nella Kabbalah, quella della parola dotata di potere autonomo e infallibile; in questo caso, il potere di uccidere.
    Infatti, si ritiene che chiunque venga colpito dalla “pulsa danura” debba morire entro un anno, oppure subire danni gravissimi alla salute, tali da metterlo totalmente e irreversibilmente fuori combattimento. Essa, infatti, non è una maledizione puramente umana: secondo coloro che la utilizzano, le forze che vengono evocate sono gli angeli della distruzione, e il loro scopo è abbattersi su colui che è stato giudicato empio, scatenando su di lui tutte le maledizioni presenti nell’Antico Testamento, e specialmente nel Libro dei Salmi.
    Nel caso di Rabin, la sua “colpa” era stata, agli occhi dei rabbini ultraortodossi, quella di aver firmato, sotto gli auspici del presidente Clinton e della diplomazia statunitense, gli storici accordi di Oslo del 20 agosto 1993, con i quali Israele riconosceva, in linea di principio, il diritto dei Palestinesi all’autogoverno nei territori occupati durante la guerra dei Sei Giorni del 1967; accordi in seguito ai quali lui e il leader dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, Yasser Arafat, avevano ricevuto il Premio Nobel per la Pace.
    E forse non sono in molti a sapere, o a ricordare (e la memoria corta sovente non è il frutto della distrazione, ma di un piano minuziosamente predisposto da parte di chi è in grado di esercitare un controllo, diretto o indiretto, sull’informazione televisiva o a mezzo stampa) che il primo ministro israeliano Ariel Sharon, prima di essere colpito da un ictus nel dicembre 2005, e poi, irreversibilmente, da una emorragia cerebrale nel gennaio 2006, era stato a sua volta oggetto di una “pulsa danura” da parte dei rabbini ultraortodossi.
    In questo caso, ciò che non gli perdonarono era stato il ritiro dell’esercito israeliano dalla Striscia di Gaza, nell’estate del 2005, e la decisione di rimpatriare, con le buone o con le cattive, gli ottomila coloni israeliani che si erano stabiliti in venticinque villaggi di quel territorio, nel corso dei precedenti trentotto anni; coloni i quali, nati in quel luogo o essendovisi stabiliti da lungo tempo, lo consideravano ormai definitivamente acquisito allo Stato ebraico.
    La “pulsa danura” è la forma estrema dell’esclusivismo, dell’intolleranza e del fanatismo zelota del giudaismo; e, se è vero che in tutte le religioni si può trovare una tendenza estremista e potenzialmente violenta nei confronti dei “non credenti”, è altrettanto vero che nel giudaismo, proprio in ragione della rigidezza del suo monoteismo, associata all’orgoglio di considerarsi oggetto di una elezione divina, a preferenza (e a discapito) di tutti gli altri, tali tratti sono più accentuati e, almeno tendenzialmente, più distruttivi.
    La storia dei difficili rapporti che hanno caratterizzato, durante la Diaspora, la convivenza tra gli Ebrei e le società nelle quali si erano stabiliti, ha fatto il resto, accrescendo da entrambe le parti la diffidenza, il sospetto e il disprezzo.
    Tuttavia, a voler essere spassionati, non si può negare che già nella storia dell’antico Israele esiste una tendenza violentemente razzista e zelatrice, che contraddistingue, ad esempio, la conquista della Palestina e lo sterminio dei Cananei: uomini, donne, bambini, neonati e animali, fino all’ultimo individuo, come ribadisce più volte il Libro di Giosuè.
    Tale tendenza era ben nota ai Greci e ai Romani e ve ne sono tracce anche nel Libro dell’Apocalisse, che - come lo definì l’insigne storico Theodor Mommsen - è essenzialmente un documento dell’odio giudaico contro Roma, che trasuda da ogni verso e da ogni riga il compiacimento per l’attesa distruzione della Grande Babilonia e per la salvezza e la gloria che, invece, saranno riservate ai soli figli di Gerusalemme.
    Dicevamo della Kabbalah e del Libro dei Salmi.
    Per quanto riguarda la Kabbalah, sarà appena il caso di ricordare come la fisica dei quanti abbia confermato certe intuizioni del sapere esoterico, ad esempio il fatto che esiste una stretta correlazione fra il livello energetico delle particelle sub-atomiche e lo stato di benessere o di malessere di un individuo, perché la materia non è che una forma di energia, o meglio: i quanti sono pacchetti di materia/energia o di energia/materia.
    I Salmi denominati “imprecatorî” sono particolarmente dieci: 7, 35, 55, 58, 59, 69, 79, 109, 137, 139; ma in quasi tutti non si fa certo fatica a scorgere un fondo di odio implacabile contro gli “empi”, vale a dire i nemici della giustizia e quindi di Jahwé.
    Anche se i teologi cristiani, da sempre, si arrampicano sugli specchi per minimizzare questo aspetto, insistendo su altri aspetti quali la misericordia e l’amore divini, resta il fatto che la misericordia e l’amore sono rivolti sempre al giusto o, quanto meno, al peccatore che si pente; mentre contro chi non si ravvede sono scagliate le più atroci maledizioni (con buona pace del motto cristiano: «condanna il peccato, ma non la persona del peccatore»).
    Nel Salmo 7, ad esempio, l’autore si scaglia con ira implacabile contro gli empi, invocando da Dio la massima durezza verso costoro (traduzione da «La Bibbia di Gerusalemme», 7, 11-14):

    «Sorgi, o Signore, nel tuo sdegno,
    levati contro il furore dei nemici,
    alzati per il giudizio che hai stabilito. […]
    La mia difesa è nel Signore,
    egli salva i retti di cuore.
    Dio è giudice giusto,,
    ogni giorno si accende il suo sdegno..
    Non torna forse ad affilare la spada,
    a tendere e puntare il suo arco?
    Si prepara strumenti di morte,
    arroventa le sue frecce».

    A ciò si aggiunga che esistevano ed esistono dei libri segreti, simili a grimori, gelosamente tramandati all’interno di cerchie ristrette, illustranti le tecniche specifiche per utilizzare i Salmi come delle vere e proprie fatture di morte da scagliare contro qualcuno.
    Né bisogna pensare che questo atteggiamento rancoroso, implacabile, spietato, nei confronti degli «empi», identificati “tout-court” con i propri nemici (sottintendendo la perfetta giustizia di colui che prega, ovvero che maledice), faccia capolino solo in quei versi dei Salmi in cui lo zelo per Jahwé prende il sopravvento su ogni sentimento di umana compassione.
    Al contrario, esso è una costante di tutto l’Antico Testamento; e, se è vero che nell’Antico Testamento non vi è solo questo, ma vi sono anche pagine bellissime, piene di delicatezza e di misericordia, ve ne sono però innumerevoli altre che rivelano una chiusura tetragona verso tutto ciò che è considerato empio, nonché una volontà di distruggere materialmente e moralmente non solo le opere del malvagio, ma la persona stessa di colui che è giudicato tale.
    Fra i tanti, possiamo ricordare l’episodio in cui il profeta Elia, dopo aver vinto la prova celeste davanti ai quattrocentocinquanta sacerdoti di Baal sul Monte Carmelo, si fa condurre costoro e li scanna di sua mano, dal primo all’ultimo, sulle rive del torrente Cison (1 Re, 40).
    Tagliare la gola a quattrocentocinquanta uomini, da solo, guardandoli negli occhi prima di dar loro la morte, non è cosa da poco, nemmeno per gli standard dell’antichità; in confronto, i carnefici nazisti delle Fosse Ardeatine, che “lavoravano” con le armi automatiche, agivano in gruppo dietro ordini superiori e si facevano coraggio con generose bevute di alcolici, appaiono meno che dei timidi e inesperti dilettanti.
    Questi profeti dell’antico Israele non conoscevano la pietà, ma solo la legge del taglione, e l’applicavano con la massima durezza; salvo, poi, levare a Jahwé altissimi lamenti e atroci invocazioni di vendetta, allorché, nelle continue contese con i popoli vicini e con i loro culti religiosi, si trovavano ad avere la peggio.
    La conclusione di tutto ciò ci riconduce, inevitabilmente, all’importanza della consapevolezza spirituale e alla stretta relazione esistente fra la nostra chiarificazione interiore ed il nostro stato di benessere e di salute generale, sia fisica che psichica.
    Come un elettrone che “salta” su un livello energetico superiore, anche noi possiamo decidere di compiere il “salto” ad un livello di consapevolezza superiore, il che farà vibrare automaticamente con maggiore frequenza il nostro campo energetico. L’amore produce alte frequenze, l’odio produce basse frequenze.
    Nell’epoca in cui stiamo vivendo, particolarmente ricca di forti chiaroscuri, poderose forze energetiche si stanno risvegliando, sia di segno positivo che di segno negativo. Aumentano le pressioni di coloro che hanno scelto la Via della Mano Sinistra e si sono votati alla causa del Male; ma aumentano anche, simultaneamente, le influenze positive di quanti hanno imboccato la Via della Mano Destra e si prodigano per diffondere nel mondo la consapevolezza ed il suo inseparabile compagno, l’amore.
    L’odio, la vendicatività e la volontà deliberata di nuocere che animano i rabbini maledicenti sono solo una delle numerose espressioni delle forze malefiche che sembrano scatenate alla conquista del mondo e che si servono di cento e cento strumenti, controllano e manipolano l’informazione e la cultura, si associano in perverse società segrete e praticano le forme più abominevoli di magia nera, allo scopo preciso di preparare l’avvento di una società mondiale dominata dalla menzogna, dal ricatto e dalla paura; una società in cui vengano incoraggiati e scatenati i peggiori istinti dell’egoismo, della sopraffazione, del sadismo e in cui la bontà, l’amore, la capacità di perdonare siano ridicolizzate, bandite e cancellate.
    Al tempo stesso, però, si stanno risvegliando possenti flussi di energia positiva, sostenuti e incoraggiati dai Maestri spirituali i quali, mescolati in mezzo a noi e indossanti i panni delle persone comuni, pregano intensamente e insegnano tutto ciò che può aiutare gli esseri umani a innalzarsi verso le regioni superiori della Mente, ove l’anima si purifica e diventa assetata e desiderosa solamente di verità, di bontà e di bellezza.
    Dobbiamo renderci conto che non siamo isolati e abbandonati a noi stessi; che ciascuno di noi può farsi tramite di poderose forse benefiche, che non dipendono da noi, ma che noi possiamo accogliere, assecondare, coltivare sia con la meditazione, sia con la preghiera, sia con uno stile di vita sobrio, essenziale, rivolto alla pienezza e alla beatitudine dell’Essere.
    Potenti sono le forze malvagie, ma ancora più potenti sono quelle benevole; anzi, la lotta non si svolge su un piano di parità, come immaginavano gli antichi Manichei, ma le secondo sono infinitamente più forti e destinate a uscire sicuramente vittoriose.
    Quel che resta da vedere è da che parte noi vogliamo schierarci.
    L’attrattiva e la seduzione delle forze del male deriva dalla facilità apparente con cui esse sono in grado di ricompensare quanti accettano di mettersi al loro servizio, nonché dalla rapidità con cui sembra a costoro di raggiungere, grazie ad esse, i traguardi agognati del potere, del denaro, del piacere sessuale.
    I doni inestimabili che le forze del bene elargiscono ai propri seguaci sono meno spettacolari, almeno esteriormente, e, in genere, meno rapidi: perché, quando ci si lascia pervadere dalla luce dell’Essere, è tutta l’anima che vive una radicale esperienza di trasformazione e rigenerazione, al termine della quale non sarà più la stessa, per divenire a sua volta una scintilla di luce ineffabile.

    Fonte: Arianna Editrice - Come le maledizioni dei rabbini provocano la morte dei loro nemici, Francesco Lamendola
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 28-02-10 alle 00:35

  9. #9
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    Predefinito Rif: פולסא דנורא

    L'invocazione di entità malefiche, e la magia nera in genere, sono puntualmente punite da Dio con il fuoco, quale elemento di purificazione e affinamento per eccellenza.

    I suoi discepoli s'inorgoglivano del Tempio, che credevano sfidasse i secoli: «Guarda che pietre e che costruzione!», e Lui rispose: «Non rimarrà pietra su pietra che non sia divelta» (Matteo 24,2)...

    «Uno dei soldati - racconta Giuseppe Flavio - né aspettando il comando né spaventato da siffatta impresa, o piuttosto spinto da qualche impulso, afferra un legno ardente e sollevato da un commilitone lancia il fuoco per entro la Finestra Dorata, la quale immetteva nelle stanze che circondavano il santuario dal lato settentrionale».

    Il penetrale era di legno, le travi erano ancora quelle sollevate seicento anni prima, al ritorno da Babilonia.

    Il fuoco s'appicca subito, alimentato selvaggiamente anche dal molto olio per il rito conservato là. Invano il generale Tito accorre sul posto e urla di spegnere il fuoco: le fiamme e l'avidità del bottino - le lastre d'oro che circondano i vecchi tronchi, il tetto d'oro che per tre anni avevano visto da lontano - rende come folli i soldati.

    Su quell'oro che si piega nel calore rovente e sta già fondendo si lanciano «con tale impeto da schiacciarsi fra loro ... Scrive Flavio Giuseppe - Invece di circoscrivere l'incendio, i legionari si diedero a propagarlo sempre di più.

    Cominciò il macello dei giudei (...). Presto sorsero mucchi dì cadaveri che per la grande altezza raggiunta rotolavano in basso l'uno sull'altro. L'altare sembrava uno scoglio in mezzo a un pantano di sangue».

    Prosegue lo storico: «Tito, visto inutile ogni altro intervento (...) accompagnato da alcuni alti ufficiali, si spinse fin dentro al Santo dei Santi (...). Qui tentò nuovamente d'obbligare i soldati a rispettare il luogo santissimo e ad allontanare le fiamme; ma né la sua autorità, né le bastonate da lui largamente distribuite domarono le belve. In un momento in cui Tito si voltò per respingere alcuni soldati, un altro vi lanciò dentro il fuoco».

    All'alba, non v'era che un cumulo di macerie fumanti.

    EFFEDIEFFE Giornale on-line - Direttore Maurizio Blondet
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 28-02-10 alle 00:32

  10. #10
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    Predefinito Rif: פולסא דנורא

    I salmi usati da Kremmerz sono diversi!
    Sono terapeutici, per dare solievo alle sofferenze del corpo e dell'anima.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 28-02-10 alle 00:32

 

 
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